Lettera agli azionisti

John Elkann

Signori Azionisti,‬

nel 2011 il NAV (Net Asset Value) di EXOR è diminuito del 24,4%. Rispetto all’indice MSCI World denominato in Euro - il termine di confronto rispetto al quale misuriamo la nostra performance - la diminuzione è stata pari al 19,9%.

 

 

 

NET ASSET VALUE (NAV) DI EXOR
   Variazione
€ milioni 31/12/2010 31/12/2011 assolutapercentuale
Investimenti quotati 7.435 5.655 (1.780) -23,9%
Investimenti non quotati 1.096 1.201 105 +9,6%
Valore degli investimenti 8.531 6.856 (1.675) -19,6%
Passivi finanziari (1.266) (1.142) 124 -9,8%
Attivi finanziari 1.309 816 (493) -37,7%
Posizione Finanziaria Netta 43 (326) (369) n.a.
Costi di struttura ordinari capitalizzati per 10 anni (210) (210) - -
Net Asset Value 8.364 6.320 (2.044) -24,4%

Nonostante la performance negativa del nostro NAV nel 2011, siamo fortemente convinti che la qualità delle società che possediamo e le capacità delle persone che le guidano consentiranno al NAV di EXOR di continuare a superare l’indice MSCI World nel lungo periodo.

PERFORMANCE DEL NAV DI EXOR RISPETTO ALL’INDICE MSCI WORLD
Variazione percentuale annua
Anno 1 – NAV di EXOR 2 – Indice MSCI World Differenza (1-2)
2009 93,3 37,8 55,5
2010 45,8 17,2 28,6
2011 -24,4 -4,5 -19,9
Ritorno medio annuale 30,6 16,5 14,1
Nota: i dati 2009 iniziano dal 1°marzo, primo giorno di contrattazione dei titoli EXOR alla Borsa di Milano.

CONTESTO ECONOMICO

Ritengo opportuno richiamare brevemente il difficile contesto economico che ha caratterizzato il 2011, soprattutto in Europa, dove la crisi dei debiti sovrani - che si è estesa dalla Grecia fino a coinvolgere gli altri Paesi dell’Europa meridionale – ha finito per determinare un significativo aumento del costo del rifinanziamento in Paesi come la Spagna e l’Italia. Se questi due Paesi fossero andati in default, con uno stock di debito totale superiore a 2,5 trilioni di euro, sarebbe stata probabilmente la fine dell’Euro come moneta unica. Una difficile soluzione condivisa a livello europeo, che ha saputo combinare in modo equilibrato austerità fiscale e meccanismi di solidarietà tra gli Stati, ha contribuito a riportare la fiducia nell’Euro zona. L’Italia ha svolto un ruolo fondamentale in questo processo: il nuovo Governo ha agito rapidamente mettendo in atto riforme strutturali capaci di garantire la sostenibilità del debito pubblico nazionale, e sta ora prendendo l’iniziativa nella ridefinizione della governance dell’Unione Europea.

Jean Monnet disse che “L’Europa sarà forgiata nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni adottate per far fronte a tali crisi”. Il mio auspicio e la mia speranza è che tra alcuni anni la crisi del debito sovrano sarà ricordata per aver indotto a compiere i passi necessari verso un’Europa più unita, più stabile, e cosa più importante di tutte, più competitiva. La crisi che abbiamo vissuto l’anno scorso ha reso evidente che l’unione monetaria, da sola, non è sufficiente; una vera Unione Europea sarà davvero tale solo quando essa sarà completata da una politica fiscale comune, da una maggiore solidarietà tra gli stati membri e una disciplina finanziaria comune. Le economie dell’Euro zona sono già irreversibilmente unite tra loro; oggi sono più convinto che mai che i cittadini europei stanno procedendo verso un’Europa politicamente sempre più integrata.

