Rischi e incertezze

PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE CUI SONO ESPOSTE EXOR S.p.A. E LE PRINCIPALI IMPRESE PARTECIPATE

RISCHI CONNESSI ALLE CONDIZIONI GENERALI DELL'ECONOMIA

Le attività economiche e finanziarie di EXOR e delle principali imprese partecipate sono fortemente influenzate dalla situazione generale dell’economia nei paesi di interesse e dalle variabili che ne influenzano l’andamento, tra le quali l’incremento o decremento del prodotto nazionale lordo, l’accesso al credito, la sicurezza percepita dai consumatori e dalle aziende, il costo delle materie prime e i livelli di disoccupazione.

La recessione economica globale nel 2008 e nella prima parte del 2009 ha condizionato negativamente i risultati delle principali imprese partecipate. Attualmente, la debole situazione economica dell’Europa e dell’Italia provoca una grande incertezza sul futuro industriale ed economico dell’area euro; persistono inoltre preoccupazioni riguardo la stabilità complessiva della regione e la funzionalità dell’euro come moneta unica. In particolare, rimane alta l’attenzione riguardo al debito sovrano di alcuni paesi dell’Unione Europea e alla loro capacità di onorare i futuri impegni finanziari, nonostante le iniziative intraprese dai singoli Governi e dalle autorità monetarie europee ed internazionali per fronteggiare le difficoltà finanziarie e il rischio default.

Tipicamente, i settori in cui operano le principali imprese partecipate sono caratterizzati da una forte ciclicità, la quale spesso tende a riflettere, se non ad amplificare, l’andamento generale dell’economia. L’impossibilità di valutare la portata e la durata dei cicli economici rende estremamente complesso prevedere le fluttuazioni di domanda e offerta dei prodotti e dei servizi offerti dalle imprese partecipate nei mercati di interesse.

Inoltre, i mercati in cui sono attive le principali imprese partecipate sono esposti alle variazioni dei prezzi dell’energia e delle materie prime, o ad un’eventuale riduzione degli investimenti in infrastrutture.

Conseguentemente, particolari circostanze potrebbero condizionare negativamente i risultati economici, le prospettive di business e le situazioni finanziare delle imprese partecipate.

RISCHI CONNESSI ALL'ATTIVITÀ DI EXOR

EXOR effettua attività di investimento che comportano rischi tipici quali l'elevata esposizione a certi settori o investimenti, la difficoltà di individuare nuove opportunità di investimento con caratteristiche rispondenti agli obiettivi perseguiti o difficoltà di disinvestimento in conseguenza di mutamenti delle condizioni economiche generali. Le difficoltà potenzialmente connesse all'effettuazione di nuovi investimenti, quali costi e passività inattesi, potrebbero avere effetti negativi sulle condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie della Società.

La possibilità di accesso al mercato dei capitali, alle altre forme di finanziamento e i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating possono limitare la possibilità di accesso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale.

L'agenzia Standard & Poor's ha confermato il rating sull'indebitamento di lungo e di breve termine di EXOR (rispettivamente “BBB+” e “A-2”) modificando l’outlook da “negativo” a “stabile”.

È politica di EXOR e delle società del cosiddetto “Sistema Holdings” mantenere la liquidità disponibile investita in depositi bancari a vista o a brevissimo termine, in strumenti di mercato monetario, obbligazionario e azionario prontamente liquidabili, frazionando gli investimenti su un congruo numero di controparti, avendo come obiettivo primario la pronta liquidabilità di detti investimenti. Le controparti sono selezionate sulla base del merito creditizio e della loro affidabilità.

Tuttavia, anche in considerazione dell'attuale situazione dei mercati finanziari internazionali, non si possono escludere situazioni del mercato che siano di ostacolo alla normale operatività nelle transazioni finanziarie.

I risultati economici di EXOR dipendono, oltre che dai valori di mercato delle principali società partecipate, dai dividendi distribuiti dalle stesse e quindi, in ultima istanza, riflettono l'andamento economico e finanziario e le politiche di investimento e di distribuzione di dividendi di queste ultime. Il deterioramento delle condizioni dei mercati finanziari e dei risultati delle principali società partecipate potrebbero incidere sui risultati economici e sul cash flow di EXOR.

Attraverso le sue partecipazioni in società controllate e collegate EXOR è presente principalmente nel settore delle macchine per l’Agricoltura e le Costruzioni (Gruppo Fiat Industrial), automobilistico (Gruppo Fiat), dei servizi immobiliari (C&W Group), del real estate (Gruppo Almacantar) cartario (Gruppo Sequana), del turismo (Gruppo Alpitour) e del calcio professionistico (Juventus Football Club). Pertanto, EXOR è esposta ai rischi tipici dei mercati e dei settori in cui operano tali partecipate.

Alla stessa data EXOR possiede inoltre una partecipazione in SGS, (15% del capitale) per un controvalore di € 1.501 milioni, pari al 21,9% del portafoglio investimenti di EXOR. Pertanto EXOR è esposta al rischio tipico del mercato in cui opera tale società.

Al 31 dicembre 2011 le partecipazioni in Fiat Industrial (30,45% del capitale ordinario, 30,09% del capitale privilegiato e 18,15% del capitale di risparmio) e in Fiat (30,47% del capitale ordinario, 30,09% del capitale privilegiato e 14,08% del capitale di risparmio) rappresentavano rispettivamente il 34,9% e 18,9% e il del valore corrente del portafoglio investimenti di EXOR, calcolato sulla base della metodologia del NAV (Net Asset Value) evidenziata a pagina 5.

L'andamento del Gruppo Fiat Industrial e del Gruppo Fiat influenza quindi in modo molto significativo la situazione economica, finanziaria e patrimoniale di EXOR.

EXOR e le sue società controllate e collegate sono esposte ai rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse cui fanno fronte attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura, in coerenza con le politiche di gestione dei rischi adottate da ciascuna. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e finanziari.
Le società controllate e collegate sono generalmente esposte al rischio di credito cui fanno fronte con specifiche procedure di gestione. EXOR, data la sua attività, non è esposta in misura significativa a tale rischio.
EXOR e le sue società controllate e collegate sono esposte a rischi connessi agli esiti di controversie in corso a fronte dei quali procedono, qualora ne valutino la necessità, a stanziamenti di appositi fondi rischi. Tuttavia, non si possono escludere effetti negativi connessi a tali rischi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di EXOR e/o delle società controllate e collegate.

Nei paragrafi successivi sono inoltre evidenziati i principali rischi e incertezze specifici delle imprese incluse nel consolidamento (Gruppo Fiat Industrial, Gruppo Fiat, C&W Group, Juventus Football Club e Gruppo Alpitour).

GRUPPO FIAT INDUSTRIAL

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

La situazione economica, patrimoniale e finanziaria può essere influenzata da vari fattori che compongono il quadro macro-economico - inclusi incrementi o decrementi del prodotto interno lordo, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, variazioni dei tassi di interesse per il credito al consumo e per le imprese, il costo dell’energia, il costo delle commodity e di altre materie prime - nei vari paesi in cui il Gruppo opera.

Ad esempio, il perdurare degli effetti della recessione globale iniziata nel 2008, inclusa la crisi dell’Eurozona, continua ad avere effetti negativi sui risultati delle società del Gruppo. Condizioni economiche di debolezza hanno comportato un significativo calo della domanda di molti dei beni prodotti dal Gruppo. La domanda di beni durevoli, in particolare, è altamente influenzata dal ciclo economico e può essere soggetta ad un grande livello di volatilità. Le difficoltà dei mercati finanziari o il permanere della recessione economica possono alla fine influenzare negativamente lo sviluppo industriale di molti business, inclusi quelli del Gruppo.

In Europa, nonostante le misure adottate da molti Governi, da organizzazioni nazionali ed internazionali e dalle autorità monetarie, al fine di fornire supporto finanziario agli stati membri della Comunità Europea in difficoltà economiche e fronteggiare la possibilità di default dei debiti sovrani da parte di alcuni Paesi Europei, persistono dubbi sul peso dei debiti di certi Paesi dell’Eurozona e sulla loro capacità di adempiere agli impegni finanziari futuri, sulla stabilità complessiva dell’euro e sulla sostenibilità dell’euro come moneta unica (o, in circostanze più estreme, sulla possibilità di cessazione dell’euro stesso), in presenza di contesti economici e politici diversi tra gli Stati Membri dell’Eurozona. Questi potenziali sviluppi potrebbero impattare negativamente i business e le attività del Gruppo. Sebbene il Gruppo consideri la soppressione dell’euro e la disgregazione della Unione Monetaria Europea uno scenario altamente improbabile, e sebbene il portafoglio prodotti diversificato e la presenza internazionale attenuino la dipendenza da un singolo mercato e l’esposizione a condizioni economiche o politiche di instabilità in un paese o in una regione, i suoi business sono peraltro sensibili ai cambiamenti delle condizioni economiche. Pertanto, l’odierna crisi creditizia e finanziaria globale, così come il fallimento delle misure di salvataggio finanziario, europee ed internazionali, potrebbero avere un impatto negativo sulle prospettive di business, sui risultati economici e sulla situazione finanziaria del Gruppo.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi al fabbisogno di mezzi finanziari

Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra l’altro, dalla sua capacità di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi derivanti dalla gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il rifinanziamento dei prestiti bancari e l’eventuale ricorso al mercato dei capitali o ad altre fonti di finanziamento. Per quanto il Gruppo abbia posto in essere misure volte ad assicurare che siano mantenuti livelli adeguati di capitale circolante e di liquidità, ulteriori contrazioni nei volumi di vendita potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità delle attività operative del Gruppo di generare cassa. Il Gruppo potrebbe pertanto trovarsi nelle condizioni di dover reperire ulteriori finanziamenti e rifinanziamenti del debito esistente, anche in presenza di condizioni di mercato non favorevoli, con una generale riduzione delle fonti di finanziamento disponibili e costi più elevati. Eventuali difficoltà nel reperire tali finanziamenti potrebbero determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi al rating di Fiat Industrial S.p.A.

