Rischi e incertezze

PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE CUI SONO ESPOSTE EXOR S.p.A. E LE IMPRESE INCLUSE NEL CONSOLIDAMENTO

RISCHI CONNESSI ALLE CONDIZIONI GENERALI DELL'ECONOMIA

Le attività economiche e finanziarie di EXOR e delle principali imprese partecipate sono influenzate dall’andamento dei mercati finanziari e da variabili macroeconomiche sulle quali EXOR esercita poco o nessun controllo. I principali settori di attività sono inoltre caratterizzati da una forte ciclicità, la quale spesso tende a riflettere, se non ad amplificare, l’andamento generale dell’economia.

La forte crescita del PIL negli Stati Uniti ha alimentato aspettative di politica monetaria divergenti tra le principali economie avanzate, provocando aggiustamenti dei tassi di cambio e scenari economici discordanti nei mercati emergenti.

La ripresa in Europa ha mancato gli obiettivi prefissati ma nuovi fattori risollevano le prospettive a breve. Il calo dei prezzi del petrolio e delle materie prime ha innescato un processo di ridistribuzione della ricchezza dai paesi esportatori a quelli importatori e ha fornito un ulteriore stimolo all’attività economica, rinforzando le misure di quantitative easing adottate dalla BCE. Tale politica monetaria ha l’obiettivo di accelerare la normalizzazione dell’inflazione, attualmente a livelli vicino allo zero, e favorire il deprezzamento dell'euro per rafforzare la competitività delle imprese. Persistono, tuttavia, elementi di incertezza sulla crescita dei paesi dell’Unione Europea e condizioni di instabilità nei paesi periferici.

Non è pertanto possibile fornire alcuna indicazione circa gli andamenti futuri dei fattori e delle variabili citati in precedenza che potrebbero condizionare negativamente la domanda di prodotti e servizi, i risultati economici, le prospettive di business e le situazioni finanziarie di EXOR e delle imprese partecipate.

RISCHI CONNESSI ALL'ATTIVITÀ DI EXOR 

Exor effettua attività di investimento che comportano rischi tipici quali l'elevata esposizione a certi settori o investimenti, la difficoltà di individuare nuove opportunità di investimento con caratteristiche rispondenti agli obiettivi perseguiti o difficoltà di disinvestimento in conseguenza di mutamenti delle condizioni economiche generali. Le difficoltà potenzialmente connesse all'effettuazione di nuovi investimenti, quali costi e passività inattesi, potrebbero avere effetti negativi sulle condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie della Società.

La possibilità di accesso al mercato dei capitali, alle altre forme di finanziamento e i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato.
Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating possono limitare la possibilità di accesso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale.
Il rating sull'indebitamento di lungo e di breve termine EXOR, attribuito dall'agenzia Standard & Poor's, è rispettivamente “BBB+” e “A-2” con outlook stabile.

È politica di EXOR e delle società del cosiddetto “Sistema Holdings” mantenere la liquidità disponibile investita in depositi bancari a vista o a brevissimo termine, in strumenti di mercato monetario, obbligazionario e azionario prontamente liquidabili, frazionando gli investimenti su un congruo numero di controparti, avendo come obiettivo primario la pronta liquidabilità di detti investimenti. Le controparti sono selezionate sulla base del merito creditizio e della loro affidabilità.
Tuttavia, anche in considerazione dell'attuale situazione dei mercati finanziari internazionali, non si possono escludere situazioni del mercato che siano di ostacolo alla normale operatività nelle transazioni finanziarie.

I risultati economici di EXOR dipendono, oltre che dai valori di mercato delle principali società partecipate, dai dividendi distribuiti dalle stesse e quindi, in ultima istanza, riflettono l'andamento economico e finanziario e le politiche di investimento e di distribuzione di dividendi di queste ultime. Il deterioramento delle condizioni dei mercati finanziari e dei risultati delle principali società partecipate potrebbero incidere sui risultati economici e sul cash flow di EXOR.

Attraverso le sue partecipazioni in società controllate e collegate EXOR è presente principalmente nel settore automobilistico (FCA), delle macchine per l’Agricoltura e le Costruzioni (CNH Industrial), dei servizi immobiliari (C&W Group), del real estate (Almacantar) e del calcio professionistico (Juventus Football Club). Pertanto, EXOR è esposta ai rischi tipici dei mercati e dei settori in cui operano tali partecipate.

Al 31 dicembre 2014 le partecipazioni in FCA (29,25% dell’interesse economico) in CNH Industrial (27,07% dell’interesse economico) rappresentavano rispettivamente il 36,7% e il 20,5% del valore corrente del portafoglio investimenti di EXOR, calcolato sulla base della metodologia del NAV (Net Asset Value) evidenziata a pagina 5. L'andamento di FCA e di CNH Industrial influenza quindi in modo molto significativo la situazione economica, finanziaria e patrimoniale di EXOR.

EXOR e le sue società controllate e collegate sono esposte ai rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse cui fanno fronte attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura, in coerenza con le politiche di gestione dei rischi adottate da ciascuna. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e finanziari.
Le società controllate e collegate sono generalmente esposte al rischio di credito cui fanno fronte con specifiche procedure di gestione. EXOR, data la sua attività, non è esposta in misura significativa a tale rischio.

EXOR e le sue società controllate e collegate sono esposte a rischi connessi agli esiti di controversie in corso a fronte dei quali procedono, qualora ne valutino la necessità, a stanziamenti di appositi fondi rischi. Tuttavia, non si possono escludere effetti negativi connessi a tali rischi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di EXOR e/o delle società controllate e collegate.

EXOR e le sue società controllate e collegate sono assoggettate alle imposte sui redditi in Italia e all’estero; nel corso della normale attività possono essere soggette a controlli da parte delle autorità fiscali italiane ed estere. Anche se le società ritengono che le stime sulla fiscalità siano ragionevoli, eventuali controversie ad esse correlate possono avere un effetto negativo anche rilevante sul risultato di esercizio.

Nei paragrafi successivi sono inoltre evidenziati i principali rischi e incertezze specifici delle imprese incluse nel consolidamento (FCA, CNH Industrial, C&W Group e Juventus Football Club).

FCA

Rischi connessi all'attività, alla strategia e alle operazioni del Gruppo

FCA - La redditività del Gruppo dipende dal raggiungimento di determinati volumi minimi di vendita di veicoli. Un’eventuale riduzione delle vendite di veicoli, in particolare per quanto concerne minivan, utility vehicles di maggiori dimensioni e pick-up, pregiudicherebbe i risultati economici e la situazione finanziaria del Gruppo

Il successo del Gruppo è subordinato al raggiungimento di un livello minimo di volumi di vendita. Come è tipico per i costruttori di automobili, il Gruppo ha dei costi fissi significativi e dunque le variazioni nei volumi di vendita dei veicoli possono avere effetti di estrema rilevanza sulla sua redditività. Ad esempio, ipotizzando un prezzo, un mix e un costo del venduto per veicolo costanti, supponendo che tutti i risultati economici siano attribuibili alle consegne di veicoli e che tutte le altre variabili rimangano invariate, una riduzione del 10% nelle consegne dei veicoli nel 2014 ridurrebbe l’EBIT (utile/perdita prima degli oneri finanziari e delle imposte) del Gruppo per lo stesso anno del 40% circa, senza tener conto delle azioni e delle misure di contenimento dei costi che il Gruppo potrebbe porre in essere in risposta al calo delle vendite.
Inoltre, un eventuale spostamento della domanda nella regione NAFTA (USA, Canada, Messico e Caraibi) dai minivan, utility vehicles di maggiori dimensioni e pick-up verso le autovetture, in conseguenza dell'incremento di prezzo del carburante o di altri fattori, potrebbe incidere negativamente sulla redditività del Gruppo in tale regione. Nel 2014 minivan, utility vehicles di maggiori dimensioni e pick-up hanno costituito circa il 44% delle vendite totali di veicoli negli USA (senza considerare i van e i duty truck medi) e la redditività di questa porzione del portafoglio del Gruppo è circa del 33% superiore rispetto a quella del portafoglio statunitense nel suo complesso, su base media ponderata. Uno spostamento della domanda tale da comportare un calo del 10% della quota di mercato negli Stati Uniti con riferimento a minivan, utility vehicles di maggiori dimensioni e pick-up e un aumento del 10% della quota di mercato negli Stati Uniti con riferimento ad autovetture e utility vehicles di minori dimensioni, in conseguenza dell'incremento di prezzo del carburante o di altri fattori, avrebbe comportato una riduzione dell’EBIT di Gruppo nel 2014 di circa il 4%, supponendo costanti le altre variabili, ivi inclusa la quota di mercato per ciascun segmento di veicolo. Questa stima non tiene in considerazione eventuali altri cambiamenti nelle condizioni di mercato o le azioni che il Gruppo potrebbe porre in essere a fronte del mutamento delle preferenze dei consumatori, ivi incluse modifiche alla produzione e ai prezzi.
Inoltre, il Gruppo tende a operare con un capitale circolante negativo poiché generalmente riceve i pagamenti per le vendite di veicoli ai concessionari entro alcuni giorni dalla spedizione, mentre esiste uno sfasamento tra il momento in cui riceve i componenti e i materiali dai fornitori e il momento in cui paga tali componenti e materiali; pertanto un'eventuale diminuzione dei volumi di vendita avrà un impatto negativo significativo sui flussi di cassa e sui livelli di liquidità, in quanto il Gruppo continua a pagare i fornitori in un periodo nel quale diminuiscono i ricavi derivanti dalle vendite di veicoli. Qualora le vendite di veicoli non aumentino o si rivelino inferiori alle aspettative del Gruppo, per effetto di crisi finanziarie, ricadute in recessione, cambiamenti nella fiducia dei consumatori, eventi geopolitici, incapacità di produrre quantità sufficienti di alcuni modelli, accesso limitato a finanziamenti o altri fattori, la situazione finanziaria e i risultati economici del Gruppo potrebbero risentirne significativamente.

FCA - Le attività del Gruppo sono influenzate dall’andamento dei mercati finanziari globali, dell’economia in generale e da altre condizioni sulle quali il Gruppo ha un controllo scarso o nessun controllo

I risultati economici e la posizione finanziaria del Gruppo possono essere influenzati da vari fattori di tipo macroeconomico, incluse variazioni del prodotto interno lordo, livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, variazioni dei tassi di interesse per il credito al consumo e alle imprese o relativa disponibilità, prezzi dell’energia, costo delle commodity o di altre materie prime, tasso di disoccupazione e rapporto di cambio valutario nei vari paesi in cui il Gruppo opera.
Dal 2008, i mercati finanziari globali hanno subito forti turbolenze che hanno comportato un notevole deterioramento dell’economia. La recessione economica globale del 2008-2009, che ha interessato quasi tutte le aree geografiche e i settori dell’economia, ha avuto come conseguenza una netta diminuzione della domanda di automobili. Sebbene in tempi più recenti il Gruppo abbia rilevato segnali di ripresa in alcune regioni, a livello globale le prospettive economiche rimangono incerte.
In Europa in particolare, nonostante le misure adottate da vari Governi e autorità monetarie per fornire supporto finanziario ad alcuni stati membri dell’Eurozona ed evitare un default del debito sovrano, persistono riserve sulla posizione debitoria di diversi paesi. Queste riserve, insieme alle importanti modifiche a livello fiscale introdotte in alcuni stati al fine di gestire il rischio effettivo o percepito relativamente al debito sovrano, hanno portato ulteriori pressioni sulla crescita economica e a nuovi periodi di recessione. Prima del lieve miglioramento registrato nel 2014, le vendite dell’industria automobilistica europea hanno evidenziato un calo protrattosi diversi anni, dopo un periodo nel quale erano state sostenute dagli incentivi governativi, con particolare riferimento a quelli finalizzati a promuovere la vendita di veicoli a bassi consumi e con ridotte emissioni. Prima della crisi finanziaria globale, nel 2007 le vendite di autovetture in Europa, a livello di settore, ammontavano a 16 milioni di unità. Nel 2014, dopo sei anni di calo, le vendite nella stessa regione sono salite del 5% rispetto al 2013, raggiungendo quota 13 milioni di autovetture. Dal 2011 al 2014, la quota di mercato del Gruppo riferita al mercato europeo delle autovetture è calata, passando dal 7,0% al 5,8%, con perdite ed EBIT negativo in ciascuno degli ultimi 4 anni per quanto concerne il segmento Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA). Queste continue incertezze potrebbero condizionare negativamente la ripresa dell’economia a livello globale, così come anche la situazione finanziaria delle istituzioni finanziarie europee, e potrebbero comportare maggiore volatilità, minore liquidità, ampliamento degli spread creditizi e perdita di trasparenza dei prezzi sul mercato del credito. Le diffuse misure di austerity attuate in molti paesi in cui il Gruppo opera potrebbero continuare a influenzare negativamente la fiducia dei consumatori, il loro potere di acquisto e capacità di spesa, andando dunque a pregiudicare la situazione finanziaria e i risultati economici del Gruppo.
La maggior parte dei ricavi del Gruppo deriva dal segmento NAFTA, poiché le vendite di veicoli in Nord America hanno evidenziato una crescita significativa rispetto ai volumi ridotti registrati nel 2009-2010. Comunque, questa ripresa potrebbe non essere duratura o circoscriversi ad alcune classi di veicoli. Poiché la ripresa può essere in parte attribuita alla domanda accumulatasi e all’incremento dell’età media dei veicoli in Nord America a seguito del perdurare delle difficoltà dell’economia, non ci sono garanzie del fatto che il continuo miglioramento della situazione economica generale o dei livelli di occupazione determinerà un ulteriore incremento delle vendite di veicoli. Pertanto, in Nord America potrebbero verificarsi in futuro una crescita limitata o una diminuzione delle vendite.
Inoltre, anche nei maggiori mercati emergenti, quali la Cina, il Brasile e l’India, si evidenzia un rallentamento dell'espansione o una recessione. In questi paesi, oltre all'indebolimento delle esportazioni, anche la ridotta domanda interna ha determinato un rallentamento dell’economia. Questi fattori potrebbero avere un effetto avverso sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.
In generale, la domanda nel settore automobilistico è storicamente soggetta ad elevata ciclicità e tende a riflettere il generale andamento dell’economia, spesso amplificando le conseguenze delle tendenze economiche. A causa delle difficoltà nel prevedere l'entità e la durata dei cicli economici, non si può fornire alcuna garanzia circa l'andamento futuro della domanda dei prodotti venduti dal Gruppo nei mercati in cui esso opera. Oltre alla crescita economica lenta o alla recessione, altre circostanze economiche – come l’incremento dei prezzi dell’energia, fluttuazioni dei prezzi delle materie prime o una riduzione della spesa in infrastrutture – potrebbero avere conseguenze negative sul settore in cui il Gruppo opera e, congiuntamente con gli altri fattori citati in precedenza, potrebbero avere un significativo impatto negativo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

FCA - Gli sforzi del Gruppo per incrementare la diffusione internazionale di alcuni dei suoi marchi che ritiene possano essere globalmente apprezzati potrebbero non avere successo

Le strategie di crescita contenute nel Business Plan Strategico (Business Plan, 2014-2018), prevedono che il Gruppo effettui degli investimenti significativi, anche finalizzati a introdurre vari marchi che ritiene abbiano un'attrattiva globale in nuovi mercati. Tali strategie includono l’espansione delle vendite del marchio Jeep su scala globale, soprattutto attraverso una produzione localizzata in Asia e America Latina, e la reintroduzione del marchio Alfa Romeo in Nord America e in altri mercati di tutto il mondo. Nei piani del Gruppo rientra inoltre una significativa espansione dei veicoli a marchio Maserati, per coprire tutti i segmenti del mercato dei veicoli di lusso. Queste attività richiederanno importanti investimenti in strutture produttive e in reti di distribuzione in questi mercati. Se il Gruppo non fosse in grado di introdurre veicoli che incontrino i gusti dei consumatori in questi mercati e di realizzare le proprie strategie di espansione dei marchi, potrebbe non essere in grado di ottenere un sufficiente ritorno a fronte degli investimenti effettuati e ciò potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

FCA - Le campagne di richiamo dei veicoli e gli obblighi in garanzia potrebbero determinare costi diretti e il calo delle vendite potrebbe avere conseguenze negative sulle attività del Gruppo

Il Gruppo, così come il settore automobilistico statunitense in generale, ha di recente evidenziato un incremento significativo delle campagne di richiamo per risolvere problematiche connesse a performance, compliance o sicurezza. I costi sostenuti dal Gruppo per richiamare i veicoli includono tipicamente il costo delle parti sostitutive e la manodopera necessaria per la rimozione e la sostituzione delle parti difettose, e sostanzialmente dipendono dalla natura del rimedio e dal numero di veicoli interessati e possono insorgere diversi anni dopo la vendita di un veicolo. Le campagne di richiamo possono inoltre danneggiare la reputazione del Gruppo e indurre i clienti a mettere in discussione la sicurezza e l’affidabilità dei prodotti.
Qualunque costo sostenuto, o calo nelle vendite dei veicoli, per effetto delle campagne di richiamo potrebbe influenzare negativamente e in maniera significativa la situazione finanziaria e i risultati economici del Gruppo. Inoltre, se il Gruppo dovesse ricevere contestazioni da parte dei clienti o informazioni da enti che valutano i veicoli sul mercato che mettessero in dubbio la sicurezza o l’affidabilità di uno dei suoi veicoli e non dovesse attivare una campagna di richiamo o non lo facesse in tempo utile, la reputazione e le vendite dei veicoli del Gruppo potrebbero risentirne negativamente.
Il Gruppo è altresì obbligato, ai sensi degli accordi di garanzia di cui è parte, a effettuare a proprie spese le riparazioni o sostituzioni delle parti difettose nei veicoli per un determinato periodo di tempo. Pertanto, un tasso di guasti che superi le previsioni del Gruppo potrebbe dare origine a perdite impreviste.

FCA - La performance futura del Gruppo dipende dalla sua capacità di espandersi in nuovi mercati e di arricchire il proprio portafoglio prodotti offrendo prodotti innovativi sui mercati esistenti

Il successo del Gruppo dipende, tra le altre cose, dalla capacità di mantenere o incrementare le proprie quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che siano attraenti per i clienti e che garantiscano adeguati livelli di redditività. Dopo l'acquisizione, perfezionata nel gennaio 2014, del 41,5% circa del capitale di FCA US che non possedeva, nel mese di maggio 2014 il Gruppo ha presentato il proprio Business Plan. Il Business Plan prevede una serie di iniziative relative ai prodotti finalizzate a migliorare la qualità dei prodotti offerti e a consentire al Gruppo di incrementare le vendite nei mercati in cui attualmente opera ed espandersi in nuovi mercati.
In generale, occorrono due o più anni per progettare e sviluppare un nuovo veicolo e numerosi fattori potrebbero allungare i tempi. A causa del ciclo di sviluppo del prodotto e dei vari elementi che possono contribuire a favorire l’accettazione da parte dei consumatori del design dei nuovi modelli – tra i quali i nuovi prodotti introdotti dai concorrenti, il prezzo dei carburanti, le condizioni generali dell’economia e i cambiamenti delle preferenze nello stile – un nuovo concept o design di prodotto che il Gruppo crede possa essere attraente potrebbe, una volta concretizzatosi in un veicolo e immesso sul mercato, non generare vendite sufficienti ed essere venduto a un prezzo tale da non risultare profittevole. Qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi che siano migliori, soprattutto con particolare riguardo a quelli di gamma alta, di quelli dei principali concorrenti in termini di prezzo, qualità, funzionalità e caratteristiche, o qualora vi fossero dei ritardi nell’uscita sul mercato di nuovi modelli strategici, le strategie del Gruppo potrebbero essere compromesse, con significativi impatti negativi sulla situazione finanziaria e sui risultati economici. Inoltre, l’elevata incidenza dei costi fissi, dovuta ai significativi investimenti in impianti e macchinari, così come ai vincoli derivanti dai contratti collettivi di lavoro che limitano la flessibilità del Gruppo nell’adattare il costo del lavoro alle variazioni della domanda dei prodotti, può accentuare i rischi associati a una valutazione errata della domanda.

Qualora il Gruppo rilevi un difetto a livello di sicurezza o emissioni, un problema meccanico, ovvero una non conformità con i regolamenti applicabili con riferimento a un determinato modello di veicolo prima del lancio dello stesso sul mercato, il lancio del veicolo potrebbe essere ritardato fino a quando il difetto o la non conformità non siano stati risolti. I costi connessi a un eventuale ritardo prolungato nei lanci di nuovi modelli, necessario a porre rimedio a tale difetto, e i costi connessi alla fornitura di un rimedio gratuito a tali difetti o non conformità in veicoli già venduti potrebbero essere significativi.

FCA - Il settore automobilistico è caratterizzato da un elevato livello di concorrenzialità e ciclicità e il Gruppo potrebbe risentirne in misura maggiore rispetto ad alcuni suoi concorrenti

Sostanzialmente tutti i ricavi del Gruppo sono generati nell’industria automobilistica, che è altamente concorrenziale e comprende il settore della produzione e distribuzione di autovetture, veicoli commerciali leggeri, componenti e sistemi di produzione. In Europa, Nord America, America Latina e nell’area Asia-Pacifico il Gruppo è esposto alla concorrenza di altri produttori e distributori di autovetture e veicoli commerciali leggeri e fornitori di componenti di rilievo internazionale. Tali mercati sono tutti altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, innovazione, prezzo, efficienza nei consumi, affidabilità e sicurezza, assistenza alla clientela e servizi finanziari offerti e molti dei concorrenti del Gruppo hanno una capitalizzazione maggiore, con quote di mercato più rilevanti. Nel corso degli ultimi anni, la concorrenza nel settore automobilistico – in particolare in termini di prezzo – è aumentata significativamente. Inoltre, in parte anche a causa del rallentamento della crescita della domanda di veicoli, la capacità produttiva mondiale di auto supera abbondantemente la domanda corrente. Questa sovraccapacità produttiva, combinata con l’elevato livello di concorrenza e con la debolezza delle maggiori economie mondiali, ha aumentato e potrebbe ulteriormente aumentare la pressione sui prezzi dei veicoli.
I concorrenti del Gruppo potrebbero reagire a questo contesto cercando di rendere i loro modelli più attraenti o più convenienti agli occhi della clientela, aggiungendo optional, offrendo finanziamenti agevolati o programmi di leasing, o riducendo i prezzi di vendita sia direttamente sia offrendo sconti, riduzioni di prezzo o altre forme di incentivazione su taluni mercati. Queste iniziative hanno avuto, e potrebbero continuare ad avere, un impatto negativo sul prezzo dei veicoli, sulle quote di mercato e sui risultati economici del Gruppo.
Nel settore automobilistico le vendite ai clienti finali hanno un andamento ciclico e variano in funzione delle condizioni generali dell’economia, della propensione al consumo della clientela finale, della disponibilità di finanziamenti e dell’eventuale introduzione di provvedimenti governativi volti a stimolare la domanda. Inoltre, il settore automobilistico è soggetto al costante rinnovo dell’offerta di prodotti, attraverso lanci frequenti di nuovi modelli. Un andamento sfavorevole nel settore automobilistico o l'incapacità del Gruppo di adattarsi efficacemente al contesto esterno di mercato, unitamente alla più limitata capitalizzazione di mercato del Gruppo rispetto a quella di molti suoi concorrenti, potrebbe incidere in maniera negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

FCA - L’attuale rating del Gruppo è inferiore ad investment grade e un ulteriore declassamento potrebbe influire significativamente sulle possibilità di finanziamento e sulle prospettive

La possibilità di accesso del Gruppo al mercato dei capitali o ad altre forme di finanziamento e i relativi costi dipendono, tra l’altro, dal rating di credito assegnatogli. Dopo i declassamenti operati dalle principali agenzie di rating, l’attuale rating del Gruppo è inferiore a investment grade. Le agenzie di rating rivedono questi giudizi regolarmente e, di conseguenza, non si può escludere l’assegnazione di un nuovo rating in futuro. Non è tuttavia possibile prevedere la tempistica o l’esito di tali processi di revisione. Un eventuale declassamento potrebbe incrementare il costo del capitale e limitare la possibilità per il Gruppo di accedere a fonti di finanziamento, con conseguenti effetti negativi di rilievo sulle prospettive di business, sui risultati economici e sulla posizione finanziaria del Gruppo. Poiché le agenzie di rating possono sottoporre a revisione e classificare FCA US separatamente quale società a sé stante, è possibile che il rating di credito del Gruppo possa non beneficiare di un eventuale miglioramento del rating di credito di FCA US, o che un declassamento del rating di credito di FCA US possa comportare una revisione sfavorevole del rating del Gruppo.

