Rischi e incertezze

PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE CUI SONO ESPOSTE EXOR S.p.A. E LE IMPRESE INCLUSE NEL CONSOLIDAMENTO

RISCHI CONNESSI ALLE CONDIZIONI GENERALI DELL'ECONOMIA

Le attività economiche e finanziarie di EXOR e delle principali imprese partecipate sono fortemente influenzate dalla situazione generale dell’economia nei paesi di interesse e dalle variabili che ne influenzano l’andamento, tra le quali l’incremento o decremento del prodotto nazionale lordo, l’accesso al credito, la situazione economica, la sicurezza percepita dai consumatori e dalle aziende, il costo delle materie prime e i livelli di disoccupazione.

La complessa situazione economica globale ha condizionato negativamente i risultati delle principali imprese partecipate. Attualmente, la debole situazione economica dell’Europa e dell’Italia provoca una grande incertezza sul futuro industriale ed economico dell’area euro; persistono inoltre preoccupazioni riguardo la stabilità complessiva della regione e la funzionalità dell’euro come moneta unica. In particolare, rimane alta l’attenzione riguardo al debito sovrano di alcuni paesi dell’Unione Europea e alla loro capacità di onorare i futuri impegni finanziari, nonostante le iniziative intraprese dai singoli Governi e dalle autorità monetarie europee ed internazionali per fronteggiare le difficoltà finanziarie e il rischio default.

Tipicamente, i settori in cui operano le principali imprese partecipate sono caratterizzati da una forte ciclicità, la quale spesso tende a riflettere, se non ad amplificare, l’andamento generale dell’economia. L’impossibilità di valutare la portata e la durata dei cicli economici rende estremamente complesso prevedere le fluttuazioni di domanda e offerta dei prodotti e dei servizi offerti dalle imprese partecipate nei mercati di interesse.

Inoltre, i mercati in cui sono attive le principali imprese partecipate sono esposti alle variazioni dei prezzi dell’energia e delle materie prime, o ad un’eventuale riduzione degli investimenti in infrastrutture.

Conseguentemente, particolari circostanze potrebbero condizionare negativamente i risultati economici, le prospettive di business e le situazioni finanziarie delle imprese partecipate.

RISCHI CONNESSI ALL'ATTIVITÀ DI EXOR

EXOR effettua attività di investimento che comportano rischi tipici quali l'elevata esposizione a certi settori o investimenti, la difficoltà di individuare nuove opportunità di investimento con caratteristiche rispondenti agli obiettivi perseguiti o difficoltà di disinvestimento in conseguenza di mutamenti delle condizioni economiche generali. Le difficoltà potenzialmente connesse all'effettuazione di nuovi investimenti, quali costi e passività inattesi, potrebbero avere effetti negativi sulle condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie della Società.
La possibilità di accesso al mercato dei capitali, alle altre forme di finanziamento e i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating possono limitare la possibilità di accesso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale.
Il rating sull'indebitamento di lungo e di breve termine EXOR, attribuito dall'agenzia Standard & Poor's, è rispettivamente “BBB+” e “A-2” con outlook stabile.

È politica di EXOR e delle società del cosiddetto “Sistema Holdings” mantenere la liquidità disponibile investita in depositi bancari a vista o a brevissimo termine, in strumenti di mercato monetario, obbligazionario e azionario prontamente liquidabili, frazionando gli investimenti su un congruo numero di controparti, avendo come obiettivo primario la pronta liquidabilità di detti investimenti. Le controparti sono selezionate sulla base del merito creditizio e della loro affidabilità.

Tuttavia, anche in considerazione dell'attuale situazione dei mercati finanziari internazionali, non si possono escludere situazioni del mercato che siano di ostacolo alla normale operatività nelle transazioni finanziarie.

I risultati economici di EXOR dipendono, oltre che dai valori di mercato delle principali società partecipate, dai dividendi distribuiti dalle stesse e quindi, in ultima istanza, riflettono l'andamento economico e finanziario e le politiche di investimento e di distribuzione di dividendi di queste ultime. Il deterioramento delle condizioni dei mercati finanziari e dei risultati delle principali società partecipate potrebbero incidere sui risultati economici e sul cash flow di EXOR.

Attraverso le sue partecipazioni in società controllate e collegate EXOR è presente principalmente nel settore delle macchine per l’Agricoltura e le Costruzioni (Gruppo Fiat Industrial), automobilistico (Gruppo Fiat), dei servizi immobiliari (C&W Group), del real estate (Gruppo Almacantar) e del calcio professionistico (Juventus Football Club). Pertanto, EXOR è esposta ai rischi tipici dei mercati e dei settori in cui operano tali partecipate.

Alla stessa data EXOR possiede inoltre una partecipazione in SGS, (15% del capitale) per un controvalore di € 1.969,3 milioni, pari al 21,4% del portafoglio investimenti di EXOR. Pertanto EXOR è esposta al rischio tipico del mercato in cui opera tale società.

Al 31 dicembre 2012 le partecipazioni in Fiat Industrial (30,01% del capitale sociale) e in Fiat (30,05% del capitale sociale) rappresentavano rispettivamente il 33,0% e il 15,7% del valore corrente del portafoglio investimenti di EXOR, calcolato sulla base della metodologia del NAV (Net Asset Value) evidenziata a pagina 5. L'andamento del Gruppo Fiat Industrial e del Gruppo Fiat influenza quindi in modo molto significativo la situazione economica, finanziaria e patrimoniale di EXOR.