Al di fuori dell’Europa, l’andamento dell’economia nel 2011 è stato contrastante. Le notizie provenienti dagli Stati Uniti sono state prevalentemente positive: la ripresa delle attività che si è verificata nel corso dell’anno ha posto fine alla recessione che era iniziata nel 2008. Il tasso di disoccupazione si è ridotto e il mercato immobiliare dovrebbe aver raggiunto il suo livello più basso. Ma il livello di indebitamento, così come la spesa pubblica, rimangono elevati. In molti paesi emergenti, al contrario, la crescita economica ha rallentato il passo, pur rimanendo alta, in media intorno al 6% annuo.

DUE COMMENTI ALLA PERFORMANCE DEL NAV

Prima di passare al commento dei nostri investimenti, vorrei mettere in evidenza due errate percezioni, e fornire in questo modo un quadro che consenta di valutare in modo più chiaro la performance del nostro NAV. Nel fare ciò, utilizzerò alcuni elementi oggettivi riferiti ai nostri quattro principali investimenti (FIAT Industrial, SGS, FIAT-Chrysler e Cushman & Wakefield) che insieme rappresentano l’83,5% del valore totale degli investimenti di EXOR.

In primo luogo, a causa delle nostre radici storiche, è facile capire perché alcuni possano percepire l’EXOR come una società prevalentemente europea. Se avessimo deciso di confrontare la performance del NAV di EXOR all’indice DJ Eurostoxx 50 oppure all’indice FTSE MIB, i nostri risultati del 2011 sarebbero apparsi decisamente migliori (infatti avremmo avuto un risultato peggiore dell’indice DJ Eurostoxx 50 del 7,3%, mentre avremmo superato l’indice FTSE MIB dello 0,8%). Tuttavia, noi scegliamo consapevolmente di metterci a confronto con l’indice MSCI World poiché la nostra ambizione è di costruire una società d’investimenti davvero globale. La diversificazione dei nostri ricavi, che ha l’obiettivo di conseguire una presenza consolidata nell’area NAFTA (USA, Canada e Messico) così come un’esposizione rilevante ai mercati emergenti, ha raggiunto oggi un livello avanzato. Nel 2011 il 62% dei ricavi aggregati dei maggiori investimenti di EXOR è stato realizzato al di fuori dell’Europa. Dal punto di vista geografico, la composizione dei nostri ricavi è stata particolarmente equilibrata: il 33% di essi deriva dall’area NAFTA, il 38% dall’Europa e il 29% dal resto del Mondo (soprattutto dall’America Latina e dall’Asia del Pacifico). Stando a questi calcoli, gli Stati Uniti d’America sono oggi di gran lunga il nostro principale mercato, rappresentando il 27% dei nostri ricavi.

RIPARTIZIONE DEI RICAVI DEI MAGGIORI INVESTMENTI DI EXOR NEL 2011

ripartizione dei ricavi dei maggiori investmenti di exor nel 2011

È interessante notare come ci sia un evidente disallineamento di percezione tra dove la nostra Società è quotata e dove effettivamente vende e fa utili. Un fatto che tocca anche altre società quotate europee, creando interessanti opportunità di investimento.

In secondo luogo, soprattutto per effetto del nostro rilevante investimento in FIAT-Chrysler (e, a partire da quest’anno, anche in FIAT Industrial) siamo percepiti come una società altamente ciclica. Ora, se è innegabile che alcune delle nostre attività risultano particolarmente esposte ai cicli economici (e da essi vi traggono peraltro notevoli vantaggi), è anche vero che i loro fondamentali si sono dimostrati estremamente solidi nel 2011, un anno certamente non facile. Le persone che guidano le nostre società sono state capaci di migliorare i loro risultati anche nelle situazioni macroeconomiche più estreme: nel 2011 l’insieme degli EBIT normalizzati (cioè gli utili prima degli interessi e delle tasse) dei nostri quattro più grandi investimenti è stato pari a 4,8 miliardi di euro, con un aumento del 215% rispetto al 2009. Tutte le quattro società hanno contribuito a questo risultato e, cosa ancora più importante, stanno tutte lavorando sodo per aumentare ulteriormente il loro EBIT nel 2012.