FCA - Il Gruppo potrebbe non essere in grado di realizzare i benefici attesi dalle acquisizioni ed eventuali problematiche connesse alle alleanze strategiche potrebbero avere conseguenze negative sui risultati economici

Il Gruppo potrebbe perfezionare acquisizioni o costituire, rafforzare o sciogliere alleanze strategiche che potrebbero comportare dei rischi, impedendo al Gruppo di conseguire i benefici attesi da tali operazioni o i propri obiettivi strategici. Questi rischi potrebbero includere:

  • mancato raggiungimento delle sinergie tecnologiche e di prodotto, delle economie di scala e delle riduzioni dei costi attese;
  • passività inattese;
  • incompatibilità di processi o sistemi;
  • modifiche inattese nelle leggi o nei regolamenti;
  • incapacità di trattenere risorse chiave; − incapacità di approvvigionamento di certi prodotti;
  • maggiori costi di finanziamento e incapacità di farvi fronte;
  • costi significativi connessi allo scioglimento o alla modifica delle alleanze; e
  • problemi nel trattenere i clienti e nell’integrazione delle attività, dei servizi, del personale e del parco clienti.

Nel caso in cui emergano criticità o insorgano contrasti tra le parti di una o più alleanze strategiche per ragioni di gestione o finanziarie o per altri motivi, oppure nel caso in cui tali alleanze strategiche o altre relazioni siano interrotte, le linee di prodotto, le attività, la situazione finanziaria e i risultati economici del Gruppo potrebbero risentirne in maniera negativa.

FCA - Il Gruppo potrebbe non realizzare i benefici attesi dall’integrazione delle proprie attività

L’acquisizione perfezionata nel gennaio 2014 di circa il 41,5% del capitale di FCA US che il Gruppo ancora non deteneva e la correlata integrazione dei due business hanno lo scopo di fornire al Gruppo vari benefici a lungo termine, tra cui piattaforme e tecnologie motori e cambi (powertrain) per nuovi veicoli da condividere attraverso maggiori volumi, efficienze sugli acquisti e opportunità distributive globali, soprattutto l’introduzione di marchi in nuovi mercati. L’integrazione ha anche lo scopo di facilitare la penetrazione dei marchi chiave su diversi mercati internazionali dove il Gruppo ritiene che i prodotti potrebbero essere attraenti per i consumatori, ma dove attualmente non ha una penetrazione di mercato significativa.
La capacità di realizzare i benefici dell’integrazione è critica per il Gruppo al fine di poter competere con gli altri costruttori di auto. Se il Gruppo non sarà in grado di trasformare le opportunità offerte dall’integrazione in benefici commerciali a lungo termine, incrementando le vendite di veicoli e ricambi o riducendo i costi o in entrambi i modi, la situazione finanziaria e i risultati economici ne potrebbero risentire significativamente.

FCA - Il Gruppo potrebbe essere esposto ai deficit dei propri piani pensionistici

I piani pensionistici a benefici definiti del Gruppo non sono attualmente interamente finanziati. Al 31 dicembre 2014, i piani pensionistici a benefici definiti del Gruppo erano in passivo di circa € 5,1 miliardi (dei quali 4,8 riferiti ai piani pensionistici a benefici definiti di FCA US). Gli obblighi di finanziamento dei piani pensionistici del Gruppo potrebbero aumentare significativamente qualora il rendimento degli investimenti delle attività poste a servizio dei piani non risulti allineato con gli obblighi di versamento previsti dai piani. Gli obblighi di finanziamento potrebbero aumentare a causa di rendimenti delle attività poste a servizio dei piani inferiori alle attese in ragione della debolezza dei mercati o di particolari decisioni di investimento, del livello dei tassi di interesse utilizzati per determinare le coperture necessarie, dei cambiamenti nell’entità dei benefici previsti dai piani e di eventuali modifiche della normativa che regola i livelli di copertura. I piani a benefici definiti del Gruppo attualmente detengono significativi investimenti in partecipazioni e titoli a reddito fisso, così come investimenti in strumenti finanziari meno liquidi quali partecipazioni in aziende non quotate, fondi immobiliari e determinati hedge fund. A causa della complessità e del peso di taluni investimenti, possono insorgere ulteriori rischi, tra cui modifiche di rilievo nelle politiche di investimento, insufficiente capacità del mercato di portare a compimento determinate strategie di investimento e un’intrinseca divergenza di obiettivi tra la capacità di gestire il rischio nel breve termine e la capacità di ribilanciare velocemente gli investimenti poco liquidi e di lungo periodo.
Al fine di determinare il livello appropriato di finanziamento e di contribuzione ai propri piani a benefici definiti, nonché le connesse strategie di investimento, il Gruppo deve basarsi su una serie di ipotesi, tra cui quelle relative al rendimento atteso degli investimenti gestiti e il tasso di sconto utilizzato al fine di determinare gli obblighi relativi agli stessi piani pensionistici. Un aumento dei tassi di interesse avrebbe come effetto, in linea di principio, la riduzione del valore dei titoli a tasso fisso e del valore attuale degli obblighi. Al contrario, una diminuzione dei tassi di interesse avrebbe come effetto, sempre in linea di principio, un aumento del valore dei titoli a tasso fisso e del valore attuale degli obblighi.
Qualunque riduzione del tasso di sconto o del valore delle attività al servizio dei piani o incremento del valore attuale degli obblighi potrebbe comportare per il Gruppo un incremento dei costi pensionistici e dei contributi richiesti; tale circostanza potrebbe avere effetti negativi sulla liquidità e di conseguenza sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo. Un'eventuale inadempienza del Gruppo agli obblighi contributivi minimi potrebbe essere portata all’attenzione del Pension Benefit Guaranty Corporation statunitense e il Gruppo potrebbe essere soggetto a interessi e altri oneri sulla base dell’ammontare del mancato versamento. In considerazione del fatto che il Gruppo detiene ora una partecipazione pari al 100% in FCA US, potrebbe essere soggetto a taluni adempimenti ai sensi delle norme applicabili vigenti negli Stati Uniti che lo renderebbero in via sussidiaria responsabile per il mancato adempimento degli obblighi connessi ai piani pensionistici di FCA US, nel caso in cui gli stessi venissero estinti e FCA US dovesse risultare insolvente.

FCA - Il Gruppo potrebbe non essere in grado di garantire un’adeguata possibilità di finanziamento a supporto dei concessionari e della clientela

I concessionari del Gruppo partecipano ad accordi quadro di finanziamento per l’acquisto di veicoli da detenere in stock per semplificare le vendite, mentre i clienti finali utilizzano diversi programmi di finanziamento e di leasing per l’acquisto dei veicoli.
A differenza di molti suoi concorrenti, il Gruppo negli Stati Uniti e in taluni mercati chiave in Europa non possiede e non opera attraverso proprie società di servizi finanziari dedicate unicamente al suo mercato di massa. Al contrario, si avvale di partner specializzati nella fornitura di servizi finanziari, attraverso joint venture e accordi commerciali. L’assenza di una società finanziaria captive del Gruppo in tali mercati chiave potrebbe accrescere il rischio che i concessionari e i clienti finali non abbiano la possibilità di accedere a un livello sufficiente di finanziamenti offerti a condizioni accettabili; questo potrebbe in futuro incidere negativamente sul volume delle vendite di veicoli del Gruppo. Inoltre, molti concorrenti del Gruppo sono maggiormente in grado di implementare programmi di finanziamento finalizzati a massimizzare le vendite di veicoli in modo tale da ottimizzare, su base aggregata, la loro stessa redditività e quella delle relative società finanziarie. In considerazione del fatto che la capacità del Gruppo di competere dipende dalla possibilità di accesso ad adeguate fonti di finanziamento per i concessionari e i clienti finali, la mancanza di una società finanziaria captive in questi mercati potrebbe influenzare negativamente il risultato economico.
In altri mercati, il Gruppo fa affidamento su società di servizi finanziari captive, joint venture e rapporti commerciali con terze parti, ivi incluse istituzioni finanziare esterne, al fine di erogare finanziamenti a favore dei concessionari e dei clienti finali. Le società finanziarie sono soggette a svariati rischi che possono incidere negativamente sulla loro capacità di prestare servizi finanziari a tassi competitivi, ivi inclusi:

  • i risultati dei finanziamenti e leasing nel loro portafoglio, che potrebbe essere influenzato negativamente in maniera significativa da morosità, insolvenze o estinzioni anticipate;
  • i valori di mercato dei veicoli usati;
  • il numero di riconsegne di veicoli maggiore delle attese e il valore residuo delle prestazioni dei veicoli concessi in leasing; e
  • le fluttuazioni nei tassi di interesse e nei tassi di cambio delle valute.

Qualunque fornitore di servizi finanziari, comprese le joint venture e le società finanziarie captive del Gruppo, potrebbe destinare i suoi mezzi verso altri impieghi, inclusa la necessità o la volontà di soddisfare le richieste di finanziamento di clienti e concessionari dei concorrenti, come anche possibilità di investimento alternative della liquidità disponibile. Inoltre, potrebbe essere soggetto a modifiche del quadro di regolamentazione che possono comportare un incremento dei costi, con conseguente incapacità di fornire prodotti finanziari competitivi ai concessionari e ai clienti finali del Gruppo.
Nel momento in cui un fornitore di servizi finanziari non fosse in grado di, o non fosse disponibile a, fornire sufficienti finanziamenti a tassi competitivi ai concessionari e ai clienti del Gruppo, questi potrebbero trovarsi nell’impossibilità di ottenere finanziamenti sufficienti per l’acquisto o per la stipula di contratti di leasing per i veicoli del Gruppo. Di conseguenza le vendite e le quote di mercato del Gruppo potrebbero risentirne, con effetti negativi sulla situazione finanziaria e sui risultati economici.

FCA - Le vendite di veicoli sono fortemente influenzate dall'accessibilità dei tassi d’interesse sui finanziamenti

In talune regioni, i tassi d’interesse sui finanziamenti per l’acquisto di nuovi veicoli sono, da diversi anni, a livelli relativamente bassi anche per effetto di politiche monetarie espansive. I rialzi nei tassi d’interesse generalmente si riflettono in aumenti nei tassi di mercato per il finanziamento di nuovi veicoli, il che potrebbe rendere i veicoli del Gruppo meno accessibili per i clienti o indirizzare gli acquisti verso veicoli meno costosi che tendono ad essere meno redditizi per il Gruppo, con conseguenti impatti negativi sulla situazione finanziaria e sui risultati economici dello stesso. In aggiunta, se i tassi di interesse per i consumatori dovessero crescere in maniera significativa o i fornitori di servizi finanziari dovessero restringere gli standard di concessione del credito o ridurre i finanziamenti a certe classi di credito, i clienti finali potrebbero non desiderare o non essere in grado di ottenere un finanziamento per l’acquisto o per la stipula di un contratto di leasing per i veicoli del Gruppo. Inoltre, poiché i clienti del Gruppo potrebbero essere relativamente più sensibili a eventuali variazioni nella disponibilità e adeguatezza dei finanziamenti e nelle condizioni macroeconomiche, eventuali variazioni delle condizioni di finanziamento potrebbero influenzare le vendite di veicoli del Gruppo in misura decisamente maggiore rispetto a quelle dei concorrenti.

FCA - Le limitazioni alle disponibilità liquide e all’accesso ai finanziamenti potrebbero ridurre la capacità del Gruppo di eseguire il Business Plan e migliorare la situazione finanziaria e i risultati economici

Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra gli altri fattori, dalla sua capacità di far fronte agli obblighi derivanti dai debiti finanziari in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi di cassa della gestione operativa, dalla liquidità disponibile, dal rinnovo o rifinanziamento dei prestiti e/o delle linee di credito bancari e dall’eventuale accesso ai mercati dei capitali o ad altre fonti di finanziamento. Per quanto il Gruppo abbia posto in essere misure volte ad assicurare che siano mantenuti livelli adeguati di capitale circolante e di liquidità, eventuali contrazioni nei volumi di vendita potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità delle attività operative del Gruppo di generare cassa. Il Gruppo potrebbe pertanto trovarsi nelle condizioni di dover reperire ulteriori finanziamenti e/o rifinanziamenti del debito esistente, anche in condizioni di mercato non favorevoli, con una disponibilità di finanziamenti limitata e un generale aumento dei costi correlati. Qualunque limite alle disponibilità liquide del Gruppo per effetto della diminuzione delle vendite di veicoli, dell’ammontare o delle limitazioni imposte al debito esistente, delle condizioni del mercato del credito, della situazione economica generale o di altri fattori, potrebbe influenzare negativamente la capacità del Gruppo di realizzare il proprio Business Plan e indebolirne la situazione finanziaria e i risultati economici. In aggiunta, qualunque limite effettivo o percepito alle disponibilità liquide del Gruppo potrebbe ridurre la capacità o la disponibilità delle controparti, inclusi i concessionari, i clienti, i fornitori e i fornitori di servizi finanziari, di relazionarsi con il Gruppo, influendo in maniera negativa sulla sua situazione finanziaria e sul suo risultato economico.

FCA - La capacità del Gruppo di ridurre i costi e realizzare efficienze produttive è cruciale per mantenere competitività e redditività nel lungo termine

Il Gruppo continua ad attuare una serie di iniziative di riduzione dei costi e di miglioramento della produttività delle attività, ad esempio aumentando il numero di veicoli basati su piattaforme comuni, riducendo la dipendenza da incentivi di vendita offerti a concessionari e consumatori, sfruttando la capacità e i volumi di acquisto e implementando i principi del World Class Manufacturing (WCM). I principi WCM sono volti ad eliminare gli sprechi di qualsiasi tipo, nonché a migliorare l’efficienza dei lavoratori, la produttività, la sicurezza e la qualità del veicolo così come la flessibilità dei lavoratori, e si concentrano sulla rimozione degli ostacoli alla capacità produttiva per massimizzare la produzione quando la domanda di mercato lo richiede senza dover ricorrere a significativi investimenti di capitale. Nell'ambito del Business Plan, il Gruppo ha in programma di continuare a estendere i programmi WCM a tutti gli stabilimenti produttivi e utilizzarli come parametri di riferimento per tutti gli stabilimenti a livello globale. Il successo futuro del Gruppo dipende dalla capacità di attuare queste iniziative con successo nell’ambito delle sue attività. Inoltre, mentre alcuni dei miglioramenti di produttività sono sotto il suo controllo, altri dipendono da fattori esterni, come i prezzi delle materie prime, le limitazioni delle forniture o le regolamentazioni del commercio. Questi fattori esterni possono rendere più difficoltosa la riduzione dei costi così come pianificata, il che comporterebbe per il Gruppo costi di produzione più elevati del previsto, con effetto negativo di ampia portata sulle attività e sui risultati economici. Inoltre, la riduzione dei costi è resa difficile dalla necessità di introdurre prodotti nuovi e migliori al fine di soddisfare le aspettative dei clienti.

FCA - Le attività del Gruppo potrebbero essere influenzate da varie tipologie di richieste di terzi, controversie giudiziarie e altre obbligazioni potenziali

Il Gruppo è parte di vari contenziosi e controversie giudiziarie in materia di responsabilità, garanzia e prestazioni prodotto, amianto, danni a persone e ambiente, inchieste amministrative, procedimenti correlati ad antitrust, proprietà intellettuale e altri procedimenti, compresi quelli che insorgono nell’ambito della gestione ordinaria. Il Gruppo effettua una previsione circa tali procedimenti e le relative passività potenziali e, ove opportuno, accantona i fondi necessari a far fronte alle suddette passività. L’esito finale dei contenziosi in cui il Gruppo è coinvolto è incerto e, nonostante non ci si attenda che tali pretese, cause e altri contenziosi abbiano, se considerati singolarmente, un impatto negativo di rilievo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo, potrebbero tuttavia averlo nel loro insieme. Inoltre, il Gruppo potrebbe essere soggetto in futuro a sentenze o concludere accordi transattivi che potrebbero avere un significativo effetto negativo sui risultati di gestione nel periodo di riferimento. In aggiunta, sebbene il Gruppo mantenga una copertura assicurativa con riferimento a talune particolari pretese, in futuro potrebbe non essere in grado di ottenerla del tutto o di ottenerla a condizioni accettabili, e tali coperture potrebbero non risultare adeguate rispetto alle richieste.

FCA - La mancanza di adeguati processi e controlli di tipo finanziario e gestionale potrebbe determinare errori nell'informativa finanziaria del Gruppo, che potrebbero danneggiarne la reputazione e determinare una violazione degli impegni assunti in contratti di credito e altri finanziamenti

Il Gruppo monitora e valuta costantemente le variazioni nel proprio sistema di controllo interno sull’informativa finanziaria. Con l’obiettivo di implementare sistemi comuni a livello globale, il Gruppo sta estendendo i propri sistemi in ambito finanziario, di approvvigionamento e gestione degli investimenti alle nuove aree di attività. Nello sviluppo dei nuovi sistemi il Gruppo è impegnato in un processo di costante adeguamento della progettazione e documentazione dei processi e delle procedure di controllo al fine di semplificare e automatizzare molti dei processi esistenti. Il management ritiene che la realizzazione di tali sistemi migliorerà e potenzierà nel continuo il sistema di controllo interno sull'informativa finanziaria. Eventuali carenze nel mantenere adeguati processi e controlli amministrativo-contabili e gestionali potrebbero comportare errori nell’informativa finanziaria, il che potrebbe danneggiare la reputazione del Gruppo.
Inoltre, qualora il Gruppo non mantenga personale, processi e controlli amministrativo-contabili e gestionali adeguati, potrebbe non essere in grado di riportare accuratamente la performance finanziaria in maniera regolare, il che potrebbe determinare la violazione di determinati impegni assunti in alcuni contratti obbligazionari e in altri accordi di credito.

FCA - Un’interruzione nei sistemi informatici del Gruppo potrebbe compromettere informazioni riservate e sensibili

Per la gestione della propria attività, il Gruppo fa affidamento sui propri sistemi informatici e di elaborazione dati e un malfunzionamento significativo, interruzioni nel funzionamento dei sistemi o violazioni della sicurezza che compromettano le informazioni riservate e sensibili archiviate in tali sistemi potrebbero interrompere l’attività del Gruppo e avere un impatto negativo sulla sua capacità di competere.
La capacità del Gruppo di fare in modo che l'attività si svolga in maniera efficace dipende dal corretto ed efficiente funzionamento dei propri sistemi informatici, di elaborazione dati e di telecomunicazione, compresi i sistemi riferiti alla progettazione dei veicoli, alla produzione, al monitoraggio delle scorte e alla fatturazione e al pagamento. Il Gruppo fa affidamento su questi sistemi per prendere una serie di decisioni aziendali ordinarie, nonché per monitorare transazioni, fatturazioni, pagamenti e scorte. I suddetti sistemi sono suscettibili di malfunzionamenti e interruzioni dovuti a danni alle apparecchiature, interruzioni di alimentazione e altri problemi di rete, di hardware o di software. I sistemi, inoltre, possono subire attacchi di pirateria informatica o minacce di interruzione intenzionale, che stanno aumentando in termini di sofisticazione e frequenza. Per tutte queste ragioni, il Gruppo potrebbe subire malfunzionamenti o interruzioni dei sistemi. Sebbene i sistemi del Gruppo siano diversificati, in quanto includono diversi server e una serie di applicazioni software per le diverse regioni e funzioni, e il Gruppo si stia attualmente impegnando a valutare e ridurre i rischi correlati, un malfunzionamento significativo o su larga scala, o l’interruzione di uno dei propri computer o sistemi di elaborazione dati potrebbero ripercuotersi negativamente sulla capacità del Gruppo di gestire e mantenere la propria operatività in modo efficiente, con un danno di reputazione qualora non sia in grado di tenere traccia delle transazioni e di fornire i prodotti ai propri concessionari e clienti. Un malfunzionamento che si traduca in un'interruzione più ampia o prolungata dell’attività potrebbe avere un effetto decisamente negativo sull'attività, sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.
Oltre che per supportare l'attività, il Gruppo utilizza i propri sistemi per raccogliere e archiviare dati riservati e sensibili, comprese le informazioni sul proprio business e sui propri clienti e dipendenti. Considerando che la tecnologia del Gruppo è in continua evoluzione, il Gruppo prevede di raccogliere e archiviare in futuro un maggior numero di dati e che i propri sistemi utilizzeranno in modo crescente le funzionalità della comunicazione a distanza, soggetta a violazioni intenzionali e involontarie di sicurezza. Gran parte del valore del Gruppo deriva dalle informazioni aziendali riservate, comprese quelle relative alla progettazione dei veicoli, alla tecnologia proprietaria e ai segreti commerciali; qualora la riservatezza di tali informazioni fosse compromessa, il Gruppo potrebbe perdere il suo vantaggio competitivo e le sue vendite di veicoli potrebbero risentirne. Il Gruppo, inoltre, raccoglie, conserva e utilizza i dati personali, compresi quelli che raccoglie dai clienti per scopi di sviluppo del prodotto e di marketing, e quelli forniti dai dipendenti. In caso di violazione della sicurezza che consenta a terzi di accedere a questi dati personali, il Gruppo è soggetto a una serie di normative a livello globale in continua evoluzione che prevedono ne fornisca comunicazione ai titolari dei dati, esponendolo a cause legali, sanzioni e altre imposizioni regolamentari. La reputazione del Gruppo potrebbe subire un danno in caso di violazioni di questo tipo, che potrebbero indurre i consumatori ad acquistare i propri veicoli dalla concorrenza. In definitiva, qualunque significativa compromissione dell’integrità della sicurezza dei dati del Gruppo potrebbe avere un effetto negativo sulla sua attività.

FCA - Il Gruppo potrebbe non essere in grado di tutelare adeguatamente i propri diritti di proprietà intellettuale, con effetti negativi sulle sue attività

Il successo del Gruppo dipende in parte dalla capacità di tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale. Nel caso in cui il Gruppo non sia in grado di tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale, altri soggetti potrebbero essere in grado di competere con lo stesso utilizzando proprietà intellettuale uguale o simile a quella del Gruppo. Inoltre, non vi può essere garanzia del fatto che i diritti di proprietà intellettuale del Gruppo siano sufficienti a garantirgli un vantaggio competitivo rispetto ad altre entità che offrono prodotti simili. Nonostante gli sforzi profusi, il Gruppo potrebbe non essere in grado di impedire a terzi di violare i suoi diritti di proprietà intellettuale e di usare la sua tecnologia a loro vantaggio. Tali violazioni e usi potrebbero avere un effetto negativo sulle attività, sulla situazione finanziaria o sui risultati economici del Gruppo.
Le disposizioni di legge di taluni paesi in cui il Gruppo opera non offrono un livello di tutela dei diritti di proprietà intellettuale del Gruppo analogo a quello offerto dalle leggi applicabili negli Stati Uniti e in Europa. Inoltre, in alcuni paesi potrebbe non essere disponibile una tutela adeguata dei diritti di proprietà intellettuale, o la stessa potrebbe essere limitata, rendendo difficile per il Gruppo tutelare in tali zone i propri diritti di proprietà intellettuale da usi impropri o violazioni. L’incapacità del Gruppo di tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale in taluni paesi potrebbe avere un effetto negativo sulle attività, sulla posizione finanziaria o sui risultati economici.

