Fiat Chrysler Automobiles

FCA FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES(29,25% dell’interesse economico, 44,37% dei diritti di voto sul capitale emesso) 

 

I principali dati consolidati conseguiti da FCA nell’esercizio 2014 sono evidenziati di seguito: 

  Esercizio  
€ milioni 2014 2013(1)Variazioni
Ricavi netti 96.090 86.624 9.466
EBITDA 8.120 7.637 483
EBIT 3.223 3.002 221
EBIT Adjusted per le componenti atipiche 3.651 3.521 130
Utile (perdita) consolidata 632 1.951 (1.319)
Utile (perdita) consolidata attribuibile ai Soci della Controllante 568 904 (336)
(1) Per effetto dell’adozione retroattiva dell’IFRS 11: Ricavi - € 192 milioni, EBIT + €30 milioni, Utile netto invariato.
  Saldi al 
€ milioni 31.12.2014 31.12.2013(1)
Totale attivo consolidato 100.510 87.214
(Indebitamento) / Disponibilità nette (10.849) (10.158)
- di cui: (Indebitamento) / Disponibilità nette delle Attività Industriali (7.654) (7.014)
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 13.425 8.326
(1) Al 31 dicembre 2013, rideterminati per effetto dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11: Indebitamento netto industriale + € 365 milioni.

Ricavi netti

Nel 2014 i ricavi netti sono cresciuti di € 9,5 miliardi rispetto al 2013 (+11%, +12% a parità di cambi di conversione), attestandosi a € 96,1 miliardi, trainati dal buon andamento di NAFTA (+15%), APAC (+34%) e Maserati (+67%), cui si aggiunge la crescita registrata da EMEA (+4%) e dai Componenti (+7%). Questi incrementi sono stati in parte compensati dal calo del 13% registrato in LATAM (-7% a parità di cambi di conversione) per effetto della diminuzione delle consegne dovuta alla perdurante debolezza della domanda nei principali mercati della region.

  Esercizio Variazioni
€ milioni 2014 2013(1) %
NAFTA (Marchi generalisti) 52.452 45.777 14,6
LATAM (Marchi generalisti) 8.629 9.973 (13,5)
APAC (Marchi generalisti) 6.259 4.668 34,1
EMEA (Marchi generalisti) 18.020 17.335 4,0
Ferrari 2.762 2.335 18,3
Maserati 2.767 1.659 66,8
Componenti (Magneti Marelli, Teksid, Comau) 8.619 8.080 6,7
Altre attività  831 929 (10,5)
Elisioni e rettifiche (4.249) (4.132) -
Ricavi netti 96.090 86.624 10,9
(1) Per effetto dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11: Ricavi del Gruppo -€ 192 milioni, APAC +€ 47 milioni, EMEA - € 85 milioni, Rettifiche ed Elisioni -€ 154 milioni.

EBIT

L’EBIT del 2014 è stato pari a € 3.223 milioni, in crescita del 7% (+9% a parità di cambi di conversione) rispetto ai € 3.002 milioni del 2013. L’EBIT include componenti atipiche negative che per il 2014 sono state pari a € 428 milioni, rispetto ai € 519 milioni del 2013.

Nel 2014 le componenti atipiche si riferiscono principalmente all’onere di € 495 milioni derivante dall’accordo con l’UAW siglato da FCA US il 21 gennaio 2014, all’onere di € 98 milioni derivante dall’impatto negativo della svalutazione del Bolivar venezuelano (VEF), al netto del provento atipico non monetario e non tassabile di € 223 milioni corrispondente al fair-value delle opzioni sul 10% circa del capitale di FCA US che era parte della quota del 41,5% che FCA ha acquisito dal VEBA Trust il 21 gennaio 2014. Nel 2013, le componenti atipiche includevano € 390 milioni relativi a svalutazioni di attività principalmente a seguito della razionalizzazione delle architetture correlata alla nuova strategia di prodotto, cui si aggiungono oneri per € 56 milioni derivanti dalla svalutazione dei diritti relativi all’Equity Recapture Agreement in conseguenza dell’acquisizione della quota minoritaria di FCA US e € 43 milioni riferibili alla svalutazione del VEF. L’EBIT adjusted per le suddette componenti atipiche è cresciuto di € 130 milioni grazie ai forti miglioramenti registrati da APAC e Maserati, con EMEA che ha ridotto le perdite di € 198 milioni per effetto dei maggiori volumi, di un miglior mix di prodotto e delle efficienze industriali e sugli acquisti. In LATAM, l’EBIT adjusted per le componenti atipiche è diminuito di € 330 milioni per effetto del calo dei volumi, dell’impatto, negativo per € 51 milioni, della variazione dei cambi di conversione e dei costi di start-up dello stabilimento di Pernambuco per € 45 milioni. NAFTA ha sostanzialmente confermato il risultato del 2013, nonostante l’impatto dei maggiori costi di garanzia e per campagne di richiamo.

