Fiat Chrysler

Fiat Chrysler

(30,05% del capitale sociale)

 

 

I principali dati consolidati conseguiti dal Gruppo Fiat nel primo semestre 2013 sono evidenziati di seguito:

  I Semestre  
€ milioni 2013 2012 (1)
Variazioni
Ricavi netti 42.082 41.745   337
Utile (perdita) della gestione ordinaria 1.647 1.753   (106)
EBIT 1.660 1.767   (107)
Utile (perdita) consolidata 466 501   (35)
Utile (perdita) consolidata attribuibile ai Soci della Controllante 59 67   (8)
  Saldi al 
€ milioni 30.06.2013 31.12.2012(2)
Totale attivo consolidato 86.169 82.106 
(Indebitamento) / Disponibilità nette (10.091) (9.600) 
- di cui: (Indebitamento) / Disponibilità nette delle Attività Industriali (6.711) (6.545) 
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 6.449 6.187 
(1) A seguito dell’applicazione dell‘emendamento allo IAS 19, i dati del primo semestre 2012 sono stati rideterminati. L’impatto rispetto ai dati del primo semestre 2012 a suo tempo pubblicati è stato pari a una riduzione dell’Utile per € 236 milioni (€ 5 milioni di maggior perdita per Fiat esclusa Chrysler), di cui € 123 milioni (€ 10 milioni per Fiat esclusa Chrysler) per maggiori oneri della gestione ordinaria e € 113 milioni per maggiori oneri finanziari (€ 5 milioni di minori oneri per Fiat esclusa Chrysler). (2) A seguito dell’applicazione dell‘emendamento allo IAS 19, i dati comparativi sono stati rideterminati. In particolare, rispetto ai dati pubblicati nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2012, il patrimonio netto alla stessa data è stato ridotto di € 4.804 milioni, di cui € 2.872 milioni relativi al Patrimonio netto attribuito ai soci della controllante e € 1.932 milioni relativi alle Interessenze di pertinenza di terzi.

Ricavi netti

Nel primo semestre 2013, i ricavi del Gruppo sono stati pari a € 42,1 miliardi, in linea, in termini nominali, con il primo semestre 2012, ma in crescita del 3% a parità di cambi.

I ricavi in NAFTA sono stati pari a € 21,5 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto al 2012 in termini nominali (+2% a parità di cambi). LATAM ha registrato ricavi pari a € 5,3 miliardi, in crescita del 2% rispetto al 2012 (+10% a parità di cambi). APAC, con ricavi pari a € 2,1 miliardi, è migliorata del 41%. In EMEA, i ricavi sono stati pari a € 9,1 miliardi, in calo del 3% rispetto al primo semestre 2012, principalmente per effetto del calo dei volumi in Europa.

I Marchi di Lusso e Sportivi hanno visto crescere i ricavi del 9% a € 1,6 miliardi, trainati dall’incremento registrato in Asia e Nord America.

I ricavi dei Componenti sono in linea con il 2012 a € 4,1 miliardi.

  I Semestre Variazioni
€ milioni 2013 2012 %
NAFTA (Marchi generalisti) 21.509 21.354 0,7
LATAM (Marchi generalisti) 5.307 5.211 1,8
APAC (Marchi generalisti) 2.085 1.477 41,2
EMEA (Marchi generalisti) 9.130 9.428 (3,2)
Marchi sportivi e di lusso (Ferrari, Maserati) 1.569 1.438 9,1
Componenti e sistemi di produzione (Marelli, Teksid, Comau) 4.055 4.037 0,4
Altre attività  469 480 (2,3)
Elisioni e rettifiche (2.042) (1.680) 21,5
Ricavi netti 42.082 41.745 0,8

Utile (perdita) della gestione ordinaria

Nel primo semestre 2013, l’utile della gestione ordinaria è stato pari a € 1.647 milioni, in calo di € 106 milioni rispetto all’analogo periodo del 2012. NAFTA ha registrato un utile di € 1.065 milioni, in diminuzione di € 209 milioni rispetto al 2012 (rideterminato a seguito dell’adozione dell’emendamento allo IAS 19) per il risultato del primo trimestre 2013, che ha risentito dei minori volumi e dei maggiori costi industriali connessi al lancio dei nuovi prodotti. LATAM ha chiuso il semestre con un utile di € 410 milioni, in calo del 13% in termini nominali e del 5% a cambi costanti. Al netto degli effetti della variazione dei cambi, la diminuzione è principalmente attribuibile al risultato del primo trimestre 2013, che ha risentito di uno sfavorevole mix produttivo. APAC ha migliorato il suo utile della gestione ordinaria del 41 %, attestandosi a € 199 milioni. Per EMEA la perdita, pari a € 255 milioni, si è ridotta di € 90 milioni (‐26%), grazie ad un miglior mix prodotto e al continuo rigore nel controllo dei costi. L’utile della gestione ordinaria dei Marchi di Lusso e Sportivi è migliorato del 3% a € 181 milioni; quello dei Componenti è cresciuto del 13% a € 93 milioni.