FCA - Il Gruppo è soggetto ai rischi connessi ai mercati internazionali e all’esposizione a condizioni locali mutevoli

Il Gruppo è esposto ai rischi inerenti l’operare su scala globale, inclusi quelli relativi a:

  • esposizione a condizioni economiche e politiche locali;
  • attuazione di politiche restrittive delle importazioni e/o esportazioni;
  • regimi fiscali molteplici, compresa la disciplina in tema di transfer pricing e di applicazione di ritenute o altre imposte su rimesse e altri pagamenti a favore di, o da parte di, società controllate;
  • introduzione di politiche limitative o restrittive degli investimenti e/o del commercio con l'estero, nonché politiche di controllo dei tassi di cambio e restrizioni al rimpatrio dei capitali. In particolare, l’attuale legislazione limita la possibilità del Gruppo di avere accesso e trasferire liquidità al di fuori del Venezuela per soddisfare il fabbisogno di altri paesi e rende il Gruppo soggetto a un maggiore rischio di svalutazione o ad altre perdite su cambi; e
  • introduzione di leggi e regolamenti più restrittivi.

Il verificarsi di sviluppi sfavorevoli in merito a uno di tali aspetti o a una combinazione degli stessi (che potrebbero anche essere differenti a seconda dei paesi) potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

FCA - Il successo del Gruppo dipende in larga misura dalla capacità del management di operare con efficacia

Il successo del Gruppo dipende in larga misura dalla capacità dell'alta dirigenza e degli altri componenti del management di gestire efficacemente il Gruppo e le singole aree del business. In particolare, il Chief Executive Officer del Gruppo, Sergio Marchionne, è essenziale per il perseguimento del nuovo corso strategico e per l’implementazione del Business Plan. Sebbene il sig. Marchionne abbia manifestato l’intenzione di ricoprire la carica di Chief Executive Officer per tutta la durata del Business Plan, l'eventuale perdita del suo contributo ovvero del contributo di altri alti dirigenti o dipendenti chiave potrebbe avere effetti significativamente negativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui risultati economici e sulla posizione finanziaria. Il Gruppo ha sviluppato piani di successione che ritiene appropriati alle circostanze, sebbene sia complesso prevedere con certezza se sia in grado di sostituire le suddette figure con persone di pari esperienza e capacità. Qualora il Gruppo non fosse in grado di sostituire adeguatamente, attrarre, fidelizzare e incentivare l’alta dirigenza, altri dipendenti chiave o nuovo personale qualificato, la sua attività, la sua situazione finanziaria e i suoi risultati economici potrebbero risentirne.

FCA - Rischi connessi alla presenza del Gruppo nei paesi emergenti

Il Gruppo opera in diversi paesi emergenti, sia direttamente (come in Brasile e Argentina), sia tramite joint venture e altri accordi di cooperazione (come in Turchia, India, Cina e Russia). Il Business Plan del Gruppo prevede un'espansione della presenza a livello di vendite e produzione in Sudamerica e nell'America centrale (LATAM) e nell'Asia Pacifico (APAC). Negli ultimi anni il Gruppo è stato leader di mercato in Brasile, paese che ha apportato un contributo chiave alla performance finanziaria del Gruppo. L’esposizione del Gruppo ad altri mercati emergenti è aumentata negli ultimi anni, come anche il numero e l’importanza delle joint venture e degli accordi di cooperazione. Gli sviluppi economici e politici in Brasile e negli altri mercati emergenti, ivi incluse crisi economiche o instabilità politiche, hanno avuto e potrebbero avere in futuro un impatto fortemente negativo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo. Inoltre, in taluni mercati in cui il Gruppo o le sue joint venture operano potrebbero essere richieste autorizzazioni governative per lo svolgimento di talune attività; questo potrebbe limitare la capacità del Gruppo di assumere rapidamente decisioni in merito alle attività svolte in tali mercati.
Mantenere e rafforzare la propria posizione in questi mercati emergenti è un elemento essenziale della strategia di crescita globale del Gruppo prevista nel Business Plan. Tuttavia, la concorrenza da parte di molti dei più grandi costruttori mondiali e di numerosi produttori locali minori rende il mercato automobilistico in questi mercati emergenti molto competitivo. Il Gruppo si attende che, con la continua crescita di tali mercati, nuovi concorrenti, locali e internazionali, tenteranno di entrarvi, con conseguente adozione di misure aggressive da parte dei produttori già presenti al fine di proteggere o incrementare le rispettive quote di mercato. L’accresciuta concorrenza potrebbe comportare riduzioni dei prezzi con conseguenti contrazioni dei margini e difficoltà per il Gruppo nell’acquisire o mantenere la propria quota di mercato. Ciò potrebbe incidere negativamente sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

FCA - Le joint venture del Gruppo in alcuni mercati emergenti potrebbero influire negativamente sullo sviluppo delle attività in tali regioni

Il Gruppo intende aumentare la propria presenza nei mercati emergenti, ivi inclusi Cina e India, attraverso partnership e joint venture. Ad esempio, il Gruppo ha stipulato un accordo di joint venture con Guangzhou Automobile Group Co., Ltd, (Gruppo GAC), volto a localizzare la produzione di tre nuovi veicoli Jeep per il mercato cinese, ampliando il portafoglio di SUV Jeep attualmente a disposizione dei consumatori cinesi come prodotti d'importazione. Il Gruppo ha anche stipulato un accordo di joint venture con TATA Motors Limited per la produzione alcuni veicoli, motori e cambi in India.
Il fatto che il Gruppo faccia affidamento su accordi di joint venture al fine di penetrare o espandersi in questi mercati potrebbe esporlo al rischio derivante da eventuali conflitti con i partner di joint venture, facendo sorgere la necessità di impiegare risorse manageriali per supervisionare tali accordi di partnership. Inoltre, poiché gli accordi prevedono la cooperazione con partner terzi, le suddette joint venture potrebbero non essere in grado di assumere decisioni tanto rapidamente quanto potrebbe fare il Gruppo nel caso in cui operasse come entità separata ovvero potrebbero assumere decisioni diverse rispetto a quelle che avrebbe assunto il Gruppo individualmente, alla luce della necessità di tenere in considerazione gli interessi dei partner. Pertanto, il Gruppo potrebbe essere meno pronto a rispondere tempestivamente ai cambiamenti delle dinamiche di mercato e ciò potrebbe avere un effetto negativo sulla sua posizione finanziaria e sui suoi risultati economici.

FCA - Leggi, regolamenti e politiche governative, incluse quelle in materia di riduzione dei consumi di carburante e di emissioni dei gas serra potrebbero avere impatti significativi sulle modalità con cui il Gruppo gestisce il business, con conseguenze negative sui risultati economici

Al fine di ottemperare alle normative governative in materia di riduzione dei consumi e rispettare gli standard sulle emissioni, il Gruppo impiega ingenti risorse finanziarie e manageriali e dedica particolare attenzione alla progettazione e allo sviluppo di prodotti conformi a tali normative. Il Gruppo prevede un aumento significativo della quantità e della portata di tali requisiti normativi e, conseguentemente, dei costi per l’adeguamento dei suoi prodotti, che potrebbero essere difficili da recuperare con i prezzi di vendita dei veicoli. Di conseguenza, il Gruppo potrebbe essere soggetto a limitazioni relative al tipo di veicoli prodotto e venduto e ai relativi mercati di commercializzazione, il che potrebbe avere un impatto negativo rilevante sulla situazione finanziaria e sui risultati economici.
Iniziative governative dirette a stimolare la domanda per i prodotti del Gruppo, come ad esempio cambiamenti nei regimi fiscali o negli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli, possono condizionare in maniera significativa, sia a livello temporale che quantitativo, i ricavi del Gruppo. Tali interventi governativi non sono prevedibili (né in termini di entità, né di durata) e sono fuori dal controllo del Gruppo. Ogni cambiamento sfavorevole nell’orientamento degli interventi governativi potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sulla sua situazione finanziaria e sui suoi risultati economici.

FCA - Le risorse finanziarie necessarie per sviluppare e commercializzare veicoli che adottino tecnologie sostenibili per il futuro sono significative, così come gli ostacoli che limitano il potenziale di diffusione degli stessi sul mercato di massa

La strategia di prodotto del Gruppo si fonda sull'obiettivo di ottenere una mobilità sostenibile, riducendo l’impatto ambientale dei veicoli in tutto il loro ciclo di vita. Il Gruppo intende dunque continuare a investire risorse di capitale per sviluppare nuove tecnologie sostenibili. L'obiettivo è quello di incrementare l'uso di carburanti alternativi come il metano, continuando a offrire una gamma di autovetture e veicoli commerciali a doppia alimentazione. Inoltre, intende continuare a sviluppare sistemi di propulsione alternativa, in particolare per veicoli utilizzati in contesti urbani (come ad esempio la Fiat 500e a zero emissioni).
In molti casi esistono barriere tecnologiche e di costo che rendono i veicoli sostenibili a metano ed elettrici poco accessibili al mercato di massa. In altri casi, le tecnologie che il Gruppo intende adottare non sono ancora attuabili da un punto di vista commerciale e dipendono da sviluppi tecnologici significativi da parte dei fornitori e del Gruppo stesso. Non vi sono garanzie del fatto che tali sviluppi verranno attuati in tempi utili o siano fattibili, che le risorse destinate o impiegate a tale scopo saranno adeguate o che il Gruppo sarà in grado di ottenere i diritti per l'uso di tali tecnologie. Inoltre, anche i concorrenti del Gruppo e altri operatori stanno sviluppando tecnologie simili e altre tecnologie concorrenti e non vi sono certezze del fatto che non acquisiranno tecnologie simili o di livello superiore prima del Gruppo, in modo esclusivo o a condizioni economiche molto vantaggiose.

FCA - Le leggi in materia di lavoro e i contratti collettivi con i sindacati del Gruppo potrebbero influire sulla sua capacità di incrementare l'efficienza delle attività

Quasi tutti i dipendenti del Gruppo nell'area della produzione sono rappresentati a livello sindacale e sono soggetti a contratti collettivi di lavoro e/o tutelati dalle normative in vigore in campo giuslavoristico che possono limitare le possibilità del Gruppo di riorganizzare rapidamente le attività e ridurre i costi in risposta a cambiamenti nelle condizioni di mercato. Tali disposizioni, e altre contenute nei contratti collettivi di lavoro applicati dal Gruppo, potrebbero essere di ostacolo alla capacità del Gruppo di ristrutturare con successo il proprio business al fine di competere più efficacemente, in particolare con quei costruttori i cui dipendenti non sono rappresentati da sindacati o che sono soggetti a legislazioni meno rigide. Ciò potrebbe avere un effetto negativo di rilievo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

FCA - Il Gruppo dipende dai rapporti con i propri fornitori

Il Gruppo acquista materie prime e componenti da un ampio numero di fornitori e dipende dai servizi e dai prodotti forniti da aziende esterne. Una stretta collaborazione tra il produttore di apparecchiature originali (OEM) e i propri fornitori è usuale nell’industria automobilistica e, se da un lato può portare benefici economici in termini di riduzione dei costi, dall’altro fa sì che il Gruppo dipenda dai fornitori con la conseguente possibilità che difficoltà dei fornitori (siano esse originate da fattori esogeni o endogeni), anche di natura finanziaria, possano ripercuotersi in maniera significativamente negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

FCA - Il Gruppo è esposto a rischi associati ad aumento dei costi, interruzione delle forniture o carenze di materie prime

Il Gruppo utilizza per le sue produzioni diverse materie prime incluso l’acciaio, l’alluminio, il piombo, le resine, il rame e metalli preziosi come platino, palladio e rodio, oltre che l’energia. I prezzi di queste materie prime sono soggetti a fluttuazioni e le condizioni di mercato possono incidere sulla capacità del Gruppo di gestire nel breve periodo il costo del venduto. Il Gruppo si propone di gestire la propria esposizione a tali fluttuazioni, ma potrebbe non essere in grado di limitare l'esposizione a questi rischi. Incrementi rilevanti dei prezzi delle materie prime potrebbero comportare un aumento dei costi operativi del Gruppo e ridurre i margini di profitto ove non fosse possibile compensare l’incremento dei costi con i prezzi di vendita dei veicoli o con aumenti della produttività. In particolare, alcune materie prime sono fornite da un limitato numero di fornitori concentrati in pochi paesi. Il Gruppo non può garantire che sarà in grado di mantenere gli accordi con i fornitori che garantiscono l’accesso a tali materie prime e in alcuni casi tale accesso può essere pregiudicato da fattori che esulano dal controllo del Gruppo e dei suoi fornitori. Ad esempio, qualunque evento naturale o generato dall'uomo o disordine civile potrebbe avere effetti importanti e imprevedibili sul prezzo di talune materie prime in futuro.
Come per le materie prime, il Gruppo è soggetto al rischio di difficoltà di approvvigionamento o interruzione nelle forniture di parti e componenti per i suoi veicoli per molte ragioni, tra cui difficoltà di accesso ai mercati del credito o altre difficoltà in ambito finanziario, disastri naturali o generati dall’uomo o difficoltà produttive. Il Gruppo continuerà a lavorare con i propri fornitori per monitorare potenziali interruzioni di approvvigionamento e mitigare gli effetti che tali interruzioni potrebbero avere sui propri volumi produttivi e ricavi. Non è tuttavia possibile garantire che tali eventi non avranno effetti negativi, anche rilevanti, sulla produzione in futuro.
Qualunque interruzione nelle forniture o incremento del costo di materie prime, parti, componenti e sistemi potrebbe influenzare negativamente la capacità del Gruppo di raggiungere i propri obiettivi di vendita e redditività. Interruzioni prolungate nelle forniture di materie prime, parti, componenti e sistemi potrebbero avere effetti significativi sulla produzione dei veicoli, sugli obiettivi di vendita e sulla redditività. Incrementi dei costi che non possono essere recuperati sui prezzi di vendita dei veicoli o compensati con aumenti della produttività potrebbero avere un impatto significativo sulla situazione finanziaria e/o sui risultati economici del Gruppo.

FCA - Il Gruppo è esposto a rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio e d’interesse, al rischio di credito e ad altri rischi di mercato

Il Gruppo opera in numerosi mercati a livello mondiale ed è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’esposizione al rischio di cambio è collegata principalmente alla diversa localizzazione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi di cassa dall’attività di vendita denominati in valute diverse da quelle in cui sono denominati i flussi relativi agli acquisti e alle attività di produzione.
Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle proprie attività industriali e all'offerta di finanziamenti a concessionari e clienti finali. Inoltre, la liquidità per le attività industriali è essenzialmente impiegata in strumenti finanziari a breve termine o a tasso variabile. Le società di servizi finanziari del Gruppo normalmente perseguono una politica di matching, volta a favorire la compensazione degli impatti delle variazioni dei tassi di interesse sugli attivi finanziati e sui debiti. Ciononostante, variazioni nei tassi d’interesse possono comportare conseguenze sul fatturato netto, sugli oneri finanziari e sui margini.
Il Gruppo cerca di fare fronte ai rischi relativi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse attraverso strumenti finanziari di copertura. Nonostante tali operazioni di copertura, le fluttuazioni dei tassi di cambio o di interesse potrebbero avere un impatto negativo significativo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo. Ad esempio, l'indebolimento del real brasiliano rispetto all'euro nel 2014 ha avuto un impatto sui risultati economici del segmento LATAM.
Le attività relative ai servizi finanziari svolte dal Gruppo sono altresì esposte al rischio di insolvenza dei concessionari e dei clienti finali, nonché alle condizioni economiche sfavorevoli nei mercati in cui queste attività sono svolte. Nonostante gli sforzi del Gruppo volti a minimizzare tali rischi attraverso politiche di selezione del merito di credito dei suoi clienti finali e concessionari, non vi è certezza che il Gruppo riesca a minimizzare con successo tali rischi, con particolare riferimento a un mutamento generale delle condizioni economiche.

FCA - FCA è una società per azioni di diritto olandese e i suoi azionisti potrebbero avere diritti diversi da quelli spettanti agli azionisti di società di diritto statunitense

I diritti degli azionisti del Gruppo potrebbero essere diversi da quelli degli azionisti soggetti alla legislazione vigente negli Stati Uniti. FCA è una società per azioni di diritto olandese (naamloze vennootschap). Le attività aziendali del Gruppo sono regolamentate dal relativo statuto e dalle leggi che disciplinano le società di diritto olandese. I diritti degli azionisti e le responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione del Gruppo potrebbero essere diversi dai diritti degli azionisti e dalle responsabilità dei membri dei Consigli di Amministrazione di aziende disciplinate dalla legislazione in vigore in altre giurisdizioni, compresi gli Stati Uniti. Nell'adempimento dei propri obblighi, il Consiglio di Amministrazione del Gruppo è obbligato dalla legge olandese a tenere in considerazione gli interessi del Gruppo stesso e dei suoi azionisti, dipendenti e altri stakeholder, fermo restando il rispetto dei principi di ragionevolezza ed equità. È possibile che alcune delle parti succitate abbiano interessi diversi o aggiuntivi rispetto a quelli degli azionisti.

FCA - L’applicazione di sentenze USA nei confronti di FCA potrebbe presentare difficoltà

FCA è costituita e opera secondo il diritto olandese e una parte importante delle sue attività è situata fuori dagli USA. La maggior parte degli amministratori e del senior management, come pure dei revisori indipendenti, non risiede negli USA e tutte o una parte considerevole delle rispettive attività potrebbero trovarsi fuori dagli USA. Pertanto, gli investitori USA potrebbero avere difficoltà nell’effettuare notifiche a queste persone all’interno degli USA. Per gli investitori USA potrebbe inoltre essere difficoltoso applicare in tale territorio sentenze riguardanti disposizioni sulla responsabilità civile di leggi federali o statali in materia di strumenti finanziari. Risulta altresì incerto se le autorità giurisdizionali non USA riconoscerebbero o applicherebbero sentenze di giudici USA sfavorevoli a FCA o a suoi amministratori e funzionari riguardanti disposizioni sulla responsabilità civile di leggi federali o statali in materia di strumenti finanziari. L’esecuzione di sentenze USA nei confronti di FCA, di suoi amministratori, funzionari e revisori indipendenti potrebbe dunque essere difficoltosa.

FCA - FCA opera con modalità tali da essere considerato fiscalmente residente, soltanto nel Regno Unito; tuttavia, le autorità fiscali pertinenti potrebbero considerarlo fiscalmente residente anche altrove

FCA non è una società costituita nel Regno Unito, altrimenti denominato UK. Pertanto, la residenza fiscale di FCA in UK dipende dalla circostanza che la sede centrale gestionale e organizzativa sia situata (totalmente o parzialmente) in UK. La verifica di tale sede è in larga misura una questione di fatto e di gradi basata su tutte le circostanze concretamente ricorrenti e non una questione di diritto. Ciononostante, le decisioni delle autorità giurisdizionali del UK e le prassi pubblicate dalla Her Majesty’s Revenue & Customs, altrimenti denominata HMRC, suggeriscono che è probabile che FCA, quale società holding, sia considerato come società divenuta residente in UK su tali basi a partire dalla sua costituzione qualora, come è nelle intenzioni di FCA, (i) almeno la metà delle riunioni del suo Consiglio di Amministrazione si tenga in UK e la maggioranza degli amministratori presenti a tali riunioni si trovi in UK; (ii) in tali riunioni siano trattate ampiamente le principali questioni strategiche relative a FCA Gruppo e alle sue controllate assumendo decisioni al riguardo; (iii) tali riunioni siano debitamente verbalizzate; (iv) almeno alcuni amministratori di FCA, insieme al loro staff di supporto, siano di base in UK e (v) FCA abbia in UK uffici dotati di personale.
Anche se FCA è considerata fiscalmente residente in UK sulla base di quanto indicato, come previsto, non sarebbe tuttavia ritenuta residente in UK se (a) fosse contestualmente residente in altro Stato (in applicazione delle norme sulla residenza fiscale vigenti in tale Stato) parte contraente di un trattato contro la doppia imposizione con UK e (b) nel trattato fiscale sia presente una norma di conflitto che conferisce la residenza esclusiva in tale altro Stato. La residenza di FCA ai fini fiscali italiani è in larga misura una questione di fatto e si basa su tutte le circostanze concretamente ricorrenti. Ai sensi dell’articolo 73, comma 5-bis, del Testo Unico (italiano) delle Imposte sui Redditi (“TUIR”), può trovare applicazione una presunzione relativa di residenza in Italia. Tuttavia, FCA ha creato, e finora mantenuto, una struttura gestionale e organizzativa che dovrebbe farla ritenere residente in UK a partire dalla sua costituzione ai fini del trattato fiscale fra l’Italia e UK. Da ciò deriva che FCA non dovrebbe essere ritenuto un soggetto fiscale italiano ai fini del trattato fiscale anzidetto o ai sensi delle leggi italiane. Essendo quest’analisi molto fattuale e potendo dipendere dai futuri cambiamenti nella struttura gestionale e organizzativa di FCA, la determinazione definitiva della residenza fiscale di FCA non può essere certa. Nell’ipotesi in cui FCA fosse considerata fiscalmente residente in Italia, essa sarebbe soggetta alle imposte sui redditi in Italia per i redditi a livello mondiale, potendo essere soggetta agli obblighi dichiarativi e/o di sostituzione tributaria previsti dalla legge italiana, i quali potrebbero comportare costi e oneri aggiuntivi.
Anche se la “sede centrale gestionale e organizzativa” si trova in UK, come previsto, FCA è residente nei Paesi Bassi ai fini dell’imposta olandese sui redditi societari e della ritenuta olandese sui dividendi, in ragione del fatto che è ivi costituita. Tuttavia, FCA sarà ritenuta residente unicamente in UK o nei Paesi Bassi ai sensi del trattato fiscale che vincola UK e Paesi Bassi se le autorità competenti di entrambi gli Stati concorderanno sul fatto che ricorra questa fattispecie. FCA ha richiesto la pronuncia delle autorità competenti del Regno Unito e olandesi circa la residenza esclusiva in UK ai fini del trattato ma l’esito di tale richiesta non può essere garantito ed è probabile che le autorità anzidette non raggiungano un accordo. Tuttavia, FCA prevede che, finché sussistono i fattori sopra elencati per tutto il periodo di riferimento, è improbabile che le autorità competenti olandesi e del Regno Unito decideranno di trattare FCA come fiscalmente residente soltanto in Olanda. La decisione potrebbe essere revocata o disapplicata in presenza di un mutamento intervenuto nel tempo riguardo ai fatti sui quali si fonda il provvedimento rilasciato dalle autorità competenti.
FCA prevede, pertanto, di continuare a essere considerata residente in UK e ivi soggetta alle imposte sulle società. Finché le competenti autorità olandesi e UK non stabiliranno che FCA deve essere ritenuta fiscalmente residente soltanto in UK ai fini del trattato contro la doppia imposizione Paesi Bassi-Regno Unito, i Paesi Bassi potranno tassare FCA in qualità di contribuente fiscalmente residente nei Paesi Bassi.