EXOR e le sue società controllate e collegate sono esposte ai rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse cui fanno fronte attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura, in coerenza con le politiche di gestione dei rischi adottate da ciascuna. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e finanziari.
Le società controllate e collegate sono generalmente esposte al rischio di credito cui fanno fronte con specifiche procedure di gestione. EXOR, data la sua attività, non è esposta in misura significativa a tale rischio.
EXOR e le sue società controllate e collegate sono esposte a rischi connessi agli esiti di controversie in corso a fronte dei quali procedono, qualora ne valutino la necessità, a stanziamenti di appositi fondi rischi. Tuttavia, non si possono escludere effetti negativi connessi a tali rischi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di EXOR e/o delle società controllate e collegate.

EXOR e le sue società controllate e collegate sono assoggettate alle imposte sui redditi in Italia e all’estero; nel corso della normale attività possono essere soggette a controlli da parte delle autorità fiscali italiane ed estere. Anche se le società ritengono che le stime sulla fiscalità siano ragionevoli, eventuali controversie ad esse correlate possono avere un effetto negativo anche rilevante sul risultato di esercizio.

Nei paragrafi successivi sono inoltre evidenziati i principali rischi e incertezze specifici delle imprese incluse nel consolidamento (Gruppo Fiat Industrial, Gruppo Fiat, C&W Group e Juventus Football Club).

GRUPPO FIAT INDUSTRIAL

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

La situazione economico-patrimoniale e finanziaria di Fiat Industrial è attualmente influenzata, e continuerà ad esserlo in futuro, da vari fattori che compongono il quadro macro-economico - inclusi incrementi o decrementi del prodotto interno lordo, livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, variazioni dei tassi di interesse per il credito al consumo e per le imprese, costo dell’energia, costo delle commodity o di altre materie prime - nei vari paesi in cui Fiat Industrial opera.

Le condizioni finanziarie di molteplici paesi europei continuano ad accrescere la pressione economica sui clienti finali, attuali e potenziali, incluso il network di rivenditori del Gruppo. Ne consegue che alcuni clienti potrebbero ritardare o annullare programmi di acquisto di prodotti e servizi di Fiat Industrial e potrebbero non essere in grado di adempiere tempestivamente alle loro obbligazioni nei confronti del Gruppo. Inoltre, i fornitori del Gruppo potrebbero essere colpiti dalle pressioni economiche che potrebbero incidere negativamente sulla loro capacità di adempiere alle proprie obbligazioni nei confronti del Gruppo, così da determinare possibili ritardi nella consegna dei prodotti, un aumento nel ricorso alle cambiali all’incasso, fallimenti e problemi di scorte. Una particolare preoccupazione riguarda le condizioni economiche dell’Europa (e potenzialmente la tenuta a lungo termine della moneta unica), che rischia di essere afflitta dal default dei debiti sovrani e da altre gravi pressioni che pesano sul sistema bancario dei paesi dell’Unione Europea. Non è certo se le misure adottate dalla Banca Centrale o dal governo ridurranno o elimineranno tale rischio. Inoltre, altri governi nazionali potrebbero continuare ad attuare misure destinate a rallentare il livello di crescita economica nei rispettivi paesi (ad esempio, aumento dei tassi di interesse, riduzione della concessione del credito bancario e altre misure anti inflazionistiche). Qualora vi fosse un significativo arretramento dell’economia globale o dell’economia di regioni chiave, è probabile che diminuisca la domanda di prodotti e servizi del Gruppo e i risultati di gestione, la posizione finanziaria e il flusso di cassa del Gruppo potrebbero risentirne significativamente.

Inoltre, un andamento decrescente dei valori del mercato azionario potrebbe portare molte società, incluso il Gruppo, a riconsiderare attentamente l’eventuale impatto negativo su taluni beni intangibili, quali l’avviamento. Gli elementi presi in esame dal Gruppo al fine di determinare se una rettifica del valore di carico sia necessaria si basano sul giudizio del management e su stime previsionali. Le stime sono influenzate da un numero di fattori, ivi inclusi a scopo esemplificativo e non esaustivo, fattori economici globali e cambiamenti tecnologici. Ciascuno di questi fattori, o di altri fattori inattesi, potrebbe richiedere al Gruppo di considerare la necessità di registrare una rettifica in diminuzione del valore di carico. Nel caso in cui il Gruppo debba registrare una tale rettifica con riferimento a certi beni intangibili, vi sarebbe un impatto negativo sulla situazione finanziaria del Gruppo e sui risultati di gestione.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi al fabbisogno di mezzi finanziari

Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra l’altro, dalla sua capacità di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi derivanti dalla gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il rifinanziamento dei prestiti bancari e l’eventuale ricorso al mercato dei capitali o ad altre fonti di finanziamento. Per quanto il Gruppo abbia posto in essere misure volte ad assicurare che siano mantenuti livelli adeguati di capitale circolante e di liquidità, ulteriori contrazioni nei volumi di vendita potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità delle attività operative del Gruppo di generare cassa. Il Gruppo potrebbe pertanto trovarsi nelle condizioni di dover reperire ulteriori finanziamenti e rifinanziamenti del debito esistente, anche in presenza di condizioni di mercato non favorevoli, con una generale riduzione delle fonti di finanziamento disponibili e costi più elevati. Eventuali difficoltà nel reperire tali finanziamenti potrebbero determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi al rating di Fiat Industrial S.p.A.