EBIT

L’EBIT è stato pari a € 1.660 milioni (€ 1.767 milioni nel primo semestre 2012, rideterminato a seguito dell’adozione dell’emendamento allo IAS 19). Nell’ambito dei Marchi generalisti, NAFTA ha registrato un EBIT di € 1.133 milioni, in calo del 14% (rideterminato a seguito dell’adozione dell’emendamento allo IAS 19), principalmente per effetto del minor utile della gestione ordinaria. LATAM ha chiuso il semestre con un EBIT di € 351 milioni (€ 473 milioni nel primo semestre 2012) in conseguenza dell’andamento dell’utile della gestione ordinaria e degli oneri atipici netti derivanti dalla svalutazione del bolivar fuerte Venezuelano nei confronti del dollaro USA. L’APAC ha migliorato l’EBIT del 20% a € 174 milioni. Nel primo semestre 2013, la perdita di EMEA, pari a € 185 milioni, si è ridotta di € 169 milioni (il primo semestre 2012 includeva la svalutazione della joint venture SevelNord).

  Half I
Change
€ million 2013 2012  (1)
%
NAFTA (mass-market brands) 1,133 1,312   (13.6)
LATAM (mass-market brands) 351 473   (25.8)
APAC (mass-market brands) 174 145   20.0
EMEA (mass-market brands) (185) (354)   47.7
Luxury and Performance Brands (Ferrari, Maserati) 181 175   3.4
Components and production Systems (Marelli, Teksid, Comau) 95 82   15.9
Other (78) (48)   (62.5)
Elimination and adjustments (11) (18)   38.9
EBIT 1,660 1,767   (6.1)
(1) Following the application of the amendment to IAS 19, the figures previously reported for the first half of 2012 have been restated: EBIT was reduced €113 million for the NAFTA region, €1 million for Components and €9 million for Eliminations and Adjustments

Utile (perdita) del periodo

Gli oneri finanziari netti sono stati pari a € 945 milioni, in diminuzione di € 6 milioni rispetto al primo semestre 2012. Al netto della valutazione a valori di mercato degli equity swap correlati a piani di stock option di Fiat (utile di € 36 milioni nel primo semestre 2013 e di € 29 milioni nello stesso periodo del 2012), gli oneri finanziari netti risultano in linea con il primo semestre 2012.

L’utile prima delle imposte è stato pari a € 715 milioni (€ 816 milioni nel primo semestre 2012, rideterminati a seguito dell’adozione dell’emendamento allo IAS 19). La diminuzione di € 101 milioni, riflette il calo di € 107 milioni dell’EBIT e la diminuzione degli oneri finanziari netti.

Le imposte sul reddito sono pari a € 249 milioni. Le imposte sul reddito di Fiat esclusa Chrysler sono state pari a € 189 milioni e si riferiscono essenzialmente ai risultati imponibili di società operanti all’estero, nonché ad imposte correnti in Italia che colpiscono il costo del lavoro.

Nel primo semestre 2013, l'utile netto è stato pari a € 466 milioni (€ 501 milioni nel 2012, rideterminati a seguito dell’adozione dell’emendamento allo IAS 19). Per Fiat esclusa Chrysler la perdita netta è pari a € 482 milioni, in calo di € 42 milioni rispetto al primo semestre 2012.

L’utile attribuibile ai Soci della controllante del primo semestre 2013 è stato di € 59 milioni rispetto all’utile di € 67 milioni dello stesso periodo del 2012.

Patrimonio netto

Il patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante di Fiat S.p.A. al 30 giugno 2013 ammonta a € 6.449 milioni rispetto a € 6.187 milioni del 31 dicembre 2012.