EVOLUZIONE DELL’EBIT NORMALIZZATO DEI MAGGIORI INVESTIMENTI DI EXOR 2009-2011

evoluzione dell’ebit normalizzato dei maggiori investimenti di exor 2009-2011

INVESTIMENTI 

Nella lettera di quest’anno vorrei descrivere con maggiori dettagli i nostri quattro maggiori investimenti e la loro performance. Li commenterò in ordine di valore, indicando tra parentesi la percentuale della nostra partecipazione e la percentuale sul valore totale dei nostri investimenti.

FIAT Industrial

senza-titolo-5_0.png(30,45% del capitale ordinario; 34,9% del valore degli investimenti di EXOR)

 

 

Fiat Industrial ha preso avvio come nuova società il primo gennaio del 2011, affermandosi come la terza più grande realtà del mondo nel settore dei capital goods, in termini di fatturato. Con 67.000 dipendenti, il Gruppo comprende CNH (macchine per l’agricoltura e le costruzioni), IVECO (camion e veicoli industriali) e FPT Industrial (motori per veicoli industriali e marini). Ha festeggiato il suo primo anno di vita con una serie di risultati notevole: su ricavi pari a € 24,3 miliardi, FIAT Industrial ha generato un utile della gestione ordinaria di € 1,7 miliardi, ben al di là degli obiettivi fissati e meglio del dato del 2010 (+14% per il fatturato e +54% per l’utile). Grazie alla robusta generazione di cassa, l’indebitamento netto si è ridotto del 35% a € 1,2 miliardi. La fiducia espressa del Consiglio di Amministrazione si è concretizzata nella decisione di distribuire, nel suo primo anno di vita come società indipendente, dividendi per € 240 milioni.

Il 2011 è stato un anno intenso:

  • CNH ha annunciato investimenti per 400 milioni di euro per tre grandi stabilimenti situati in Argentina, Cina e Brasile, dove costruirà alcuni dei più potenti e tecnologicamente avanzati trattori, trebbiatrici e macchinari per le costruzioni del mondo, con l’obiettivo di soddisfare la domanda in queste aree del mondo caratterizzate da tassi di crescita sostenuta.
  • IVECO ha presentato a Torino il Nuovo Daily, l’ottava generazione del veicolo commerciale leggero che, a 30 anni dal lancio del primo modello, ha venduto più di 2 milioni e mezzo di esemplari. Al salone dell’Auto di Shanghai la sua Joint Venture NAVECO ha presentato il nuovo Yuejin Ouka per il mercato dei veicoli commerciali leggeri cinesi, un segmento in forte crescita. IVECO ha trovato anche il tempo di piazzarsi al primo e al secondo posto della 33° edizione della Parigi-Dakar, il rally più famoso del mondo.
  • FPT Industrial ha consolidato la sua leadership con diversi importanti sviluppi nel settore dei motori e delle trasmissioni, per rispondere non solo alle necessità di Fiat Industrial, ma anche dei clienti esterni (che rappresentano il 33% dei suoi ricavi).


La società possiede notevoli capacità e risorse manageriali: gli amministratori delegati che dirigono con competenza ognuna delle sue tre unità di business - insieme all’Industrial Executive Council e con la guida di Sergio Marchionne -porteranno in futuro, ne sono convinto, risultati ancora maggiori.

Nel suo primo anno di vita, FIAT Industrial è stato inserito nel Dow Jones Sustainability Index (Mondo e Europa), collocandosi al vertice del settore “industrial engineering”. Come azionisti, siamo felici di questi risultati e incoraggiamo le nostre società a gestire le loro attività secondo i più avanzati criteri di sostenibilità.

Nel corso del 2011, il Consiglio di Amministrazione di FIAT Industrial ha proposto agli azionisti la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni ordinarie, con l’obiettivo di semplificare il capitale della società, portando vantaggi per tutti gli azionisti grazie a una struttura proprietaria più semplice e ad una maggiore liquidità delle azioni.

SGS

senza-titolo-6_0.png(15% del capitale ordinario; 21,9% del valore degli investimenti di EXOR)

 

 

SGS è il leader mondiale nelle attività di verifica, ispezione, controllo e certificazione. Da quando è stata fondata, nel 1878, la società si è specializzata nel controllare che ciò che mangiamo, indossiamo e commerciamo risponda sempre ai giusti requisiti.