Il 5 gennaio 2011 Moody’s Investors Service ha assegnato a Fiat Industrial un Corporate Family Rating di Ba1 e un rating di breve termine "Not Prime", con un outlook stabile. Il 24 febbraio 2011 Standard & Poor’s Rating Services ha assegnato a Fiat Industrial il rating di lungo termine BB+ con outlook negativo, in linea con il rating preliminare assegnato il 4 novembre 2010, ed un rating di breve termine B. Il 22 marzo 2012 Standard & Poor’s ha migliorato l’outlook di Fiat Industrial da negativo a stabile e ha confermato il rating di lungo termine BB+ ed il rating di breve termine B.

In aggiunta ad altri fattori, la possibilità di accesso al mercato dei capitali e i relativi costi sono fortemente dipendenti dal merito di credito che sarà assegnato al Gruppo. Eventuali riduzioni nel merito di credito operate dalle agenzie di rating potrebbero incrementare il costo del capitale per il Gruppo e limitare la possibilità di accesso alle fonti di finanziamento, con conseguenti significativi effetti negativi sulle prospettive di business e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio e d’interesse e rischio di credito

Il Gruppo, che opera su più mercati a livello mondiale, è naturalmente esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alla diversa distribuzione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi esportativi denominati in valute diverse da quelle dell’area di produzione.

Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle proprie attività industriali e di finanziamento della clientela finale e della rete di vendita. Le società di servizi finanziari del Gruppo perseguono una politica di matching, volta a favorire la compensazione degli impatti delle variazioni dei tassi di interesse sugli attivi finanziati e sui debiti. Ciononostante, variazioni nei livelli dei tassi d’interesse possono comportare incrementi o riduzioni nei ricavi, nel costo dei finanziamenti o nei margini.

Coerentemente con le proprie politiche di gestione del rischio, il Gruppo cerca di fare fronte ai rischi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria. 

Le Attività di servizi finanziari svolte dal Gruppo sono altresì esposte al rischio di insolvenza dei concessionari e dei clienti finali, nonché alle condizioni economiche sfavorevoli nei mercati in cui queste attività sono svolte, rischi che il Gruppo cerca di limitare attraverso politiche di selezione dei suoi concessionari e clienti finali basate sul rispettivo merito di credito.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi con il mercato delle macchine per l’agricoltura e per le costruzioni e con quello dei veicoli industriali

L’andamento del settore delle macchine per l’agricoltura è influenzato, in particolare, da fattori quali:

  • l’andamento dei prezzi delle materie prime agricole ed il relativo livello di scorte;
  • il livello del reddito delle imprese agricole; 
  • la domanda di prodotti alimentari; 
  • le politiche agricole, anche in termini di sostegno alle imprese, attuate dai principali governi e/o organismi sovranazionali.

Inoltre, condizioni climatiche poco favorevoli nel corso soprattutto della primavera, stagione particolarmente importante per la raccolta degli ordini di vendita, potrebbero riflettersi in modo negativo sulle scelte di acquisto di macchine per l’agricoltura e, pertanto, sui volumi dei ricavi del Gruppo.

L’andamento del settore delle macchine per le costruzioni è influenzato, in particolare, da fattori quali:

  • gli investimenti pubblici in infrastrutture;
  • le costruzioni di nuovi immobili residenziali/non residenziali.

L’andamento del settore dei veicoli commerciali è influenzato, in particolare, da fattori quali:

  • mutamenti delle condizioni del mercato globale, ivi inclusi mutamenti del livello degli investimenti in attività produttive e della vendita di commodity;
  • la spesa per infrastrutture pubbliche.

I suddetti fattori sono in grado di influenzare in modo marcato la domanda di macchine per l’agricoltura e le costruzioni, nonché di veicoli industriali, e, quindi, i risultati economico-finanziari del Gruppo. 

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi ai rapporti con i dipendenti ed i fornitori.

In diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti sono tutelati da molteplici leggi e/o contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il diritto di essere consultati con riferimento a specifiche tematiche, ivi inclusi il ridimensionamento o la chiusura di reparti e la riduzione dell’organico. Tali leggi e/o contratti collettivi di lavoro applicabili al Gruppo potrebbero influire sulla flessibilità del Gruppo stesso nel ridefinire e/o riposizionare strategicamente le proprie attività. La capacità del Gruppo di operare eventuali riduzioni di personale o altre misure di interruzione, anche temporanea, del rapporto di lavoro è condizionata dall’ottenimento delle necessarie autorizzazioni governative e dal consenso dei sindacati. Eventuali proteste sindacali da parte dei lavoratori dipendenti potrebbero avere effetti negativi sul business dell’azienda.

