Fiat industrial

Fiat Industrial



(30,45% del capitale ordinario, 30,09% del capitale privilegiato e 21,69% del capitale di risparmio. Inoltre Fiat detiene il 3,1% del capitale ordinario)

 

 

I principali dati consolidati conseguiti dal Gruppo Fiat Industrial nel 2011 sono evidenziati di seguito:

  Esercizio  
€ milioni 2011   2010   Variazioni
Ricavi netti 24.289   21.342   2.947
Utile (perdita) della gestione ordinaria 1.686   1.092   594
Utile (perdita) operativa 1.629   1.017   612
Utile (perdita) consolidata 701   378   323
Utile (perdita) consolidata attribuibile ai Soci della Controllante 624   341   283
  Saldi al
€ milioni 31.12.2011   31.12.2010
Totale attivo consolidato 38.643  
34.291
(Indebitamento) / Disponibilità nette (14.549)  
(12.179)
- di cui: (Indebitamento) / Disponibilità nette delle Attività Industriali (1.239)  
(1.900)
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 4.555   3.987

I ricavi netti del Gruppo sono aumentati del 13,8% a € 24,3 miliardi, con una crescita a due cifre per tutti i settori.

  Esercizio  
€ milioni 2011   2010 Variazioni %
Macchine per l'Agricoltura e le Costruzioni (CNH ) 13.896   11.906 16,7
Veicoli Industriali (Iveco) 9.562   8.307 15,1
FPT Industrial 3.220   2.415 33,3
Elisioni (2.389)   (1.286)  
Ricavi netti 24.289   21.342 13,8

Il settore Macchine per l’Agricoltura e le Costruzioni (CNH) ha registrato ricavi pari a € 13,9 miliardi, in aumento del 16,7% rispetto al 2010 (+22,5% in dollari), grazie alla significativa crescita dei volumi in tutti i comparti e al più favorevole mix prodotto per le Macchine per l’Agricoltura. I ricavi delle Macchine per l’Agricoltura sono aumentati del 17%, con un continuo andamento positivo della quota di mercato per i trattori in Europa e nel segmento dei trattori ad alta potenza in Nord America, beneficiando della richiesta di macchine omologate Tier 4A/Stage IIIB, nonché per le mietitrebbiatrici in Nord America e nell’area Asia-Pacifico. I ricavi delle Macchine per le Costruzioni sono aumentati del 25%, registrando una crescita in tutte le aree geografiche; la performance della quota di mercato complessiva è risultata in linea con l’andamento del mercato sia per le macchine leggere sia per quelle pesanti.

I Veicoli Industriali (Iveco) hanno registrato un aumento dei ricavi del 15,1% a € 9,6 miliardi, riflettendo un significativo miglioramento della domanda nella maggior parte dei principali mercati dell’Europa Occidentale, ancorché con segnali di rallentamento nella seconda parte dell’anno, e il permanere di condizioni di mercato positive in America Latina. Nell’anno le consegne totali (inclusi autobus e veicoli speciali) sono salite del 18,3% a 153.384 veicoli, con i veicoli leggeri in crescita del 19,6%, i veicoli medi del 24,0% e quelli pesanti del 21,0%. Per area geografica, le consegne sono aumentate del 12,3% in Europa Occidentale, del 28,9% in America Latina e del 25,8% in Europa Orientale.
Il business Powertrain (FPT Industrial) ha realizzato ricavi pari a € 3,2 miliardi, in crescita del 33,3% grazie al forte incremento dei volumi determinato dall’aumento della domanda da parte dei settori del Gruppo e dei clienti esterni.

Utile (perdita) della gestione ordinaria

Nel 2011 l’utile della gestione ordinaria è stato di € 1.686 milioni (margine sui ricavi del 6,9%), in miglioramento del 54,4% rispetto ai € 1.092 milioni del 2010 (margine sui ricavi del 5,1%), principalmente per l’effetto positivo dei maggiori volumi di vendita di tutti i settori.

  Esercizio   Variazioni
€ milioni 2011   2010    
Macchine per l'Agricoltura e le Costruzioni (CNH ) 1.154   755   399,0
Veicoli Industriali (Iveco) 490   270   220,0
FPT Industrial 107   65   42,0
Elisioni ed altre minori (65)   2    
Risultato della gestione ordinaria 1.686   1.092   594,0
Margine della gestione ordinaria (%) 6,9   5,1    

CNH ha realizzato una forte performance con un utile della gestione ordinaria di € 1.154 milioni (€ 755 milioni nel 2010) e il margine sui ricavi all’8,3% (6,3% nel 2010) per effetto dell’aumento dei volumi, del mix più favorevole e dei migliori prezzi di vendita netti.