Il 5 gennaio 2011 Moody’s Investors Service ha assegnato a Fiat Industrial S.p.A. un Corporate Family Rating di Ba1 e un rating di breve termine "Not Prime", con un outlook stabile. Il 24 febbraio Standard & Poor’s Rating Services ha assegnato a Fiat Industrial il rating di lungo termine BB+ con outlook negativo, in linea con il rating preliminare assegnato il 4 novembre 2010. Il rating di breve termine è B.

La possibilità di accesso al mercato dei capitali e il costo del finanziamenti in tali mercati sono fortemente dipendenti dal merito di credito assegnato al Gruppo. Eventuali riduzioni nel merito di credito operate dalle agenzie di rating potrebbero incrementare il costo del capitale per il Gruppo e limitare la possibilità di accesso alle fonti di finanziamento, con conseguenti significativi effetti negativi sulle prospettive del business e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio e d’interesse e rischio di credito

Il Gruppo, che opera su più mercati a livello mondiale, è naturalmente esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alla diversa distribuzione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi esportativi denominati in valute diverse da quelle dell’area di produzione.

Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle proprie attività industriali e di finanziamento della clientela finale e della rete di vendita. Le Società di Servizi Finanziari perseguono una politica di matching, volta a favorire la compensazione degli impatti delle variazioni dei tassi di interesse sugli attivi finanziati e sui debiti. Ciononostante, variazioni nei livelli dei tassi d’interesse possono comportare incrementi o riduzioni nei ricavi, nel costo dei finanziamenti o nei margini.

Coerentemente con le proprie politiche di gestione del rischio, il Gruppo cerca di fare fronte ai rischi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.
Le Attività di Servizi Finanziari del Gruppo comportano anche rischi relativi all’insolvenza dei concessionari e dei clienti finali ed alle difficoltà delle economie in cui queste attività vengono svolte, rischi che il Gruppo cerca di minimizzare attraverso politiche di selezione del merito di credito dei suoi clienti e concessionari.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi ai rapporti con i dipendenti ed i fornitori.

In diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti del Gruppo sono protetti da varie leggi e/o contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il diritto di essere consultati riguardo a specifiche questioni, ivi inclusi il ridimensionamento o la chiusura di reparti e la riduzione dell’organico. Tali leggi e/o contratti collettivi di lavoro applicabili al Gruppo potrebbero influire sulla flessibilità del Gruppo stesso nel ridefinire e/o riposizionare strategicamente le proprie attività. La capacità del Gruppo di operare eventuali riduzioni di personale o altre misure di interruzione, anche temporanea, del rapporto di lavoro è condizionata da autorizzazioni governative e dal consenso dei sindacati. Le proteste sindacali da parte dei lavoratori dipendenti potrebbero avere effetti negativi sul business dell’azienda.

Inoltre, il Gruppo acquista materie prime e componenti da un ampio numero di fornitori e dipende dai servizi e dai prodotti fornitigli da altre aziende esterne al Gruppo. Alcune di tali imprese sono anche altamente sindacalizzate. Una stretta collaborazione tra il produttore ed i fornitori è usuale nei settori in cui il Gruppo opera e se, da un lato, può portare benefici economici in termini di riduzione dei costi, dall’altro fa sì che il Gruppo debba fare affidamento su detti fornitori con la conseguente possibilità che difficoltà dei fornitori (siano esse originate da fattori esogeni o endogeni), anche di natura finanziaria, possano ripercuotersi in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi associati all’aumento dei costi, interruzione delle forniture o carenza di materie prime

Fiat Industrial utilizza per le sue produzioni diverse materie prime incluso l’acciaio, l’alluminio, il piombo, le resine, il rame e metalli preziosi come platino, palladio e rodio. I prezzi di queste materie prime fluttuano e, a volte, in periodi recenti, sono cresciuti significativamente per effetto del cambiamento delle condizioni di mercato. Fiat industrial cerca di gestire la propria esposizione a tali fluttuazioni, ma potrebbe non essere in grado di coprire tali rischi. Incrementi rilevanti dei prezzi delle materie prime potrebbero comportare un incremento dei costi operativi del Gruppo e ridurne la profittabilità se non fosse possibile ribaltare l’incremento dei costi sui prezzi di vendita dei prodotti. In aggiunta alcune materie prime sono fornite da un limitato numero di fornitori concentrati in pochi paesi. Il Gruppo non può garantire che sarà in grado di mantenere gli accordi con questi fornitori che garantiscono l’accesso a tali materie prime, e in alcuni casi la disponibilità può essere limitata da fattori che non sono sotto il controllo del Gruppo e dei suoi fornitori. Ad esempio, il recente terremoto e tsunami in Giappone ha negativamente influenzato i mercati delle materie prime. Qualunque evento futuro analogo a quello descritto può avere effetti importanti e imprevedibili sul prezzo di talune materie prime e componenti. Come per le materie prime, il Gruppo è soggetto al rischio di difficoltà di approvvigionamento o interruzione nelle forniture di ricambi e componenti per i suoi prodotti.

Qualunque interruzione nelle forniture o incremento del costo delle materie prime, ricambi e componenti, potrebbe influenzare negativamente e in misura significativa le possibilità del Gruppo di incrementare le vendite dei suoi prodotti e migliorare i propri risultati.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi al management

Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall’abilità dei propri amministratori esecutivi e degli altri componenti del management di gestire efficacemente il Gruppo e le singole aree di business. La perdita delle prestazioni di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave senza un’adeguata sostituzione, nonché l’incapacità di attrarre e trattenere risorse nuove e qualificate, potrebbe pertanto avere effetti negativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi all’alta competitività nei settori in cui il Gruppo opera

Sostanzialmente tutti i ricavi del Gruppo sono generati nei settori altamente concorrenziali della produzione e distribuzione di macchine per l’agricoltura e le costruzioni, di veicoli industriali, nonché dei relativi sistemi powertrain. Il Gruppo concorre in Europa ed America Latina con altri gruppi di rilievo internazionale nella produzione e distribuzione di veicoli industriali, nonché in Europa, Nord America e America Latina con altri gruppi internazionali e diversi operatori locali nella produzione e distribuzione di macchine per l’agricoltura e le costruzioni e nella fornitura di componenti relativi a tali produzioni. Tali mercati sono altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, di innovazione, di condizioni economiche, di risparmio dei consumi, di affidabilità e sicurezza, di assistenza ai clienti e di servizi finanziari offerti. Nel corso degli ultimi anni, la competitività – in particolare in termini di prezzo – è aumentata significativamente nei settori in cui il Gruppo opera. Qualora il Gruppo non fosse in grado di fronteggiare efficacemente il contesto esterno di riferimento, si potrebbe determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi relativi alle vendite sui mercati internazionali e all’esposizione a condizioni locali mutevoli

Una parte significativa delle attività produttive e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell’Italia ed il Gruppo si attende che una parte crescente dei propri ricavi verrà generata da vendite in paesi al di fuori dell’Italia e, più in generale, al di fuori dell’Unione Europea. Il Gruppo è esposto ai rischi inerenti l’operare su scala globale, inclusi quelli relativi:

  • all’esposizione a condizioni economiche e politiche locali;
  • all’attuazione di politiche restrittive delle importazioni e/o esportazioni;
  • alla sottoposizione a molteplici regimi fiscali, in particolare in tema di transfer pricing e di applicazione di ritenute o altre imposte su rimesse e altri pagamenti a favore di, o da parte di, società controllate;
  • all’introduzione di politiche limitative o restrittive degli investimenti stranieri e/o del commercio, nonché politiche di controllo dei tassi di cambio e relative restrizioni al rimpatrio dei capitali; e/o
  • all’introduzione di leggi o regolamenti più restrittivi.

Il verificarsi di sviluppi sfavorevoli in tali aree (che potrebbero anche essere differenti a seconda dei paesi in cui il Gruppo opera) potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla politica ambientale ed agli interventi governativi in genere

I prodotti e le attività del Gruppo sono soggetti a molteplici norme e regolamenti (locali, nazionali e sovranazionali) in materia ambientale, e tale regolamentazione è oggetto di revisione in senso restrittivo in molti ambiti geografici in cui il Gruppo opera (ciò avviene in particolare nell’Unione Europea). Tale normativa riguarda, tra l’altro, sia i prodotti, con la previsione di norme sempre più severe in materia di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera, riduzione dei consumi di combustibili e sicurezza, sia gli stabilimenti, interessati dalla normativa in materia di emissioni in atmosfera, smaltimento dei rifiuti, smaltimento delle acque e divieto di contaminazione dei terreni. Per adeguarsi a tali norme e regolamenti, il Gruppo impiega ingenti risorse e prevede di dover continuare a sostenere costi elevati in futuro.