FCA - La normativa del Regno Unito in materia di società controllate estere può diminuire i rendimenti netti degli azionisti

Presumendo che FCA sia fiscalmente residente nel Regno Unito, essa sarà soggetta alla normativa del Regno Unito sulle società controllate estere, altrimenti detta norme CFC (controlled foreign company = società controllata estera). Tali norme CFC possono comportare la tassazione degli utili di alcune società fiscalmente non residenti nel Regno Unito in capo a società fiscalmente residenti nel Regno Unito (nel caso di specie FCA), nelle quali le prime detengano almeno il 25% di partecipazione diretta o indiretta. Ai fini dell’applicazione della predetta soglia del 25%, le partecipazioni di soggetti collegati o associati possono essere cumulate a quelle della società residente nel Regno Unito. Per essere considerata una CFC, una società deve essere controllata direttamente o indirettamente da persone fiscalmente residenti nel Regno Unito; la definizione di controllo è ampia (comprendendo anche diritti patrimoniali) e racchiude alcune joint venture.
Esistono diversi esempi; uno di essi riguarda il caso di una CFC che dev’essere assoggettata nel territorio di residenza a un’aliquota effettiva di imposta non inferiore al 75% di quella cui sarebbe assoggettata nel Regno Unito, calcolata dopo alcune rettifiche specifiche. Un’altra esenzione (la cosiddetta “esenzione dei territori esclusi”) riguarda il caso in cui la CFC è residente in uno degli Stati indicati dalla HMRC nelle proprie istruzioni (appartengono a questa categoria diversi Stati in cui FCA dispone di attività operative significative, fra cui il Brasile, l’Italia e gli Stati Uniti). Per potere beneficiare di tale esenzione, la CFC non deve avere partecipato a un accordo la cui finalità principale sia eludere l’imposta del Regno Unito e, inoltre, il reddito della CFC rientrante in determinate categorie (spesso denominato “bad income” della CFC) non deve superare un limite predeterminato. Nel caso degli Stati Uniti e di alcuni altri Paesi, il superamento della verifica del “bad income” non è necessario se la CFC non ha una stabile organizzazione in altri territori ed essa o i soggetti che vi partecipano sono soggetti a tassazione nel proprio Stato di residenza in relazione all’intero reddito (fatta eccezione per le distribuzioni non deducibili). FCA prevede che le sue principali attività operative rientrino in una o più esenzioni dalle norme CFC e, in particolare, nell’esenzione dei territori esclusi.
Laddove non siano disponibili esenzioni, i profitti derivanti dalle attività diverse dall’attività finanziaria o assicurativa saranno soggetti a ripartizione ai sensi delle norme CFC, quando:

  • alcuni asset o rischi della CFC sono acquisiti, gestiti o controllati in maniera consistente nel Regno Unito (a) da un’entità diversa rispetto alla stabile organizzazione della CFC nel Regno Unito e (b) con accordi non sottoscritti a condizioni di mercato;
  • la CFC non può gestire direttamente gli asset o i rischi;
  • e la CFC è parte di accordi che incrementano i suoi profitti riducendo le imposte dovute nel Regno Unito e tali accordi non sarebbero stati stipulati se non fosse stato previsto che gli stessi avrebbero comportato una riduzione delle imposte in alcuni Stati.

I profitti da attività finanziarie (a prescindere che siano considerati profitti da attività commerciali o profitti da attività non commerciali ai fini fiscali nel Regno Unito) o da attività assicurativa potrebbero essere soggetti a ripartizione ai sensi delle norme CFC ove non rispettino i test sopra indicati o altri specifici test previsti per tali attività. Un’esenzione totale o al 75% potrebbe applicarsi anche ai profitti da talune attività finanziarie non commerciali.
Sebbene FCA non preveda che le norme CFC si ripercuotano in maniera significativamente negativa sulla propria posizione finanziaria, non è certo l’effetto delle nuove norme CFC su FCA. FCA continuerà a monitorare gli sviluppi che interverranno al riguardo cercando di attenuare eventuali conseguenze fiscali negative nel Regno Unito. Tuttavia, non si può escludere la possibilità che la normativa CFC si ripercuota in maniera significativamente negativa sulla posizione finanziaria del Gruppo, riducendo i rendimenti netti dei propri azionisti.

FCA - Per il Gruppo, l’esistenza di una Stabile Organizzazione (S.O.) in Italia a seguito della fusione è una questione di fatto basata su tutte le circostanze

Il fatto che FCA abbia mantenuto una Stabile Organizzazione, in Italia dopo la fusione è in larga parte una questione di fatto basata su tutte le circostanze. In base al presupposto che dovrebbe essere considerato residente nel Regno Unito ai fini del trattato Italia-Regno Unito, si ritiene probabile che FCA venga considerata come una società che possiede una S.O. italiana, in quanto mantiene e intende mantenere in Italia un numero adeguato di lavoratori subordinati, di strutture e attività sufficienti per potere essere considerato come una società che dispone di una S.O. italiana. Se così fosse: (i) le plusvalenze latenti relative agli elementi dell’attivo di FCA connessi con la S.O. italiana non saranno tassate all’atto della fusione; (ii) le riserve in sospensione di imposta di FCA non potranno essere tassate se ricostituite nelle scritture contabili della S.O. italiana; e (iii) potrà essere mantenuto un consolidato fiscale italiano (“Consolidato Fiscale”) guidato da Fiat prima della Fusione in relazione alle controllate italiane di FCA le cui partecipazioni sono comprese nel patrimonio netto della S.O. italiana.
Ai sensi dell’articolo 124, comma 5, del TUIR, occorre presentare un’istanza di interpello in relazione alla fusione, al fine di assicurare la continuazione, mediante la S.O. italiana, del Consolidato Fiscale che era in essere tra Fiat e le sue controllate italiane. In data 16 aprile 2014, FCA ha depositato un’istanza di interpello presso le autorità fiscali italiane riguardo alla continuazione del Consolidato Fiscale mediante la S.O. italiana. Le autorità fiscali italiane si sono pronunciate il 10 dicembre 2014 confermando che il Consolidato Fiscale può continuare con la S.O. Tuttavia si tratta, questo, di un provvedimento interpretativo e non della valutazione di una serie di fatti e circostanze. Pertanto, sebbene il provvedimento anzidetto confermi che il Consolidato Fiscale può continuare con la S.O. italiana, ciò non significa che le autorità fiscali italiane possano in futuro verificare l’effettiva esistenza di una S.O. in Italia e potenzialmente impugnarla. Non sussiste alcuna certezza sul mantenimento, da parte di FCA, di una S.O in Italia in seguito alla fusione, posto che l’analisi si basa su elementi assai concreti.

Rischi connessi all’indebitamento del Gruppo

FCA - Il Gruppo ha un elevato livello di indebitamento, che potrebbe limitare sia la capacità di ottenere ulteriori finanziamenti, sia la flessibilità finanziaria e operativa

Il livello di indebitamento del Gruppo potrebbe avere importanti conseguenze sulle attività e sui risultati economico/finanziari, in particolare:

  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di garantire le fonti di finanziamento addizionali per il capitale circolante, per gli investimenti, per il ripagamento del debito o per il raggiungimento degli obiettivi aziendali in generale;
  • al Gruppo potrebbe necessitare dell’uso di una parte dei propri flussi di cassa derivanti dalla gestione operativa per pagare l’importo in linea capitale e gli interessi sul proprio indebitamento, il che potrebbe ridurre l’ammontare delle risorse finanziarie a disposizione del Gruppo per altri scopi;
  • il Gruppo potrebbe avere un indebitamento maggiore rispetto ad alcuni concorrenti, il che rischierebbe di porlo in una posizione di svantaggio rispetto alla concorrenza; e
  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di adeguarsi rapidamente al mutare delle condizioni di mercato, il che rischierebbe di renderlo più vulnerabile in caso di peggioramento delle condizioni economiche generali o delle sue attività.

Tali rischi possono essere accentuati dalla volatilità dei mercati finanziari e, in particolare, di quelli ove si registrano difficoltà sulle finanze e sulla solvibilità di molti governi e istituzioni finanziarie, soprattutto nell’Eurozona.
Anche dopo l’acquisizione avvenuta a gennaio 2014 della partecipazione di circa il 41,5% in FCA US non ancora detenuta dal Gruppo, FCA US continua a restare separata sotto il profilo della gestione finanziaria, incluso il reperimento di fondi sul mercato e la gestione della liquidità. Inoltre, il Gruppo non ha offerto alcuna garanzia, né si è assunto impegni simili in relazione a qualsivoglia obbligazione finanziaria di FCA US, né ha contratto alcun impegno di finanziare FCA US in futuro.
Peraltro, alcuni prestiti obbligazionari del Gruppo prevedono termini la cui osservanza potrebbe essere condizionata da eventi legati a FCA US. In particolare, tali obbligazioni contengono clausole di cross-default che potrebbero comportare l’obbligo di un rimborso anticipato da parte dell’emittente qualora FCA US non pagasse taluni debiti alla scadenza ovvero fosse altrimenti soggetta a un rimborso anticipato di tali obbligazioni. Pertanto, tali clausole di cross-default potrebbero comportare un obbligo di rimborso anticipato di tali prestiti obbligazionari nel caso in cui i debiti di FCA US fossero soggetti a richieste di rimborso anticipato o non fossero pagati a scadenza. Non è possibile garantire che per FCA US non sorga un obbligo di rimborso anticipato dei suoi debiti o che essa sia in grado di pagarli alla scadenza.
Inoltre, una delle attuali linee di credito revolving del Gruppo, con scadenza a luglio 2016, pone alcuni limiti alla possibilità del Gruppo di fornire supporto finanziario a FCA US.

FCA - I covenant restrittivi contenuti nella documentazione finanziaria del Gruppo potrebbero limitarne la flessibilità finanziaria e operativa

I contratti a disciplina di alcune emissioni obbligazionarie e di altri accordi relativi all’indebitamento del Gruppo o di società del Gruppo contengono taluni covenant che limitano la capacità delle società del Gruppo, fra le altre cose, di:

  • contrarre ulteriori debiti;
  • effettuare alcuni investimenti;
  • concludere taluni tipi di operazioni con società collegate;
  • vendere taluni beni o fondersi con oppure in altre società;
  • usare beni come garanzia in altre operazioni; e
  • concludere operazioni di vendita con patto di riscatto.

FCA - Le restrizioni derivanti dall’indebitamento di FCA US potrebbero ostacolare la capacità del Gruppo di gestire le sue operazioni a livello globale e consolidato

FCA US è parte di un contratto di finanziamento per talune linee di credito senior e, inoltre, ha emesso due serie di obbligazioni garantite. Tali titoli di debito prevedono specifici covenant che limitano la capacità di FCA US di distribuire dividendi o di stipulare operazioni di vendita con patto di riscatto, effettuare alcune distribuzioni, oppure l’acquisto o la restituzione del capitale, il pagamento anticipato di altri debiti, la costituzione di garanzie sui propri cespiti, l’assunzione o la garanzia di ulteriore indebitamento, l’assunzione di vincoli, la cessione e la vendita di cespiti o la realizzazione di talune aggregazioni di imprese, la stipula di talune operazioni con società affiliate o lo svolgimento di altre attività aziendali.
In particolare, a gennaio 2014 e a febbraio 2015, FCA US ha versato ai suoi membri distribuzioni per $1,9 miliardi e $1,3 miliardi, rispettivamente. Ulteriori erogazioni saranno limitate al 50% dell’utile netto consolidato di FCA US (come definito negli accordi) per il periodo dal 1° gennaio 2012 fino alla fine del trimestre più recente, al netto degli importi delle distribuzioni di gennaio 2014 e febbraio 2015.
Il rispetto dei suddetti covenant restrittivi potrebbe influire negativamente sull’attività del Gruppo, limitandone il ricorso a finanziamenti, ovvero ostacolando la realizzazione di fusioni, acquisizioni, joint venture o di altre opportunità societarie. Inoltre, i contratti di finanziamento senior contemplano covenant ulteriori e più restrittivi e futuri debiti potrebbero prevederli. Tali contratti limitano altresì il rimborso anticipato di alcuni debiti da parte di FCA US oppure impongono limiti che lo rendono impossibile. Il contratto di finanziamento senior impone a FCA US di mantenere una copertura minima di garanzia e un livello minimo di liquidità. La violazione di tali covenant o restrizioni potrebbe causare l’inadempimento del finanziamento in questione e di altri finanziamenti di FCA US, oppure produrre cross-default secondo alcuni contratti suoi o del Gruppo.
Nel caso in cui FCA US non sia in grado di rispettare tali covenant, potrebbero sorgere obblighi di rimborso del suo finanziamento corrente ovvero i creditori potrebbero attivare garanzie costituite sui cespiti impegnati. In tal caso, FCA US rischierebbe di non riuscire a rimborsare il debito e non sarebbe verosimilmente in grado di accedere a finanziamenti ulteriori e sufficienti. In tali circostanze, pur rendendo possibile l’accesso di FCA US a tale finanziamento, le relative condizioni potrebbero essere inaccettabili.
Il rispetto di alcuni fra tali covenant potrebbe altresì limitare la capacità di FCA US di adottare azioni che la direzione ritiene in linea con gli obiettivi di lungo periodo di FCA US e del Gruppo.
Qualora FCA US non fosse in grado di intraprendere iniziative strategiche a causa dei covenant contemplati nei suddetti strumenti, le prospettive di business del Gruppo, i risultati economici e la situazione finanziaria potrebbero risentirne negativamente.

FCA - Non è possibile garantire l’eliminazione delle restrizioni derivanti dall’indebitamento di FCA US

Riguardo alla pianificazione del capitale del Gruppo a sostegno del Business Plan, il Gruppo ha ufficializzato l’intenzione di eliminare le attuali condizioni contrattuali limitative del libero flusso di capitale fra le società del Gruppo, anche mediante il rimborso di ciascuna serie di Secured Senior Note circolanti entro non oltre le date facoltative di rimborso a giugno 2015 e 2016, nonché con il rifinanziamento di prestiti a termine e di linee di credito revolving di FCA US prima o in occasione di questa data. Non può essere garantita la tempistica di tali operazioni, né il relativo compimento.

FCA - Sostanzialmente tutte le attività di FCA US e dei suoi garanti sussidiari negli Stati Uniti sono concessi incondizionatamente in pegno quale garanzia dei suoi finanziamenti senior e delle Secured Senior Note, potendo formare oggetto dei diritti contrattuali dei mutuanti in caso di inadempimento

FCA US e numerose sue controllate USA sono debitori o garanti ai sensi dei finanziamenti senior e delle Secured Senior Note di FCA US. Gli obblighi ai sensi dei finanziamenti senior e delle Secured Senior Note sono garantiti, rispettivamente, con garanzia primaria e secondaria, garanzie sostanzialmente in tutti i beni di FCA US e dei suoi garanti sussidiari negli Stati Uniti. La garanzia comprende la totalità delle partecipazioni in società controllate statunitensi di FCA US e il 65% delle partecipazioni in società controllate non statunitensi di FCA US da essa direttamente possedute e dai suoi garanti sussidiari negli USA, tutti i beni personali e sostanzialmente tutti gli immobili negli Stati Uniti di FCA US tranne la sede di Auburn Hills, nel Michigan. L’inadempimento dei finanziamenti senior di FCA US e/o delle Secured Senior Note potrebbe comportare l’applicazione dei diritti contrattuali dei mutuatari o dei titolari di note per attuare le rispettive garanzie su tali beni.

Rischi connessi alla proposta separazione di Ferrari

FCA - La separazione di Ferrari non è un evento certo

Non è possibile affermare con certezza se e quando avrà luogo la separazione di Ferrari. Il Gruppo potrebbe decidere di ritardare o di non effettuare la separazione per qualunque motivo.

FCA - I termini della proposta separazione di Ferrari e la struttura patrimoniale della stessa non sono stati determinati

I termini della proposta separazione di Ferrari e la sua futura struttura patrimoniale non sono ancora stati determinati. Tuttavia, la struttura definitiva e i termini della separazione potrebbero non coincidere con quelli illustrati nella presente relazione. Nessuna indicazione può essere fornita circa la futura quota di Ferrari o i termini della sua distribuzione.

FCA - Il Gruppo potrebbe non essere in grado di ottenere alcuni o tutti i vantaggi previsti dalla separazione di Ferrari

Il Gruppo potrebbe non essere in grado di ottenere i vantaggi economici e di altra natura previsti a seguito della separazione di Ferrari. Tali vantaggi si basano su una serie di presupposti, alcuni dei quali potrebbero rivelarsi inesatti. Non è certo, per esempio, che la separazione di Ferrari possa consentire al Gruppo di rafforzare la propria struttura patrimoniale in modo tale da compensare il venir meno dei risultati di Ferrari.

FCA - A seguito della separazione di Ferrari il prezzo delle azioni ordinarie del Gruppo potrebbe subire fluttuazioni significative

Il Gruppo non è in grado di prevedere i prezzi di negoziazione delle proprie azioni successivamente alla separazione, come pure l’effetto della separazione sui prezzi di negoziazione delle proprie azioni, oppure se il valore di mercato di dette azioni e di quelle di Ferrari dopo la separazione sarà inferiore, pari o maggiore del valore di mercato delle azioni del Gruppo ante separazione.

FCA - Riguardo alla separazione di Ferrari, il Gruppo intende qualificarla come distribuzione in regime di esenzione fiscale per gli azionisti sotto il profilo dell’imposta federale sui redditi USA e come operazione in regime di esenzione fiscale sotto il profilo dell’imposta sui redditi italiana; tuttavia non è certo che alla separazione sarà applicato tale trattamento fiscale negli Stati Uniti o in altri Stati

Il Gruppo intende strutturare la separazione di Ferrari e la separazione rispetto ai suoi azionisti in maniera fiscalmente vantaggiosa sotto il profilo dell’imposta sui redditi federale USA, tenendo opportunamente conto delle potenziali conseguenze sugli azionisti, benché non sia possibile garantire l’ottenimento del trattamento fiscale desiderato o il fatto che gli azionisti e/o persone che percepiscono gli utili delle azioni Ferrari non saranno soggette a passività fiscali in relazione alla separazione e alla distribuzione. Nello specifico, i requisiti per il trattamento favorevole differiscono (e possono perfino essere in conflitto) da uno Stato a un altro, essendo spesso complessi e non potendo fornirsi, pertanto, alcuna garanzia che venga chiesta la pronuncia di un provvedimento (o un orientamento analogo) all’autorità fiscale e che tale provvedimento, se richiesto, venga concesso. A seguito di una offerta pubblica iniziale di una parte della partecipazione del Gruppo in Ferrari, il Gruppo attualmente intende trasferire la propria partecipazione rimanente (in Ferrari) a titolari di azioni ordinarie e di titoli obbligazionari convertibili del Gruppo (che il Gruppo vuole considerare come proprio capitale ai fini delle imposte sui redditi USA) con l’intenzione attuale di qualificare tale trasferimento come in regime di esenzione fiscale per i titolari di azioni del Gruppo, ai fini delle imposte sul reddito USA. Tuttavia, non sono ancora stati decisi i termini e la struttura di una distribuzione e, pertanto, non esiste alcuna certezza che la distribuzione di Ferrari o altro trasferimento si qualificherebbe come in regime di esenzione fiscale o che i titolari delle azioni o di titoli obbligazionari convertibili del Gruppo non realizzerebbero una plusvalenza ai fini delle imposte sul reddito USA in relazione a tale distribuzione o trasferimento.
Inoltre, non esiste alcuna certezza che la separazione di Ferrari non crei un ulteriore imponibile in Italia presso la S.O. di FCA. In funzione della sua entità, l’imponibile soggetto a imposta può essere interamente compensato nell’anno corrente o riportato come perdita che il consolidato fiscale potrà usare a seconda della decisione dell’autorità fiscale.
Non è peraltro possibile garantire che gli azionisti del Gruppo soggetti al regime fiscale italiano non subiscano passività fiscali importanti in relazione alla separazione di Ferrari.

Rischi connessi alle azioni del Gruppo

FCA - La quotazione delle azioni del Gruppo su due mercati azionari potrebbe incidere negativamente sulla liquidità sul mercato delle sue azioni ordinarie e determinarne differenziali di prezzo fra i due mercati

Poco dopo il perfezionamento della fusione e della quotazione delle azioni ordinarie di FCA sul New York Stock Exchange, altrimenti denominato NYSE, FCA ha quotato le sue azioni ordinarie anche sul Mercato Telematico Azionario, altrimenti denominato MTA. La doppia quotazione delle azioni ordinarie del Gruppo potrebbe suddividere le negoziazioni sui due mercati e incidere negativamente sulla liquidità delle azioni in uno o in entrambi i mercati, come pure sullo sviluppo di un mercato attivo per la negoziazione delle azioni ordinarie del gruppo sul NYSE potendo, inoltre, dar luogo a differenziali del prezzo fra i due mercati. Differenze negli orari di negoziazione (trading schedules), nonché la volatilità nei livelli di scambio delle due valute di negoziazione dei titoli potrebbero dar luogo, insieme ad altri fattori, a differenze nei prezzi di negoziazione delle azioni ordinarie del Gruppo sui due mercati.

FCA - Il meccanismo di voto speciale potrebbe influire negativamente sulla liquidità delle azioni ordinarie del Gruppo diminuendone il prezzo

L’attuazione del meccanismo di voto speciale potrebbe diminuire la liquidità delle azioni ordinarie di FCA influendo negativamente sui relativi prezzi di negoziazione. Scopo del suddetto meccanismo è premiare gli azionisti di lunga data conferendo l’opzione di decidere di ricevere le azioni a voto speciale di FCA ai primi azionisti e ai detentori di azioni ordinarie di FCA per almeno tre anni continuativi dopo il perfezionamento della fusione. Le azioni a voto speciale corrispondenti non sono negoziabili e vanno trasferite a FCA senza corrispettivo (om niet) subito prima della cancellazione di azioni ordinarie dal Registro Speciale FCA. Tale meccanismo è pensato per incentivare una base azionaria stabile e, per contro, può servire da deterrente per quegli azionisti interessati a ottenere o conservare le azioni speciali si FCA. Il meccanismo di voto speciale può pertanto diminuire la liquidità delle azioni ordinarie di FCA e influire negativamente sul relativo prezzo di negoziazione.

FCA - Il meccanismo di voto speciale può rendere più difficile per gli azionisti acquisire una partecipazione di controllo, modificare la gestione o la strategia del Gruppo o influenzarla, comportandone la riduzione del prezzo di mercato delle azioni ordinarie

Le disposizioni dello statuto che stabiliscono il meccanismo di voto speciale potrebbero rendere più difficile per un terzo acquisire il controllo dell’azienda, o tentare di acquisirlo, anche qualora un cambio ai vertici fosse considerato favorevolmente dagli azionisti che detengono la maggioranza delle azioni ordinarie di FCA. Quale conseguenza del meccanismo di voto speciale, una percentuale relativamente ampia del potere di voto di FCA rischierebbe di essere concentrata in capo a un numero relativamente esiguo di azionisti che vi eserciterebbero una notevole influenza. Sulla base degli ultimi dati disponibili EXOR detiene il 44,31% dei diritti di voto in FCA in virtù della sua partecipazione al meccanismo di voto speciale, potendo pertanto esercitare una notevole influenza su questioni riguardanti gli azionisti di FCA. Gli azionisti inseriti in tale meccanismo potrebbero impedire in maniera efficace operazioni di mutazione dell’assetto societario potenzialmente, in altra maniera, a vantaggio degli azionisti di FCA. Il meccanismo di voto speciale può altresì impedire o scoraggiare iniziative di azionisti dirette a mutare l’assetto societario o la strategia di FCA o ad esercitarvi la propria influenza.
Il meccanismo di voto speciale può altresì impedire o scoraggiare iniziative di azionisti dirette a modifiche gestionali.