Indebitamento netto

Al 30 giugno 2013 l’Indebitamento netto consolidato è pari a € 10.091 milioni, in crescita di € 491milioni rispetto a quello di inizio esercizio. Escludendo Chrysler, l’indebitamento netto di Fiat aumenta di circa € 725 milioni principalmente per effetto dei fabbisogni per gli investimenti di periodo (ca. € 1,6 miliardi) e per l’incremento del portafoglio crediti delle società di servizi finanziari (circa € 0,5 miliardi), solo in parte compensati dal flusso reddituale di periodo (€ 1,3 miliardi).

L’indebitamento netto di Chrysler, che è pari a € 1.263 milioni, per contro, diminuisce di € 234 milioni principalmente in virtù di un flusso gestionale positivo per circa € 2 miliardi e degli investimenti di periodo pari a circa € 1,9 miliardi.

  Saldi al   
€ milioni 30.06.2013 31.12.2012 Variazioni
Debiti finanziari (28.506) (27.889) (617)
- Debiti finanziari per anticipazioni su cessione crediti (514) (449) (65)
- Altri debiti finanziari (27.992) (27.440) (552)
Crediti finanziari correnti verso società di Servizi Finanziari a controllo congiunto (1) 57 58 (1)
Indebitamento lordo (28.449) (27.831) (618)
Liquidità 17.969 17.913 56
Attività / (Passività) da strumenti finanziari derivati (2) 389 318 71
(Indebitamento netto)/Disponibilità nette (10.091) (9.600) (491)
 Attività industriali (6.711) (6.545) (166)
 Servizi finanziari (3.380) (3.055) (325)
(1) Include crediti finanziari correnti verso il Gruppo FGA Capital. (2) Include il fair value degli strumenti finanziari derivati

Fatti di rilievo del primo semestre 2013 e successivi

Il 9 gennaio, Chrysler ha annunciato di aver ricevuto una richiesta formulata da VEBA ai sensi dello Shareholders Agreement, avente ad oggetto la registrazione di circa il 16,6% del capitale di Chrysler Group attualmente detenuta da VEBA.

Il 18 gennaio, Fiat Group Automobiles S.p.A. (FGA) e Mazda Motor Corporation (Mazda) hanno siglato l’accordo finale per lo sviluppo e la produzione di un nuovo spider a trazione posteriore per i marchi Mazda e Alfa Romeo basato sull’architettura della MX‐5 di prossima generazione. Ognuna delle due varianti Alfa Romeo e Mazda verrà equipaggiata con motorizzazioni specifiche per ciascun marchio. Entrambi i veicoli verranno prodotti nello stabilimento Mazda a Hiroshima in Giappone con la produzione del modello Alfa Romeo a partire dal 2015.

Il 6 febbraio, Chrysler ha annunciato un accordo con Santander Consumer Usa Inc. (SCUSA) in base al quale SCUSA, a decorrere dal 1°maggio 2013, fornisce con il marchio Chrysler Capital, una gamma completa di servizi per il finanziamento della clientela e dei concessionari del gruppo Chrysler.

Il 25 febbraio, Fitch Ratings ha ridotto il rating sul debito a lungo termine di Fiat S.p.A. da “BB” a “BB‐”. Il rating a breve termine è stato confermato a “B”. L’outlook è negativo.

Il 15 marzo, Fiat ha emesso un prestito obbligazionario da € 1,25 miliardi (con cedola fissa del 6,625% e scadenza a marzo 2018). I titoli, emessi da Fiat Finance and Trade Ltd S.A. e garantiti da Fiat S.p.A. nell’ambito del programma GMTN, hanno ottenuto un rating pari a B1 da Moody’s, BB‐ da Standard & Poor’s e BB‐ da Fitch.

Il 9 aprile, l’Assemblea degli Azionisti di Fiat S.p.A., ha approvato il bilancio dell’esercizio 2012 nonché la proposta di destinazione del risultato di esercizio. L’Assemblea ha inoltre approvato la Politica in materia di remunerazioni ai sensi dell’art. 123 ter D. Lgs. 58/98 e ha rinnovato l’autorizzazione relativa all’acquisto e alla disponibilità di azioni proprie fino ad un controvalore massimo di € 1,2 miliardi, tenuto conto delle azioni Fiat già detenute per € 259 milioni.