Inoltre, gli interventi dei Governi diretti a stimolare la domanda dei consumatori per i prodotti del Gruppo, sotto forma di cambiamenti di regimi fiscali o di concessione di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli, possono condizionare in maniera significativa, sia a livello temporale che quantitativo, i ricavi del Gruppo. Tali interventi governativi non sono prevedibili (né in termini di dimensioni né di durata) e vanno al di là della sfera di competenza del Gruppo; ogni mutamento sfavorevole nell’indirizzo degli interventi governativi potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla capacità di offrire prodotti innovativi

Il successo delle attività del Gruppo dipenderà dalla capacità di mantenere o incrementare le quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che garantiscano adeguati livelli di redditività. In particolare, qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi e competitivi rispetto a quelli dei principali concorrenti in termini, tra l’altro, di prezzo, qualità, funzionalità, o qualora vi fossero dei ritardi nell’uscita sul mercato di prodotti strategici per il business del Gruppo, le quote di mercato del Gruppo potrebbero ridursi con un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla presenza del Gruppo in mercati emergenti

Il Gruppo opera in diversi paesi emergenti, sia direttamente (come in Brasile, Argentina e India), sia tramite joint venture ed altri accordi di cooperazione (come in Turchia, Cina e Russia). L’esposizione del Gruppo all’andamento di questi paesi è aumentata nel recente passato, come anche il numero e l’importanza di queste joint venture e accordi di cooperazione. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali aree, ivi incluse crisi economiche o instabilità politica, hanno inciso e potrebbero incidere in futuro in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi con il mercato dei Capital Goods

I produttori di “Capital Goods”, quali CNH ed Iveco, risentono più di altri comparti di attività:

  • dell’andamento dei mercati finanziari, in termini di disponibilità di accesso al mercato delle securitization e delle condizioni di tale accesso in termini di onerosità dei tassi d’interesse. In particolare, in Nord America le attività finanziarie di CNH a favore dei dealer e dei clienti finali sono finanziate in modo rilevante tramite operazioni di asset-backed securitization. Condizioni negative dei mercati finanziari, e di quello delle operazioni di asset-backed securitization in particolare, potrebbero quindi avere un impatto significativo sulle prospettive di business del Gruppo, sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria;
  • della ciclicità, che può determinare cadute della domanda repentine, con effetti negativi anche sul livello delle scorte e sui prezzi dei beni, sia nuovi sia usati. In generale, la domanda di “Capital Goods” presenta un’elevata correlazione con il ciclo economico, presentando fluttuazioni anche più marcate.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi con il mercato delle macchine per l’agricoltura e per le costruzioni

L’andamento del settore delle macchine per l’agricoltura è influenzato, in particolare, da fattori quali:

  • l’andamento dei prezzi delle materie prime agricole ed il relativo livello di scorte;
  • il livello del reddito delle imprese agricole;
  • la domanda di prodotti alimentari;
  • le politiche agricole, anche in termini di sostegno alle imprese, attuate dai principali governi e/o organismi sovranazionali.

Inoltre, condizioni climatiche poco favorevoli nel corso soprattutto della primavera, stagione particolarmente importante per la raccolta degli ordini di vendita, potrebbero riflettersi in modo negativo sulle scelte di acquisto di macchine per l’agricoltura e, pertanto, sui volumi dei ricavi del Gruppo.

L’andamento del settore delle macchine per le costruzioni è influenzato, in particolare, da fattori quali:

  • gli investimenti pubblici in infrastrutture;
  • le costruzioni di nuovi immobili residenziali/non residenziali.

I suddetti fattori sono in grado di influenzare in modo marcato la domanda di macchine agricole e per le costruzioni e, quindi, i risultati economico-finanziari del Gruppo.

GRUPPO FIAT

Si evidenziano qui di seguito i principali fattori di rischio o incertezze che possono condizionare in misura significativa l’attività di Fiat S.p.A. e delle sue controllate, che da Giugno 2011 includono Chrysler. Rischi addizionali ed eventi incerti, attualmente non prevedibili o che si ritengono al momento improbabili, potrebbero parimenti influenzare l’attività, le condizioni economiche e finanziarie e le prospettive del Gruppo Fiat.

Gruppo Fiat - rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

La situazione economico-finanziaria del Gruppo può essere influenzata dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico - inclusi incrementi o decrementi del prodotto interno lordo, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, variazioni dei tassi di interesse per il credito al consumo e alle imprese, i prezzi dell’energia, il costo delle commodity o di altre materie prime e il tasso di disoccupazione - nei vari paesi in cui il Gruppo opera.

Ad esempio, la recessione economica globale nel 2008 e nella prima parte del 2009 ha influenzato negativamente i risultati del Gruppo. La debolezza dell’economia ha determinato una significativa riduzione della domanda per la maggior parte dei prodotti del Gruppo stesso. L’attuale debolezza economica dei paesi dell’Eurozona, tra cui l’Italia, sta generando una seria incertezza circa la possibile evoluzione dell’attività economica in quest’area nel futuro prevedibile. In Europa, nonostante le misure adottate da molti Governi, organismi nazionali e internazionali e dalle autorità monetarie per fornire supporto finanziario agli stati membri dell’Unione Europea in difficoltà e per fronteggiare l’eventualità di un default del debito sovrano da parte di alcuni Paesi Europei, persistono riserve sul peso del debito di certi Paesi dell’Eurozona e sulla loro capacità di onorare gli impegni finanziari futuri, sulla stabilità complessiva dell’euro e sulla funzionalità dell’euro come moneta unica (o, in circostanze più estreme, sulla possibile dissoluzione dell’euro stesso), in considerazione della diversità dei contesti economici e politici tra gli Stati Membri dell’Eurozona. Questi potenziali sviluppi potrebbero impattare negativamente i business e le attività del Gruppo.

A seguito dell’acquisizione del controllo di Chrysler nel 2011, circa il 45% dei ricavi del Gruppo sono generati nella regione NAFTA poiché Chrysler vende i suoi veicoli principalmente in Nord America (Stati Uniti e Canada). Sebbene Chrysler stia cercando di incrementare la percentuale di vendite al di fuori del Nord America (direttamente o attraverso Fiat), prevede che i risultati delle proprie attività continueranno a dipendere sostanzialmente dalle vendite sui mercati nord americani, in particolare negli Stati Uniti. Qualsiasi significativo deterioramento delle condizioni economiche degli Stati Uniti e/o del Canada potrebbero conseguentemente avere un effetto negativo sui risultati economici, sulla situazione finanziaria e sui flussi di cassa del Gruppo Fiat.

In generale, il Gruppo opera principalmente in un settore storicamente soggetto ad elevata ciclicità, che tende a riflettere il generale andamento dell’economia, in taluni casi anche ampliandone la portata. A causa delle difficoltà nel prevedere la dimensione e la durata dei cicli economici, non si può fornire alcuna assicurazione circa gli andamenti futuri della domanda, o dell’offerta, dei prodotti venduti dal Gruppo nei mercati in cui il Gruppo stesso opera.

In aggiunta, anche in assenza di una crescita economica lenta o di recessione, altre circostanze economiche – come l’incremento dei prezzi dell’energia, fluttuazioni dei prezzi delle materie prime o una riduzione della spesa in infrastrutture – potrebbero avere conseguenze negative sul settore in cui opera il Gruppo e congiuntamente con gli altri fattori citati in precedenza, potrebbero determinare un impatto negativo significativo sulle prospettive di business del Gruppo, sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi all’elevato livello di concorrenzialità e ciclicità nell’industria dell’automobile

Sostanzialmente tutti i ricavi del Gruppo sono generati nell’industria automobilistica, che è altamente concorrenziale e comprende il settore della produzione e distribuzione di automobili, veicoli commerciali leggeri e componenti e sistemi di produzione. Il Gruppo compete in Europa, Nord America e America Latina con altri gruppi di rilievo internazionale nella produzione e distribuzione di automobili, veicoli commerciali leggeri e nella fornitura dei relativi componenti. Tali mercati sono altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, innovazione, prezzo, efficienza nei consumi, affidabilità e sicurezza, assistenza alla clientela e servizi finanziari offerti.

Nel corso degli ultimi anni, la concorrenza – in particolare in termini di prezzo – è aumentata significativamente nel settore in cui il Gruppo opera. Inoltre, in parte anche a causa della recente contrazione della domanda di veicoli, la capacità produttiva mondiale nell’industria dell’auto supera abbondantemente la domanda corrente. Questa sovraccapacità produttiva, combinata con l’elevato grado di concorrenza e con le condizioni di debolezza delle maggiori economie mondiali, potrebbe aumentare la tensione sui prezzi dei veicoli.

Fiat ha un’incidenza di costi fissi relativamente elevata e potrebbe incontrare significative limitazioni nella capacità di ridurre i costi fissi per mezzo di chiusure di stabilimenti e/o riduzione del costo del lavoro. I principali concorrenti di Fiat potrebbero reagire a questo contesto cercando di rendere i loro modelli più attraenti o più convenienti agli occhi della clientela, aggiungendo optional, offrendo finanziamenti agevolati o programmi di leasing, sconti, riduzioni di prezzo o altre forme di incentivazione, oppure ancora riducendo i prezzi di vendita su taluni mercati. In aggiunta, i costruttori che operano in paesi con costi di produzione più bassi, hanno annunciato l’intenzione di esportare automobili a basso costo sui mercati maturi. Queste iniziative hanno avuto, e potrebbero continuare ad avere un impatto negativo sul prezzo dei veicoli Fiat, sulle quote di mercato e i risultati operativi. L’offerta di veicoli attraenti per la clientela può ridurre i rischi di una più aspra concorrenza basata sui prezzi, mentre l’offerta di veicoli che fossero percepiti come meno attraenti (in termini di prezzo, qualità, stile, sicurezza o altro) può esacerbare questi rischi.