SGS è una magnifica società: con più di 70.000 dipendenti in tutto il mondo, è guidata da Chris Kirk e da un vertice formato da 24 persone, di diversa provenienza, settore di attività e funzione aziendale.

Grazie al loro straordinario lavoro, SGS ha continuato a mantenere inalterati margini e redditività anche nelle fasi di contrazione economica. È davvero una gran fortuna essere i principali azionisti di questa società, e abbiamo intenzione di cogliere ogni occasione utile per far crescere ancora SGS.
Nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato i commerci internazionali nel 2011, SGS ha fatto registrare un aumento dei ricavi del 13,7%, a parità di cambio, per un totale di 4,8 miliardi di Franchi Svizzeri. Tutto questo è stato possibile grazie a una robusta crescita organica, pari al 10,5%, oltre che ad un aumento delle attività in molti mercati e settori, soprattutto nel campo dei Minerali, dei Test per i beni di consumo, del settore Industriale e Ambientale.

Grazie alle acquisizioni realizzate, che continuano a essere parte fondamentale dei piani di sviluppo di SGS, la società ha potuto sfruttare al meglio le proprie capacità in molte aree, consolidando la sua posizione di leader mondiale del mercato. Nel 2011 sono state messe a segno il numero record di 22 acquisizioni, che hanno permesso a SGS di espandere la sua presenza in dodici paesi. Con queste acquisizioni il Gruppo ha acquisito nuove competenze professionali e un accesso diretto ai mercati nuovi e a quelli emergenti. Soprattutto sono entrate a far parte della società persone di grande talento e capacità professionale.

L'utile della gestione ordinaria nel 2011, a parità di cambio, è aumentato del 10,7%, attestandosi a 815 milioni di Franchi Svizzeri. Grazie alla sua robusta generazione di cassa, SGS rappresenta una notevole fonte di guadagno per noi: la sua interessante dividend policy ha fruttato all'EXOR cedole per un totale di € 210 milioni dal 2009 ad oggi.

FIAT

senza-titolo-7.png(30,47% del capitale ordinario; 18,9% del valore degli investimenti di EXOR)

Il 2011 ha cambiato per sempre la FIAT Spa. La separazione dei capital goods, riunite in FIAT Industrial, insieme all'incremento della partecipazione di FIAT in Chrysler dal 20% al 58,5%, ha permesso a FIAT-Chrysler di funzionare come un'unica organizzazione, che ha l'obiettivo di essere una delle principali società automobilistiche del mondo, con 197.000 dipendenti e quattro milioni di veicoli venduti all'anno.

Come disse Benjamin Disraeli: "Il segreto del successo è la coerenza dei propri obiettivi". Se poi ci si aggiunge una grande leadership, le possibilità di successo aumentano notevolmente. Abbiamo la grande fortuna di avere Sergio Marchionne alla guida di FIAT-Chrysler. Insieme al Group Executive Council - i 22 principali manager della società - è riuscito a fare meraviglie.

Sono molti i traguardi che sono stati raggiunti nel 2011. I ricavi sono balzati a € 60 miliardi, l'utile della gestione ordinaria ha raggiunto i circa € 2,4 miliardi, e l'indebitamento netto industriale è stato in linea con le attese, intorno a € 5,5 miliardi, sempre mantenendo un alto livello di liquidità (circa € 21 miliardi).

Questi risultati sono il segno evidente dei vantaggi legati al funzionamento di FIAT-Chrysler "come una sola società".
E lo sono anche la FIAT 500, oggi presente sulle strade del Nord America, o i prodotti Chrysler come la 300-Thema, il Voyager o il Freemont che percorrono le strade europee con il marchio Lancia o Fiat.

Nel corso dell'anno in Italia sono stati raggiunti  importanti accordi sindacali, con un nuovo contratto che permette maggiore flessibilità, mentre il 26 Ottobre l'UAW ha ratificato un nuovo accordo nazionale di lavoro della durata di quattro anni con il Gruppo Chrysler.