FCA - Potenziali considerazioni fiscali per azionisti USA in merito a società di investimento estero statiche

Le azioni del capitale del Gruppo detenute da un titolare USA costituiranno il capitale di una società di investimento estero statica, altrimenti denominata PFIC, ai fini dell’imposta sui redditi USA nel caso in cui, per ciascun periodo di imposta in cui l’azionista USA deteneva azioni ordinarie del Gruppo, dopo l’applicazione dei vigenti principi di look-through (i) il 75 % o più delle risorse lorde del Gruppo per il periodo di imposta è formato da redditi passivi (fra cui dividendi, interessi, ricavi dalla vendita o dalla permuta di investimenti immobiliari e locazioni e royalty diverse da quelle percepite da parti indipendenti in relazione con l’esercizio attivo di un’attività commerciale o di impresa, come definito nelle Treasury Regulations), oppure (ii) almeno il 50 % dell’attivo per il periodo di imposta (tenendo in considerazione della media per il periodo e determinato in base al valore) produce o è detenuto per produrre reddito passivo. Ai soggetti USA in possesso di azioni di una PFIC si applica un regime fiscale federale USA sfavorevole con riferimento al reddito derivato dalla PFIC, ai dividendi percepiti dalla PFIC e all’eventuale plusvalenza derivante dalla vendita o da altra cessione delle rispettive quote nella PFIC.
Sebbene il Gruppo ritenga che le azioni del proprio capitale non formino il capitale di una PFIC ai fini fiscali federali USA, tale conclusione si fonda su una decisione basata su elementi di fatto e, pertanto, soggetta a potenziali modifiche. Inoltre, le azioni del capitale del Gruppo possono divenire capitale di una PFIC in futuri periodi di imposta in presenza di modifiche nell’attivo, nei ricavi e nelle operazioni del Gruppo medesimo.

FCA - Sono incerte le conseguenze fiscali del meccanismo del voto speciale

Non esistono norme o precedenti giurisprudenziali o di prassi che disciplinino direttamente il trattamento fiscale del ricevimento, della detenzione o della vendita delle azioni a voto speciale ai fini fiscali italiani, del Regno Unito e USA e, di riflesso, sono incerte le conseguenze fiscali in tali Paesi.
Il fair value di mercato delle azioni a voto speciale del Gruppo, che potrebbe rilevare ai fini di conseguenze fiscali, si fonda su una decisione basata su elementi di fatto e non è disciplinata da alcun orientamento che contempli tale decisione. Posto che, fra l’altro, le azioni a voto speciale non sono cedibili (tranne in casi assai limitati e insieme alle azioni ordinarie del Gruppo) e un azionista percepirà importi riguardo a esse soltanto in caso di liquidazione del Gruppo, questo ritiene, e intende far valere, che sia minimo il valore equo di mercato di ciascuna azione a voto speciale. Tuttavia, le autorità fiscali competenti potrebbero ritenere che non sia corretto il valore delle azioni a voto speciale determinato dal Gruppo.
Il trattamento fiscale delle azioni a voto speciale non è chiaro e gli azionisti sono invitati a consultare i propri consulenti fiscali in relazione alle conseguenze dell’acquisizione, della detenzione e della vendita di tali azioni.

FCA - L’imposta potrebbe dover essere trattenuta dal pagamento dei dividendi

Finché le autorità competenti olandesi e del Regno Unito non stabiliranno che il Gruppo debba essere ritenuto fiscalmente residente soltanto nel Regno Unito ai fini del trattato contro la doppia imposizione fiscale Paesi Bassi-Regno Unito, i dividendi distribuiti dal Gruppo saranno soggetti alla ritenuta fiscale olandese sui dividendi (in base ai rimedi previsti dalla legge olandese o ai termini di vigenti trattati sulla doppia imposizione) e il Gruppo non sarà in alcun modo tenuto a versare ulteriori importi al riguardo.
Inoltre, anche se le competenti autorità olandesi e del Regno Unito stabiliranno che il Gruppo debba essere ritenuto fiscalmente residente soltanto nel Regno Unito ai fini del trattato contro la doppia imposizione Paesi Bassi-Regno Unito, ai sensi del diritto olandese i pagamenti effettuati dal Gruppo a residenti nei Paesi Bassi potrebbero comunque dover essere versati in base alla ritenuta fiscale olandese e il Gruppo non sarebbe in alcun modo tenuto a versare ulteriori importi con riferimento a tali pagamenti. Il Gruppo intende chiedere conferma alle autorità fiscali olandesi circa l’assenza di obbligo di versamento di tale ritenuta ma non esistono garanzie al riguardo.
In caso di imposizione delle ritenute fiscali olandesi o italiane su dividendi o distribuzioni future con riferimento ad azioni ordinarie del Gruppo, il fatto che esse siano detraibili dalle imposte cui un azionista è comunque soggetto dipende dalle leggi dello Stato di tale azionista e dalle circostanze particolari di quest’ultimo. Gli azionisti sono invitati a consultare i propri consulenti fiscali in relazione alle conseguenze del potenziale obbligo delle ritenute fiscali olandesi e/o italiane.

CNH INDUSTRIAL

Rischi connessi all’attività, ai business ed alle strategie del Gruppo

CNH Industrial - Le condizioni generali dell’economia influenzano l’attività del Gruppo

La situazione economico-patrimoniale e finanziaria del Gruppo è attualmente influenzata, e continuerà ad esserlo in futuro, da vari fattori che compongono il quadro macro-economico - inclusi incrementi o decrementi del prodotto interno lordo, livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, variazioni dei tassi di interesse per il credito al consumo e per le imprese, costo dell’energia, costo delle commodity o di altre materie prime - nei vari paesi in cui il Gruppo opera. Tali fattori macro-economici variano nel tempo e il relativo impatto sulla situazione economico-patrimoniale del Gruppo non è specificamente e singolarmente quantificabile e/o rilevabile.
Le condizioni finanziarie di molteplici paesi continuano ad accrescere la pressione economica sui clienti finali, attuali e potenziali, incluso la rete di dealer del Gruppo. Ne consegue che alcuni dealer e clienti potrebbero ritardare o annullare programmi di acquisto di prodotti e servizi del Gruppo e potrebbero non essere in grado di adempiere tempestivamente alle loro obbligazioni nei confronti del Gruppo. Inoltre, i fornitori del Gruppo potrebbero essere colpiti dalle pressioni economiche che potrebbero incidere negativamente sulla loro capacità di adempiere alle proprie obbligazioni nei confronti del Gruppo. Questi fattori potrebbero determinare possibili ritardi nella consegna dei prodotti, un aumento nel ricorso alle cambiali all’incasso, fallimenti e problemi di scorte. Una particolare preoccupazione riguarda le condizioni economiche dell’Europa (e potenzialmente la tenuta a lungo termine della moneta unica), che rischia di essere afflitta dai livelli dei debiti sovrani (e dalle azioni governative in materia fiscale e di spesa attuate per fronteggiare tale situazioni) e da altre gravi pressioni che pesano sul sistema bancario in alcuni paesi dell’Unione Europea. Non è certo se le misure adottate dalla Banca Centrale o dal governo ridurranno o elimineranno tale rischio. Inoltre, altri governi nazionali potrebbero continuare ad attuare misure destinate a rallentare il livello di crescita economica nei rispettivi paesi (ad esempio, aumento dei tassi di interesse, riduzione della concessione del credito bancario e altre misure anti inflazionistiche). Qualora vi fosse un significativo arretramento dell’economia globale o dell’economia di paesi o regioni chiave, è probabile che diminuisca la domanda di prodotti e servizi del Gruppo e i risultati economici, la posizione finanziaria e il flusso di cassa del Gruppo potrebbero risentirne significativamente.
Inoltre, il perdurare di condizioni di mercato avverse in alcuni business in cui il Gruppo partecipa potrebbe portare molte società, incluso il Gruppo, a riconsiderare attentamente l’eventuale impatto negativo su taluni beni intangibili. Gli elementi che il Gruppo valuterebbe al fine di determinare se una rettifica del valore di carico sia necessaria si basano sul giudizio del management e su stime previsionali. Le stime sono influenzate da un numero di fattori, ivi inclusi a scopo esemplificativo e non esaustivo, fattori economici globali e cambiamenti tecnologici. Ciascuno di questi fattori, o di altri fattori inattesi, potrebbe richiedere al Gruppo di considerare la necessità di registrare una rettifica in diminuzione del valore di carico. Nel caso in cui il Gruppo debba registrare una tale rettifica con riferimento a certi beni intangibili, vi sarebbe un impatto negativo sulla situazione finanziaria del Gruppo e sui risultati economici.

CNH Industrial - Operando su scala globale, il Gruppo è esposto a rischi di natura politica, economica e di altra natura

Il Gruppo produce e vende prodotti e offre servizi in numerosi paesi in tutto il mondo, inclusi quei paesi che vivono diversi gradi di instabilità politica ed economica. Alla luce di un’operatività su scala globale, il Gruppo è esposto ai rischi che influenzano qualsivoglia attività globali, inclusi:

  • modifiche a leggi, regolamenti e politiche con riferimento, tra l’altro, a:
    • oneri e quote di importazioni ed esportazioni;
    • restrizioni valutarie;
    • progettazione, produzione e vendita dei prodotti del Gruppo, ivi inclusa, a titolo esemplificativo, la regolamentazione relativa alle emissioni dei motori;
    • tassi di interesse e disponibilità di credito a favore di dealer e clienti del Gruppo;
    • diritti di proprietà e diritti contrattuali;
    • luoghi e soggetti a cui è possibile effettuare la vendita, quali le mutevoli sanzioni economiche relative all’Iran, alla Russia e alla crisi in Ucraina; e
    • imposte;
  • regolamentazione derivante da mutamenti nelle iniziative intraprese delle organizzazioni mondiali e dai relativi accordi;
  • modifiche nelle dinamiche dei settori e dei mercati in cui il Gruppo opera;
  • desideri ed esigenze dei clienti mutevoli e non prevedibili;
  • azioni dei concorrenti del Gruppo mutevoli e non prevedibili;
  • interruzioni della manodopera;
  • interruzioni nella fornitura di materie prime e componenti;
  • cambiamenti nei programmi di governo per il risanamento del debito e sussidi in alcuni mercati significativi quale l’Argentina e il Brasile; e
  • guerre, conflitti civili e terrorismo.

Sviluppi sfavorevoli in alcune di queste aree (che variano da paese a paese) potrebbero avere un effetto negativo rilevante sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

CNH Industrial - Le difficoltà nel reperire finanziamenti o rifinanziamenti del debito esistente potrebbero influenzare le performance finanziarie del Gruppo

Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra l’altro, dalla sua capacità di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi derivanti dalla gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il rifinanziamento dei prestiti bancari e l’eventuale accesso al mercato dei capitali o ad altre fonti di finanziamento. Contrazioni nei ricavi potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità delle attività operative del Gruppo di generare cassa. Il Gruppo potrebbe, pertanto, trovarsi nelle condizioni di dover reperire ulteriori finanziamenti e rifinanziamenti del debito esistente, anche in presenza di condizioni di mercato non favorevoli, con una generale riduzione delle fonti di finanziamento disponibili e costi più elevati. Eventuali difficoltà nel reperire tali finanziamenti potrebbero determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria. La possibilità di accesso del Gruppo al mercato dei capitali o ad altre forme di finanziamento e i relativi costi sono fortemente dipendenti, tra l’altro, dal merito di credito assegnato a CNH Industrial N.V., alle altre controllate del Gruppo, alle cartolarizzazione asset-backed del Gruppo (“ABS”) e ad altri strumenti di debito. Le agenzie di rating potrebbero rivedere e modificare le loro valutazioni di volta in volta, e qualsiasi riduzione o altra azione negativa con rispetto al merito di credito del Gruppo da parte di una o più agenzie di rating potrebbe incrementare il costo del capitale per il Gruppo, limitare la possibilità di accesso alle fonti di finanziamento e avere effetti negativi significativi sulle prospettive di business e sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

CNH Industrial - Il Gruppo è esposto a rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio, alla variazione dei tassi di interesse e ad altri rischi di mercato

Il Gruppo opera su più mercati a livello mondiale ed è pertanto esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alla diversa distribuzione geografica tra le attività produttive e le attività commerciali del Gruppo, che origina flussi esportativi denominati in valute diverse da quelle dell’area di produzione e dei relativi acquisti.
Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle proprie Attività Industriali e dei finanziamenti offerti alla clientela finale e alla rete di vendita. I Servizi Finanziari hanno implementato una politica di matching, volta a favorire la compensazione degli impatti delle variazioni dei tassi di interesse sul portafoglio finanziato e sui debiti relativi. Ciononostante, ogni futura variazione nei livelli dei tassi d’interesse può comportare incrementi o riduzioni nei ricavi, nel costo dei finanziamenti e nei margini.
Coerentemente con le proprie politiche di gestione del rischio, il Gruppo cerca di fare fronte ai rischi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria. Inoltre, utilizzando tali strumenti, il Gruppo potenzialmente rinuncia ai benefici che risulterebbero dalle fluttuazioni favorevoli dei tassi di cambio.
Il Gruppo è altresì esposto al rischio di insolvenza dei concessionari e dei clienti finali, nonché alle condizioni economiche sfavorevoli nei mercati in cui le attività finanziarie sono svolte, rischi che il Gruppo cerca di limitare attraverso politiche di selezione dei suoi concessionari e clienti finali basate sul rispettivo merito di credito. Inoltre, il Gruppo è esposto a leggi ed azioni governative che potrebbero, tra l’altro, ostacolare il Gruppo nelle azioni giudiziarie e nel far valere i propri diritti.

CNH Industrial - Il Gruppo affronta rischi connessi ai suoi rapporti con i dipendenti

In diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti del Gruppo sono tutelati da molteplici leggi e/o contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il diritto di essere consultati con riferimento a specifiche tematiche, ivi inclusi il ridimensionamento o la chiusura di reparti e la riduzione dell’organico. Tali leggi e/o contratti collettivi di lavoro applicabili al Gruppo potrebbero influire sulla flessibilità del Gruppo stesso nel ridefinire e/o riposizionare strategicamente le proprie attività. La capacità del Gruppo di operare eventuali riduzioni di personale o altre misure di interruzione, anche temporanea, del rapporto di lavoro è condizionata, pertanto, all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni governative e/o al consenso dei sindacati nei paesi in cui tali leggi e/o contratti collettivi siano applicabili. Inoltre, il Gruppo è soggetto maggiormente al rischio di interruzione o arresto del lavoro rispetto a società non sindacalizzate, e qualsiasi interruzione o arresto del lavoro potrebbe significativamente influenzare il volume dei prodotti del Gruppo disponibili per la vendita.

CNH Industrial - Una riduzione nella domanda dei prodotti del Gruppo ridurrebbe i volumi di vendita e la redditività del Gruppo

L’andamento del settore delle macchine per l’agricoltura è influenzato, in particolare, da fattori quali:

  • l’andamento dei prezzi delle materie prime agricole ed il relativo livello di scorte;
  • il livello del reddito delle imprese agricole e il reddito degli agricoltori;
  • la domanda di prodotti alimentari; e
  • le politiche agricole, anche in termini di sostegno alle imprese, attuate dai principali governi e/o organismi sovranazionali, nonché direttive su carburanti alternativi.

Inoltre, condizioni climatiche poco favorevoli nel corso soprattutto della primavera, stagione particolarmente importante per la raccolta degli ordini di vendita, potrebbero riflettersi in modo negativo sulle scelte di acquisto di macchine per l’agricoltura e, pertanto, sui volumi dei ricavi del Gruppo.
L’andamento del settore delle macchine per le costruzioni è influenzato, in particolare, da fattori quali:

  • gli investimenti pubblici in infrastrutture; e
  • le costruzioni di nuovi immobili residenziali/non residenziali.

L’andamento del settore dei veicoli commerciali è influenzato, in particolare, da fattori quali:

  • mutamenti delle condizioni del mercato globale, ivi inclusi mutamenti del livello degli investimenti in attività produttive e della vendita di commodity; e
  • la spesa per infrastrutture pubbliche.

I suddetti fattori sono in grado di influenzare in modo marcato la domanda di macchine per l’agricoltura e per le costruzioni, nonché di veicoli commerciali, e, quindi, i risultati economico-finanziari del Gruppo.

CNH Industrial - Il Gruppo dipende da fornitori chiave per talune materie prime, ricambi e componenti

Il Gruppo si affida a fornitori chiave per talune materie prime, ricambi e componenti. Il Gruppo non può garantire che sarà in grado di mantenere gli accordi con tali fornitori o che potrà altrimenti garantire l’accesso alle materie prime, ricambi e componenti. In alcuni casi l’accesso può essere limitato da fattori che esulano dalla sfera di controllo del Gruppo e dei suoi fornitori. Situazioni di crisi economica e disastri ambientali, quali il terremoto e lo tsunami in Giappone avvenuto nel marzo del 2011, hanno in passato causato, e potrebbero in futuro, far sì che i fornitori del Gruppo debbano affrontare significativi sacrifici finanziari e potrebbero, altresì, impedire al Gruppo l’accesso a materie prime, ricambi e componenti di fondamentale importanza. Qualunque interruzione nelle forniture o carenza di materie prime, ricambi e componenti potrebbe influenzare negativamente i costi della produzione del Gruppo, la capacità di evadere gli ordini e di incrementare le vendite dei propri prodotti e la redditività del business del Gruppo.
Talune società controllate del Gruppo utilizzano per le proprie produzioni una molteplicità di materie prime, ivi inclusi acciaio, alluminio, piombo, resine, rame e metalli preziosi come platino, palladio e rodio. I prezzi di queste materie prime fluttuano e, sebbene il Gruppo cerchi di gestire tale esposizione, il Gruppo potrebbe non essere il grado di coprire tali rischi. Incrementi rilevanti dei prezzi delle materie prime potrebbero comportare un incremento dei costi operativi del Gruppo e ridurre i margini di profitto nel caso in cui non fosse possibile ribaltare l’incremento dei costi sui prezzi di vendita dei prodotti.

CNH Industrial - La competitività, o l’incapacità del Gruppo nel dare risposta alle iniziative dei concorrenti, potrebbero influenzare negativamente i risultati economici

Tutti i ricavi del Gruppo sono sostanzialmente generati in settori altamente concorrenziali della produzione e distribuzione di macchine per l’agricoltura e le costruzioni, di veicoli commerciali, nonché dei relativi sistemi powertrain. Il Gruppo concorre in Europa, Asia e America Latina con altri gruppi di rilievo internazionale nella produzione e distribuzione di veicoli commerciali, nonché in Europa, Asia, Nord America e America Latina con altri gruppi internazionali e diversi operatori locali nella produzione e distribuzione di macchine per l’agricoltura e le costruzioni e nella fornitura di componenti relativi a tali produzioni. Alcuni dei concorrenti del Gruppo operanti su scala globale dispongono di notevoli risorse e potrebbero essere in grado di fornire prodotti e servizi con margini ridotti, assenti o addirittura negativi pur di competere con l'offerta di alcuni prodotti del Gruppo. Prezzi aggressivi o altre strategie perseguite dai concorrenti, imprevisti ritardi di produzione o l’incapacità del Gruppo di collocare i suoi prodotti a prezzi competitivi, potrebbero influenzare negativamente il business, i risultati di gestione e la posizione finanziaria del Gruppo. Inoltre, nei comparti dei veicoli pesanti e delle macchine per le costruzioni vi è stata una tendenza verso il consolidamento che ha portato a concorrenti più grandi e potenzialmente più forti in tali mercati. I mercati nei quali il Gruppo compete sono altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, di innovazione, di condizioni economiche, di risparmio dei consumi, di affidabilità e sicurezza, di assistenza ai clienti e di servizi finanziari offerti. Nel corso degli ultimi anni, la competitività – in particolare in termini di prezzo – è aumentata significativamente nei settori in cui il Gruppo opera. Qualora il Gruppo non fosse in grado di fronteggiare efficacemente il contesto di riferimento, si potrebbe determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

CNH Industrial - I costi per il continuo adeguamento alle norme in materia ambientale o il mancato adempimento alle stesse potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici del Gruppo

I prodotti e le attività del Gruppo sono soggetti a molteplici norme locali, nazionali e sovranazionali in materia ambientale. Tali norme sono oggetto di revisione in senso restrittivo in molte aree geografiche in cui il Gruppo opera. Tale normativa riguarda, tra l’altro, sia i prodotti, con norme sempre più severe in materia di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera, aumento dell’efficienza dei combustibili e sicurezza, sia gli stabilimenti, interessati dalla normativa sempre più stringente in materia di emissioni in atmosfera, smaltimento dei rifiuti, trattamento delle acque e divieto di contaminazione dei terreni. Per adeguarsi a tali norme, il Gruppo investe ingenti risorse in attività di ricerca e sviluppo e prevede di dover continuare a sostenere costi elevati in futuro. L’incapacità di adeguarsi a tali norme potrebbe esporre il Gruppo a sanzioni o a costi di risanamento, a responsabilità civili o penali e sanzioni riguardanti alcune attività del Gruppo, così come a danni a proprietà o risorse naturali. Responsabilità, sanzioni, danni e impegni di risanamento connessi a eventuali non conformità a tali norme o regolamentazioni, incluse quelle che potrebbero essere adottate o imposte in futuro, possono influenzare negativamente la capacità del Gruppo di gestire le sue attività nonché i suoi risultati economici e la sua situazione finanziaria. Inoltre, non può essere assicurato che il Gruppo non sarà negativamente colpito da costi, passività o reclami con riferimento a qualsiasi attività acquisita successivamente. Per esempio, i motori del Gruppo sono soggetti ad una vasta normativa che regola i requisiti in materia di emissioni di gas di scarico e di rumore, inclusi gli standard imposti dalla Environmental Protection Agency statunitense, dalle agenzie statali di regolamentazione negli Stati Uniti e dalle altre agenzie di regolamentazione in tutto il mondo. I Governi nazionali, statali o locali potrebbero fissare nuovi standard in materia di emissioni che potrebbero avere un impatto sui prodotti del Gruppo e sulle sue attività secondo modalità difficili da anticipare con precisione. Quindi, cambiamenti significativi degli standard, o l’adozione di nuovi standard, possono impattare negativamente sull’attività del Gruppo, sui suoi risultati economici, sulla sua situazione finanziaria e posizione competitiva.