Nel business delle Automobili le vendite al cliente finale sono cicliche e variano in funzione delle condizioni generali dell’economia, della propensione al consumo del cliente finale, della capacità dei clienti di ottenere finanziamenti e dell’eventuale messa a disposizione di misure di stimolo della domanda da parte dei governi. Inoltre, il settore è soggetto ad un costante rinnovo dell’offerta attraverso lanci frequenti di nuovi modelli sul mercato. Un andamento sfavorevole del business automobilistico potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo Fiat, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Qualora il Gruppo non fosse in grado di adattarsi efficacemente al contesto esterno di mercato, si potrebbe determinare un significativo impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla capacità di offrire prodotti innovativi

Il successo delle attività del Gruppo dipende, tra le altre cose, dalla capacità di mantenere o incrementare le proprie quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che garantiscano adeguati livelli di redditività. In particolare, qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi e competitivi rispetto a quelli dei principali concorrenti in termini, tra l’altro, di prezzo, qualità, funzionalità, o qualora vi fossero dei ritardi nell’uscita sul mercato di modelli strategici per il business del Gruppo, le sue quote di mercato potrebbero ridursi con significativi impatti negativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla politica di alleanze industriali mirate

Il Gruppo in passato ha intrapreso, e potrà intraprendere in futuro, importanti operazioni societarie come fusioni, acquisizioni, joint venture e ristrutturazioni, il cui successo è difficilmente prevedibile. Non ci può essere certezza che una qualunque operazione societaria eventualmente realizzata in futuro, non incontri difficoltà amministrative, tecniche, operative, regolamentari, politiche o finanziarie o di altro tipo (incluse difficoltà correlate al coordinamento tra differenti azionisti o partner) e quindi non sia in grado di produrre i benefici attesi. L’insuccesso di qualunque alleanza strategica, joint venture, fusione o operazione assimilabile potrebbe avere un impatto significativo sulle prospettive delle attività del Gruppo, sulla sua redditività o situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi associati all’alleanza con Chrysler

L’acquisizione del controllo di Chrysler e la relativa alleanza ha lo scopo di fornire sia a Fiat che a Chrysler i benefici di una collaborazione a lungo termine, tra i quali la condivisione di piattaforme comuni, motori e cambi per nuovi veicoli, efficienze su acquisti, servizi e opportunità distributive globali. L’alleanza ha anche lo scopo di facilitare per entrambe le parti la penetrazione su diversi mercati internazionali dove i prodotti di entrambi potrebbero essere attraenti per i consumatori, ma sui quali una delle due parti non ha ancora una presenza significativa.

La capacità di realizzare i benefici dell’alleanza è critica per Fiat e per Chrysler per competere con gli altri costruttori. Se le parti non sono in grado di trasformare le opportunità offerte dall’alleanza in benefici commerciali di lungo termine, sia incrementando le vendite di veicoli e ricambi sia riducendo i costi o in entrambi i modi, la situazione finanziaria del Gruppo e la sua redditività ne risentiranno significativamente.

In aggiunta, qualunque sviluppo sfavorevole nell’investimento in Chrysler e nell’alleanza, potrebbe avere un significativo effetto negativo sulle prospettive delle attività del Gruppo, sulla sua situazione finanziaria e sui suoi risultati. Quindi, se l’investimento e l’alleanza non dovessero portare i benefici attesi, o dovessero sorgere cambiamenti nelle situazioni di Fiat o di Chrysler, potrebbero verificarsi significativi effetti negativi per le prospettive di business del Gruppo, per la sua situazione finanziaria e i suoi risultati.

Gruppo Fiat - Rischi relativi alle vendite sui mercati internazionali e all’esposizione a condizioni locali mutevoli

Il Gruppo è esposto ai rischi inerenti l’operare su scala globale, inclusi quelli relativi:

  • all’esposizione a condizioni economiche e politiche locali;
  • all’attuazione di politiche restrittive delle importazioni e/o esportazioni;
  • alla sottoposizione a molteplici regimi fiscali, in particolare in tema di transfer pricing e di applicazione di ritenute o altre imposte su rimesse e altri pagamenti a favore di, o da parte di, società controllate;
  • all’introduzione di politiche limitative o restrittive degli investimenti stranieri e/o del commercio, nonché politiche di controllo dei tassi di cambio e relative restrizioni al rimpatrio dei capitali; e/o
  • all’introduzione di leggi o regolamenti più restrittivi.

Il verificarsi di sviluppi sfavorevoli in tali aspetti (che potrebbero anche essere differenti a seconda dei paesi in cui il Gruppo opera) potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla presenza del Gruppo in mercati emergenti

Il Gruppo opera in diversi paesi emergenti, sia direttamente (come in Brasile e Argentina), sia tramite joint venture ed altri accordi di cooperazione (come in Turchia, India, Cina e Russia). L’esposizione del Gruppo all’andamento di questi paesi è aumentata negli anni recenti, come anche il numero e l’importanza di queste joint venture e accordi di cooperazione. Gli sviluppi politici o economici in questi mercati emergenti, ivi incluse crisi economiche o instabilità politica, hanno inciso e potrebbero incidere in futuro in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi ai rapporti con i dipendenti e i fornitori

In diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti del Gruppo sono protetti da varie leggi e/o contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il diritto di essere consultati riguardo a specifiche questioni, ivi inclusi il ridimensionamento o la chiusura di reparti e la riduzione dell’organico. Tali leggi e/o contratti collettivi di lavoro applicabili al Gruppo potrebbero influire sulla flessibilità del Gruppo stesso nel ridefinire e/o riposizionare strategicamente le proprie attività. La capacità del Gruppo di operare eventuali riduzioni di personale o altre misure di interruzione, anche temporanea, del rapporto di lavoro è condizionata da autorizzazioni governative e dal consenso dei sindacati. Azioni sindacali da parte dei dipendenti potrebbero avere effetti negativi sul business dell’azienda.

Inoltre, il Gruppo acquista materie prime e componenti da un ampio numero di fornitori e dipende dai servizi e dai prodotti fornitigli da altre aziende esterne al Gruppo. Alcune di tali imprese sono anche altamente sindacalizzate. Una stretta collaborazione tra il produttore e i fornitori è usuale nei settori in cui il Gruppo opera e, se da un lato può portare benefici economici in termini di riduzione dei costi, dall’altro fa sì che il Gruppo debba fare affidamento su detti fornitori con la conseguente possibilità che difficoltà dei fornitori (siano esse originate da fattori esogeni o endogeni), anche di natura finanziaria, possano ripercuotersi in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi associati all’aumento dei costi, interruzione delle forniture o carenza di materie prime

Fiat utilizza per le sue produzioni diverse materie prime incluso l’acciaio, l’alluminio, il piombo, le resine, il rame e metalli preziosi come platino, palladio e rodio. I prezzi di queste materie prime fluttuano e, a volte, in periodi recenti, sono cresciuti significativamente per effetto del cambiamento delle condizioni di mercato. Fiat cerca di gestire la propria esposizione a tali fluttuazioni, ma potrebbe non essere in grado di coprire tali rischi. Incrementi rilevanti dei prezzi delle materie prime potrebbero comportare un incremento dei costi operativi del Gruppo e ridurne la profittabilità se non fosse possibile ribaltare l’incremento dei costi sui prezzi di vendita dei veicoli. In aggiunta alcune materie prime sono fornite da un limitato numero di fornitori concentrati in pochi paesi. Il Gruppo non può garantire che sarà in grado di mantenere gli accordi con questi fornitori che garantiscono l’accesso a tali materie prime, e in alcuni casi la disponibilità può essere limitata da fattori che non sono sotto il controllo del Gruppo e dei suoi fornitori. Ad esempio, il recente terremoto e tsunami in Giappone ha negativamente influenzato i mercati delle materie prime. Qualunque evento futuro analogo a quello descritto può avere effetti importanti e imprevedibili sul prezzo di talune materie prime e componenti. Come per le materie prime, il Gruppo è soggetto al rischio di difficoltà di approvvigionamento o interruzione nelle forniture di ricambi e componenti per i suoi veicoli.

Qualunque interruzione nelle forniture o incremento del costo delle materie prime, ricambi e componenti, potrebbe influenzare negativamente e in misura significativa le possibilità del Gruppo di incrementare le vendite dei suoi veicoli e migliorare i propri risultati.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla normativa in materia di ambiente e agli interventi governativi in genere

I prodotti e le attività del Gruppo sono soggetti a molteplici norme e regolamenti (locali, nazionali e sovranazionali) in materia ambientale, e tale regolamentazione è oggetto di revisione in senso restrittivo in molti ambiti geografici in cui il Gruppo opera (ciò avviene in particolare nell’Unione Europea). Tali normative riguardano, tra l’altro, sia i prodotti, con la previsione di norme sempre più severe in materia di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera, riduzione dei consumi di combustibili e sicurezza, sia gli stabilimenti, interessati dalla normativa in materia di emissioni in atmosfera, smaltimento dei rifiuti, smaltimento delle acque e divieto di contaminazione dei terreni. Per adeguarsi a tali norme e regolamenti, il Gruppo impiega ingenti risorse e prevede di dover continuare a sostenere costi elevati in futuro.