Iveco ha registrato un utile della gestione ordinaria di € 490 milioni (€ 270 milioni nel 2010), con il margine sui ricavi in crescita di 1,8 punti percentuali al 5,1%, grazie in particolare al forte aumento dei volumi, nonché all’ottimizzazione dei costi di produzione.

FPT Industrial ha registrato un utile della gestione ordinaria di € 107 milioni, rispetto ai € 65 milioni del 2010, principalmente per effetto dell’incremento dei volumi. Il margine sui ricavi è aumentato di 0,6 punti percentuali al 3,3%.

Utile (perdita) operativa

L’anno 2011 si è chiuso con un utile operativo di € 1.629 milioni (€ 1.017 milioni nel 2010); il miglioramento di € 612 milioni riflette la crescita del risultato della gestione ordinaria (€ 594 milioni), nonché i minori oneri atipici netti, pari nell’anno a € 57 milioni (€ 75 milioni nel 2010), riferibili a stanziamenti per ristrutturazioni (€ 95 milioni) del settore Iveco, al netto di proventi atipici per € 38 milioni.

Utile/(perdita) del periodo

Nel 2011 gli oneri finanziari netti del Gruppo sono stati pari a € 546 milioni, rispetto ai € 505 milioni del 2010, che comprendevano oneri non ricorrenti per € 45 milioni. Escludendo tale posta, l’aumento degli oneri finanziari netti è stato di € 86 milioni per effetto del maggior livello di indebitamento iniziale, derivante dall’attribuzione del debito al momento della Scissione (€ 2,5 miliardi di euro), e del significativo costo associato al mantenimento di una liquidità elevata.

L’utile prima delle imposte è stato di € 1.169 milioni, in crescita rispetto all’utile di € 576 milioni del 2010. Il miglioramento riflette l’aumento del risultato operativo (€ 612 milioni) e del risultato delle partecipazioni (€ 22 milioni), al netto dell’incremento, pari a € 41 milioni, degli oneri finanziari netti.

Le imposte sul reddito sono pari a € 468 milioni (€ 198 milioni nel 2010) e sono riferibili principalmente ai risultati imponibili di società operanti all’estero, nonché ad imposte in Italia sul costo del lavoro (IRAP) per € 29 milioni. L’aliquota fiscale effettiva è stata del 40%, in linea con quanto previsto.

L’utile netto del 2011 è stato di € 701 milioni, in crescita significativa rispetto all’utile di € 378 milioni del 2010.

L’utile netto attribuibile ai Soci della controllante nel 2011 è stato di € 624 milioni rispetto ad un utile di € 341 milioni dello stesso periodo del 2010.

Patrimonio netto

Il Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante di Fiat Industrial al 31 dicembre 2011 ammonta a € 4.555 milioni rispetto a € 3.987 milioni del 31 dicembre 2010.

Indebitamento netto

Al 31 dicembre 2011 l’indebitamento netto consolidato è pari a € 14.549 milioni (€ 12.179 milioni al 31 dicembre 2010). L’indebitamento netto industriale, pari a € 1.239 milioni, ha presentato una riduzione del 37% rispetto a € 1.900 milioni a fine 2010, per effetto principalmente della forteperformance operativa di tutti i settori.

  Saldi al    
€ milioni 31.12.2011   31.12.2010   Variazioni
Debiti finanziari (20.217)  
(18.695)  
(1.522)
- Debiti per anticipazioni su cessioni di crediti (9.479)  
(8.321)  
(1.158)
- Debiti finanziari verso il Gruppo Fiat post Scissione  
 
(5.626)  
5.626
- Altri debiti finanziari (10.738)  
(4.748)  
(5.990)
Crediti finanziari verso il Gruppo Fiat post Scissione  
 
2.865  
(2.865)
Debiti finanziari al netto dei crediti finanziari verso il Gruppo Fiat post Scissione (20.217)   (15.830)   (4.387)
Altre attività (passività) finanziarie (2) (39)  
(59)  
20
Disponibiltà e mezzi equivalenti e titoli correnti 5.707  
3.710  
1.997
Indebitamento netto (1) (14.549)   (12.179)   (2.370)
- Di cui attività industriali (1.239)  
(1.900)  
661
- Di cui servizi finanziari (1) (13.310)   (10.279)   (3.031)
(1) Al 31 dicembre 2011 include l’impatto del consolidamento integrale di Iveco Finance Holdings Limited, la joint venture con Barclays in relazione alla quale a fine dicembre è stato firmato l’accordo per lo scioglimento. (2) Include il fair value positivo e negativo degli strumenti finanziari derivati.

Fatti di rilievo

A partire dal 1° gennaio 2011 (data di efficacia della scissione di Fiat S.p.A. a favore di Fiat Industrial S.p.A.), Fiat Industrial ha cominciato ad operare come realtà autonoma e distinta da Fiat. Il 3 gennaio sono iniziate le negoziazioni delle azioni Fiat Industrial S.p.A. sul Mercato Telematico Azionario gestito da Borsa Italiana S.p.A.