CNH Industrial - L’attività del Gruppo, le proprietà, e i prodotti sono soggetti a regolamentazioni il rispetto delle quali può richiedere al Gruppo di incorrere in costi, o modifiche dei suoi prodotti o delle sue attività, e il mancato rispetto delle quali può danneggiare la reputazione del Gruppo e/o esporre il Gruppo a sanzioni. Le regolamentazioni possono inoltre influenzare negativamente la domanda di alcuni prodotti e i risultati economici del Gruppo

L’attività del Gruppo, le proprietà e i prodotti sono soggetti a numerose leggi e regolamenti internazionali, statali e di altre autorità relativi a sostanze soggette a restrizioni, incluse le regole di trasparenza relative a “conflict minerals”. Per esempio, la Direttiva dell’Unione Europea relativa alla restrizione per l’uso di sostanze pericolose (RoHS) impone che alcune sostanze, che possono trovarsi in alcuni prodotti fabbricati dal Gruppo in passato, debbano essere rimosse dai componenti elettronici, e la normativa dell’Unione Europea concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH) potrebbe imporre un processo autorizzativo per l’utilizzo delle sostanze c.d. “estremamente preoccupanti” (SVHC) elencate nell’Allegato XIV alla normativa REACH. La Repubblica Popolare Cinese e New York City hanno adottato restrizioni relative alle sostanze pericolose e molti stati degli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione normative e legislazioni simili. I singoli stati dell’Unione Europea devono ratificare e applicare le normative dell’Unione Europea nei rispettivi ordinamenti nazionali. Mentre gli stati membri attuano nuove leggi e regolamenti al fine di implementare e applicare le suddette normative, il Gruppo continua a rivedere l’applicabilità e l’impatto delle stesse sulla vendita dei suoi prodotti nell’Unione Europea. Il Gruppo deve monitorare la sua supply chain e certificare la presenza o meno di sostanze classificate come SVHC ai suoi clienti finali. La conformità con queste regolamentazioni può risultare difficile, onerosa e dispendiosa in termini di tempo, e le passività o i costi connessi a tali regolamentazioni possono avere un effetto negativo significativo sulle attività del Gruppo, sulla posizione finanziaria e sui risultati economici.

CNH Industrial - Una riduzione negli incentivi dei Governi potrebbe incidere negativamente sui risultati del Gruppo

Gli interventi dei Governi diretti a stimolare la domanda di prodotti del Gruppo, sotto forma di cambiamenti di agevolazioni fiscali o di concessione di incentivi per l’acquisto di nuovi macchinari, possono condizionare in maniera significativa, sia a livello temporale sia a livello quantitativo, i ricavi del Gruppo. I termini, le dimensioni e la durata di tali azioni governative non sono prevedibili ed esulano dalla sfera di competenza del Gruppo. Ogni mutamento sfavorevole nell’indirizzo degli interventi governativi in relazione alle suddette misure potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati di gestione e/o sulla sua situazione finanziaria. A titolo esemplificativo, in data 31 dicembre 2014 è scaduto l’incentivo previsto dalla normativa fiscale statunitense relativo a un bonus addizionale del 50% sul primo anno di ammortamenti e spese incrementative su beni effettuati ai sensi della sezione 179 dell’U.S. Internal Revenue Code. Ciò potrebbe incidere negativamente sulle prospettive di business del Gruppo negli Stati Uniti.

CNH Industrial - Le performance future del Gruppo dipendono dalla sua capacità di innovazione e dall’accettazione da parte del mercato dei prodotti del Gruppo, nuovi o esistenti

Il successo delle attività del Gruppo dipenderà dalla capacità di mantenere o incrementare le quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che garantiscano adeguati livelli di redditività. In particolare, qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi e competitivi rispetto a quelli dei principali concorrenti in termini, tra l’altro, di prezzo, qualità, funzionalità e caratteristiche, o qualora vi fossero dei ritardi nell’offerta al mercato di prodotti strategici per il business del Gruppo, o qualora il Gruppo non fosse in grado di proteggere adeguatamente i propri diritti di proprietà intellettuale, le quote di mercato del Gruppo potrebbero ridursi con un impatto che potrebbe essere significativamente negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

CNH Industrial - Le attività in essere o i piani di espansione del Gruppo nei mercati emergenti possono comportare rischi significativi

La capacità del Gruppo di sviluppare il proprio business dipende in misura crescente dalla sua abilità di incrementare la propria quota di mercato ed operare con profitto a livello globale e, in particolare, nei paesi emergenti, quali il Brasile, la Russia, l’India, la Cina, l’Argentina, la Turchia, il Venezuela e il Sudafrica. Inoltre, il Gruppo potrebbe avvalersi in misura crescente di fornitori nei mercati di tali paesi. La messa in atto da parte del Gruppo di tali strategie richiederà un significativo investimento in termini di capitale ed altre risorse e comporterà diversi rischi. A titolo esemplificativo, il Gruppo potrebbe incontrare difficoltà nell’ottenere le necessarie autorizzazioni governative in tempi utili. Inoltre, il Gruppo potrebbe riscontrare ritardi e sostenere costi significativi per quanto concerne la costruzione delle strutture di produzione, l’instaurazione di legami di fornitura e l’avvio della produzione. A ciò si aggiunga che i clienti finali nel contesto di tali mercati potrebbero non accettare immediatamente i prodotti del Gruppo, favorendo quelli realizzati e commercializzati dai suoi concorrenti. Questi paesi emergenti potrebbero, inoltre, essere soggetti ad un maggiore livello di instabilità economica e politica che potrebbe incidere negativamente sulla situazione finanziaria del Gruppo, sui suoi risultati di economici e sui suoi flussi di cassa. Le economie dei mercati emergenti potrebbero inoltre riscontrare un ulteriore rallentamento nell’incremento del prodotto interno lordo e/o essere influenzate dalla volatilità delle valute nazionali, da potenziali fenomeni di iperinflazione e/o dall'aumento del debito pubblico. Per esempio, il Gruppo è soggetto a norme e regolamenti del governo del Venezuela riguardanti la sua capacità di convertire la cassa o titoli negoziabili denominati in bolivar venezuelani in dollari statunitensi. Secondo questi regolamenti, l’acquisto e la vendita di valuta estera devono essere effettuati ai tassi di cambio ufficiali e tali transazioni sono soggette a restrizioni. Questi regolamenti limitano la capacità del Gruppo di accedere e trasferire liquidità fuori dal Venezuela per esigenze di finanziamento in altri paesi e altresì lo rende soggetto ad un maggior rischio di svalutazione o ad altre perdite su cambi. Al 31 dicembre 2014, il Gruppo possiede attività monetarie nette di $125 milioni a un tasso di cambio di 12,0 bolivar venezuelani per un dollaro.

CNH Industrial - CNH Industrial è soggetta ad una estesa normativa in materia di anticorruzione ed antitrust

Le attività globali di CNH Industrial sono soggette ad una serie di normative che regolano le sue attività nel mondo, tra cui il Foreign Corrupt Practices Act (FCPA) statunitense ed il Bribery Act britannico, che si applicano alle condotte in tutto il mondo, nonché un insieme di norme nazionali anticorruzione che si applicano in particolari giurisdizioni. Queste norme proibiscono pagamenti impropri in contanti od oggetti di valore che possano influenzare impropriamente pubblici ufficiali o altre persone allo scopo di ottenere o mantenere attività o ottenere un vantaggio commerciale. Queste normative tendono ad applicare indipendentemente dal fatto che tali pratiche possano essere legali o culturalmente accettabili in una determinate giurisdizione. Negli ultimi anni si è verificato un aumento significativo nell’applicazione delle norme anticorruzione sia a livello globale che in particolari giurisdizioni e dipendenti del Gruppo sono stati talvolta soggetti ad indagini e sanzioni per asserite violazioni di normative anticorruzione. CNH Industrial è impegnata ad operare in conformità con tutte le leggi applicabili, in particolare leggi anticorruzione. Il Gruppo ha implementato un programma per promuovere la conformità a queste leggi e per identificare e minimizzare il rischio di qualsiasi violazione, che potrebbe comportare procedimenti penali o civili per il Gruppo o per i suoi dipendenti. Le indagini riguardanti presunte violazioni di tali normative tendono a richiedere un impegno significativo in termini di risorse finanziarie, tempo ed attenzione e tali indagini o qualsiasi violazione, nonché qualsiasi pubblicità riguardante potenziali violazioni, potrebbero danneggiare la reputazione di CNH Industrial e avere un effetto negativo significativo sulle sue attività, risultati economici e situazione finanziaria.

CNH Industrial - Rischi connessi ai piani pensionistici a benefici definiti del Gruppo e ad altri piani del Gruppo successivi alla cessazione del rapporto di lavoro

Alla data del 31 dicembre 2014, i piani pensionistici a benefici definiti ed altri piani successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, risultavano in una posizione passiva netta per una somma pari a circa $2.517 milioni, inclusa nella situazione patrimoniale-finanziaria consolidata. La posizione netta rappresenta il saldo tra il valore attuale dell’obbligazione ed il fair value degli investimenti eventualmente effettuati dai gestori del piano, qualora si tratti di piani finanziati (ovvero piani amministrati da appositi fondi separati, c.d. “trust”).
Qualora gli obblighi del Gruppo rispetto ad un piano siano non finanziati o sotto finanziati, il Gruppo dovrà usare i proventi della gestione e altre risorse per far fronte alle proprie obbligazioni alla rispettiva data di scadenza. Inoltre, in considerazione del fatto che le attività che attualmente finanziano tali obbligazioni sono in primo luogo investite in strumenti di debito e in partecipazioni azionarie, il valore di tali attività sarà soggetto a variazione a causa dell’andamento del mercato. Negli ultimi anni, tali fluttuazioni sono state significative e negative e non si può garantire che non saranno significative e negative anche in futuro.

CNH Industrial - Le decisioni di approvvigionamento e di gestione delle scorte da parte dei dealer potrebbero influenzare in maniera negativa le vendite del Gruppo

I dealer del Gruppo mantengono scorte di prodotti finiti ai fini delle operazioni correnti e rettificano le scorte sulla base delle loro stime in relazione alle possibili vendite future. I dealer che si riforniscono di prodotti in concorrenza con i prodotti del Gruppo possono concentrare i loro acquisti di scorte e le vendite su prodotti forniti da altri soggetti sulla base della domanda di mercato e sulla base della relativa redditività. Tali modifiche delle scorte e decisioni di rifornimento possono ripercuotersi in maniera negativa sulle vendite del Gruppo, sulla situazione finanziaria e sui risultati economici.

CNH Industrial - Le condizioni economiche negative potrebbero mettere in una situazione di difficoltà finanziaria i dealer del Gruppo ed influenzare negativamente i risultati economici del Gruppo

Le condizioni economiche globali continuano a mettere in una situazione di difficoltà finanziaria molti dealer del Gruppo. Tali difficoltà finanziarie possono ripercuotersi sulle decisioni di rifornimento e di gestione delle scorte da parte dei dealer, nonché sulla loro capacità di fornire servizi ai clienti che acquistano prodotti del Gruppo. Pertanto, ulteriori tensioni a carico dei dealer appartenenti alla rete del Gruppo causate dalle attuali o dalle future condizioni economiche possono ripercuotersi in maniera negativa sulle vendite del Gruppo, sulla situazione finanziaria e sui risultati economici.

CNH Industrial - Il Gruppo potrebbe non essere in grado di realizzare i benefici previsti derivanti dalle acquisizioni e, inoltre, le difficoltà connesse alle alleanze strategiche potrebbero impattare negativamente i risultati economici del Gruppo

Il Gruppo è stato coinvolto in passato, e potrebbe essere coinvolto in futuro, in fusioni e in acquisizioni o potrebbe stipulare, estendere o terminare alleanze strategiche o joint venture che possono comportare rischi per il Gruppo consistenti nel mancato conseguimento dei benefici attesi da tali operazioni ovvero dei relativi obiettivi strategici o potrebbe distogliere l’attenzione e il tempo dedicato dal management alla gestione. Tali rischi possono includere:

  • mancato raggiungimento di sinergie tecnologiche e di prodotto, economie di scala e riduzioni di costi;
  • passività inattese;
  • incompatibilità di processi integrati, attività o sistemi;
  • modifiche inattese nelle leggi o nei regolamenti;
  • incapacità di trattenere risorse chiave;
  • incapacità di approvvigionamento di certi prodotti;
  • maggiori costi di finanziamento e incapacità di farvi fronte;
  • costi significativi connessi alla risoluzione o modifica delle alleanze; e
  • criticità nel trattenere clienti e nell’integrare le gestioni, i servizi, il personale e i consumatori.

Nel caso in cui emergano criticità o insorgano contrasti tra le parti di una o più alleanze strategiche per ragioni di gestione o finanziarie ovvero per altri motivi, oppure nel caso in cui tali alleanze strategiche o altre relazioni siano risolte, le linee di prodotto del Gruppo, i business, la situazione finanziaria e i risultati economici potrebbero risentirne in maniera negativa.

CNH Industrial - Rischi connessi alla cessazione dell’alleanza strategica tra CNH Global e Kobelco Construction Machinery Co., Ltd.

A far data dal 31 dicembre 2012, CNH Global e Kobelco Construction Machinery Co., Ltd. (”KCM”) hanno risolto consensualmente la loro alleanza globale (articolata in accordi industriali ed in una serie di società controllate congiuntamente) nel settore delle macchine per le costruzioni. Gli accordi che regolano lo scioglimento dell’alleanza prevedono che, a far data dal 1° gennaio 2013 e sino al 31 dicembre 2017, il Gruppo abbia il diritto di acquistare, su base non esclusiva, componenti e parti di ricambio da KCM al fine di continuare a produrre nei propri stabilimenti escavatori che utilizzano tecnologia KCM. Inoltre, dal 31 dicembre 2012 sono venute meno le restrizioni alla vendita che limitavano il diritto di KCM a commercializzare i propri escavatori in alcuni importanti mercati (quali, a titolo esemplificativo, America ed Europa) ed analoghe restrizioni a carico delle attività del Gruppo nel comparto delle macchine per le costruzioni relativamente ai mercati dell’area APAC, sono cessate il 31 luglio 2013. Sebbene il Gruppo si attenda che questo mutamento degli accordi contrattuali non dia luogo a problematiche particolari, nel caso in cui in questa fase di transizione sorgessero difficoltà commerciali (ad esempio, indebolimento della rete distributiva e conseguente perdita di quote di mercato) o industriali (ad esempio, difficoltà a mantenere standard di qualità o a reperire fonti alternative di approvvigionamento di componenti attualmente forniti da KCM), che potrebbero sorgere in relazione alla fine di un’alleanza, le quali potrebbero ripercuotersi in maniera significativamente negativa, per quanto riguarda le macchine per le costruzioni, sulle linee di prodotto del Gruppo e sulla relativa rete di distribuzione, sulla posizione finanziaria e sui risultati della gestione.

CNH Industrial - Le attività dei business del Gruppo possono essere impattate da diversi tipi di reclami, procedimenti legali ed obbligazioni potenziali

Le società del Gruppo sono coinvolte in diversi procedimenti concernenti responsabilità da prodotto, garanzie sui prodotti, performance dei prodotti, amianto, lesioni personali, questioni ambientali ed altri procedimenti legali connessi al normale svolgimento delle proprie attività. Le attività in cui il Gruppo opera sono inoltre periodicamente oggetto di riesame e di indagine da parte delle dalle autorità competenti; questo potrebbe portare ad azioni esecutive, multe e sanzioni o determinare controversie legali private. L’esito di questi procedimenti pendenti nei confronti del Gruppo è incerto e, sebbene non si preveda che tali pretese possano avere, singolarmente considerate, un effetto negativo rilevante sulla situazione finanziaria del Gruppo o sulla sua redditività, tali procedimenti potrebbero avere, nel complesso, in caso di esito sfavorevole per il Gruppo, un effetto negativo rilevante sulla situazione finanziaria consolidata del Gruppo, sui flussi di cassa e sui risultati economici. Inoltre, il Gruppo potrebbe essere soggetto in futuro a provvedimenti o concludere accordi transattivi che potrebbero avere un significativo effetto negativo sui risultati di gestione nel periodo di riferimento. In aggiunta, sebbene il Gruppo mantenga una copertura assicurativa con riferimento a taluni particolari richieste, il Gruppo stesso potrebbe non essere in grado in futuro di ottenere una copertura assicurativa accettabile con riferimento a tutti ovvero a ciascun singolo procedimento legale. Il Gruppo stanzia fondi in base alla sua valutazione dei rischi, inclusi i rischi legati a procedimenti legali intrapresi nei confronti del Gruppo. Gli sviluppi successi dei procedimenti legali possono influenzare la valutazione e le stime di passività potenziali per le quali è stato stanziato un fondo e possono richiedere pagamenti da parte del Gruppo superiori ai suoi fondi, i quali possono avere effetti negativi significativi sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

CNH Industrial - Il mercato delle macchine per l’agricoltura è caratterizzato da un’elevata stagionalità che genera significative fluttuazioni nei risultati economici del Gruppo e nei livelli del capitale di funzionamento

Gli agricoltori tradizionalmente acquistano macchine per l’agricoltura in primavera e in autunno, le principali stagioni per la semina ed il raccolto. I ricavi ed i risultati di gestione del business delle macchine per l’agricoltura del Gruppo sono stati storicamente maggiori nel secondo trimestre, riflettendo la stagione primaverile di vendita nell'emisfero nord, e più bassi nel terzo trimestre, quando molti degli stabilimenti produttivi del Gruppo affrontano i periodi della chiusura estiva, soprattutto in Europa. I livelli di produzione delle macchine per l’agricoltura del Gruppo sono basati sulle stime di vendita al cliente finale. Tali stime considerano le tempistiche della domanda da parte della rete di vendita, che anticipa quella dei clienti finali, i livelli di stock della rete, i fabbisogni in termini di organizzazione della produzione per la realizzazione di nuovi o differenti modelli, oltre alla necessità di ottimizzare l’utilizzo della manodopera e degli stabilimenti. Tuttavia, poiché la produzione e le consegne ai dealer vengono modulate nel corso dell'anno, la vendita all'ingrosso di macchine per l'agricoltura in un dato periodo non può riflettere la tempistica degli ordini dei dealer e la domanda dei clienti finali per quel periodo.
Poiché il Gruppo modula la produzione durante tutto l'anno, la stima della domanda dei clienti finali potrebbe superare o essere superata dalla capacità produttiva effettiva in un dato trimestre. Se si prevede che la domanda da parte dei clienti finali ecceda la capacità produttiva di un trimestre, allora il Gruppo può programmare una maggiore produzione in previsione di tale domanda. Spesso, il Gruppo prevede che la domanda nella stagione primaverile di vendita possa superare la capacità produttiva in quel periodo e, pertanto, programma maggiori produzioni, maggiori rimanenze e spedizioni ai dealer nel primo trimestre dell'anno. Di conseguenza, il capitale di funzionamento del Gruppo e i livelli di stock dei dealer sono generalmente ai massimi livelli nel periodo tra i mesi di febbraio e maggio, per poi ridursi verso la fine dell’anno, quando le rimanenze del Gruppo e dei dealer sono generalmente minori.
Nella misura in cui i livelli di produzione del Gruppo (e le tempistiche) non corrispondono alla domanda dei clienti finali, potrebbero originarsi situazioni di eccedenza o carenza di rimanenze che potrebbero avere un effetto negativo sulla situazione finanziaria e sui risultati di gestione del Gruppo.

CNH Industrial - Il Gruppo ha un elevato livello di indebitamento che potrebbe limitare sia la possibilità di ottenere ulteriori finanziamenti sia la flessibilità finanziaria e operativa

Alla data del 31 dicembre 2014, l’indebitamento consolidato lordo di Gruppo era pari a complessivi $29.701 milioni (inclusi $22.727 milioni relativi a Servizi Finanziari) e il valore del patrimonio netto era pari a $7.577 milioni, inclusa la quota di terzi. Il livello dell’indebitamento del Gruppo potrebbe avere importanti conseguenze sulla sua attività e sui suoi risultati finanziari, ivi inclusi:

  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di garantire le fonti di finanziamento addizionali per il capitale circolante, gli investimenti, il ripagamento del debito o il raggiungimento degli obiettivi aziendali;
  • il Gruppo potrebbe avere bisogno di usare una parte dei propri flussi di cassa derivanti dalla gestione operativa per pagare l’importo in linea capitale e gli interessi sul proprio indebitamento, il che potrebbe ridurre l’ammontare delle risorse finanziarie a disposizione del Gruppo per altri scopi;
  • il Gruppo potrebbe essere indebitato finanziariamente in misura maggiore rispetto ai propri concorrenti, il che potrebbe porlo in una posizione di svantaggio competitivo;
  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di introdurre nuovi prodotti o perseguire opportunità di business;
  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di adeguarsi rapidamente al mutare delle condizioni di mercato, il che potrebbe renderlo più vulnerabile in caso di peggioramento delle condizioni economiche generali; e
  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di accedere ai mercati finanziari a termini vantaggiosi, il che potrebbe avere un impatto negativo sulla sua capacità di offrire programmi di finanziamento competitivi ai clienti finali e alla rete di vendita.

Tali rischi sono acuiti dalla continua volatilità dei mercati finanziari derivante dalle sensibili difficoltà finanziarie e creditizie di diversi governi e istituzioni finanziarie, in particolare nell’Eurozona.
Tra i benefici attesi dalla Fusione, ci si aspetta una riduzione dei costi di finanziamento nel tempo grazie al miglioramento del posizionamento nel mercato dei capitali di CNH Industrial. Tuttavia, talune circostanze e alcuni rischi descritti in precedenza, inclusi ma non limitati ai tempi di scadenza e di rifinanziamento anticipato del debito esistente, potrebbero ritardare o ridurre il contenimento dei costi derivante dalle future strutture di finanziamento e il risparmio previsto potrebbe non realizzarsi in pieno o del tutto.

CNH Industrial - I covenant restrittivi contenuti nella documentazione finanziaria del Gruppo potrebbero limitarne la flessibilità finanziaria e operativa

La documentazione relativa alla maggior parte delle emissioni obbligazionarie del Gruppo ed altri contratti di finanziamento di cui società controllate del Gruppo sono parte, contiene taluni covenant tipici che limitano la capacità del Gruppo di, inter alia:

  • contrarre ulteriori debiti;
  • effettuare alcuni investimenti;
  • concludere taluni tipi di operazioni con società collegate;
  • vendere taluni beni o fondersi con o in altre società;
  • usare i propri beni come garanzia in altre operazioni; e
  • concludere operazioni di vendita con patto di riacquisto.

Sebbene CNH Industrial ritenga che attualmente nessuno di tali covenant limiti significativamente la sua operatività, la violazione di uno o più di essi potrebbe determinare conseguenze sfavorevoli che potrebbero impattare negativamente sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria. Tali conseguenze possono includere il rimborso anticipato delle somme erogate in forza di alcuni finanziamenti del Gruppo, il riscatto obbligatorio di titoli obbligazionari, la risoluzione di finanziamenti non utilizzati concessi al Gruppo dai suoi finanziatori, il rifiuto da parte di questi ultimi di estendere ulteriormente il credito concesso attraverso uno o più finanziamenti o a concederne di nuovi, o l’abbassamento o modifica del credit rating di CNH Industrial o di una o più delle sue controllate.