Inoltre, iniziative governative dirette a stimolare la domanda per i prodotti di riferimento del Gruppo, sotto forma di cambiamenti nei regimi fiscali o di concessione di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli, possono condizionare in maniera significativa, sia a livello temporale che quantitativo, i ricavi del Gruppo. Tali interventi governativi non sono prevedibili (né in termini di dimensioni né di durata) e sono fuori dal controllo del Gruppo. Ogni cambiamento sfavorevole nell’indirizzo degli interventi governativi potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi al management

Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall’abilità dei propri amministratori esecutivi e degli altri componenti del management di gestire efficacemente il Gruppo e le singole aree di business. La perdita di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave senza un’adeguata sostituzione, nonché l’incapacità di attrarre, trattenere e incentivare risorse nuove e qualificate, potrebbe pertanto avere effetti negativi significativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi al fabbisogno di mezzi finanziari

Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra l’altro, dalla sua capacità di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi derivanti dalla gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il rifinanziamento dei prestiti bancari e l’eventuale ricorso al mercato dei capitali o ad altre fonti di finanziamento. Per quanto il Gruppo abbia posto in essere misure volte ad assicurare che siano mantenuti livelli adeguati di capitale circolante e di liquidità, eventuali contrazioni nei volumi di vendita potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità delle attività operative del Gruppo di generare cassa. Il Gruppo potrebbe pertanto trovarsi nelle condizioni di dover reperire ulteriori finanziamenti e rifinanziamenti del debito esistente, anche in presenza di condizioni di mercato non favorevoli, con una generale riduzione delle fonti di finanziamento disponibili e costi più elevati. Eventuali difficoltà nel reperire tali finanziamenti potrebbero

determinare impatti negativi significativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi all’indebitamento di Fiat per effetto dell’acquisizione del controllo di Chrysler

Anche dopo l’acquisizione del controllo di Chrysler da parte di Fiat, Chrysler continua a restare separata sotto il profilo della gestione finanziaria, incluso il reperimento di fondi sul mercato e la gestione della liquidità. Inoltre, Fiat non ha assunto alcuna garanzia, impegno o obbligazione similare in relazione a qualsivoglia obbligazione finanziaria di Chrysler, né ha assunto alcun tipo di obbligo o impegno a finanziare Chrysler in futuro.

Taluni prestiti obbligazionari emessi da Fiat prevedono, peraltro, termini la cui osservanza potrebbe essere condizionata da eventi legati a Chrysler. In particolare tali obbligazioni contengono clausole di cross-default che potrebbero comportare l’obbligo di un rimborso anticipato da parte di Fiat qualora una “material subsidiary” (ossia una società controllata rilevante) non pagasse taluni debiti alla scadenza ovvero fosse altrimenti soggetta ad un obbligo di rimborso anticipato di tali prestiti. In conseguenza dell’acquisizione da parte di Fiat del controllo di Chrysler, Chrysler Group LLC è qualificata come “material subsidiary” e talune delle sue controllate possono divenire “material subsidiary” di Fiat ai sensi dei suddetti prestiti obbligazionari. In conseguenza di ciò, la clausola di cross-default potrebbe comportare un obbligo di rimborso anticipato dei prestiti obbligazionari di Fiat nel caso in cui i debiti di Chrysler fossero soggetti a richieste di rimborso anticipato o non fossero pagati a scadenza. Non vi può essere certezza che non sorga per Chrysler un obbligo di rimborso anticipato dei suoi debiti o che Chrysler sia in grado di pagarli alla scadenza.

Gruppo Fiat - Rischi connessi al rating di Fiat

La possibilità di accesso al mercato dei capitali, il finanziamento e i costi ad esso connessi dipendono, tra l’altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo. A seguito delle riduzioni del merito di credito operate dalle principali agenzie di rating nel corso del primo trimestre del 2009 e nel 2011, l’attuale rating di Fiat è inferiore all’Investment Grade e, in particolare, per il debito a lungo termine pari a: Ba2 (Ba3 per i prestiti obbligazionari senior unsecured) per Moody’s Investors Service Inc.; BB, sotto osservazione per possibile downgrade, per Standard & Poor’s Rating Services (divisione di McGraw Hill Companies, Inc.) e BB per Fitch Ratings Ltd. L’outlook è negativo in tutti i tre casi. Le agenzie di rating rivedono i loro giudizi almeno una volta all’anno e, al momento, non si può escludere l’assegnazione a Fiat di nuovi rating nel corso del 2012. Non è attualmente possibile prevedere la tempistica o l’esito di tali processi di revisione. Eventuali ulteriori riduzioni del merito di credito potrebbero limitare la possibilità per Fiat di accedere al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti significativi effetti negativi sulle prospettive di business, sui risultati economici e/o sulla situazione finanziaria.

Per quanto riguarda Chrysler, Moody’s Investor Service ha assegnato un corporate credit rating di B2 (con outlook positivo), mentre Standard & Poor’s ha assegnato un rating di B+ (con outlook stabile). Considerato che il rating di Chrysler è inferiore al rating di Fiat e che Chrysler ha un più elevato livello di indebitamento, il consolidamento dei dati finanziari di Chrysler nel perimetro di Fiat potrebbe comportare una revisione del rating di Fiat, con un possibile abbassamento dello stesso.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alle limitazioni esistenti a carico di Chrysler in relazione agli strumenti di debito

Con riguardo all’operazione di rifinanziamento del proprio debito nel mese di maggio 2011, Chrysler ha concluso un contratto di finanziamento comprendente linee di credito senior garantite, di cui una revolving, ed ha, inoltre, proceduto all’emissione di due serie di obbligazioni garantite. Tali strumenti di debito prevedono specifici covenant che pongono a carico di Chrysler limitazioni in tema di distribuzione dei dividendi, pagamento anticipato di debiti, costituzione di garanzie sui propri cespiti, assunzione di ulteriore indebitamento, realizzazione di talune operazioni straordinarie e svolgimento di altre attività.

Il contratto di finanziamento garantito e i programmi di emissione delle obbligazioni garantite contengono specifici covenant che possono limitare la capacità di Chrysler, tra l’altro, di:

  • garantire o assumere ulteriori finanziamenti garantiti;
  • distribuire dividendi o effettuare rimborsi di capitale;
  • effettuare altri pagamenti per cui sono previste restrizioni;
  • prestare garanzie;
  • cedere cespiti;
  • stipulare contratti di sale and lease back;
  • effettuare certe operazioni con società cosiddette affiliates (come definite contrattualmente), inclusa Fiat; e compiere operazioni di fusione, acquisizione o concentrazione ovvero operazioni che comportino il mutamento del socio di maggioranza (fatta eccezione per l’acquisto del controllo da parte di Fiat).

Il rispetto dei suddetti stringenti covenant potrebbe avere un impatto negativo sull’attività di Chrysler, limitandone il ricorso a finanziamenti, ovvero impedendo la realizzazione di fusioni, acquisizioni, joint venture o di altre opportunità strategiche. Inoltre, i contratti di finanziamento garantito prevedono, e futuri debiti potrebbero prevedere, ulteriori e più restrittivi covenant, così come la restrizione per Chrysler a rimborsare in via anticipata taluni finanziamenti. Il contratto di finanziamento garantito, inoltre, impone a Chrysler di mantenere una copertura minima di garanzie e di rispettare un parametro di liquidità. Un’eventuale violazione dei suddetti covenant o limitazioni potrebbe causare il default del finanziamento in questione e di altri finanziamenti di Chrysler, con possibili effetti di cross-default ai sensi di questi ultimi contratti.

Inoltre, l’accordo che regola il cd. VEBA Trust Note pone taluni limiti alla possibilità delle società controllate da Chrysler di assumere indebitamento.

Nel caso in cui Chrysler non fosse in grado di rispettare tutti gli impegni a proprio carico, potrebbero verificarsi eventi di default, i quali, a loro volta, potrebbero far sorgere obblighi di rimborso anticipato obbligatorio ovvero comportare l’esecuzione delle garanzie costituite sui cespiti di Chrysler. In tal caso, Chrysler potrebbe non riuscire a rimborsare il debito e non sarebbe verosimilmente in grado di aver accesso ad ulteriori e sufficienti finanziamenti. In ogni caso, anche qualora tale accesso fosse possibile, le relative condizioni potrebbero risultare non accettabili.

Inoltre, si segnala che il rispetto dei covenant potrebbe limitare la capacità di Chrysler di porre in essere azioni giudicate dal management in linea con gli obiettivi di lungo periodo di Chrysler.

Qualora Chrysler non fosse in grado di intraprendere iniziative commerciali o strategiche a causa degli impegni descritti, potrebbe aversi un impatto sostanzialmente negativo sulle prospettive di business, sui risultati economici e/o sulla situazione finanziaria di Fiat.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio e d’interesse e rischio di credito

Il Gruppo, che opera su più mercati a livello mondiale, è naturalmente esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alla diversa localizzazione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi di cassa dall’attività di esportazione denominati in valute diverse da quelle in cui sono denominate le attività di produzione.

Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle proprie attività industriali e di finanziamento della clientela finale e della rete di vendita. Peraltro, la liquidità delle Attività Industriali è essenzialmente impiegata in strumenti finanziari a breve o a tasso variabile. Le società di Servizi Finanziari normalmente perseguono una politica di matching, volta a favorire la compensazione degli impatti delle variazioni dei tassi di interesse sugli attivi finanziati e sui debiti. Ciononostante, variazioni nei livelli dei tassi d’interesse possono comportare incrementi o riduzioni nei ricavi, nel costo dei finanziamenti o nei margini.

Coerentemente con le proprie politiche di gestione del rischio, il Gruppo cerca di fare fronte ai rischi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un significativo impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Le Attività di Servizi Finanziari del Gruppo comportano anche rischi relativi all’insolvenza dei concessionari e dei clienti finali ed alle difficoltà delle economie in cui queste attività vengono svolte, rischi che il Gruppo cerca di minimizzare attraverso politiche di selezione del merito di credito dei suoi clienti e concessionari.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla disponibilità di finanziamenti a vantaggio dei concessionari di Chrysler, nonché dei consumatori finali

Negli Stati Uniti e in Canada, i concessionari di Chrysler partecipano ad accordi quadro di finanziamento per l’acquisto di veicoli Chrysler, mentre i consumatori finali utilizzano diversi programmi di credito al consumo e di leasing per l’acquisto dei veicoli. L’insufficiente disponibilità di finanziamenti a favore dei clienti e dei concessionari contribuì in maniera decisiva alla sostanziale contrazione dei volumi di vendita di Chrysler durante il 2008; questa circostanza fu uno dei fattori chiave che portarono al fallimento di Chrysler.

L’assenza di una società finanziaria captive potrebbe accrescere il rischio che i concessionari ed i clienti finali non abbiano la possibilità di accedere ad un livello sufficiente di finanziamenti a condizioni accettabili in linea con quelle di mercato: ciò potrebbe, in futuro, incidere negativamente sul volume delle vendite di autoveicoli di Chrysler. Inoltre, la maggior parte dei concorrenti di Chrysler gestisce e controlla le proprie società di servizi finanziari captive, di conseguenza, tali concorrenti potrebbero essere maggiormente capaci di implementare programmi di finanziamento ideati principalmente per massimizzare le vendite di veicoli in modo tale da ottimizzare, su base aggregata. In considerazione del fatto che la capacità di competere di Chrysler dipende anche dalla possibilità di accesso ad adeguate fonti di finanziamento da parte dei concessionari e dei consumatori finali, la mancanza di una società finanziaria captive potrebbe influenzare negativamente il risultato delle sue attività. Inoltre, benché in Canada le banche continuino a sviluppare e offrire ai clienti finali forme di finanziamento aggiuntive rispetto a quelle per l’acquisto di veicoli, la mancanza per Chrysler di una società di servizi finanziari captive potrebbe rappresentare uno svantaggio competitivo poiché le banche in Canada non possono per legge offrire contratti di leasing alla clientela retail.

In relazione alla ristrutturazione del settore automobilistico statunitense avvenuta nel 2009, Chrysler, con la collaborazione del Dipartimento del Tesoro Statunitense, sottoscrisse con Ally Financial Inc. (di seguito, “Ally”) un accordo per la fornitura di servizi di finanziamento auto e credito al consumo; l’accordo tra Chrysler e Ally ha durata fino al 20 aprile 2013, con rinnovo automatico di anno in anno salvo che una delle parti decida di non rinnovare. Si ricorda che Ally, storicamente, era la società finanziaria captive di General Motors Company, uno dei principali concorrenti di Chrysler.

Sulla base del suddetto accordo, Ally non è obbligata ad accordare finanziamenti ai concessionari di Chrysler, né è obbligata a finanziare la vendita di una certa quantità di autovetture o di un certo numero di contratti di leasing per i clienti. D’altra parte, Chrysler è obbligata ad offrire ad Ally tutte le campagne di finanziamento disponibili per clienti e concessionari e ad assicurare che Ally finanzi una determinata percentuale minima di unità vendute da Chrysler in Nord America, ai sensi delle menzionate campagne alle quali Chrysler decida di partecipare.

Chrysler si attende che Ally continui a fornire servizi finanziari a condizioni comparabili con quelle applicate ai suoi partner strategici, inclusa General Motors. Tuttavia, la capacità di Chrysler di beneficiare appieno della collaborazione con Ally può essere limitata da diversi fattori, tra i quali l’attuale e storica collaborazione tra General Motors e Ally e la partecipazione detenuta in Ally da GM.

Nella misura in cui Ally sia impossibilitata o non voglia finanziare sufficientemente e a tassi competitivi i concessionari ed i clienti finali di Chrysler, e pertanto tali ultimi soggetti non abbiano altrimenti accesso ad analoghi finanziamenti, i livelli di vendita dei veicoli di Chrysler e la relativa quota di mercato potrebbero subirne un pregiudizio, e ciò, di conseguenza, potrebbe avere effetti negativi sui risultati economici e/o sulla situazione finanziaria sua e di Fiat.

Gruppo Fiat - Rischi connessi con i piani pensionistici di Chrysler

I piani pensionistici di Chrysler non sono ad oggi interamente finanziati e gli obblighi di finanziamento ad essi connessi potrebbero aumentare in maniera significativa qualora i rendimenti degli investimenti non fossero sufficienti a compensare gli incrementi delle passività. Tali obblighi di finanziamento potrebbero aumentare in relazione ai futuri rendimenti delle attività poste a servizio dei piani, al livello dei tassi di interesse utilizzati per determinare le coperture, all’entità dei benefici previsti dai piani, a decisioni di investimento che non determinino un rendimento adeguato e ad ogni modifica della normativa che regola i livelli di copertura.

I piani pensionistici a benefici definiti di Chrysler, attualmente detengono significativi investimenti in partecipazioni e titoli a reddito fisso, così come investimenti in strumenti finanziari meno liquidi quali partecipazioni in aziende non quotate, fondi immobiliari e hedge fund. A causa della complessità e del peso di taluni investimenti, possono sorgere ulteriori rischi, tra cui significative modifiche delle politiche di investimento, insufficienti disponibilità del mercato nel portare a compimento determinate strategie di investimento e una intrinseca divergenza di obiettivi tra la capacità di gestire il rischio nel breve termine e l’impossibilità di ribilanciare velocemente gli investimenti poco liquidi e di lungo termine.

Al fine di determinare il livello appropriato di copertura finanziaria e di contribuzione ai propri piani pensionistici, nonché le connesse strategie di investimento, Chrysler deve basarsi su una serie di assunzioni ed ipotesi, tra cui quelle relative al rendimento atteso degli investimenti gestiti e il tasso di sconto utilizzato al fine di determinare le passività relative agli stessi piani pensionistici. L’aumento dei tassi di interesse avrebbe come effetto, in linea di principio, la riduzione del valore dei titoli a tasso fisso e, in parallelo, la riduzione del valore attuale delle contribuzioni. Al contrario, una diminuzione dei tassi di interesse avrebbe come effetto, sempre in linea di principio, un aumento del valore dei titoli a tasso fisso, compensando in parte la corrispondente crescita del valore attuale delle contribuzioni.

Se il valore totale degli investimenti gestiti sulla base dei piani a benefici definiti di Chrysler dovesse subire una diminuzione e/o il rendimento di tali investimenti non rispettasse le aspettative, le spese pensionistiche e contributive di Chrysler potrebbero aumentare e tale circostanza potrebbe avere effetti negativi sui risultati economici e/o sulla situazione finanziaria del Gruppo. Qualora Chrysler fosse inadempiente agli obblighi contributivi minimi, questo potrebbe essere portato all’attenzione del Pension Benefit Guaranty Corporation e, inoltre, Chrysler potrebbe essere soggetta al calcolo di interessi ed altri oneri sulla base dell’ammontare del mancato versamento.

Qualora Fiat arrivasse a detenere una partecipazione pari o superiore all’80% del capitale di Chrysler, Fiat potrebbe essere soggetta a taluni adempimenti ai sensi delle norme applicabili vigenti negli Stati Uniti. Sulla base di tali norme, in particolare, Fiat potrebbe essere ritenuta responsabile in via surrogatoria rispetto a Chrysler per il mancato adempimento delle obbligazioni derivanti dai piani pensionistici di Chrysler in caso di insolvenza di Chrysler stessa. Gli Organizational Document di Chrysler contengono disposizioni di tutela al fine di assicurare che Fiat non sia soggetta a tali obblighi in maniera inattesa.

C&W Group

Si evidenziano qui di seguito i principali fattori di rischio o incertezze che possono condizionare in misura significativa l’attività di C&W Group, Inc. (C&W).

Rischi addizionali ed eventi incerti, attualmente non prevedibili o che, allo stato attuale, si ritengono immateriali potrebbero allo stesso modo influenzare negativamente l’attività.

C&W – Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

In periodi di debolezza economica o di recessione, l'aumento significativo dei tassi di interesse, il calo dei livelli di occupazione, della domanda di immobili commerciali e del valore degli stessi, o la percezione del pubblico che qualsiasi di questi eventi possano manifestarsi, può influenzare negativamente la performance di alcune o di tutte le tipologie di servizi prestati.

C&W – Rischi connessi a sviluppi negativi del mercato del credito

L’attività “Capital Markets” è sensibile al costo del denaro e alla disponibilità di liquidità sul mercato. Le perturbazioni del mercato del credito possono influire negativamente sull’attività di fornire servizi di consulenza a proprietari, investitori e locatari di immobili.