Inoltre, il Gruppo acquista materie prime e componenti da un ampio numero di fornitori e dipende dai servizi e dai prodotti fornitigli da altre aziende esterne al Gruppo. Alcune di tali imprese sono anche altamente sindacalizzate. Una stretta collaborazione tra il produttore ed i fornitori è usuale nei settori in cui il Gruppo opera e se, da un lato, può portare benefici economici in termini di riduzione dei costi, dall’altro fa sì che il Gruppo debba fare affidamento su detti fornitori con la conseguente possibilità che difficoltà di tali fornitori (siano esse originate da fattori esogeni o endogeni), anche di natura finanziaria o relative alle relazioni industriali, possano ripercuotersi in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi associati all’aumento dei costi, interruzione delle forniture o carenza di materie prime

Il Gruppo si affida a fornitori chiave per talune materie prime, ricambi e componenti. Il Gruppo non può garantire che sarà in grado di mantenere gli accordi con tali fornitori o che potrà, in loro assenza, altrimenti garantire l’accesso alle materie prime, ricambi e componenti. In alcuni casi l’accesso può essere limitato da fattori che esulano dalla sfera di controllo del Gruppo e dei suoi fornitori. Situazioni di crisi economica e disastri ambientali, quali il terremoto e lo tsunami in Giappone avvenuto nel marzo del 2011, potrebbero far sì che i fornitori del Gruppo debbano affrontare significativi sacrifici finanziari e potrebbero, altresì, impedire al Gruppo l’accesso a materie prime, ricambi e componenti di fondamentale importanza. Qualunque interruzione nelle forniture o carenza di materie prime, ricambi e componenti potrebbe influenzare negativamente i costi della produzione del Gruppo, la capacità di evadere gli ordini, la capacità di incrementare le vendite dei propri prodotti e la redditività del business del Gruppo.

Talune società del Gruppo utilizzano per le proprie produzioni una molteplicità di materie prime, ivi  incluso l’acciaio, l’alluminio, il piombo, le resine, il rame e metalli preziosi come platino, palladio e rodio. I prezzi di queste materie prime fluttuano e, talvolta (come accaduto recentemente), si incrementano significativamente per effetto del cambiamento delle condizioni di mercato. Il Gruppo cerca di gestire la propria esposizione a tali fluttuazioni, ma potrebbe non essere in grado di coprire i relativi rischi. Incrementi rilevanti dei prezzi delle materie prime potrebbero comportare un incremento dei costi operativi del Gruppo e ridurre i margini di profitto nel caso in cui non fosse possibile ribaltare l’incremento dei costi sui prezzi di vendita dei prodotti.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi con l’alleanza strategica tra CNH e Kobelco Construction Machinery Co., Ltd.

A far data dal 31 dicembre 2012, è venuto a scadenza la prima fase dell’alleanza globale tra CNH e Kobelco Construction Machinery Co., Ltd., così dando inizio ad una nuova fase del rapporto contrattuale per CNH. Fino al 31 dicembre 2017, CNH continuerà a poter acquistare beni all’ingrosso e componenti di ricambio da Kobelco al fine di procedere con la produzione di escavatori nei propri stabilimenti, grazie alla tecnologia Kobelco. Con il termine della prima fase dell’alleanza globale, CNH e Kobelco cesseranno di detenere congiuntamente la proprietà di alcune società costituite nell’ambito della citata alleanza globale. Cesseranno, inoltre, le restrizioni alle vendite e alla commercializzazione previste in base a tale alleanza globale. Sebbene il Gruppo si attenda una fase di transizione priva di problematiche particolari rispetto ai mutamenti messi in atto, un fallimento nel realizzare tale transizione e nell’ottenere i benefici attesi potrebbe ripercuotersi in maniera significativamente negativa sulle linee di produzione del Gruppo, sul network di distribuzione delle macchine per le costruzioni, sulla posizione finanziaria e sui risultati della gestione.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi al management

Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall’abilità dei propri amministratori esecutivi e degli altri componenti del management di amministrare efficacemente il Gruppo e le singole aree di business. La perdita delle prestazioni di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave senza un’adeguata sostituzione, nonché l’incapacità di attrarre e trattenere risorse nuove e qualificate, ivi inclusa la perdita delle prestazioni di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave che potrebbe avvenire in conseguenza della proposta operazione di Fusione, potrebbe, pertanto, avere effetti negativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi all’alta competitività nei settori in cui il Gruppo opera

Tutti i ricavi del Gruppo sono sostanzialmente generati nei settori altamente concorrenziali della produzione e distribuzione di macchine per l’agricoltura e le costruzioni, di veicoli industriali, nonché dei relativi sistemi powertrain. Il Gruppo concorre in Europa ed America Latina con altri gruppi di rilievo internazionale nella produzione e distribuzione di veicoli industriali, nonché in Europa, Nord America e America Latina con altri gruppi internazionali e diversi operatori locali nella produzione e distribuzione di macchine per l’agricoltura e le costruzioni e nella fornitura di componenti relativi a tali produzioni. Tali mercati sono altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, di innovazione, di condizioni economiche, di risparmio dei consumi, di affidabilità e sicurezza, di assistenza ai clienti e di servizi finanziari offerti. Nel corso degli ultimi anni, la competitività – in particolare in termini di prezzo – è aumentata significativamente nei settori in cui il Gruppo opera. Qualora il Gruppo non fosse in grado di fronteggiare efficacemente il contesto esterno di riferimento, si potrebbe determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla politica ambientale ed agli interventi governativi in genere

I prodotti e le attività del Gruppo sono soggetti a molteplici norme e regolamenti (locali, nazionali e sovranazionali) in materia ambientale, e tale regolamentazione è oggetto di revisione in senso restrittivo in molte aree geografiche in cui il Gruppo opera. Tale normativa riguarda, tra l’altro, sia i prodotti, con la previsione di norme sempre più severe in materia di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera, riduzione dei consumi di combustibili e sicurezza, sia gli stabilimenti, interessati dalla normativa in materia di emissioni in atmosfera, smaltimento dei rifiuti, smaltimento delle acque e divieto di contaminazione dei terreni. Per adeguarsi a tali norme e regolamenti, il Gruppo impiega ingenti risorse e prevede di dover continuare a sostenere costi elevati in futuro.