Il 21 giugno, Chrysler Group LLC ha annunciato che grazie alle condizioni di mercato ed al miglioramento del suo merito di credito ha ridotto il tasso di interesse del suo prestito (Tranche B Term Loan) da € 3 miliardi e della sua linea di credito revolving non utilizzata da € 1,3 miliardi. Inoltre sono stati modificati taluni covenants del Tranche B Term Loan per allinearli a quelli previsti per i prestiti obbligazionari in essere della società. Ci si attende che a seguito di tale rinegoziazione del tasso, il costo per interessi si riduca di circa $50 milioni su base annua. Inoltre, nell’ambito della rinegoziazione, è stato corrisposto un call premium di $29,5 milioni.

Lo stesso giorno, Fiat S.p.A. ha firmato il rinnovo di una linea di credito revolving triennale per € 2 miliardi destinata a sostituire la linea di credito revolving da € 1,95 miliardi a 3 anni originariamente firmata a luglio 2011. Il 18 luglio, la sindacazione è stata completata con successo con un gruppo di 19 banche. A seguito dell’ottima accoglienza ricevuta dall’operazione, la linea di credito, è stata incrementata da € 2 a € 2,1 miliardi.

Fiat S.p.A., nell’ambito della sua partecipazione alla ricapitalizzazione di RCS MediaGroup S.p.A. (RCS), ha annunciato il 28 giugno di aver acquistato sui mercati regolamentati 10.700.000 diritti di opzione che hanno dato diritto alla sottoscrizione di 32.100.000 nuove azioni ordinarie RCS. Inoltre, Fiat si era impegnata a sottoscrivere la quota di propria pertinenza nell’ambito dell’aumento di capitale di RCS per un totale di 34.608.429 azioni ordinarie e ad acquistare ulteriori diritti di opzione offerti da altri partecipanti al patto di sindacato RCS con diritto alla sottoscrizione di 9.082.788 azioni ordinarie RCS. Complessivamente Fiat ha sottoscritto 75.791.217 nuove azioni ordinarie RCS per un ammontare complessivo di circa € 94 milioni (incluso il costo dei diritti di opzione). Il 17 luglio, alla conclusione dell’aumento di capitale RCS, Fiat detiene 87.327.360 azioni ordinarie RCS, pari al 20,55% del nuovo capitale sociale ordinario.

L’8 luglio, Fiat ha comunicato allo United Auto Workers’ Retiree Medical Benefits Trust (VEBA) la volontà di esercitare la sua opzione di acquistare una terza tranche della partecipazione detenuta da VEBA in Chrysler Group LLC, tranche pari a circa il 3,3% del capitale di Chrysler. Secondo il calcolo di Fiat, l’importo netto da pagare per l’acquisto di questa terza tranche della partecipazione di VEBA in Chrysler è pari a $254,7 milioni. Il 3 luglio 2012 Fiat ha esercitato l’opzione per l’acquisto di una prima tranche della partecipazione del VEBA in Chrysler, tranche corrispondente a circa il 3,3% del capitale di Chrysler. Il 26 settembre 2012 Fiat ha chiesto conferma dinanzi alla Chanchery Court del Delaware del prezzo da pagare. Il 31 luglio 2013, con la sua decisione, la Corte del Delaware ha accolto, senza ulteriore istruttoria, le domande di Fiat su due delle questioni più rilevanti della causa. La Corte ha anche rigettato, nella loro interezza, le contrapposte richieste di VEBA di pronuncia senza istruttoria, ivi inclusa quella secondo cui VEBA non potrebbe vendere la sua partecipazione in Chrysler al prezzo risultante dal Call Option Agreement a causa dei divieti contenuti nelle Department of Labor’s Prohibited Transaction provisions.

Il 3 gennaio 2013 Fiat ha esercitato l’opzione per l’acquisto di una seconda tranche della partecipazione del VEBA in Chrysler, tranche corrispondente a circa il 3,3% del capitale di Chrysler. A seguito del perfezionamento dei tre acquisti, Fiat deterrà il 68,49% del capitale di Chrysler.

Il 9 luglio, L’Amministratore Delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha presentato le attività future dello stabilimento Sevel di Atessa (joint venture paritetica tra Fiat Group Automobiles e PSA‐Peugeot Citroën per la produzione di veicoli commerciali leggeri) dove viene prodotto il Ducato. L’investimento, pari a circa € 700 milioni nell’arco di cinque anni, permetterà all’impianto di Sevel, organizzato secondo i principi del World Class Manufacturing, di confermarsi sempre di più come uno stabilimento automobilistico all’avanguardia nel mondo.

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