C&W – Rischi connessi alla linea di credito “Credit Facility”

La Credit Facility in essere impone restrizioni operative e altre limitazioni a C&W e alle sue controllate. Tali restrizioni riguardano, e sotto molti aspetti limitano o vietano, diverse attività tra le quali l’assunzione di nuovi finanziamenti, acquisizioni strategiche, investimenti, pagamento dividendi, distribuzione di capitale o riacquisti dello stesso.

C&W – Rischi connessi alla stagionalità delle operazioni

Una parte significativa del fatturato è soggetta a stagionalità, il che può comportare la difficoltà nel confrontare i risultati su base trimestrale. Storicamente, questa stagionalità ha comportato ricavi, risultato operativo, utile netto e flussi di cassa da attività operative inferiori nei primi due trimestri e superiori nel terzo e quarto trimestre di ogni anno. La stagionalità del business rende più difficile determinare nel corso dell'anno, se i risultati previsti saranno raggiunti, e quindi l’intraprendere manovre correttive.

C&W – Rischi connessi alle perdite di valore del goodwill e delle altre attività immateriali

Una significativa e costante diminuzione dei flussi di cassa futuri accompagnata dall’andamento negativo dell’economia o da tassi di crescita dell’EBITDA più modesti rispetto ai ricavi, potrebbe determinare oneri per svalutazione dell'avviamento o delle altre attività immateriali.

C&W – Rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio

I ricavi da operazioni effettuate al di fuori degli Stati Uniti sono denominati principalmente nella valuta locale del paese in cui sono generati, mentre la valuta funzionale di C&W è il $ statunitense. Nel corso del 2011, circa il 39% dei ricavi lordi sono stati generati in valute diverse dal $ statunitense. Nel tempo, le fluttuazioni di valore del dollaro rispetto alle altre monete in cui si possono generare utili potrebbero influenzare negativamente l’attività, le condizioni finanziarie e i risultati operativi.

C&W – Rischi connessi alle controversie e a danni reputazionali e d’immagine derivanti dall’esito delle controversie e dalla pubblicità negativa

C&W e alcuni dei propri dipendenti sono sottoposti alla richiesta di specifiche autorizzazioni per operare.

Qualora la società e/o i dipendenti fossero inadempienti a tali obblighi i clienti potrebbero intentare delle cause. Alcuni di questi rischi sono coperti da assicurazioni che riteniamo ci permettano di mantenerli a livelli contenuti.

C&W – Rischi connessi alla concorrenza presente e futura da parte di soggetti alcuni dei quali potrebbero essere dotati di maggiori risorse finanziare e operative

C&W opera in un mercato competitivo. Sebbene molti dei concorrenti siano società locali o regionali di dimensioni inferiori a C&W, alcuni di essi hanno posizioni di forza su base locale o regionale. C&W è inoltre soggetta alla concorrenza di altre imprese a livello nazionale e internazionale. In generale non vi è certezza che C&W possa competere in modo efficace mantenendo gli attuali costi, marginalità e quote di mercato.

C&W – Rischi connessi alla fiscalità

C&W opera in paesi con regimi fiscali complessi e in continuo cambiamento. Questo determina un’aliquota d’imposta effettiva variabile. Eventuali controversie con le autorità fiscali e conseguenti potenziali richieste di pagamenti d’imposte potrebbero avere un effetto negativo sul risultato.

C&W – Rischi connessi alla gestione delle informazioni riservate e della proprietà intellettuale

L’attività di C&W dipende, in parte, dalla capacità di identificare e proteggere i dati sensibili e le altre proprietà intellettuali (marchi, liste clienti, informazioni, metodologie di attività e di ricerca). L’incapacità di gestire accuratamente tali informazioni, o di adottare tempestivamente contromisure, possono avere un effetto negativo sull’attività.

Juventus Football Club

Juventus Football Club - Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia (rischi di contesto)

In generale, la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus non è significativamente influenzata dalle condizioni generali dell’economia in quanto le principali voci di ricavo si originano per la maggior parte da contratti pluriennali. Tuttavia, ove la situazione di debolezza e incertezza che caratterizza l’economia italiana ed europea dovesse prolungarsi significativamente, l’attività, le strategie e le prospettive della Società potrebbero essere negativamente condizionate, con riferimento, in particolare, al mercato dei diritti radiotelevisivi, alle sponsorizzazioni, ai ricavi del nuovo Stadio, nonché a tutte le attività commerciali rivolte al pubblico dei tifosi.

Juventus Football Club - Rischi connessi al settore di attività (rischi di processo strategici-operativi)

Si ricorda che la Società utilizza quale fattore produttivo principale i diritti alle prestazioni sportive dei calciatori. L’attività sportiva, come tale, è soggetta a rischi connessi allo stato fisico dei calciatori e, pertanto, eventuali infortuni e/o incidenti possono influire in ogni momento in modo significativo sulla situazione economica e patrimoniale della Società.

Parimenti, essendo l’attività incentrata sullo sfruttamento del marchio, la Società è soggetta al rischio di contraffazione da parte di terzi. Nel caso in cui venisse posta sul mercato una quantità elevata di prodotti contraffatti recanti il marchio Juventus, o si verificassero eventi tali da ridurne il valore commerciale, i risultati economici, patrimoniali e finanziari potrebbero esserne influenzati negativamente.

Infine, si ricordano i rischi connessi alle manifestazioni della tifoseria che possono portare ad ammende, sanzioni o altri provvedimenti nei confronti della Società e, indirettamente, danneggiare l’immagine di Juventus diminuendo, di conseguenza, le presenze allo stadio e i proventi da merchandising.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla Campagna Trasferimenti (rischi di processo strategici)

I risultati economici e patrimoniali sono significativamente influenzati dalle operazioni compiute nel corso della Campagna Trasferimenti. Le difficoltà nel correlare le singole operazioni rispetto al Piano di sviluppo e alle linee guida relative alla gestione sportiva definite annualmente potrebbero comportare impatti negativi sulla situazione economica e finanziaria della Società. Inoltre, una mancata ottimizzazione della rosa, connessa al fatto di avere in squadra calciatori che non rientrano più nei piani tecnico-tattici dell’Allenatore e strategici della Direzione Sportiva, può originare costi (ammortamenti, ingaggi) non preventivati o eccessivi.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla mancata partecipazione a competizioni sportive (rischi di processo strategici)

I risultati economici sono significativamente influenzati, direttamente o indirettamente, dai risultati sportivi ottenuti e dalla partecipazione alle diverse competizioni, in particolare alla UEFA Champions League. L’accesso diretto a tale manifestazione è attualmente garantito in caso di piazzamento tra le prime due squadre del Campionato di Serie A, mentre la terza posizione può consentire la qualificazione attraverso la disputa di un turno preliminare. Un’eventuale mancata qualificazione, anche dovuta alla riduzione del numero delle squadre partecipanti, nonché al mancato ottenimento della Licenza UEFA, potrebbe comportare riflessi negativi significativi sulla situazione economica e finanziaria della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla dipendenza dal mercato dei diritti televisivi (rischi di processo strategici)

I ricavi della Società dipendono in misura rilevante dai proventi radiotelevisivi e dai termini e dalle modalità di vendita degli stessi. Le nuove regole che disciplinano la titolarità dei diritti di trasmissione degli eventi sportivi e la ripartizione delle risorse a partire dal corrente esercizio 2010/2011 (entrate in vigore con il D.Lgs. n. 9 del 9 gennaio 2008) hanno condotto, e potrebbero ulteriormente condurre, ad una riduzione dei ricavi, con significativi effetti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

Juventus Football Club - Rischi connessi al mercato delle sponsorizzazioni (rischi di contesto)

L’attuale congiuntura economica influenza negativamente anche il mercato delle sponsorizzazioni sportive che presenta un ridotto orizzonte temporale degli investimenti promopubblicitari sottoscritti dalle aziende partner. Tale scenario comporta nel breve periodo una minore visibilità dei ricavi da sponsorizzazione rispetto al passato e, nel caso in cui tale situazione economica dovesse perdurare, un ridotto tasso di crescita con conseguenti possibili impatti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla gestione del nuovo Stadio di proprietà (rischi di processo strategici-operativi)

A partire dalla stagione 2011/2012, Juventus è diventata la prima società di Serie A a poter disporre di uno stadio di proprietà. Ciò comporta che la Società sia oggi responsabile dello stesso con conseguenti rischi relativi sia alla struttura dello stadio che alla gestione delle aree pubbliche limitrofe adibite a parcheggio. La gestione del nuovo stadio e delle aree pubbliche adibite a parcheggio durante gli eventi potrebbe comportare oneri imprevisti, anche in caso di danneggiamenti e atti di vandalismo al di fuori del controllo di Juventus. Trattasi, peraltro, di rischi comuni a tutte le società calcistiche.

Juventus Football Club - Rischi connessi al fabbisogno di mezzi finanziari (rischi di contesto)

L’evoluzione della situazione finanziaria di Juventus dipende da numerose condizioni e, in particolare, dal raggiungimento degli obiettivi sportivi ed economici previsti, nonché dall’andamento delle condizioni generali dell’economia e dei mercati in cui opera.