Inoltre, gli interventi dei Governi diretti a stimolare la domanda dei consumatori per i prodotti del Gruppo, sotto forma di cambiamenti di agevolazioni fiscali o di concessione di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli, possono condizionare in maniera significativa, sia a livello temporale sia a livello quantitativo, i ricavi del Gruppo. I termini, le dimensioni e la durata di tali interventi governativi non sono prevedibili ed esulano dalla sfera di competenza del Gruppo. Ogni mutamento sfavorevole nell’indirizzo degli interventi governativi in relazione alle suddette misure potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla capacità di offrire prodotti innovativi

Il successo delle attività del Gruppo dipenderà dalla capacità di mantenere o incrementare le quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che garantiscano adeguati livelli di redditività. In particolare, qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi e competitivi rispetto a quelli dei principali concorrenti in termini, tra l’altro, di prezzo, qualità, funzionalità, o qualora vi fossero dei ritardi nell’offerta al mercato di prodotti strategici per il business del Gruppo, le quote di mercato del Gruppo potrebbero ridursi con un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla presenza del Gruppo in mercati emergenti 

La capacità del Gruppo di sviluppare il proprio business dipende in misura crescente dalla sua abilità di incrementare la propria quota di mercato ed operare con profitto in paesi emergenti, quali il Brasile, la Russia, l’India, la Cina, l’Argentina e la Turchia. Inoltre, il Gruppo potrebbe avvalersi in misura crescente di fornitori di componenti nei suddetti  mercati. La messa in atto da parte del Gruppo di tali strategie richiederà un significativo investimento in termini di capitale ed altre risorse e comporterà diversi rischi. A titolo esemplificativo, il Gruppo potrebbe incontrare difficoltà nell’ottenere le necessarie autorizzazioni governative in tempi utili. Inoltre, il Gruppo potrebbe riscontrare ritardi e sostenere costi significativi per quanto concerne la costruzione delle strutture di produzione, l’instaurazione di legami di fornitura e l’avvio della produzione. A ciò si aggiunga che i clienti finali nel contesto di tali mercati potrebbero non accettare immediatamente i prodotti del Gruppo. Il Gruppo potrebbe riscontrare difficoltà quale risultato della diffusione della corruzione ed altre irregolarità nelle pratiche di mercato in alcune aree geografiche. Alcuni di questi paesi con mercati emergenti potrebbero, inoltre, essere soggetti ad un maggiore livello di instabilità economica e politica che potrebbe incidere negativamente sulla situazione finanziaria del Gruppo, sui suoi risultati economici e sui suoi flussi di cassa.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi con il mercato dei Capital Goods

I produttori di Capital Goods, quali CNH ed Iveco, risentono più di altri dei seguenti fattori:

  • andamento dei mercati finanziari, in termini di disponibilità di accesso al mercato delle securitization e delle condizioni di tale accesso in termini di onerosità dei tassi d’interesse. In particolare, in Nord America le attività finanziarie di CNH a favore dei dealer e dei clienti finali sono finanziate in modo rilevante tramite operazioni di asset-backed securitization. Condizioni negative dei mercati finanziari, e di quello delle operazioni di asset-backed securitization in particolare, potrebbero quindi avere un impatto significativo sulle prospettive di business del Gruppo, sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria;
  • ciclicità, che può determinare repentine cadute della domanda, con effetti negativi anche sul livello delle scorte e sui prezzi dei beni, sia nuovi sia usati. In generale, la domanda di Capital Goods presenta un’elevata correlazione con il ciclo economico, presentando fluttuazioni anche più marcate.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi relativi ai piani pensionistici a benefici definiti del Gruppo e ad altri piani del Gruppo successivi alla cessazione del rapporto di lavoro

Alla data del 31 dicembre 2012, i piani pensionistici a benefici definiti ed altri piani successivi alla cessazione del rapporto di lavoro risultavano sotto finanziati per una somma pari a circa € 1.857 milioni. Il suddetto ammontare includeva le obbligazioni derivanti dai piani pensionistici a benefici definiti, nonché da altri piani relativi al trattamento successivo alla cessazione del rapporto di lavoro per una somma pari a € 801 milioni in relazione a piani che il Gruppo non è allo stato tenuto a finanziare. Mutamenti delle disposizioni di legge applicabili potrebbero incidere sugli obblighi di finanziamento futuri.

L’ammontare finanziato dei piani pensionistici a benefici definiti e dei piani successivi alla cessazione del rapporto di lavoro è soggetto a molteplici fattori. Qualora gli obblighi del Gruppo rispetto ad un piano siano non finanziati o sotto finanziati, il Gruppo dovrà usare i proventi della gestione e altre risorse per far fronte alle proprie obbligazioni alla rispettiva data di scadenza. Inoltre, in considerazione del fatto che le attività che attualmente finanziano tali obbligazioni sono in primo luogo investite in strumenti di debito e in partecipazioni azionarie, il valore di tali attività sarà soggetto a variazione a causa dell’andamento del mercato. Negli ultimi anni, tali fluttuazioni sono state significative e negative e non si può garantire che non saranno significative e negative anche in futuro. 