L'ambiente e la sicurezza hanno continuato a rappresentare temi prioritari nel 2011: per il quarto anno consecutivo FIAT ha confermato la sua posizione di leader europeo nei motori ecologici. Per quanto riguarda il Gruppo Chrysler, nel mese di dicembre undici modelli sono stati nominati "Top Safety Pick" per il 2012.

Siamo convinti che il viaggio di FIAT-Chrysler sia appena cominciato: continueremo a raccoglierne i frutti nei prossimi anni.

Come per FIAT Industrial, anche il Consiglio di Amministrazione di FIAT nel 2011 ha proposto agli azionisti un'ulteriore semplificazione, con la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio in azioni FIAT ordinarie.

Cushman & Wakefield

senza-titolo-8_1.png(69,5% del capitale ordinario; 7,8% del valore degli investimenti di EXOR)

Leader mondiale nei servizi commerciali per il settore immobiliare, Cushman & Wakefield (C&W) - in cui EXOR ha un’interessenza economica pari al 78,3% - iniziò la sua attività nel 1917 per rispondere al crescente bisogno di servizi commerciali immobiliari legati al forte sviluppo economico di Manhattan.

Il Boom di Manhattan continua ancora oggi, e la società occupa una posizione di leader in quello che è diventato uno dei mercati più importanti del mondo. Nel corso dei decenni è cresciuta in tutto il mondo, e in particolar modo nelle grandi città come Londra, San Paolo, Hong Kong e molte altre.

Il 2011 ha rappresentato il primo intero anno di gestione dell'Amministratore Delegato di C&W Glen Rufrano. Glen è partito bene: nel corso dell'anno ha raggiunto i suoi obiettivi, lavorando duro sull'operatività aziendale e assumendo persone di grande rilievo. Inoltre ha realizzato acquisizioni mirate con l’obiettivo di estendere i confini geografici della società. In questo modo i clienti che C&W ha in tutto il mondo hanno potuto fruire di una gamma completa di servizi mirati e di grande qualità.

La Società ha registrato una significativa crescita dei ricavi in tutte le aree geografiche e per ogni tipologia di servizio, migliorando i risultati rispetto a un anno fa. Ha prodotto ricavi per US$ 2 miliardi, in crescita del 13,4% rispetto al 2010, con una crescita del 25% dell'utile operativo, pari a $65 milioni.

I notevoli risultati di C&W nel 2011 sono dovuti in parte alla felice conclusione di alcune grandi operazioni in tutto il mondo. Tra queste figurano la vendita di Capital Square a Singapore per $715 milioni, che ha accresciuto la forza del marchio della società nel mercato locale. Tra le altre transazioni concluse da C&W nell'anno spiccano l'acquisizione per € 100 milioni di due immobili a Dublino, in Irlanda, per conto di Google (il più grande investimento realizzato a Dublino dal 2007) e il finanziamento della più grande acquisizione immobiliare effettuata nel 2011 a New York, al numero 1633 di Broadway. Nell'affitto di uffici, C&W ha concluso alcune delle più importanti operazioni al mondo: tra queste quella per la Shell Oil in Texas, la più grande realizzata negli USA, con una superficie di 1,2 milioni square feet; quella per la Commissione Europea in Belgio, per un totale di 495.000 square feet; e la più grande operazione realizzata a New York: un milione di square feet per la Condè Nast al One World Trade Center.

Questi risultati sono il frutto del grande lavoro svolto dai manager e dai 14.000 dipendenti di Cushman & Wakefield, tutti impegnati a fare ancora meglio nel 2012.

Gli altri nostri investimenti (che rappresentano circa il 16% del valore degli investimenti di EXOR) hanno avuto risultati contrastanti, con un ritorno medio pari a -16%.

La buona notizia è arrivata da Banca Leonardo, che è andata bene nei settori dell'investment banking e del private banking: il primo ha fatto registrare ricavi pari a € 87 milioni (con un incremento annuo del 70%), mentre il secondo  è riuscito anche quest'anno ad acquisire nuove masse in gestione.
Più in generale, dopo aver rinunciato all'attività di gestione del risparmio per specializzarsi nell'area del private banking indipendente, Banca Leonardo ha ceduto a ottime condizioni la partecipazione di controllo che deteneva nella società di risparmio gestito francese DNCA, registrando una plusvalenza di € 73 milioni.

