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Di seguito sono esposti i principali dati consolidati relativi all’esercizio chiuso al 31 marzo 2016 di The Economist Group:

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Per una corretta interpretazione dei dati si ricorda che l’esercizio sociale di The Economist Group non coincide con l’anno solare, ma copre il periodo 1° aprile - 31 marzo.

Il totale dei ricavi e il risultato operativo sono aumentati del 2%. L’incremento è dovuto all’effetto del rafforzamento del dollaro sulla sterlina rispetto all’esercizio precedente. Escludendo questo effetto i ricavi del gruppo sono diminuiti del 2%; i ricavi da pubblicità sono diminuiti del 18%. Tali effetti, unitamente alla riduzione dei costi aziendali, dopo la crisi del mercato globale avvenuta nel mese di settembre 2015, hanno influito sui ricavi del gruppo.

Nonostante questi elementi negativi The Economist ha continuato ad investire nei settori ritenuti strategici quali la pubblicità digitale, l’editoriale e il marketing. Il resto del gruppo ha ottenuto buoni risultati.

Il numero delle copie vendute a prezzo pieno è aumentato del 3,5%, i ricavi derivanti da copie vendute del 6%, mentre il costo di acquisizione di nuovi abbonati si è ridotto del 5%. I ricavi per la diffusione di The Economist hanno raggiunto livelli record con una crescita del 31% annuo. Anche i settori di The Economist Intelligence Unit e CQ Roll Call hanno aumentato l'utile rispettivamente del 21% e del 14%.

Il Gruppo ha completato la cessione dell’immobile di sua proprietà situata nel centro di Londra realizzando una plusvalenza netta di £103,9 milioni.

Nel periodo la società ha effettuato un buy back di azioni proprie (£188,8 milioni), finanziato in parte con la citata cessione dell’immobile e in parte con la stipula di nuovi term loan agreement che hanno determinato un incremento dell’indebitamento finanziario netto.

L’analisi dei ricavi netti per settore è la seguente:

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I ricavi sono aumentati in tutti i settori grazie al rafforzamento del dollaro. Il settore The Economist Businesses ha registrato un aumento dell’8% dei ricavi da copie vendute grazie al prezzo più alto per copia e al maggior numero di copie vendute, un aumento del 10% dei ricavi da “content solutions” e del 13% dei ricavi di The Economist Events. I ricavi pubblicitari nel complesso sono diminuiti dell'8%, anche se i ricavi pubblicitari a contenuto digitale sono aumentati dell'8%. Eurofinance ha ospitato un altro evento annuale di successo.

The Economist Intelligence Unit ha avuto un buon anno con un fatturato in aumento dell'8%. Il core business e l’attività di analisi di previsione economica e politica sono stati positivi e la società si è impegnata a proseguire nell’attività di diversificazione attraverso lo sviluppo delle attività del settore e di consulenza garantendosi un buon flusso dei ricavi.

I ricavi derivanti dalle attività di consulenza sono cresciuti del 25%. Anche le attività di analisi di previsione economica e politica hanno avuto buoni risultati. The Economist Intelligence Unit ha acquisito Canback & Co. nel mese di luglio 2015, una società di consulenza e di analisi di previsione economica e politica che offre assistenza alle imprese che si rivolgono ai consumatori.

I ricavi di CQ Roll Call sono cresciuti del 5% nonostante i cali del mercato pubblicitario, grazie al rafforzamento del dollaro e al lancio di nuovi prodotti.

L’analisi del risultato operativo per settore è il seguente:

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Il risultato operativo di The Economist Businesses ha risentito della flessione del margine dei ricavi da pubblicità su prodotti cartacei ad alto margine, dei continui investimenti nei settori digitale, editoriale e di marketing. Il risultato operativo da copie vendute è cresciuto a livelli record del 31%. Il risultato operativo di The Economist Intelligence Unit ha beneficiato della crescita dei ricavi, mentre il risultato operativo di CQ Roll Call è salito del 14% grazie ad un evento di successo e ad una attenta gestione delle risorse.

Fatti di rilievo dell’esercizio 2015/2016 e successivi

Il 2016 è stato un anno di sfide e di trasformazioni. Come gli altri operatori del settore, anche The Economist Group sta affrontando sfide: il declino inesorabile dei ricavi da pubblicità su prodotti cartacei, il cambiamento delle abitudini dei consumatori circa i contenuti, gli impatti del mercato globale; tutti fattori che possono influenzare fortemente la redditività del gruppo. Di fronte a queste sfide, il gruppo ha scelto di continuare a diversificare la propria attività attraverso continui investimenti nei settori digitale, editoriale e marketing in modo da poter rimanere solido e continuare nella creazione di valore per gli azionisti.

Nel settore di The Economist Businesses, si registra una crescita nel volume degli abbonati del 3,5% incluso il numero di nuovi abbonati del 27%, riducendo il costo di acquisizione del digitale del 10%. The Economist ha avviato il Global Business Review il primo prodotto bilingue nella storia della società, che è stato scaricato più di 500.000 volte aprendo nuove opportunità in Cina. L’applicazione quotidiana Espresso è stata scaricata più di 1,25 milioni di volte. Economist Films è stato diffuso nel corso dell’anno e ha prodotto una serie di documentari che ha portato il patrimonio culturale e i valori di The Economist nel nuovo medium del video. E’ stato rilanciato Intelligence Life, come 1843, una rivista sullo stile di vita di lusso, e avviato The World lf. Ora The Economist ha un team per promuovere la produzione e può contare su una gamma sempre più ampia di piattaforme sociali e conta più di 17 milioni di followers su Twitter, 7,7 milioni su Facebook e 1,8 milioni su LinkedIn. L’attività Careers ha inoltre lanciato GRE Tutor (un test standard usato per l’ammissione post-laurea) e Executive Education Navigator, l'unica lista completa di corsi di formazione per managers in tutto il mondo.

The Economist Intelligence Unit ha proseguito nella diversificazione editoriale, attraverso il lancio di Market Explorer e con l'acquisizione di Canback, una società di consulenza specializzata in analisi previsionale rivolta ai consumatori. CQ Roll Call ha diffuso una nuova piattaforma - CQ Plus - offrendo ai clienti la possibilità di monitorare in modo efficace le novità legislative. CQ Roll Call ha mostrato una buona crescita nel coinvolgimento dei lettori con un aumento del 3,5% del traffico e con di 1,6 milioni di visite sul sito.

Il 2 maggio 2016, il Gruppo ha ceduto la propria partecipazione del 28% in CFO Publishing Holdings Inc. con un ricavo ante imposte di £3.2 milioni.

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