Sulla base del Piano di sviluppo per gli esercizi 2011/2012 – 2015/2016 approvato dal Consiglio di Amministrazione del 23 giugno 2011 e dell’aumento di capitale proposto a sostegno dello stesso Piano, Juventus prevede di far fronte ai propri fabbisogni ed agli investimenti pianificati attraverso i flussi derivanti dalla gestione operativa e l’utilizzo prudente degli affidamenti bancari.
Juventus, coerentemente alla propria politica di gestione dei rischi, mantiene il livello dei fidi bancari, concessi dai primari istituti di credito, al livello ritenuto idoneo per evitare situazioni di tensione finanziaria e investe la liquidità temporaneamente disponibile in depositi bancari a vista o a brevissimo termine, frazionando gli investimenti su un congruo numero di controparti bancarie, avendo come obiettivo primario la pronta liquidabilità di detti investimenti. Tuttavia, anche in considerazione delle sfavorevoli condizioni del mercato finanziario, non si possono escludere situazioni del mercato bancario e monetario che siano di ostacolo alla normale operatività nelle transazioni finanziarie e che, qualora il livello degli affidamenti fosse ridotto, comportino una situazione di tensione finanziaria.

Juventus Football Club - Rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio (rischi di processo finanziari)

Juventus utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni finanziari della propria attività: linee di credito per anticipi di cassa e crediti di firma, operazioni di leasing finanziario e finanziamenti ad hoc per investimenti a medio-lungo termine. Variazioni nei livelli dei tassi di interesse possono pertanto comportare incrementi o riduzioni nel costo dei finanziamenti. La Società, per fare fronte ai rischi relativi all’oscillazione dei tassi di interesse, ha deciso di ricorrere a strumenti finanziari di copertura. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria su investimenti a medio-lungo termine, repentine fluttuazioni nei tassi di interesse potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e finanziari a causa dei maggiori oneri sull’indebitamento a breve termine.

Juventus effettua in Euro la quasi totalità delle transazioni sia di acquisto che di vendita e, pertanto, non è soggetta ai rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio in misura rilevante.

Juventus Football Club - Rischi connessi all’esito delle controversie in corso (rischi di compliance)

La Società, con l’assistenza dei propri legali, gestisce e monitora costantemente tutte le controversie in corso e, sulla base del prevedibile esito delle stesse, procede, qualora necessario, allo stanziamento di appositi fondi rischi.
Sulla base delle controversie attualmente in corso, non si possono escludere futuri effetti negativi, anche di rilevante ammontare, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

GRUPPO ALPITOUR

Gruppo Alpitour - Rischi di carattere generale

L'andamento della domanda dei pacchetti turistici è da sempre fortemente influenzata da fattori esogeni quali rischi politici (legati a conflitti, mutamenti istituzionali, atti unilaterali di governi, terrorismo), situazione economica internazionale, catastrofi naturali e allarmi sanitari (pandemie).

In particolare, il contesto politico internazionale, caratterizzato da situazioni di conflitto bellico e dalla minaccia terroristica, potrebbe portare ad una contrazione della domanda di servizi offerti dal Gruppo Alpitour. Le aree ubicate in paesi in fase di sviluppo o caratterizzate da instabilità politica e sociale sono ovviamente maggiormente esposte a tale tipologia di rischio.

Altro fattore di rischio è relativo al verificarsi di sconvolgimenti climatici quali maremoti, uragani, terremoti, eruzioni vulcaniche, nonché pandemie o il propagarsi di epidemie che potrebbero generare un forte calo della domanda di servizi turistici verso le destinazioni colpite.

Una congiuntura economica negativa a livello internazionale potrebbe incidere significativamente sulla propensione all'acquisto di pacchetti turistici da parte dei clienti, inducendoli a privilegiare i fabbisogni primari.

Gruppo Alpitour - Rischi tipici del settore del turismo

Il Gruppo Alpitour (fatta eccezione per le attività di incoming) opera prevalentemente nei confronti di clientela italiana in quanto il prodotto offerto risulta caratterizzato da standard qualitativi in linea con le aspettative e i fabbisogni della domanda italiana. L'attività può essere influenzata dalle condizioni economiche locali, dai tassi di interesse, dalla fiscalità, dall’incertezza sulle prospettive economiche future e dallo spostamento verso altri beni e servizi nelle scelte di spesa. Inoltre, il calo dei consumi a seguito del rallentamento della crescita economica potrebbe comportare una sensibile diminuzione nel numero dei passeggeri.

Lo stile e le abitudini della clientela italiana favoriscono la forte stagionalità dell’andamento economico del settore del turismo e determina la concentrazione della maggior parte dei ricavi nella stagione estiva.

L'attività caratteristica del Gruppo Alpitour si avvale di servizi forniti da soggetti terzi, principalmente fornitori di servizi aerei e alberghieri e agenzie viaggio sia individuali che appartenenti a network. Il rischio che tali servizi non siano erogati con efficienza e senza interruzione potrebbe compromettere i risultati del Gruppo Alpitour e arrecare danni di immagine.

Il Gruppo Alpitour, attraverso l'integrazione verticale, la presenza in tutti gli anelli della filiera turistica, la diversificazione dei fornitori di riferimento e specifiche politiche commerciali volte a sostenere la domanda in periodi di bassa stagione, ritiene di poter gestire e minimizzare i rischi tipici del proprio settore di attività.

Gruppo Alpitour - Rischi relativi ai processi informatici

Il settore del turismo è fortemente ancorato ai processi informatici che coprono l'intero ciclo del business a partire dal sistema di prenotazione (booking). Il rischio di interruzione, anche temporanea, dei sistemi informatici potrebbe comportare problemi nella gestione operativa e nell'erogazione dei servizi ai clienti.

Il Gruppo Alpitour attraverso il continuo aggiornamento e manutenzione dei sistemi e la predisposizione di appositi piani di “disaster recovery”, nonché di contratti commerciali con primari fornitori di tecnologie sostitutive, dispone dei mezzi necessari per monitorare e fronteggiare tali rischi.

Gruppo Alpitour - Rischi finanziari

Il Gruppo Alpitour è esposto a rischi di carattere finanziario quali il rischio di credito, il rischio di liquidità, il rischio di cambio, di interesse e di oscillazione del prezzo del carburante.

L’esposizione al rischio di credito risulta connaturata all’attività svolta dal Gruppo ed è rappresentata principalmente dall’ammontare dei crediti commerciali. La concentrazione del rischio di credito, risulta peraltro mitigata dal fatto che l’esposizione risulta suddivisa su un largo numero di controparti e clienti, nonché dalle garanzie bancarie ottenute a tutela delle esposizioni più significative. I crediti commerciali sono rilevati in bilancio al netto della svalutazione calcolata sulla base del rischio di inadempienza delle controparti, determinata considerando sia le informazioni disponibili sulla solvibilità dei clienti che i dati storici.

Il rischio di liquidità cui è soggetto il Gruppo Alpitour può sorgere dalle difficoltà ad ottenere finanziamenti a supporto delle attività operative nella giusta tempistica. I flussi di cassa, le necessità di finanziamento e la

liquidità delle società del Gruppo sono monitorati e gestiti centralmente sotto il controllo della Tesoreria di Gruppo, con l’obiettivo di garantire un’efficace ed efficiente gestione delle risorse finanziarie. Al fine di rendere minimi i costi di rifinanziamento e di garantire l’ottenimento tempestivo dei flussi finanziari necessari per le esigenze operative del Gruppo, la Tesoreria centrale ha ottenuto adeguate linee di credito.

Il Gruppo è soggetto al rischio di mercato derivante dalla fluttuazione dei cambi delle valute, soprattutto dollaro USA, poiché opera in un contesto internazionale. Il Gruppo ricorre a finanziamenti e ad operazioni finanziarie con lo scopo di supportare i propri fabbisogni ed esigenze operative. La variazione dei tassi d’interesse potrebbe avere un impatto sul risultato economico. Il Gruppo, e in particolare la divisione tour operating, in base alle condizioni previste nei contratti di acquisto di servizi di trasporto aereo, è soggetto al rischio relativo all’oscillazione del prezzo del carburante legato in gran parte ad equilibri politici internazionali e altri fattori esogeni.

Il Gruppo valuta regolarmente la propria esposizione alle varie tipologie di rischio e gestisce tali rischi attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali e derivati secondo quanto stabilito nella propria policy di gestione e controllo. Nell’ambito di tale politica non sono consentite attività di tipo speculativo e l’uso di strumenti finanziari derivati è riservato alla gestione dell’esposizione alle fluttuazioni dei cambi, dei tassi d’interesse e del prezzo del carburante per finalità di copertura.

L’esposizione al rischio di cambio su transazioni commerciali in valuta è coperta utilizzando principalmente contratti Forward, Forward knock-in e opzioni call di tipo “plain vanilla”. L’esposizione al rischio di tasso su operazioni di finanziamento a medio lungo termine è principalmente coperta utilizzando Interest Rate Swap e Zero Cost Collar.

Infine, l’esposizione al rischio sul prezzo del carburante viene coperta utilizzando Commodity Swap.

Le controparti di tali contratti sono primarie istituzioni finanziarie italiane e internazionali con elevato rating.

Relativamente al rischio di cambio e al rischio di oscillazione del prezzo del carburante si segnala peraltro che in base alle condizioni contrattuali di vendita dei pacchetti turistici, l’organizzatore del viaggio ha la facoltà di modificare i prezzi di vendita in funzione dell’incremento dei costi dei servizi generato dalle due variabili in esame.

 

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