Gerardo Braggiotti ha dimostrato di saper amministrare bene il nostro capitale: Banca Leonardo ha mantenuto un solido profilo patrimoniale (con un livello del Tier 1 del 39% a fine 2011), pur avendo restituito nuovamente agli azionisti il capitale in eccesso.

Meno belle sono state le notizie sul fronte di Sequana: la domanda di prodotti cartari è stata debole, mentre l'intensa competizione sui prezzi e l'aumento del costo delle materie prime hanno portato la Società a registrare nel 2011 una perdita di € 77 milioni. Arjo Wiggins, la divisione di Sequana specializzata nella produzione di carta, ha visto il proprio EBITDA diminuire in modo significativo, da € 112 milioni nel 2010 a € 50 milioni nel 2011, e non ha potuto rispettare alcune delle condizioni che regolano gli accordi con le banche finanziatrici. La Società in questo momento sta lavorando ad alcune modifiche contrattuali con l’obiettivo di estendere e rinegoziare le linee di credito esistenti.  
Come avevo già detto l'anno scorso, intendiamo ridurre il numero dei piccoli investimenti, per concentrarci su poche grandi società.

Potremmo, tuttavia, prendere in considerazione investimenti di minore entità, ma solo in questi due casi:

  • una partecipazione di minoranza a prezzi interessanti in una buona società di cui saremmo orgogliosi di far parte. L'Economist, di cui possediamo il 5%, ne è un buon esempio.
  • una nuova impresa che ha il potenziale per poter crescere fino a diventare una grande società. Almacantar, società immobiliare con sede a Londra (UK) di cui siamo i maggiori azionisti, ha tutte le caratteristiche per rientrare in questa categoria.

NUOVI INVESTIMENTI

Nel 2011 abbiamo investito circa € 368 milioni in ciò che conosciamo molto bene.

Innanzitutto abbiamo acquistato azioni EXOR attraverso un piano di Buy Back. Crediamo fortemente nel potenziale dei nostri attuali investimenti; quindi cosa c'è di meglio che comprarli a sconto attraverso le nostre stesse azioni?

Abbiamo anche deciso di incrementare la nostra esposizione a FIAT Industrial e FIAT-Chrysler: oltre a essere fiduciosi nelle loro prospettive di lungo termine, abbiamo colto l’opportunità che ci ha offerto il mercato di acquistarle a un prezzo che noi riteniamo interessante.

Infine abbiamo aumentato il capitale allocato in Almacantar, che sta crescendo bene sotto la guida di Mike Hussey. In questo modo abbiamo reso più agevole l'acquisizione di partecipazioni in due progetti di sviluppo immobiliare nel West End di Londra: il palazzo Centre Point e la Torre di Marble Arch.

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

La posizione finanziaria netta della Società al 31 Dicembre del 2011 era negativa per € 326 milioni. Il debito lordo è sceso a € 1.142 milioni e consiste in due prestiti obbligazionari (il primo da € 750 milioni con scadenza nel 2017 e il secondo da € 83 milioni con scadenza nel 2031), finanziamenti bancari attualmente in uso per € 200 milioni, interessi passivi per € 109 milioni e altri passivi finanziari (EXOR possiede anche linee di credito non utilizzate per € 490 milioni).

Il cambiamento di segno della nostra posizione finanziaria netta nel 2011 è interamente dovuto agli esborsi sostenuti per i nuovi investimenti: a livello della holding, infatti, EXOR ha registrato un flusso di cassa positivo.

Nel corso del 2011 la società ha rimborsato un'obbligazione da € 200 milioni ed è riuscita a emettere, attraverso un collocamento presso investitori privati, un prestito obbligazionario da ¥10 miliardi (€ 83 milioni) con scadenza nel 2031. E' la prima volta nella storia di EXOR che viene emesso un prestito obbligazionario sul mercato istituzionale giapponese: segno incoraggiante della nostra capacità e volontà di essere più presenti sui mercati dei capitali di tutto il mondo.