Di seguito è evidenziata l'analisi per settore:

  Esercizio      Variazioni
€ milioni 2014 2013(1)  
NAFTA (Marchi generalisti) 1.647 2.290 (643)
LATAM (Marchi generalisti) 177 492 (315)
APAC (Marchi generalisti) 537 335 202
EMEA (Marchi generalisti) (109) (506) 397
Ferrari 389 364 25
Maserati 275 106 169
Componenti (Magneti Marelli, Teksid, Comau) 260 146 114
Altre attività  (114) (167) 53
Elisioni e rettifiche 161 (58) 219
EBIT 3.223 3.002 221
(1) Per effetto dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11: EBIT del Gruppo + € 30 milioni, APAC + € 17 milioni, EMEA + € 14 milioni, Rettifiche ed Elisioni -€ 1 milione. (2) Include il provento atipico non monetario e non tassabile di 223 milioni di euro rilevato nel primo trimestre del 2014 corrispondente al fair value delle opzioni sul 10% circa del capitale di FCA US che era parte della quota del 41,5% che Fiat ha acquisito dal VEBA Trust il 21 gennaio 2014.

Utile (perdita) del periodo

Gli oneri finanziari netti sono stati pari a € 2.047 milioni, in crescita di € 60 milioni rispetto al 2013: l’impatto derivante dal maggior livello dell’indebitamento medio è stato solo in parte compensato dai benefici derivanti dalle operazioni di rifinanziamento di FCA US completate a febbraio. Escludendo l’impatto degli equity swap correlati a piani di stock option, gli oneri finanziari netti sono sostanzialmente in linea con quelli del 2013.

Le imposte sul reddito ammontano a € 544 milioni rispetto ad un importo positivo di € 936 milioni nel 2013 che includeva la rilevazione di imposte differite attive nette da parte di FCA US per complessivi € 1,5 miliardi. Al netto di tale beneficio, nel 2013 si sarebbe evidenziato un onere per imposte pari a € 564 milioni. Il maggior onere fiscale differito a carico del 2014 per l’utilizzo di parte delle imposte differite attive stanziate nel 2013 è stato ampiamente compensato da benefici in termini di fiscalità differita che non erano presenti nel 2013.

Indebitamento netto

L'indebitamento netto industriale al 31 dicembre 2014 è pari a € 7,7 miliardi, rispetto a € 7,0 miliardi al 31 dicembre 2013 (rideterminato per effetto dell’adozione retroattiva dell’IFRS 11 – impatto pari a € 0,4 miliardi). Escludendo l’effetto dell’acquisizione della quota minoritaria in FCA US e le operazioni sul capitale completate nel quarto trimestre 2014, l’indebitamento netto industriale è cresciuto di € 0,3 miliardi. Nell’esercizio, gli investimenti in attività materiali e immateriali, pari a € 8,1 miliardi sono stati quasi interamente coperti dal flusso generato dalle attività operative.

  Saldi al   
€ milioni 31.12.2014 31.12.2013(1)
Variazioni
Debiti finanziari (32.892) (28.899) (3.993)
- Prestiti bancari (13.120) (8.932) (4.188)
- Prestiti obbligazionari e altri titoli (2) (17.729) (14.220) (3.509)
- Altri debiti finanziari (3) (2.043) (5.747) 3.704
Debiti per anticipazioni su cessioni crediti (4) (469) (756) 287
Ratei e altre partite (305) (601) 296
Indebitamento lordo (33.666) (30.256) (3.410)
Liquidità 23.050 19.702 3.348
Attività / (Passività) da strumenti finanziari derivati (233) 396 (629)
(Indebitamento netto)/Disponibilità nette (10.849) (10.158) (691)
Attività industriali (7.654) (7.014) (640)
Servizi finanziari (3.195) (3.144) (51)
(1) Rideterminato per effetto dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11 (+€ 365 milioni - interamente attribuibile alle Attività Industriali). (2) Include obbligazioni e altri titoli emessi sui mercati finanziari. (3) Include: HCT Note, operazioni assimilate ai leasing in base all’IFRIC 4 – Determinare se un accordo contiene un leasing, altri finanziamenti non bancari. (Al 31 dicembre 2013 includeva anche la VEBA Trust Note). (4) Anticipazioni su cessioni di crediti e operazioni di cartolarizzazione mantenute in bilancio.