Il 5 gennaio 2011 Moody’s Investors Service ha assegnato a Fiat Industrial S.p.A. un Corporate Family Rating di Ba1 e un rating di breve termine "Not Prime", con outlook stabile. Il 24 febbraio Standard & Poor’s Rating Services ha assegnato a Fiat Industrial il rating di lungo termine BB+ con outlook negativo, in linea con il rating preliminare assegnato il 4 novembre 2010; il rating di breve termine è B.

A settembre Fiat Industrial, nell’anno del suo debutto sui mercati finanziari, è entrata negli indici Dow Jones Sustainability (DJSI) World e Dow Jones Sustainability Europe affermandosi come Industry Leader in entrambe le categorie. Il punteggio ottenuto è stato di 81/100 rispetto a una media di 49/100 delle aziende del proprio settore (Industrial Engineering) analizzate da SAM, società specializzata negli investimenti di sostenibilità. Il DJSI World e il DJSI Europe sono i più prestigiosi indici borsistici ai quali accedono solo le società giudicate migliori per la gestione del proprio business secondo criteri di sostenibilità, sia dal punto di vista economico-finanziario sia da quello sociale e ambientale. La sostenibilità è infatti per Fiat Industrial un elemento chiave della propria strategia aziendale. Fiat Industrial, inoltre, in seguito alla partecipazione all’indagine promossa dal Carbon Disclosure Project, è entrata nell'indice CDL (Carbon Disclosure Leadership) del rapporto Italy 100, aggiudicandosi il primo posto nel settore “Industrials” con un punteggio di 84/100 per il livello della comunicazione sulle tematiche legate al “climate change” e ha ottenuto una valutazione di “B” (in una scala compresa tra E-peggiore e A-migliore) per le iniziative messe in atto per la mitigazione del cambiamento climatico.

Il 30 settembre Fiat Industrial ha confermato la decisione di uscire da Confindustria con effetto dal 1° gennaio 2012. Il 13 dicembre il Gruppo ha annunciato la firma di un nuovo contratto collettivo con la maggior parte delle organizzazioni sindacali, che è applicabile ai dipendenti di Fiat Industrial in Italia a partire dal 1° gennaio 2012.

Il 27 ottobre il Consiglio di Amministrazione di Fiat Industrial S.p.A. ha deliberato di proporre agli Azionisti la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio della società in azioni Fiat Industrial ordinarie. Se approvata dalle competenti assemblee degli azionisti, la proposta comporterà la conversione in azioni ordinarie di tutte le azioni privilegiate e di risparmio. La conversione ha lo scopo di ridurre la complessità della struttura del capitale e di semplificare la governance della società. Le azioni privilegiate e le azioni di risparmio conserveranno tutti i diritti economici a valere sull’esercizio 2011. Le azioni ordinarie emesse a seguito della conversione matureranno il diritto al dividendo (se e nella misura in cui deliberato) riferito ai risultati dell’esercizio 2012.

CNH

In linea con la strategia di crescita globale del Gruppo, nel corso del 2011 sono state poste in essere alcune significative iniziative. A fine marzo CNH Global N.V. ha acquisito la totale proprietà di L&T – Case Equipment Private Limited, la joint venture paritetica costituita nel 1999 con Larsen & Toubro Limited per produrre e commercializzare macchine per il movimento terra in India. La società (ridenominata Case New Holland Construction Equipment India Private Limited), che ha un organico di circa 600 dipendenti, può contare su uno stabilimento di produzione a Pithampur, nello stato del Madhya Pradesh, e su una rete di distribuzione con 56 concessionari e 144 punti vendita. Questo investimento rappresenta un importante passo in avanti nell'impegno di lungo termine per consolidare le attività di CNH nel comparto del movimento terra in India e in altri mercati di esportazione.

In aprile, CNH ha annunciato la realizzazione in Argentina di un sito per la produzione locale di mietitrebbiatrici e trattori destinati al mercato latino-americano. È previsto un investimento iniziale di oltre 100 milioni di dollari per la realizzazione di nuove linee di produzione e per l'ampliamento del complesso industriale di Fiat Industrial a Cordoba. Il nuovo impianto darà origine a circa 600 posti di lavoro diretti e 1.500 per l’indotto. CNH produrrà in questo nuovo impianto, per entrambi i suoi marchi agricoli, i modelli più potenti della propria gamma di mietitrebbiatrici, con la tecnologia più avanzata e la più alta produttività, nonché trattori specializzati per l’impiego in vigneti e frutteti, che attualmente CNH non produce in America Latina. Le macchine saranno equipaggiate con motori FPT Industrial fabbricati in loco.