Nel 2011 abbiamo deciso di diversificare i nostri attivi finanziari, aumentando l'esposizione alle obbligazioni societarie statunitensi e ai commercial papers, e diminuendo al contempo la nostra esposizione alle società e alle istituzioni finanziarie europee, ridotti rispettivamente del 22% e del 16%. Continuiamo a non avere in portafoglio debito sovrano perché preferiamo possedere obbligazioni societarie, almeno per il momento.

La nostra esposizione azionaria, che consiste in un portafoglio di alcune società a grande capitalizzazione che abbiamo iniziato a costruire nel 2010, ha prodotto ritorni positivi nel 2011. La nostra più grande posizione, nonché quella coi ritorni più elevati, è stata Mastercard, che nel corso dell'anno ha tratto vantaggio da una maggiore chiarezza nella regolamentazione delle carte di debito da parte delle autorità statunitensi e anche dal miglioramento dei consumi americani. Abbiamo anche preso una posizione in Microsoft: una società che in base alle nostre analisi presentava un prezzo conveniente, considerati i suoi notevoli vantaggi competitivi, la sua solidità e la capacità di generazione di cassa.
Poiché abbiamo deciso di mantenere un forte profilo di liquidabilità (basato su time deposit, commercial paper e obbligazioni investment grade di breve durata), i ritorni generati dai nostri attivi finanziari sono stati pari al 3,3%, inferiori dunque al costo dei nostri passivi finanziari (4,69%).

Attivi finanziari

Nel mese di Novembre, S&P ha confermato il rating sul debito a lungo e a breve termine di EXOR (rispettivamente "BBB+" e "A-2") e ha migliorato l'outlook da "negativo" a "stabile". La conferma del nostro rating, e soprattutto il miglioramento del suo outlook, confermano la qualità e la solidità dei nostri investimenti, nonché la disciplina finanziaria con cui gestiamo la vostra società.

Il 2012

Il nuovo anno è iniziato con rinnovato ottimismo nel futuro: molte delle preoccupazioni con cui si era concluso il 2011 sono come svanite. Da qui l'aumento della fiducia nei mercati mondiali dei capitali, con il rally azionario e la sostanziale ripresa nell'emissione di nuovo debito.

Questo scenario è andato ben oltre le mie previsioni di fine anno. Sono felice di questi sviluppi positivi, ma preferisco rimanere prudente, in particolare perché i dati sui consumi, soprattutto in Europa, continuano ad essere deboli. Come diceva il drammaturgo rumeno Eugène Ionesco, "puoi prevedere cosa accadrà solo dopo che è accaduto". Con questa precauzione in mente, saremo felici se le cose dovessero migliorare, ma senza farci prendere troppo la mano.
In ogni caso, quello che posso dire con sicurezza sul 2012 è che per la nostra organizzazione e per i nostri investimenti sarà un anno di continua semplificazione. Più è semplice, meglio è: di questo sono convinto.

Sarò felice di poter discutere dei risultati del 2011 e degli altri temi che riguardano la Società all'Assemblea degli Azionisti, che si terrà il 29 di Maggio allo Stadio della Juventus di Torino, inaugurato proprio lo scorso anno. Sarà davvero un piacere incontrare i nostri azionisti in questa struttura, che è uno dei più recenti e moderni  stadi di calcio in Europa. Grazie a questo stadio, la Juventus, che possediamo al 64%, è l'unica squadra italiana a poter iscrivere un attivo immobiliare di questo tipo nel proprio bilancio.

Mi piacerebbe proseguire ciò che abbiamo iniziato l'anno scorso, visto l'apprezzamento dei nostri azionisti: anche quest'anno sarà dunque possibile porre domande prima dell'Assemblea attraverso la procedura descritta sul nostro sito web www.exor.com. Anche chi non è azionista potrà chiedere chiarimenti o spiegazioni mandando una breve mail al seguente indirizzo di posta elettronica: agm@exor.com. Le domande saranno raccolte e ordinate per argomento e riceveranno risposta durante l'Assemblea.

 

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