CNH Industrial - Rischi connessi all’aumento delle minacce alla sicurezza informatica

Nello svolgimento delle proprie attività, il Gruppo fa affidamento su sistemi informativi e reti informatiche, raccogliendo e memorizzando dati sensibili nei propri archivi informatici. L’aumento delle minacce alla sicurezza informatica ed una criminalità informatica più sofisticata, inclusi i sofisticati attacchi mirati, rappresentano un rischio per la sicurezza dei sistemi e dei network del Gruppo e per la riservatezza, disponibilità ed integrità dei suoi dati.
Al fine di gestire tali rischi, il Gruppo ha implementato l’information security system, un set integrato di procedure, processi, metodologie, team e tecnologie volte a garantire un’adeguata protezione dei dati del Gruppo. Per essere efficace, l’information security system deve essere costantemente aggiornato sulla base dell’evoluzione degli scenari delle minacce cibernetiche. Alcune iniziative di sicurezza recentemente incluse nell’information security roadmap del Gruppo hanno riguardato product development data loss prevention, data classification (sia dati strutturati, sia non strutturati) e laptop encryption. Sono inoltre in corso azioni volte ad aumentare la capacità del Gruppo di prevenire, rilevare e reagire a tentativi dolosi di infiltrazione nei sistemi informatici.
Nonostante tali sforzi, l’insuccesso di tali azioni o una violazione della sicurezza potrebbero esporre il Gruppo e i suoi clienti, dealer e fornitori ai rischi di abuso di informazioni o sistemi, alla compromissione di informazioni riservate, alla manipolazione e distruzione di dati, a prodotti difettosi, a fermi di produzione e interruzioni, che, a loro volta, potrebbero incidere negativamente sulla reputazione del Gruppo, sulla sua posizione competitiva, sui suoi business e sui suoi risultati di gestione. Inoltre, tali violazioni in materia di sicurezza potrebbero causare contenziosi, iniziative degli enti regolatori, passività potenziali, nonché maggiori costi operativi ed altri costi necessari per l’attuazione di ulteriori misure di protezione dei dati.

CNH Industrial - La perdita di talune figure chiave nell’ambito del management potrebbe avere un impatto negativo sui business del Gruppo

Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall’abilità dei propri amministratori esecutivi e degli altri componenti del management di amministrare efficacemente la loro organizzazione e le singole aree di business. La perdita delle prestazioni di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave senza un’adeguata sostituzione, nonché l’incapacità di attrarre e trattenere risorse nuove e qualificate, potrebbe, pertanto, avere effetti negativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

CNH Industrial - I business del Gruppo potrebbero essere influenzati da condizioni atmosferiche sfavorevoli, da cambiamenti climatici o da disastri naturali

Condizioni atmosferiche sfavorevoli, rigide o inusuali causate dai cambiamenti climatici o da altri fattori, in particolare durante la semina e al principio della stagione della crescita, possono influenzare in maniera significativa le decisioni di acquisto dei clienti delle macchine per l’agricoltura del Gruppo. Le tempistiche e la quantità delle piogge sono due dei fattori più importanti nella produzione agricola. Livelli insufficienti di pioggia impediscono agli agricoltori di piantare le colture o possono causare la morte delle stesse, con conseguente calo dei rendimenti. Piogge eccessive o allagamenti possono anche impedire la semina o la raccolta nei momenti ottimali e possono causare la perdita delle colture attraverso un aumento delle malattie o la crescita di muffe. La temperatura influenza il tasso di crescita e la maturazione, la qualità e la resa delle colture. Temperature anomale possono causare l’insuccesso del raccolto o minori rese, e possono anche influenzare l'incidenza delle malattie. Catastrofi naturali come inondazioni regionali, uragani, tempeste e siccità possono avere un impatto negativo sulla produzione agricola. I conseguenti impatti negativi sui redditi delle aziende agricole possono influenzare in modo significativo la domanda delle macchine per l’agricoltura del Gruppo in un dato periodo.
Inoltre, disastri naturali, epidemie, guasti ai macchinari, interruzioni di corrente o altri eventi imprevisti possono causare danni fisici tali da comportare la chiusura completa o parziale di uno o più degli stabilimenti produttivi o dei centri di distribuzione del Gruppo, l’interruzione temporanea o di lungo periodo nella fornitura di componenti da parte di alcuni fornitori locali e internazionali, disagi nel trasporto dei prodotti del Gruppo ai dealer e ai clienti finali e ritardi nella consegna dei prodotti ai centri di distribuzione. Nel caso in cui tali eventi si verificassero, i risultati finanziari del Gruppo sarebbero influenzati negativamente. I contratti assicurativi in essere potrebbero non fornire una protezione per tutti quei costi che potrebbero derivare da tali eventi.

CNH Industrial - Le variazioni nella domanda di beni alimentari e di energie alternative potrebbero influenzare i ricavi del Gruppo

Le variazioni nella domanda mondiale dei prodotti agricoli per soddisfare la richiesta crescente di beni alimentari ed energie alternative, determinate in parte da politiche governative e da una popolazione mondiale in crescita, rischiano di provocare fluttuazioni nei prezzi dei prodotti agricoli, che incidono direttamente sulle vendite di macchine per l’agricoltura. Mentre da un lato i maggiori prezzi delle commodity influenzerebbero positivamente i risultati dei clienti del Gruppo dedicati all’agricoltura, dall’altro lato essi originerebbero maggiori costi per mangimi in capo agli allevatori di bestiame e pollame, che potrebbero indurli all’acquisto di minori volumi di macchine agricole. Inoltre, la mutevole domanda di energie alternative potrebbe indurre gli agricoltori a cambiare i tipi o le quantità delle loro colture, con corrispondenti cambiamenti nella domanda delle macchine agricole. Infine, i cambiamenti nelle politiche governative che regolano l'utilizzo di bio-carburanti potrebbero influenzare la domanda per i prodotti del Gruppo e comportare maggiori costi di ricerca e sviluppo relativi all’adozione di tali carburanti sui prodotti del Gruppo.

CNH Industrial - Le politiche commerciali internazionali potrebbero influenzare la vendita di prodotti del Gruppo e la sua posizione competitiva

Le politiche dei governi relative al commercio internazionale e agli investimenti quali sanzioni, quote di importazione, controlli sui capitali o dazi, se adottate dai singoli governi o emanate da organizzazioni commerciali sovranazionali, possono influenzare la domanda di prodotti e servizi del Gruppo, influenzare la posizione competitiva dei suoi prodotti o impedire al Gruppo di vendere prodotti in alcuni paesi. L’implementazione di politiche commerciali più restrittive, quali ispezioni più dettagliate, maggiori dazi o nuove barriere all’entrata, in paesi in cui il Gruppo vende una vasta quantità di prodotti e servizi potrebbe influenzare negativamente la sua attività, i suoi risultati economici e la sua posizione finanziaria. Per esempio, l’adozione da parte di un governo di sanzioni commerciali o politiche di “acquisto nazionale” o le sanzioni da parte di altri governi contro tali politiche potrebbe influenzare negativamente i risultati economici del Gruppo.

CNH Industrial - Il Gruppo è esposto all’andamento negativo dei mercati finanziari ed alla ciclicità del settore dei capital goods

I produttori di capital goods risentono più di altri dei seguenti fattori:

  • andamento dei mercati finanziari, in termini di disponibilità di accesso al mercato delle cartolarizzazioni e delle condizioni di tale accesso (in termini di onerosità dei tassi d’interesse). In particolare, in Nord America le attività finanziarie del Gruppo a favore dei dealer e dei clienti finali sono finanziate in modo rilevante tramite operazioni di asset-backed securitization. Condizioni negative dei mercati finanziari e di quello delle operazioni di asset-backed securitization, in particolare, potrebbero quindi avere un impatto significativo sulle prospettive di business del Gruppo, sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria;
  •  ciclicità, che può determinare repentine (e a volte significative) cadute della domanda, con effetti negativi anche sul livello delle scorte e sui prezzi dei beni, sia nuovi sia usati. In generale, la domanda di capital goods presenta un’elevata correlazione con il ciclo economico, presentando fluttuazioni anche più marcate.

Rischi connessi alle attivita’ svolte dalle società di servizi finanziari

Il Gruppo offre una ampia gamma di prodotti e servizi finanziari ai dealer e alla clientela finale di Macchine per l’Agricoltura, Macchine per le Costruzioni e Veicoli Commerciali, inclusi finanziamenti alla clientela finale per l'acquisto o il noleggio di macchinari e veicoli nuovi e usati, e finanziamenti alla rete di vendita.
Alla luce di quanto sopra, i seguenti rischi connessi ai servizi finanziari del Gruppo devono essere presi in considerazione.

CNH Industrial - Rischio di credito

Il rischio di credito connesso ai propri clienti e beneficiari di finanziamenti è un fattore fondamentale che ogni entità che eroghi credito deve considerare. Il merito di credito di ogni cliente, nonché i tassi di inadempimento, recupero e perdite nette connesse ai prestiti erogati a clienti sono influenzate da diversi fattori tra cui:

  • il settore di riferimento e le condizioni economiche generali;
  • la disponibilità di capitale;
  • i tassi di interesse (e le variazioni nei tassi applicabili);
  • l’esperienza e le competenze del team dedicato alla gestione dei clienti;
  • i prezzi delle commodity;
  • gli eventi politici;
  • la situazione climatica; e
  • il valore dei beni posti a garanzia del credito erogato.

Un effetto negativo sulla qualità delle attività finanziarie del Gruppo, una crescita degli inadempimenti o una riduzione nei livelli di recupero dei beni posti a garanzia potrebbero avere un impatto negativo sulla performance delle attività dei Servizi Finanziari del Gruppo. Tali rischi diventano maggiormente intensi in occasione di situazioni di crisi economica o recessione dovuta a una diminuzione della domanda di (o della disponibilità del) credito, ad un decremento del valore delle attività, a modifiche nelle sovvenzioni governative, a riduzioni nel rapporto fra erogazioni e garanzie, nonché ad un incremento di inadempimenti, default, insolvenze, pignoramenti e perdite. In tali circostanze, i costi connessi allo svolgimento di servizi finanziari nonché al relativo contenzioso potrebbero aumentare. Inoltre, i governi potrebbero emanare leggi o implementare regolamenti che modifichino i diritti e gli obblighi ai sensi degli accordi esistenti o che proibiscano o limitino l’esercizio dei diritti contrattuali.
In caso di default sui prestiti erogati e di conseguente ripossesso (ritrasferimento del possesso) dei beni posti a garanzia del prestito ad opera dei Servizi Finanziari, la capacità del Gruppo di recuperare o limitare le perdite tramite la vendita di tali beni è soggetta al valore corrente di mercato dei beni stessi. Tali valori vengono influenzati dai livelli delle scorte di macchinari per l’agricoltura e le costruzioni nuovi ed usati, così come di veicoli commerciali, sul mercato. I suddetti valori dipendono altresì dalla forza o dalla debolezza della domanda di macchinari per l’agricoltura e le costruzioni nuovi ed usati, così come di veicoli commerciali, che sono a loro volta influenzati dalla solidità dell’economia in generale. Inoltre, i beni ripossessati dal Gruppo potrebbero non essere in condizioni ottimali, con conseguente riduzione del relativo valore. Da ultimo, il prezzo dei macchinari usati, confrontato con il prezzo di quelli nuovi, può influenzare i livelli della domanda di mercato e la rivendita di tali macchinari ripossessati. Una diminuzione della domanda di macchinari per l’agricoltura e le costruzioni, così come di veicoli commerciali, che coinvolga l’intero settore industriale può risolversi nella diminuzione del valore di vendita dei macchinari ripossessati, il che aumenterebbe la perdita su prestiti e leasing, influenzando negativamente la situazione finanziaria del Gruppo e il risultato economico.

CNH Industrial - Rischio di liquidità

Le attività di Servizi Finanziari del Gruppo hanno fatto tradizionalmente affidamento sul mercato delle ABS e dei finanziamenti asset-backed quale primaria fonte di finanziamento e liquidità. L’accesso alle fonti di finanziamento a tassi competitivi è di essenziale importanza per i Servizi Finanziari del Gruppo. A partire dalla metà del 2007 e fino al 2009, si sono verificati taluni eventi nel mercato finanziario globale, che hanno causato una significativa riduzione della liquidità nei mercati secondari per le cartolarizzazioni ancora in circolazione a quei tempi ed un significativo aumento dei costi di finanziamento del Gruppo. Nel corso di tali periodi, le condizioni nel mercato degli ABS hanno avuto un impatto negativo sulla capacità del Gruppo di cedere i propri crediti in maniera favorevole o in tempi ragionevoli. Simili circostanze potrebbero avere in futuro un impatto negativo sulla situazione finanziaria del Gruppo e sui risultati di gestione. Alla luce del fatto che i Servizi Finanziari del Gruppo finanziano una porzione significativa delle vendite di macchinari del Gruppo, tali vendite potrebbero risentire di un effetto negativo qualora i Servizi Finanziari non fossero in grado di accedere a fonti di finanziamento a condizioni accettabili.
Al fine di mantenere la competitività nel mercato dei capitali e promuovere l’uso efficiente delle varie fonti di finanziamento, Il Gruppo ha scelto di aumentare il livello di garanzia con riferimento a taluni ABS precedentemente emessi. Tali ulteriori garanzie potrebbero, in futuro, essere richieste per mantenere il rating del credito assegnato ad alcune operazioni nel caso in cui le perdite verificatesi fossero maggiori di quelle previste. L’accantonamento di garanzie aggiuntive potrebbe avere un impatto negativo sulla situazione finanziaria del Gruppo, sui risultati economici e sui flussi di cassa.

CNH Industrial - Rischio da riacquisto

In relazione alle operazioni di ABS poste in essere, il Gruppo presta le usuali dichiarazioni e garanzie con riferimento ai beni posti a garanzia, come descritto nei relativi documenti di offerta. Sebbene non siano previste disposizioni che consentano ai possessori di titoli ABS emessi dal Gruppo di imporre al Gruppo stesso il riacquisto di tali titoli, una violazione di tali dichiarazioni e garanzie potrebbe generare l’obbligo di riacquisto dei crediti non conformi. Qualunque riacquisto futuro potrebbe avere un impatto negativo sulla situazione finanziaria del Gruppo, sui risultati economici e sui flussi di cassa.

CNH Industrial - Rischio regolamentare

L’attività dei Servizi Finanziari del Gruppo è soggetta, in alcuni casi, alla supervisione e regolamentazione di diverse autorità governative. Tale attività è soggetta, inoltre, a diverse leggi, così come a provvedimenti e interpretazioni giurisprudenziali ed amministrative contenenti obblighi e restrizioni, tra cui:

  • regolamentazione delle attività di concessione di credito, inclusa la fissazione di requisiti per l’ottenimento delle autorizzazioni;
  • fissazione di parametri con riferimento a tassi di interesse massimi, importi finanziati ed altri costi;
  • regolamentazione della copertura assicurativa dei clienti;
  • obblighi informativi nei confronti dei clienti;
  • regolamentazione delle operazioni garantite e non garantite;
  • regolamentazione delle attività di raccolta, revoca, ripossesso dei beni posti a garanzia e gestione del contenzioso e altre pratiche di mercato;
  • divieto di discriminazione nella concessione del credito e relativa gestione; e
  • regolamentazione del trattamento e della diffusione delle informazioni relative al beneficiario.

Qualora le leggi applicabili siano modificate o interpretate diversamente, ovvero siano adottate nuove norme che estendano l’ambito di applicazione della regolamentazione alle attività finanziarie ovvero le leggi applicabili vietino l’applicazione di tassi di interesse tali da remunerare il rischio e le condizioni di mercato, tali eventi potrebbero avere un impatto negativo sui Servizi Finanziari del Gruppo, la sua situazione finanziaria ed il risultato economico.

CNH Industrial - Impatti potenziali del Dodd-Frank Act

I vari requisiti del Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act del 2010 (“Dodd-Frank Act”), inclusi i molteplici regolamenti attuativi, possono impattare significativamente sui programmi di cartolarizzazione dei Servizi Finanziari del Gruppo. A titolo esemplificativo, il Dodd-Frank Act rafforza la sorveglianza regolamentare da parte della SEC sui titoli emessi e sulle attività di capital market ed incrementa la regolamentazione dei mercati ABS attraverso, tra l’altro, un requisito per i cartolarizzatori relativo al mantenimento obbligatorio del rischio e una direttiva alla SEC per la regolamentazione delle agenzie di rating del credito, per la richiesta di informativa relativa al livello del debito e per l’adozione di regolamenti che disciplinino tali organizzazioni. Sebbene il Gruppo continuerà a monitorare questi sviluppi e il loro impatto sulle sue possibilità di accesso al mercato ABS, i regolamenti SEC attuali e futuri potrebbero influire sulla capacità del Gruppo di impegnarsi in tali attività o aumentare il costo effettivo delle transazioni ABS in futuro; tutto ciò potrebbe incidere negativamente sulla situazione finanziaria, i risultati economici e i flussi di cassa del Gruppo.

Altri rischi

CNH Industrial - CNH Industrial opera e continuerà ad operare come una società residente fiscalmente nel Regno Unito, le altre autorità fiscali potrebbero considerare CNH Industrial fiscalmente residente altrove

CNH Industrial non è costituita nel Regno Unito; pertanto, al fine di avere residenza fiscale nel Regno Unito la “sede centrale dell’amministrazione e controllo” di CNH Industrial deve essere situata (in tutto o in parte) nel Regno Unito. La verifica circa la “sede centrale dell’amministrazione e controllo” è in larga parte una questione di fatto basata su tutte le circostanze. Ciononostante, le decisioni prese dai tribunali del Regno Unito e la pratica pubblicata “Her Majesty’s Revenue & Customs”, o HMRC, suggeriscono che sia probabile che CNH Industrial sia considerata come residente nel Regno Unito a partire dalla data della sua incorporazione. Tale analisi è confermata dall’autorità competente nell’accodo di cui si parla di seguito. Sebbene la “sede centrale dell’amministrazione e controllo” di CNH Industrial sia nel Regno Unito, essa potrebbe essere trattata come una società non residente nel Regno Unito se: (a) CNH Industrial fosse contestualmente residente in un’altra giurisdizione che ha stipulato un trattato contro le doppie imposizioni con il Regno Unito (in applicazione delle norme di tale giurisdizione che regolano la residenza); e (b) tale trattato assegnasse la residenza esclusiva a tale altra giurisdizione.
Anche se la “sede centrale dell’amministrazione e controllo” di CNH Industrial è situata nel Regno Unito, CNH Industrial sarebbe residente in Olanda ai fini dell’imposta olandese sui redditi societari e della ritenuta olandese sui dividendi, in ragione del fatto che è ivi costituita. Ciononostante, le autorità competenti dell’Olanda e del Regno Unito hanno di comune accordo concordato (come previsto dal trattato fiscale tra Olanda e Regno Unito) che CNH Industrial sarà considerata residente esclusivamente nel Regno Unito a condizione che operi come previsto e che fornisca evidenze in tal senso alle competenti autorità fiscali olandesi e del Regno Unito. Se vi fosse un mutamento nel corso del tempo dei fatti sui quali si è fondato il provvedimento rilasciato dalle autorità competenti, il provvedimento potrebbe essere revocato e l’Olanda potrebbe richiedere a CNH Industrial il pagamento dell’imposta sui redditi societari e delle ritenute sui dividendi da essa distribuiti.
La residenza di CNH Industrial ai fini fiscali italiani è in larga parte una questione di fatto e si basa su tutte le circostanze concretamente ricorrenti. Secondo la normativa fiscale italiana, può trovare applicazione una presunzione relativa di residenza di CNH Industrial in Italia. Tuttavia, CNH Industrial ha una struttura gestionale e organizzativa che dovrebbe far considerare CNH Industrial residente nel Regno Unito fin dalla sua costituzione ai fini del trattato contro le doppie imposizioni tra l’Italia e il Regno Unito. Poiché questa analisi è largamente fattuale e può dipendere dai futuri cambiamenti nella struttura gestionale e organizzativa di CNH Industrial, non vi può essere sicurezza del fatto che la determinazione della residenza fiscale di CNH Industrial sarà rispettata da tutte le relative autorità fiscali. Nell’ipotesi in cui CNH Industrial fosse considerata fiscalmente residente in Italia, CNH Industrial sarebbe soggetta alle imposte sui redditi in Italia e potrebbe dover sottostare agli obblighi dichiarativi e/o di sostituzione tributaria previsti dalla legge italiana relativi ai dividendi e altre distribuzioni (attualmente soggetti alla ritenuta del 26%, fatti salvi eventuali benefici da accordi sulla doppia tassazione o altre agevolazioni ed esenzioni che possono essere disponibili per gli azionisti), che potrebbero comportare costi ed oneri aggiuntivi.

CNH Industrial - CNH Industrial, in qualità di successore universale di Fiat Industrial è responsabile in solido con FCA, in relazione ad alcune passività

CNH Industrial è successore di Fiat Industrial – società costituita a seguito della scissione di Fiat S.p.A. (che il 12 ottobre 2014 è stata fusa in Fiat Investments N.V., assumendo contestualmente la denominazione di Fiat Chrysler Automobiles N.V., (“FCA”) a favore di Fiat Industrial (la “Scissione”). Come tale, CNH Industrial è responsabile in solido con FCA in relazione ai debiti di FCA sorti anteriormente alla data di efficacia della Scissione (1 gennaio 2011) e ancora in essere a tale data (le “Passività”). Tale responsabilità, prevista per legge, è limitata al valore del patrimonio netto attribuito a Fiat Industrial nella Scissione e permarrà fino a quando le Passività saranno soddisfatte. Inoltre, CNH Industrial potrebbe essere solidalmente responsabile con FCA per debiti d’imposta, anche nel caso in cui tali debiti fiscali eccedano il valore del patrimonio netto assegnato a Fiat Industrial nella Scissione. Al 31 dicembre 2014, le Passività in essere erano pari a circa $3,5 miliardi (di cui $3,2 miliardi riguardavano prestiti obbligazionari garantiti da FCA). CNH Industrial considera come estremamente remoto il rischio di insolvenza di FCA e pertanto non sono stati effettuati specifici accantonamenti in riferimento alle passività in solido sopra descritte.

CNH Industrial - Il meccanismo di voto speciale può concentrare il potere di voto in un ristretto numero di azionisti di CNH Industrial, e tale concentrazione può aumentare con il tempo

Una proporzione relativamente ampia di potere di voto di CNH Industrial potrebbe essere concentrata in un numero relativamente ristretto di azionisti che avrebbe un’influenza significativa sul Gruppo. Sulla base degli ultimi dati disponibili, EXOR detiene il 39,99% dei diritti di voto in CNH Industrial in virtù della sua partecipazione al meccanismo di voto speciale, potendo pertanto esercitare una notevole influenza su questioni riguardanti gli azionisti del Gruppo.

CNH Industrial - Il meccanismo di voto speciale può influenzare la liquidità delle azioni ordinarie di CNH Industrial e ridurre il valore azionario

Il meccanismo di voto speciale di CNH Industrial intende premiare gli azionisti con lo scopo di mantenere la proprietà delle azioni a lungo periodo, concedendo agli azionisti inziali e alle persone che detengono azioni per un periodo continuativo di almeno tre anni, in qualsiasi momento, successivo l’efficacia della Fusione, la possibilità di ricevere azioni a voto speciale. Le azioni a voto speciale non possono essere oggetto di negoziazione e, immediatamente prima del trasferimento delle azioni ordinarie di CNH Industrial dal Registro Speciale di CNH Industrial, ogni corrispondente azione a voto speciale deve essere trasferita a CNH Industrial senza alcun corrispettivo (om niet). Questo meccanismo di voto speciale è studiato in modo da favorire un nucleo stabile di azionisti e, al contrario, può scoraggiare la negoziazione da parte degli azionisti che sono interessati a guadagnare o a conservare azioni a voto speciale. Pertanto, il meccanismo di voto speciale può ridurre la liquidità delle azioni ordinarie di CNH Industrial e influenzare negativamente il prezzo di negoziazione.

