Fiat Chrysler Automobiles

FCA(29,15% dell’interesse economico, 44,26% dei diritti di voto sul capitale emesso)



I principali dati consolidati conseguiti da FCA nei primi nove mesi del 2016 e nel terzo trimestre 2016 sono evidenziati di seguito. Se non diversamente indicato, i dati dei primi nove mesi del 2015 e del terzo trimestre 2015 sono stati rideterminati per escludere Ferrari coerentemente con la presentazione della stessa quale attività cessata (discontinued operation) per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2015.

fca-tabella-1.png

(1) L’EBIT adjusted è una misura non-GAAP utilizzata per misurare la propria performance. È calcolato sottraendo all’EBIT le seguenti voci: plusvalenze (minusvalenze) da cessioni partecipazioni, oneri di ristrutturazione, svalutazioni di attività e altri proventi (oneri) atipici considerati eventi rari o isolati di natura non ricorrente.
(2) Gruppo + Terzi.

Ricavi netti

I ricavi netti del terzo trimestre 2016 sono stati pari a € 26,8 miliardi, in linea con il terzo trimestre 2015. Con riferimento ai settori di attività, si registrano crescite in EMEA (+10%; +12% a parità di cambi di conversione) principalmente dovute all’aumento dei volumi e al mix prodotto favorevole, in gran parte attribuibile alla nuova famiglia Fiat Tipo e in Maserati (+69%; +73% a parità di cambi di conversione) per effetto dell’incremento delle consegne, del positivo effetto prezzi e del favorevole mix prodotto e mercato principalmente attribuibile al nuovo Levante.

I ricavi di NAFTA diminuiscono del 5% (anche a parità di cambi di conversione) a causa delle minori consegne e di un maggior peso delle vendite alle flotte, in parte compensati dal mix prodotto favorevole, mentre i ricavi di LATAM diminuiscono di € 0,2 miliardi (-2%; -7% a parità di cambi di conversione) a causa delle minori consegne, in parte compensate dal favorevole mix prodotto essenzialmente attribuibile alla nuova Fiat Toro.

L’incremento per € 0,6 miliardi di APAC (+ 2% anche a parità di cambi di conversione) è dovuto al favorevole mix veicoli in Cina e alle maggiori vendite di componenti alla joint venture in Cina che hanno compensato il calo delle consegne, mentre l’incremento netto di Componenti riflette l’aumento dei volumi e il mix più favorevoli di Magneti Marelli, in parte compensati dai minori volumi di Comau.

fca-tabella-2.png

EBIT adjusted

L’EBIT adjusted del terzo trimestre 2016 è stato pari a € 1.500 milioni, in crescita di € 337 milioni (+29%) rispetto ai € 1.163 milioni del terzo trimestre 2015, grazie ai miglioramenti registrati in tutti i settori ad eccezione di LATAM.

Il miglioramento di NAFTA è attribuibile ai migliori prezzi, alle efficienze sugli acquisti e ai minori costi di garanzia, parzialmente compensato dai minori ricavi, dai maggiori costi di produzione e per l’arricchimento contenuti dei veicoli.

Il miglioramento di EMEA è dovuto all’aumento dei ricavi, alle efficienze sugli acquisti, al miglioramento dei risultati delle joint venture e al positivo effetto cambi, in parte compensanti da maggiori costi di ricerca e sviluppo, di produzione e dall’incremento dei costi pubblicitari a supporto del lancio di nuovi prodotti.

In APAC l’EBIT adjusted è in aumento grazie principalmente al favorevole mix dei veicoli importati e al miglioramento dei risultati della joint venture in Cina.

Il significativo incremento di Maserati è attribuibile all’aumento dei ricavi netti, parzialmente compensato dall’incremento dei costi industriali e di lancio commerciale, mentre il miglioramento di Componenti è legato ai maggiori ricavi, che ha più che compensato i maggiori costi industriali.

Il calo di LATAM è principalmente legato alla crescita dei costi dovuta all’inflazione e allo sfavorevole effetto cambio.

Di seguito è evidenziata l'analisi per settore di attività:

fca-tabella-3.png

EBIT

Nel terzo trimestre 2016 sono stati rilevati oneri atipici netti per € 159 milioni, di cui € 157 milioni riferibili alla stima dei costi per una prevista campagna richiamo per la quale è in corso una procedura con un fornitore di componenti.

Nel terzo trimestre 2015 erano stati rilevati oneri atipici per € 938 milioni principalmente dovuti alla variazione della stima dei costi per future campagne di richiamo relative a veicoli venduti in NAFTA in periodi precedenti (€ 761milioni) e alla svalutazione di giacenze, oltre a incentivi addizionali sui veicoli danneggiati, a seguito dell’esplosione avvenuta nel porto cinese di Tianjin (€ 142 milioni).

Utile (perdita) del periodo

Gli oneri finanziari netti del terzo trimestre 2016 sono stati pari a € 528 milioni, in calo di € 93 milioni rispetto al terzo trimestre 2015 principalmente per effetto della riduzione dell’indebitamento lordo.