Gruppo Fiat Industrial - Rischi relativi all’operatività del Gruppo su scala globale

Alcuni di questi rischi includono: 

  • modifiche a leggi, regolamenti e politiche con riferimento a:
    • oneri e spese in importazioni ed esportazioni,
    • restrizioni valutarie,
    • progettazione, produzione e vendita dei prodotti del Gruppo, ivi incluso, a titolo esemplificativo, la regolamentazione relativa alle emissioni dei motori,
    • tassi di interesse e disponibilità di credito a favore di rivenditori e clienti del Gruppo,
    • diritti di proprietà e diritti contrattuali,
    • località per la vendita e soggetti legittimati all’acquisto, 
    • imposte;
  • regolamentazione derivante da mutamenti nelle iniziative intraprese delle organizzazioni mondiali e dai relativi accordi;
  • modifiche nelle dinamiche dei settori e dei mercati in cui il Gruppo opera;
  • desideri ed esigenze dei clienti mutevoli e non prevedibili;
  • azioni dei concorrenti del Gruppo mutevoli e non prevedibili;
  • interruzioni della manodopera;
  • cambiamenti nei programmi di governo per il risanamento del debito e sussidi in alcuni mercati significativi quale il Brasile; 
  • guerre, conflitti civili e terrorismo.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi derivanti dalla Scissione di Fiat S.p.A. a favore di Fiat Industrial

Ai sensi del diritto italiano, Fiat Industrial è responsabile, anche a seguito della Scissione di Fiat S.p.A. a favore di Fiat Industrial, in solido con Fiat (in caso di inadempimento da parte di quest’ultima) in relazione ai debiti di Fiat sorti anteriormente all’efficacia della Scissione e ancora in essere a tale data. Tale responsabilità, prevista per legge, è limitata al valore del patrimonio netto attribuito a Fiat Industrial nella Scissione e permarrà fino a quando i debiti di Fiat esistenti alla data della Scissione saranno pienamente soddisfatti. Inoltre, Fiat Industrial potrebbe essere solidalmente responsabile con Fiat per debiti d’imposta, anche nel caso in cui tali debiti eccedano il valore del patrimonio netto assegnato a Fiat Industrial nella Scissione. Le suddette passività potenziali, come tutte le altre passività di Fiat Industrial, saranno assunte dalla società riveniente dalla proposta Fusione quale successore universale di Fiat Industrial in virtù della Fusione stessa.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi con procedimenti legali pendenti

Il Gruppo è coinvolto in diversi procedimenti concernenti responsabilità da prodotto, garanzie sui prodotti, performance dei prodotti, amianto, lesioni personali, questioni ambientali, nonché in indagini governative ed altri procedimenti legali connessi al normale svolgimento della propria attività. Il Gruppo effettua una previsione circa l’esito e il sorgere di potenziali procedimenti e circa le relative passività potenziali e, ove opportuno, accantona i fondi necessari a far fronte alle suddette passività. L’esito dei procedimenti pendenti nei confronti del Gruppo è incerto e, sebbene non si preveda che tali pretese possano avere, singolarmente considerate, un effetto negativo rilevante sulla situazione finanziaria del Gruppo o sulla sua redditività, tali procedimenti potrebbero avere, nel complesso, un effetto negativo rilevante sulla situazione finanziaria consolidata del Gruppo, sui flussi di cassa, sui risultati di gestione o sulla redditività.

Inoltre, il Gruppo potrebbe essere soggetto in futuro a provvedimenti o concludere accordi transattivi che potrebbero avere un significativo effetto negativo sui risultati di gestione nel periodo di riferimento. In aggiunta, sebbene il Gruppo mantenga una copertura assicurativa con riferimento a talune particolari pretese, il Gruppo stesso potrebbe non essere in grado in futuro di ottenere una copertura assicurativa accettabile con riferimento a tutti ovvero a ciascun singolo procedimento legale.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi ai servizi finanziari

Rischio di credito
Il rischio di credito connesso ai propri clienti è un fattore fondamentale che ogni entità che eroghi credito deve considerare. Il merito di credito di ogni cliente, nonché i tassi di inadempimento, recupero e perdite nette connesse ai prestiti erogati a clienti sono influenzate da diversi fattori tra cui:

  • il settore di riferimento e le condizioni economiche generali;
  • la disponibilità di capitale;
  • le fluttuazioni nei tassi di interesse;
  • l’esperienza e le competenze del team dedicato alla gestione dei clienti;
  • i prezzi delle commodity;
  • gli eventi politici;
  • la situazione climatica; 
  • il valore dei beni posti a garanzia del credito erogato.