CNH Industrial - Il meccanismo di voto speciale può impedire o vanificare i tentativi degli azionisti di CNH Industrial di modificare il management di CNH Industrial e ostacolare gli sforzi di acquisire una partecipazione di controllo nel Gruppo e, di conseguenza, il prezzo di mercato delle azioni ordinarie di CNH Industrial può risultare più basso

Le norme dello Statuto sociale di CNH Industrial stabiliscono che il meccanismo di voto speciale può rendere più difficoltoso per i terzi acquisire, o cercare di acquisire, il controllo del Gruppo, anche se un cambiamento del controllo possa essere considerato favorevolmente dagli azionisti che detengono la maggioranza di azioni ordinarie di CNH Industrial. Come conseguenza del meccanismo di voto speciale, una proporzione relativamente ampia di potere di voto relativo alle azioni ordinarie di CNH Industrial potrebbe essere concentrata in un numero relativamente piccolo di azionisti i quali avrebbero un’influenza significativa sul Gruppo. Tali azionisti che partecipano al meccanismo di voto speciale potrebbero effettivamente evitare un cambiamento del controllo della gestione di cui potrebbero diversamente beneficiare gli azionisti di CNH Industrial.
Il meccanismo di voto speciale può inoltre impedire o scoraggiare iniziative degli azionisti volte a modificare il management di CNH Industrial.

C&W GROUP

Si evidenziano qui di seguito i principali fattori di rischio o incertezze che possono condizionare in misura significativa l’attività di C&W Group, Inc. (C&W).
Rischi addizionali ed eventi incerti, attualmente non prevedibili o che, allo stato attuale, si ritengono immateriali potrebbero allo stesso modo influenzare negativamente l’attività.

C&W – Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

I risultati di C&W Group dipendono, in parte, dall’andamento del mercato immobiliare in cui la Società opera. In periodi di debolezza economica o di recessione, l'aumento significativo dei tassi di interesse, il calo dei livelli di occupazione, della domanda di immobili commerciali e del valore degli stessi, o la percezione del pubblico che anche solo uno di questi eventi possano manifestarsi, può influenzare negativamente la performance di alcune o di tutte le tipologie di servizi prestati.
Tali condizioni economiche possono causare un calo generale negli acquisti, nelle vendite o nell’attività di locazione, incrementando il costo del denaro e la carenza di accesso al credito, così come un calo generale nel valore del mercato immobiliare commerciale e delle locazioni possono ridurre i ricavi della gestione degli immobili, della valutazioni degli stessi nonché le commissioni sulle vendite, locazioni ed attività finanziarie aumentando l’incertezza in alcuni settori di attività (es. Capital Markets). Le performance del mercato immobiliare dipendono da molti fattori in larga parte non controllabili dalla Società. Ogni prolungata recessione nel mercato immobiliare potrebbe avere un effetto negativo sulla capacità di C&W di generare ricavi e profitti o sull’attività nel suo insieme.

C&W – Rischi connessi alla linea di credito “Credit Facility

La Credit Facility in essere impone restrizioni operative e altre limitazioni a C&W e alle sue controllate. Tali restrizioni riguardano, e sotto molti aspetti limitano o vietano, diverse attività tra le quali l’assunzione di nuovi finanziamenti, acquisizioni strategiche, investimenti, pagamento di dividendi, distribuzione di capitale o riacquisti dello stesso. Il mancato rispetto di tali covenant finanziari tra l’altro potrebbe comportare un aumento del costo dell’indebitamento.

C&W – Rischi connessi alla stagionalità delle operazioni

Una parte significativa del fatturato è soggetta a stagionalità, il che può comportare alcune difficoltà nel confrontare i risultati su base trimestrale. Storicamente, questa stagionalità ha comportato ricavi, risultato operativo, utile netto e flussi di cassa da attività operative inferiori nei primi due trimestri e superiori nel terzo e quarto trimestre di ogni anno. La stagionalità del business rende più difficile determinare nel corso dell'anno il raggiungimento dei risultati previsti e quindi la tempestiva implementazione di manovre correttive.

C&W – Rischi connessi alle perdite di valore del goodwill e delle altre attività immateriali

A seguito dell’acquisizione di Cushman & Wakefield, Inc nel 2007 da parte di EXOR e delle successive acquisizioni effettuate, C&W ha contabilizzato avviamenti e altre attività immateriali per un ammontare rilevante. Una significativa e costante diminuzione dei flussi di cassa futuri accompagnata dall’andamento negativo dell’economia o da tassi di crescita dell’EBITDA più modesti rispetto ai ricavi, potrebbe determinare oneri per svalutazione dell'avviamento o delle altre attività immateriali.

C&W – Rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio

I ricavi da operazioni effettuate al di fuori degli Stati Uniti sono denominati principalmente nella valuta locale del paese in cui sono generati, mentre la valuta funzionale di C&W è il dollaro statunitense. Nel tempo, le fluttuazioni di valore del dollaro rispetto alle altre monete in cui si possono generare utili potrebbero influenzare negativamente l’attività, le condizioni finanziarie e i risultati operativi. Inoltre l’esposizione in divise diverse in costante fluttuazione possono rendere più difficile la comparazione dei risultati delle operazioni nei periodi di riferimento.

C&W – Rischi connessi alle controversie

C&W e alcuni dei propri dipendenti sono sottoposti alla richiesta di specifiche autorizzazioni per operare.
Qualora la Società e/o i dipendenti fossero inadempienti verso tali obblighi i clienti potrebbero intentare delle cause. Inoltre C&W pur mantenendone la supervisione, si avvale di fornitori terzi per fornire determinati servizi per gli immobili di cui ha la gestione. In base alle condizioni contrattuali stipulate C&W potrebbe essere soggetta a rivendicazioni per azioni compiute da fornitori terzi. Tali circostanze potrebbero distogliere l’attenzione del management dalle singole attività e provocare dei ritardi nell’attuazione della strategia aziendale con conseguenti ripercussioni sulle condizioni finanziarie e sui risultati economici della Società. Alcuni di questi rischi sono coperti da assicurazioni che si ritiene permettano un loro contenimento

C&W – Rischi connessi alla concorrenza

C&W opera in un mercato competitivo. Sebbene molti dei concorrenti siano società locali o regionali di dimensioni inferiori a C&W, alcuni di essi hanno posizioni di forza. C&W è inoltre soggetta alla concorrenza di altre imprese a livello nazionale e internazionale. In generale non vi è certezza che C&W possa competere in modo efficace mantenendo gli attuali costi, marginalità e quote di mercato.

C&W - Rischi connessi alla capacità di attrarre e trattenere personale qualificato

Il successo e la crescita di C&W dipendono in larga parte dall’impegno dei suoi amministratori esecutivi, dei suoi dipendenti strategici e dalla capacità della società di attrarre e trattenere personale qualificato in ogni area di business, tra cui “Brokerage” e “Property management personnel” in un mercato in cui la concorrenza tra C&W e i suoi competitor è intensa. In caso di perdita delle prestazioni di un dipendente strategico, l’incapacità di C&W di effettuare un’adeguata sostituzione potrebbe avere effetti negativi sulle prospettive del business, nonché sui risultati economici e sulla sua situazione finanziaria e limitare le prospettive di crescita della società.

C&W – Rischi connessi alla fiscalità

C&W opera in paesi con regimi fiscali complessi e in continuo cambiamento. Questo determina un’aliquota d’imposta effettiva variabile. Il mancato rispetto della normativa fiscale o errori nella determinazione delle imposte ed eventuali controversie con le autorità fiscali e conseguenti potenziali richieste di pagamenti d’imposte potrebbero determinare il non riconoscimento delle posizioni fiscali adottate, sanzioni fiscali ed avere un effetto negativo sul risultato.

C&W – Rischi connessi alla gestione della proprietà intellettuale

L’attività di C&W dipende dalla capacità di identificare e proteggere i dati sensibili e le altre proprietà intellettuali (marchi, liste clienti, informazioni, metodologie di attività e di ricerca). L’incapacità di gestire accuratamente tali informazioni, o di adottare tempestivamente contromisure, possono avere un effetto negativo sull’attività o generare delle controversie legali.

C&W - Rischi connessi alla non conformità con le policies aziendali e il “Global Code of Business Conduct

La natura globale dell’ attività di C&W rende complessa la comunicazione relativa all’importanza del rispetto delle policies e del Codice di condotta aziendale (“Global Code of Business Conduct”), il monitorare e il garantire il rispetto delle disposizioni su base mondiale e assicurare l’applicazione di leggi degli Stati Uniti e del Regno Unito che in alcune circostanze sono applicate a livello globale (per esempio il “Foreign Corrupt Practices Act”, il “Patriot Act “e la “UK Bribery Act”). Le eventuali violazioni del Codice di condotta potrebbero avere un effetto negativo rilevante.

C&W – Rischi connessi alla sicurezza della rete informatica ed al trattamento delle informazioni personali

Il Gruppo raccoglie e memorizza dati sensibili ed informazioni personali dei dipendenti e dei clienti. La sicurezza nella gestione di tali informazioni è fondamentale per l’attività di C&W. Nonostante le misure di sicurezza adottate da C&W i sistemi informatici possono essere vulnerabili ad attacchi da parte di hacker o soggetti ad altre possibili violazioni causate da errori o altri illeciti. Tali eventi potrebbero esporre C&W ad eventuali contenziosi ed influenzare negativamente la sua reputazione, posizione competitiva ed i risultati. Inoltre C&W utilizza provider esterni per l’archiviazione dei dati con un conseguente minor controllo diretto sugli stessi. Tali fornitori possono essere vulnerabili alle violazioni di sicurezza che potrebbero influenzare negativamente la reputazione di C&W.
Al fine di gestire tali rischi C&W ha recentemente attivato un Servizio di Gestione della sicurezza sviluppato da fornitori esterni per monitorare le attività informatiche mediante un servizio di alert in caso di violazioni, un sistema per la gestione del vulnerability assessment al fine di monitorare il client-facing, il public-facing ed analizzare la vulnerabilità delle web application ed un programma di valutazione dei rischi IT relativi ai service-providers. C&W è attualmente impegnata per aumentare la sua capacità di prevenire, rilevare e reagire ad attività sospette destinate ad appropriarsi dei dati di C&W.

JUVENTUS FOOTBALL CLUB

Juventus Football Club - Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

Nel complesso la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus è influenzata dalle condizioni generali dell’economia. Pertanto, nonostante le principali voci di ricavo si originino per la maggior parte da contratti pluriennali, qualora la situazione di debolezza ed incertezza che caratterizza l’economia italiana ed europea dovesse prolungarsi significativamente, l’attività, le strategie e le prospettive della Società potrebbero essere negativamente condizionate con riferimento, in particolare, al mercato dei diritti radiotelevisivi, alle sponsorizzazioni, ai ricavi da stadio, nonché a tutte le attività commerciali rivolte al pubblico dei tifosi.

Juventus Football Club - Rischi connessi al mercato delle sponsorizzazioni

Da un punto di vista generale, la crisi che ha colpito negli anni più recenti i mercati finanziari e la conseguente recessione economica, tuttora in atto in Italia, si stanno ripercuotendo anche sul mercato delle sponsorizzazioni sportive che presenta oggi un ridotto orizzonte temporale degli investimenti promopubblicitari. Tale scenario comporta nel breve periodo una minore visibilità dei ricavi da sponsorizzazione rispetto al passato e, nel caso in cui la crisi economica dovesse perdurare, un tasso di crescita inferiore alle previsioni, con conseguenti possibili impatti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla capacità di attrarre “capitale umano”

Il conseguimento dei risultati sportivi ed economici dipende dalla capacità di attrarre e trattenere manager, giocatori e staff tecnico di qualità e, pertanto, comporta il pagamento di stipendi in linea con quelli dei principali concorrenti in Italia e in Europa. L’incapacità di trattenere le “key person” potrebbe avere un impatto negativo sull’effettiva capacità di gestione e sulle prospettive di crescita della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi al fabbisogno di mezzi finanziari

L’evoluzione della situazione finanziaria di Juventus dipende da numerose condizioni e, in particolare, dal raggiungimento degli obiettivi sportivi ed economici previsti, nonché dall’andamento delle condizioni generali dell’economia e dei mercati in cui opera. Juventus, coerentemente alla propria politica di gestione dei rischi, mantiene il livello degli affidamenti bancari, concessi da primari istituti di credito, ad un livello ritenuto idoneo per evitare situazioni di tensione finanziaria ed investe l’eventuale liquidità temporaneamente disponibile in depositi bancari a vista o a brevissimo termine, frazionando gli investimenti su un congruo numero di controparti bancarie, avendo come obiettivo primario la pronta liquidabilità di detti investimenti. Tuttavia, anche in considerazione delle sfavorevoli condizioni del mercato finanziario, non si possono escludere situazioni del mercato bancario e monetario che siano di ostacolo alla normale operatività nelle transazioni finanziarie e che, qualora il livello degli affidamenti fosse ridotto, comportino una situazione di tensione finanziaria.

Juventus Football Club - Rischi connessi al settore di attività

Juventus utilizza quale fattore produttivo principale i diritti alle prestazioni sportive dei calciatori. L’attività sportiva, come tale, è soggetta a rischi connessi allo stato fisico dei calciatori e, pertanto, eventuali infortuni e/o incidenti possono influire in ogni momento in modo significativo sulla situazione economica e patrimoniale della Società.
Inoltre, essendo l’attività incentrata sullo sfruttamento del marchio, la Società è soggetta al rischio di contraffazione da parte di terzi. Nel caso in cui venisse posta sul mercato una quantità elevata di prodotti contraffatti recanti il marchio Juventus, o si verificassero eventi tali da ridurne il valore commerciale, i risultati economici, patrimoniali e finanziari potrebbero esserne influenzati negativamente. Infine, la Società è esposta ai rischi connessi alle manifestazioni della tifoseria che possono portare ad ammende, sanzioni o altri provvedimenti nei confronti della Società e, indirettamente, danneggiare l’immagine di Juventus diminuendo, di conseguenza, le presenze allo stadio ed i proventi da merchandising.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla Campagna Trasferimenti

I risultati economici e patrimoniali sono significativamente influenzati dalle operazioni compiute nel corso della Campagna Trasferimenti. Le difficoltà nel correlare le singole operazioni rispetto al Piano di sviluppo e alle linee guida relative alla gestione sportiva definite annualmente potrebbero comportare impatti negativi sulla situazione economica e finanziaria della Società. Inoltre, una mancata ottimizzazione della rosa che potrebbe anche derivare dalla presenza in organico di calciatori che non rientrano più nei piani tecnico-tattici dell’allenatore e strategici della Direzione Sportiva, che non accettino il trasferimento, può originare costi, ammortamenti e ingaggi non preventivati o eccessivi, rischio peraltro comune a tutte le società calcistiche.

Juventus Football Club - Rischi relativi ai rapporti con i calciatori

Analogamente ai principali concorrenti, la Società ha dovuto far fronte negli ultimi anni ad un significativo incremento dei costi per stipendi e premi ai calciatori e del costo di acquisto dei diritti alle prestazioni dei calciatori. Qualora tali costi continuassero ad aumentare in misura significativa, l’acquisto del diritto alle prestazioni sportive di nuovi calciatori potrebbe risultare più difficoltoso, soprattutto se il valore dei propri calciatori, eventualmente da cedere, non aumentasse in maniera proporzionale.
Non si può escludere che tali tendenze possano continuare anche nei prossimi anni, influenzando la strategia di Juventus e la gestione dinamica del patrimonio calciatori, ed avere effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria, nonché sull’attività, le strategie e le prospettive della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi ad eventuali comportamenti illeciti da parte di tesserati

Stante la vigente normativa sportiva che prevede la responsabilità oggettiva delle Società calcistiche in relazione a determinati comportamenti posti in essere dai propri tesserati, non è possibile escludere che in futuro la Società possa essere sanzionata dagli organi sportivi per fatti estranei al proprio controllo con effetti negativi, anche significativi, sulla situazione economica e finanziaria.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla dipendenza dal mercato dei diritti televisivi

I ricavi della Società dipendono in misura rilevante dai proventi radiotelevisivi e dai termini e dalle modalità di vendita degli stessi. Le regole che disciplinano la titolarità dei diritti di trasmissione degli eventi sportivi e la ripartizione delle risorse non permettono una gestione diretta da parte della Società e possono avere significativi effetti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus. Una eventuale contrazione del mercato dei diritti o una diversa applicazione dei criteri adottati dalla Lega per la ripartizione delle risorse derivanti dalla commercializzazione centralizzata e collettiva dei diritti radiotelevisivi potrebbero condurre in futuro ad una ulteriore significativa riduzione dei ricavi con effetti negativi sui risultati economici e sulla situazione patrimoniale e finanziaria della Società.
Inoltre da alcuni anni, il live streaming e la pirateria su Internet causano la perdita di fatturato per le emittenti televisive che potrebbero pertanto rivedere i propri investimenti nel settore con un effetto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi ai “Digital Media”

La Società ha adottato idonee procedure e regolamenti di condotta per la gestione dei rapporti con i media. Tuttavia, a seguito della diffusione dei c.d. “digital media”, non si può escludere che un non corretto utilizzo di tali strumenti da parte di alcuni tesserati e/o loro parenti, affini e procuratori, nonché la pubblicazione di contenuti da parte di terzi in genere, possa influire negativamente sull’immagine della Società, dei suoi Amministratori, dirigenti e/o tesserati, con conseguenti riflessi negativi sulla situazione economica e finanziaria.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla gestione dello stadio di proprietà

A partire dalla stagione 2011/2012, Juventus è diventata la prima società di Serie A a poter disporre di uno stadio di proprietà e dalla stagione 2014/2015 gestisce direttamente anche il servizio di controllo accessi e assistenza agli spettatori (c.d. “Stewarding”). Ciò comporta che la Società sia oggi responsabile dello stesso con conseguenti rischi relativi sia alla struttura dello stadio che alla gestione delle aree pubbliche limitrofe adibite a parcheggio, nonché oneri imprevisti, anche in caso di danneggiamenti e atti di vandalismo al di fuori del controllo di Juventus. L’attività presso lo Juventus Stadium potrebbe infatti essere interrotta a seguito di calamità naturali e altri eventi al di fuori del controllo della Società con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.
Infine una eventuale riduzione dei sostenitori e delle partite disputate comporterebbe un effetto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla responsabilità oggettiva delle società calcistiche

La normativa vigente prevede la responsabilità oggettiva delle società calcistiche in relazione a determinati atti posti in essere dai propri tesserati e dai propri sostenitori, che possono comportare l’irrogazione di sanzioni sportive e/o economiche a carico delle stesse e dei loro tesserati. A tale riguardo, pur avendo adottato le procedure ritenute necessarie al fine di evitare la violazione della predetta normativa, la Società non esclude che possano verificarsi fatti estranei al proprio controllo tali da comportare l’irrogazione di provvedimenti sanzionatori (tra i quali la squalifica del campo, ammende, esclusione dalle competizioni) e provocare timori tra gli spettatori presenti allo stadio, riducendone il numero, con la conseguente possibile riduzione dei ricavi da gare ed il sostenimento di oneri straordinari, né può, allo stato, valutare le conseguenze di natura sportiva, economica e patrimoniale che potrebbero derivarne. In seguito a tali eventi, inoltre, si potrebbe verificare la necessità di rafforzare le misure di sicurezza in occasione delle partite casalinghe, con aggravio di costi e spese per la sicurezza degli spettatori e di assicurazione della Società e con conseguenti effetti negativi sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria nonché sull’attività, strategie e prospettive della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio

Juventus utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni finanziari della propria attività: linee di credito per anticipi di cassa e crediti di firma factoring, operazioni di leasing finanziario e finanziamenti ad hoc per investimenti a medio-lungo termine. Variazioni nei livelli dei tassi di interesse possono pertanto comportare incrementi o riduzioni nel costo dei finanziamenti. Per fare fronte ai rischi relativi all’oscillazione dei tassi di interesse su operazioni di finanziamento di investimenti a medio-lungo termine, la Società ricorre a strumenti finanziari di copertura. Nonostante ciò, repentine fluttuazioni nei tassi di interesse potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e finanziari a causa dei maggiori oneri finanziari sulla parte di indebitamento a breve termine.
Juventus effettua la quasi totalità delle transazioni sia di acquisto che di vendita in Euro e, pertanto, non è soggetta ai rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio in misura rilevante.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla mancata partecipazione a competizioni sportive

I risultati economici sono significativamente influenzati, direttamente o indirettamente, dai risultati sportivi ottenuti e dalla partecipazione alle diverse competizioni, in particolare alla UEFA Champions League. L’accesso diretto a tale manifestazione è attualmente garantito in caso di piazzamento tra le prime due squadre del Campionato di Serie A, mentre la terza posizione può consentire la qualificazione attraverso la disputa di un turno preliminare. Un’eventuale mancata qualificazione, anche dovuta alla riduzione del numero delle squadre partecipanti nonché al mancato ottenimento della Licenza UEFA, anche alla luce delle regole del c.d. “Financial Fair Play”, potrebbe comportare riflessi negativi significativi sulla situazione economica e finanziaria della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi al Financial Fair Play

A livello europeo è operante un sistema di licenze per l’ammissione delle società calcistiche alle competizioni per club organizzate dalla UEFA (UEFA Champions League, UEFA Europe League e UEFA Supercup). In base a tale sistema, sono ammesse a partecipare alle competizioni europee solo le società calcistiche che, oltre ad avere conseguito il prescritto titolo sportivo, dimostrano di essere in possesso di una serie di requisiti di natura sportiva, legale, infrastrutturale, organizzativa ed economico-finanziaria, e che pertanto ottengono la concessione della c.d. “Licenza UEFA”. Il manuale delle Licenze UEFA incorpora anche le c.d. Financial Fair Play Regulations.
Il Financial Fair Play si basa sul principio del break-even result, secondo cui i club potranno partecipare alle competizioni europee solo se dimostreranno equilibrio tra i ricavi generati ed i costi sostenuti. In sintesi, si riportano i principali parametri di carattere economico-finanziario e patrimoniale formalizzati dall’UEFA per l’ammissione alle competizioni. Dalla Stagione Sportiva 2013/2014 ciascun club dovrà presentare:

  • bilancio certificato da revisore indipendente attestante la continuità aziendale (“going concern”);
  • patrimonio netto non negativo;
  • nessun debito scaduto verso le società calcistiche, i dipendenti e/o le autorità sociali o fiscali;
  • il rispetto della “Break-Even Rule” ovvero un “break-even result” positivo per i tre anni consecutivi precedenti quello per il quale si richiede la Licenza UEFA.

Per la stagione sportiva 2014/2015 la Società ha ottenuto la Licenza UEFA per la disputa delle competizioni europee, ma non è possibile prevedere se in futuro tali requisiti (o nuovi requisiti che verranno eventualmente approvati) verranno rispettati, né escludere che al fine di soddisfare i requisiti occorrenti per la Licenza UEFA vengano richiesti ai soci ulteriori mezzi finanziari. Qualora la Società non fosse in grado di rispettare i suddetti requisiti, la stessa potrebbe non essere in grado di partecipare alle competizioni europee con riflessi negativi significativi sulla situazione economica e finanziaria.

Juventus Football Club - Rischi connessi all’esito delle controversie in corso

Juventus, con l’assistenza dei propri legali, gestisce e monitora costantemente tutte le controversie in corso e, sulla base del prevedibile esito delle stesse, procede, qualora necessario, allo stanziamento di appositi fondi rischi.
Sulla base delle controversie attualmente in corso, non si possono escludere futuri effetti negativi, anche di rilevante ammontare, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

Juventus Football Club - Rischi connessi ad eventuali contenziosi fiscali

Considerata la specificità del settore calcistico ed in particolare delle transazioni che regolano la Campagna Trasferimenti, sulle quali permangono posizioni interpretative divergenti tra società calcistiche e Amministrazione Finanziaria, potrebbero in futuro originarsi contestazioni da parte di quest’ultima, anche di importo significativo, con conseguenti riflessi negativi sulla situazione economica e finanziaria della Società.

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