Fatti di rilievo dell’esercizio 2014

Il 29 gennaio 2014, il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A. (“Fiat”) ha approvato una riorganizzazione societaria e la costituzione di Fiat Chrysler Automobiles N.V. (“FCA”), un costruttore di autovetture integrato e globale.

Il 1° agosto, l’assemblea straordinaria degli azionisti di Fiat S.p.A. ha approvato la fusione transfrontaliera per incorporazione della Fiat nella sua controllata olandese interamente posseduta Fiat Investments N.V.

Il 12 ottobre, ha avuto effetto la fusione di Fiat in Fiat Investments N.V. che contestualmente ha assunto la denominazione di Fiat Chrysler Automobiles N.V. (FCA) ed è diventata la holding del Gruppo Fiat Chrysler. Nell’ambito della fusione, sono state emesse 1.167.181.255 azioni ordinarie di FCA assegnate agli azionisti Fiat sulla base del rapporto di cambio di una azione ordinaria di FCA per ogni azione ordinaria di Fiat.

Inoltre, FCA ha mantenuto come azioni proprie, 35.000.000 azioni ordinarie già costituenti il capitale di Fiat Investments N.V. prima della fusione.

In tale contesto FCA ha emesso 408.941.767 azioni a voto speciale in favore degli azionisti Fiat in possesso dei relativi requisiti che hanno scelto di partecipare al meccanismo di voto speciale.

Il giorno successivo, le azioni ordinarie FCA sono state ammesse alla quotazione sul NYSE di New York e sull’MTA di Milano.

Prima della fusione

Il 1° gennaio 2014, il Gruppo Fiat ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il VEBA Trust in base al quale Fiat North America LLC (“FNA”), società interamente controllata da Fiat, avrebbe acquisito l’intera partecipazione detenuta dal VEBA Trust in Chrysler, pari al restante 41,5% del capitale. La transazione è stata chiusa il 21 gennaio 2014. A fronte della vendita di tale partecipazione, il VEBA Trust ha ricevuto un corrispettivo costituito da:

  • un’erogazione straordinaria di $1,9 miliardi pagata da Chrysler a tutti i soci il 21 gennaio 2014 (FNA ha girato la sua quota dell’erogazione straordinaria al VEBA Trust come parte del prezzo di acquisto) e
  • un versamento di $1,75 miliardi da parte di FNA al VEBA Trust.

Il 21 gennaio 2014, Chrysler e l’International Union, United Automobile, Aerospace and Agricultural Implement Workers of America (”UAW”) hanno sottoscritto un Memorandum d’Intesa ad integrazione del vigente contratto collettivo di Chrysler. Ai sensi di tale accordo, la UAW ha assunto impegni finalizzati a sostenere le attività industriali di Chrysler. In tale ambito, vi è l’impegno ad adoperarsi e collaborare affinché prosegua l’implementazione dei programmi di World Class Manufacturing (“WCM”) e a contribuire attivamente al raggiungimento del piano industriale di lungo termine di Chrysler. A fronte di tali impegni, Chrysler effettuerà contribuzioni al VEBA Trust per un importo complessivo pari a $ 700 milioni in quattro quote paritetiche pagabili su base annua. Il pagamento della prima quota pari a $ 175 milioni è avvenuto il 21 gennaio 2014. Le ulteriori contribuzioni saranno versate nei tre anni successivi alla data in cui è stata pagata la prima quota.

A seguito dell’acquisizione della partecipazione detenuta dal VEBA Trust in Chrysler, il 7 febbraio 2014, Chrysler ha rimborsato anticipatamente circa $5 miliardi, inclusi gli interessi maturati, dovuti al VEBA Trust in virtù della “VEBA Trust Note”.

Il 6 maggio 2014 ad Auburn Hills (Michigan, U.S.) l’Amministratore Delegato e componenti del top management del Gruppo hanno presentato ad analisti e investitori istituzionali il Business Plan del Gruppo per il 2014-2018.

Dopo la fusione

Il 29 ottobre, il Consiglio di Amministrazione di FCA, nell’ambito di un piano per la realizzazione di una struttura di capitale appropriata a sostenere lo sviluppo di lungo termine del Gruppo, ha autorizzato la separazione di Ferrari S.p.A. da FCA. La separazione verrà attuata attraverso l’offerta pubblica di una parte della partecipazione di FCA in Ferrari pari al 10% del capitale di Ferrari e la distribuzione della rimanente partecipazione di FCA in Ferrari agli azionisti di FCA.