Un effetto negativo sulla qualità delle attività finanziarie del Gruppo, una crescita degli inadempimenti o una riduzione nei livelli di recupero dei beni posti a garanzia potrebbero avere un impatto negativo sulla performance delle società di servizi finanziari del Gruppo. Tali rischi diventano maggiormente intensi in occasione di situazioni di crisi economica o recessione dovuta a una diminuzione della domanda di (o della disponibilità del) credito, ad un decremento del valore delle attività, a modifiche nelle sovvenzioni governative, a riduzioni nel rapporto fra erogazioni e garanzie, nonché ad un incremento di inadempimenti, pignoramenti e perdite. In tali circostanze, i costi connessi allo svolgimento di servizi finanziari nonché al relativo contenzioso potrebbero aumentare. Inoltre, i governi potrebbero emanare leggi o implementare regolamenti, che modifichino i diritti e gli obblighi ai sensi degli accordi esistenti, o che proibiscano o limitino l’esercizio dei diritti contrattuali.

In caso di default sui prestiti erogati e di conseguente ripossesso dei beni posti a garanzia del prestito ad opera delle società del Gruppo che svolgono servizi finanziari, la capacità del Gruppo di recuperare o limitare le perdite tramite la vendita di tali beni è soggetta al valore di mercato dei beni stessi. Tali valori vengono influenzati dai livelli delle scorte di macchinari per l’agricoltura e le costruzioni nuovi ed usati, così come di veicoli industriali, nel mercato. I suddetti valori dipendono altresì dalla forza o dalla debolezza della domanda di macchinari per l’agricoltura e le costruzioni nuovi ed usati, così come di veicoli industriali, che sono a loro volta influenzati dalla solidità dell’economia in generale. Inoltre, i beni ripossessati dal Gruppo potrebbero non essere in condizioni ottimali, con conseguente riduzione del relativo valore. Da ultimo, il prezzo dei macchinari usati, confrontato con il prezzo di quelli nuovi, può influenzare i livelli della domanda di mercato e la rivendita di tali macchinari ripossessati. Una diminuzione della domanda di macchinari per l’agricoltura e le costruzioni, così come di veicoli industriali, che coinvolga l’intero settore industriale può risolversi nella diminuzione del valore di vendita dei macchinari ripossessati, il che aumenterebbe la perdita su prestiti e leasing, influenzando negativamente la situazione finanziaria del Gruppo, il risultato di gestione e i flussi di cassa.

Rischio di liquidità
L’attività di servizi finanziari del Gruppo ha fatto tradizionalmente affidamento sul mercato delle cartolarizzazioni asset-backed (“ABS”) e dei finanziamenti asset-backed quale primaria fonte di finanziamento e liquidità. L’accesso alle fonti di finanziamento a tassi competitivi è di essenziale importanza per le società di servizi finanziari del Gruppo. A partire dalla metà del 2007 e fino al 2009, si sono verificati taluni eventi nel mercato finanziario globale, incluso l’indebolimento delle condizioni finanziarie di diverse primarie istituzioni finanziarie, i problemi connessi ai mutui subprime e ad altri strumenti finanziari, la svalutazione di diversi beni in mercati secondari, la vendita forzata di ABS ed altri titoli da parte di alcuni investitori e svalutazione di alcuni ABS, eventi che hanno causato una significativa riduzione della liquidità nei mercati secondari per le cartolarizzazioni ancora in circolazione a quei tempi ed un significativo aumento dei costi di finanziamento. Nel corso di tali periodi, le condizioni nel mercato degli ABS hanno avuto un impatto negativo sulla capacità del Gruppo di cedere i propri crediti in maniera favorevole o in tempi ragionevoli. Simili circostanze potrebbero avere in futuro un impatto negativo sulla situazione finanziaria del Gruppo e sui risultati di gestione. Alla luce del fatto che le società di servizi finanziari del Gruppo finanziano una porzione significativa delle vendite di macchinari del Gruppo, tali vendite potrebbero risentire di un effetto negativo qualora le suddette società di servizi finanziari non fossero in grado di accedere a fonti di finanziamento a condizioni accettabili.

Al fine di mantenere la competitività nel mercato dei capitali e promuovere l’uso efficiente delle varie fonti di finanziamento, è stato previsto un maggior livello di garanzia a carico del Gruppo con riferimento a taluni ABS precedentemente emessi. Tali ulteriori garanzie potrebbero essere richieste per mantenere il rating del credito assegnato a tali operazioni nel caso in cui le perdite verificatesi fossero maggiori di quelle previste. Il bisogno di fornire garanzie aggiuntive potrebbe avere un impatto negativo sulla situazione finanziaria del Gruppo, sul risultato di gestione e sui flussi di cassa.

Rischio da riacquisto
In relazione alle operazioni di ABS poste in essere, il Gruppo presta le usuali dichiarazioni e garanzie con riferimento ai beni posti a garanzia, come descritto nei relativi documenti di offerta. Sebbene non siano previste disposizioni che consentano ai possessori di titoli asset-backed emessi dal Gruppo di imporre al Gruppo stesso il riacquisto di tali titoli, una violazione di tali dichiarazioni e garanzie potrebbe generare l’obbligo di riacquisto dei crediti non conformi. Qualunque riacquisto futuro potrebbe avere un impatto negativo sulla situazione finanziaria del Gruppo, sul risultato di gestione e sui flussi di cassa.