Indebitamento netto

L'indebitamento netto industriale al 30 settembre 2016 è pari a € 6,5 miliardi, in aumento di € 1 miliardo rispetto al 30 giugno 2016 a causa degli investimenti del trimestre (€ 2 miliardi), in parte compensato dal flusso di cassa della gestione operativa (positivo per € 0,8 miliardi, comprensivi dell’impatto negativo dell’incremento stagionale del capitale circolante per € 1,2 miliardi).

fca-tabella-4.png

Fatti di rilievo del terzo trimestre 2016 e successivi

Il 18 luglio 2016 FCA ha confermato di aver prestato la propria collaborazione in una inchiesta della Securities Exchange Commission in merito ai dati relativi alle vendite da concessionari a clienti finali negli Stati Uniti, precisando che nelle proprie relazioni finanziarie annuali e trimestrali, FCA riporta i ricavi sulla base delle proprie

spedizioni a concessionari e clienti e non sulla base delle unità riportate come vendute a clienti finali dai concessionari. FCA presterà piena collaborazione a queste indagini.

Il 26 luglio 2016 FCA US ha emesso un comunicato stampa annunciando delle modifiche nella metodologia di reporting delle vendite di FCA US negli Stati Uniti. Le vendite di veicoli pubblicate da FCA US rappresentano i veicoli venduti a clienti retail, alle flotte e ad altri, tra cui i propri dipendenti ed ex-dipendenti in pensione, nonché i veicoli utilizzati a scopo commerciale. La maggior parte di tali vendite rappresentano vendite effettuate dai concessionari di veicoli da essi precedentemente acquistati da FCA US. Le unità vendute non corrispondono ai ricavi registrati da FCA US, i quali sono basati sulle vendite e le consegne di veicoli da parte di FCA US e normalmente riconosciuti alla consegna al concessionario o cliente finale.

Il 1° agosto 2016, il Gruppo Editoriale l’Espresso S.p.A. (GELE) e Italiana Editrice S.p.A. (ITEDI) hanno comunicato la firma dell’accordo quadro avente a oggetto l’integrazione delle due società. L’accordo è stato siglato anche da CIR S.p.A. (CIR), azionista di controllo del Gruppo Editoriale L’Espresso, da FCA e Ital Press Holding S.p.A. della famiglia Perrone, azionisti di ITEDI. L’integrazione darà vita al leader italiano nel settore dell’informazione multimediale quotidiana e periodica, oltre che a uno dei principali gruppi editoriali europei. L’integrazione prevede il conferimento da parte di FCA e Ital Press del 100% delle azioni di Itedi in GELE, a fronte di un corrispondente aumento di capitale riservato. Al perfezionamento dell’operazione CIR deterrà il 43,4% del capitale sociale di GELE, mentre FCA ne deterrà il 14,63% e Ital Press Holding S.p.A. il 4,37%. Successivamente al perfezionamento dell’integrazione e nei tempi tecnici necessari, FCA distribuirà l’intera partecipazione detenuta in GELE ai possessori delle proprie azioni ordinarie. Per effetto di tale distribuzione, EXOR riceverà il 4,26% di GELE.

Contestualmente alla firma dell’accordo, CIR ha stipulato con FCA e Ital Press Holding S.p.A. due patti parasociali con efficacia differita relativi alle rispettive partecipazioni future in GELE. Tali patti, oltre a prevedere l’impegno di CIR a votare a favore dell’operazione di integrazione nell’Assemblea di GELE che verrà convocata nei tempi opportuni, impegnano le parti, a partire dalla data di efficacia del perfezionamento dell’operazione, a nominare John Elkann e Carlo Perrone nel Consiglio di Amministrazione di GELE e ad affidare a CIR la designazione del presidente e dell’amministratore delegato.

FCA si è inoltre impegnata a non cedere la propria partecipazione sindacata in GELE per tutta la durata del patto che scadrà con la distribuzione della partecipazione di quest’ultima in GELE ai possessori delle proprie azioni ordinarie. Contestualmente allo scioglimento di tale accordo, diventerà efficace un nuovo patto parasociale tra CIR ed EXOR, che prevede obblighi di consultazione preventiva prima di ogni assemblea di GELE; impegni di CIR circa la nomina e la permanenza in carica di un rappresentante di designazione EXOR nel Consiglio di Amministrazione di GELE; impegni di EXOR a presentare e votare un’unica lista con CIR in caso di elezione del Consiglio di Amministrazione di GELE; e l’impegno di EXOR a non cedere le azioni sindacate per tutta la durata del patto (fatti salvi eventuali trasferimenti infragruppo).

I patti parasociali CIR-EXOR e CIR- Ital Press Holding S.p.A. avranno durata triennale.

Il perfezionamento dell’accordo quadro è previsto nel primo trimestre del 2017.

Commercial Register No.64236277 Legal notes | Credits