Il medesimo Consiglio di Amministrazione ha autorizzato il collocamento e la vendita di azioni ordinarie FCA e di un prestito obbligazionario a conversione obbligatoria. L’offerta riguarderà sino a 100 milioni di azioni ordinarie FCA, incluse le 35 milioni di azioni ordinarie proprie detenute da FCA e circa 54 milioni di azioni ordinarie per reintegrare il capitale delle azioni cancellate a seguito dell’esercizio del diritto di recesso da parte degli azionisti Fiat riconosciuto dalla normativa italiana nell’ambito della fusione transfrontaliera di Fiat S.p.A. in FCA. Dette azioni sono state rimborsate e cancellate come richiesto dalla legge italiana. FCA si attende inoltre di collocare un ammontare nominale complessivo sino a $2,5 miliardi di obbligazioni a conversione obbligatoria mediante un’offerta registrata presso la SEC e rivolta a investitori istituzionali statunitensi ed internazionali. Le obbligazioni a conversione obbligatoria saranno convertibili obbligatoriamente alla scadenza in azioni ordinarie FCA. Il tasso di interesse, il rapporto di conversione e gli altri termini e condizioni delle obbligazioni a conversione obbligatoria saranno definiti al momento del pricing dell’offerta. Ci si attende che gli investitori che parteciperanno all’offerta, subordinatamente al completamento della separazione di Ferrari, avranno titolo a partecipare all’operazione di separazione e ricevere azioni di Ferrari secondo le usuali regole di adeguamento dei termini di conversione.

Nell’ambito delle discussioni della pianificazione finanziaria a sostegno del Business Plan 2014-2018 del Gruppo, FCA ha ribadito l’intenzione di eliminare ogni vincolo contrattuale che limiti i flussi finanziari tra le società del Gruppo; conseguentemente FCA si attende di rimborsare anticipatamente i prestiti obbligazionari di FCA US in circolazione non più tardi della prima data di rimborso opzionale di giugno 2015 per le Senior Secured Notes con scadenza 2019 e cedola 8% e di giugno 2016 per quelle con scadenza 2021 e cedola 8-1/4%.

Il 16 dicembre 2014, FCA ha annuncia il completamento dell’offerta di 100 milioni di azioni ordinarie, valore nominale € 0,01 per azione, e di un ammontare nozionale complessivo di $2.875 milioni di obbligazioni 7,875% a conversione obbligatoria e scadenza 2016. Le azioni ordinarie collocate sono costituite dalle azioni ordinarie proprie precedentemente detenute da FCA e da ulteriori azioni ordinarie che FCA ha emesso per reintegrare il capitale delle azioni cancellate ai sensi della normativa applicabile a seguito dell’esercizio da parte degli azionisti di Fiat S.p.A. del diritto di recesso loro riconosciuto dalla normativa italiana nell’ambito della fusione transfrontaliera di Fiat S.p.A. in FCA. Le offerte riflettono il pieno esercizio da parte delle banche collocatrici delle opzioni loro spettanti per l’acquisto di ulteriori azioni ordinarie ed obbligazioni a conversione obbligatoria.

Le azioni ordinarie sono state collocate al pubblico al prezzo di $11,00 per azione. Le obbligazioni a conversione obbligatoria sono state collocate al pubblico al 100% del valore nozionale di $100 per ciascuna obbligazione a conversione obbligatoria. Il ricavo totale netto prima delle spese derivante da entrambe le offerte è stato pari a circa $3.887 milioni.

Le obbligazioni a conversione obbligatoria saranno obbligatoriamente convertite in azioni ordinarie FCA il 15 dicembre 2016, fatte salve le ipotesi di conversione anticipata a discrezione del possessore o di FCA oppure a seguito del verificarsi di specifici eventi in base ai relativi termini. La cedola del prestito obbligazionario a conversione obbligatoria sarà del 7,875% annuo dell’importo nozionale, pagabile annualmente il 15 dicembre 2015 e 2016 e, a scelta di FCA, potrà essere corrisposta in azioni ordinarie di FCA alla data stabilita per la conversione obbligatoria. FCA avrà l’opzione di differire il pagamento delle cedole, purché tale differimento non vada oltre la data di scadenza. Le obbligazioni a conversione obbligatoria sono state emesse in tagli di $100 per obbligazione. Il tasso di conversione massimo del prestito a conversione obbligatoria sarà pari a 9,0909 azioni ordinarie per ciascun titolo obbligazionario a conversione obbligatoria, mentre il tasso minimo sarà pari a 7,7369 azioni ordinarie per ciascun titolo obbligazionario a conversione obbligatoria, in entrambi i casi con aggiustamento in talune circostanze.

 

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