In ottobre CNH ha annunciato una collaborazione strategica con Semeato, azienda leader in Brasile nel comparto delle attrezzature e macchine per l’agricoltura e specializzata nelle tecnologie per la “semina diretta su sodo”. Questa partnership strategica riguarderà diverse aree di collaborazione e rafforzerà la leadership di CNH in America Latina. I prodotti di Semeato saranno commercializzati con i brand Semeato, Case IH e New Holland Agriculture tramite le rispettive reti di vendita. Nello stesso mese CNH ha stipulato con De Lage Landen, società controllata da Rabobank Group, un accordo per fornire ai propri clienti nella Federazione Russa un programma di finanziamenti retail, che saranno offerti con il brand di CNH Capital. Il programma è diventato operativo dall’inizio del 2012. Un apposito team di persone lavorerà a stretto contatto con i quattro brand di CNH, Case IH, New Holland Agriculture, New Holland Construction e Case Construction, i loro dealer e clienti.

Il 23 dicembre CNH ha annunciato un investimento iniziale di $ 90 milioni per la costruzione di un nuovo stabilimento ad Harbin nella Provincia di Heilongjiang, nel nord-est della Cina. Il nuovo impianto produrrà trattori ad alta potenza, mietitrebbiatrici e altri macchinari tecnologicamente avanzati. Questo investimento permetterà a CNH di espandere la propria base produttiva nel Paese, dove attualmente il settore assembla trattori ad alta potenza e altre macchine agricole ad Harbin e produce trattori a media e bassa potenza in uno stabilimento a Shanghai.

IVECO

Nel mese di maggio, Iveco ed FPT Industrial hanno annunciato un’esclusiva tecnologia SCR (Selective Catalytic Reduction) per il rispetto degli standard di emissione Euro VI, che sarà introdotta sulle due gamme di motori Cursor e Tector per veicoli industriali pesanti e autobus. I nuovi motori, dotati della tecnologia “SCR Only” di FPT Industrial, saranno caratterizzati da sistemi ottimizzati di combustione e di post-trattamento dei gas di scarico, per garantire a Iveco di mantenere la posizione di leadership nel campo dei consumi, migliorando allo stesso tempo il rispetto dell’ambiente. Questo risultato sarà raggiunto grazie a una tecnologia di controllo molto efficiente e brevettata da FPT Industrial, che consentirà di ottenere un’efficienza di conversione delle emissioni di NOx estremamente elevata (superiore al 95% contro l’80-85% della migliore concorrenza).

Il 19 settembre è stato inaugurato, a Torino, il Fiat Industrial Village, il primo centro polivalente di Fiat Industrial nel mondo, realizzato per presentare e vendere prodotti di CNH, Iveco e FPT Industrial, nonché fornire i relativi servizi post-vendita e finanziari. La nuova struttura si sviluppa su un’area di oltre 74 mila metri quadrati, dei quali 23 mila coperti, con un grande spazio dedicato all’esposizione di veicoli e motopropulsori.

In dicembre Irisbus Italia S.p.A. (settore Iveco) ha firmato un accordo collettivo con le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali che stabilisce la chiusura dello stabilimento di Valle Ufita e il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per due anni per tutti i 658 dipendenti del sito, con effetto dal 1° gennaio 2012. Durante l’anno Iveco ha, inoltre, chiuso uno stabilimento del comparto autobus a Barcellona.

Nel corso del quarto trimestre 2011 il Gruppo ha definito le modalità per uno scioglimento consensuale della joint venture con Barclays, Iveco Finance Holdings Limited (“IFHL”), che gestisce le attività di Servizi Finanziari (clienti finali e dealer) del settore Iveco in Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna e Svizzera. L’accordo con il partner prevede l’impegno di Iveco ad acquistare, previo l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari, la quota del 51% detenuta da Barclays entro il 31 maggio 2012 ad un prezzo contrattualmente prefissato (circa € 119 milioni) e a provvedere al finanziamento, a partire dal 1° gennaio 2012, delle attività di IFHL. Le attività di finanziamento alla clientela finale saranno gestite secondo le seguenti modalità: cartolarizzazione con Barclays del portafoglio esistente al 31 dicembre 2011; accordi di “vendor program” con BNP-Paribas in Germania e in Francia per il nuovo portafoglio generato a partire dal 1° gennaio 2012; accordo, in Italia, con Intesa Sanpaolo per il finanziamento del portafoglio futuro; finanziamento diretto del portafoglio in Svizzera e nel Regno Unito. Il finanziamento delle attività di dealer financing sarà garantito tramite un programma di cartolarizzazione pan-europea con Barclays a tre anni.

 

 

 

 


 

 

 

 

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