Rischio regolamentare
L’attività delle società di servizi finanziari del Gruppo è soggetta, in alcuni casi, alla supervisione e regolamentazione di diverse autorità governative. Tale attività è soggetta, inoltre, a diverse leggi, provvedimenti e interpretazioni giurisprudenziali ed amministrative contenenti obblighi e restrizioni, tra cui:

  • regolamentazione delle attività di concessione di credito, inclusa la fissazione di requisiti per l’ottenimento delle autorizzazioni;
  • fissazione di parametri con riferimento a tassi di interesse massimi, importi finanziati ed altri costi;
  • regolamentazione della copertura assicurativa dei clienti;
  • obblighi informativi nei confronti dei clienti;
  • regolamentazione delle operazioni garantite e non garantite;
  • regolamentazione delle attività di raccolta, revoca, ripossesso dei beni posti a garanzia e gestione del contenzioso e altre pratiche di mercato;
  • divieto di discriminazione nella concessione del credito e relativa gestione; 
  • regolamentazione del trattamento e della diffusione delle informazioni relative al beneficiario.

Qualora le leggi applicabili siano modificate o interpretate diversamente, ovvero siano adottate nuove norme che estendano l’ambito di applicazione della regolamentazione alle attività finanziarie ovvero le leggi applicabili vietino l’applicazione di tassi di interessi tali da remunerare il rischio e le condizioni di mercato, tali eventi potrebbero avere un impatto negativo sulle società di servizi finanziari del Gruppo, la sua situazione finanziaria ed il risultato di gestione.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi con il significativo indebitamento del Gruppo

L’indebitamento del Gruppo potrebbe avere importanti conseguenze sulla sua attività e sui suoi risultati finanziari, ivi inclusi:

  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di garantire le fonti di finanziamento addizionali per il capitale di funzionamento, gli investimenti, il ripagamento del debito o il raggiungimento degli obiettivi aziendali;
  • il Gruppo potrebbe avere bisogno di usare una parte dei propri flussi di cassa derivanti dalla gestione operativa per pagare l’importo in linea capitale e gli interessi sul proprio indebitamento, il che potrebbe ridurre l’ammontare delle risorse finanziarie a disposizione del Gruppo per altri scopi;
  • il Gruppo potrebbe essere indebitato finanziariamente in misura maggiore rispetto ai propri concorrenti, il che potrebbe porlo in uno svantaggio competitivo;
  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di adeguarsi rapidamente al mutare delle condizioni di mercato, il che potrebbe renderlo più vulnerabile in caso di peggioramento delle condizioni economiche generali o dei suoi business; 
  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di accedere ai mercati finanziari in termini vantaggiosi, il che potrebbe avere un impatto negativo sulla sua capacità di offrire programmi di finanziamento competitivi ai clienti finali e alla rete di vendita.

Tali rischi sono acuiti dall’attuale volatilità dei mercati finanziari derivante dalle sensibili difficoltà finanziarie e creditizie di diversi governi e istituzioni finanziarie, in particolare nell’Eurozona.

Tra i benefici attesi dalla Fusione, ci si aspetta una riduzione dei costi di finanziamento nel tempo grazie al miglioramento del posizionamento nel mercato dei capitali della società risultante dalla Fusione. Tuttavia, talune circostanze ed alcuni rischi descritti potrebbero ritardare o ridurre il contenimento dei costi derivante dalle future strutture di finanziamento e il risparmio previsto potrebbe non realizzarsi in pieno o del tutto.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi ai covenant di cui ai contratti di finanziamento a carico del Gruppo

Alcuni contratti di finanziamento o altri accordi relativi all’indebitamento del Gruppo o di società del Gruppo contengono taluni covenant che limitano la capacità delle società facenti parte del Gruppo di, tra l’altro:

  • contrarre ulteriori debiti;
  • effettuare alcuni investimenti;
  • concludere alcuni tipi di operazioni con società collegate;
  • vendere alcuni beni o fondersi con o in altre società;
  • usare i propri beni come garanzia in altre operazioni; e
  • concludere operazioni di vendita con patto di riacquisto.

PRINCIPALI RISCHI ED INCERTEZZE CONNESSI ALL’OPERAZIONE DI FUSIONE FIAT INDUSTRIAL-CNH (L’“OPERAZIONE”)

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi al Rapporto di Cambio

I Rapporti di Cambio previsti nell’Accordo relativo alla Fusione non subiranno aggiustamenti in conseguenza di eventuali variazioni del valore delle azioni ordinarie CNH o del valore delle azioni ordinarie Fiat Industrial ovvero del valore delle attività di CNH o di Fiat Industrial. Qualora il valore delle azioni ordinarie CNH aumenti o diminuisca rispetto al valore delle azioni Fiat Industrial (ovvero il valore delle attività di CNH aumenti o diminuisca rispetto al valore delle attività di Fiat Industrial) prima del perfezionamento della Fusione, il valore di mercato delle azioni ordinarie della NewCo (che saranno assegnate agli azionisti nel contesto della Fusione) potrebbe essere maggiore o inferiore rispetto al valore attuale delle loro azioni.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alla possibile opposizione dei creditori

Ai sensi dell’articolo 2503 del codice civile, la Fusione Fiat Industrial non potrà essere attuata prima che siano trascorsi 60 giorni dall’ultima delle iscrizioni previste dall’articolo 2502-bis del codice civile, fermi restando gli ulteriori rimedi e diritti previsti a tutela dei creditori dal codice civile.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi ai possibili interessi divergenti tra il management e gli azionisti di Fiat Industrial e CNH in relazione all’Operazione

Alcuni amministratori di Fiat Industrial che raccomandano ai propri azionisti di votare in favore del Progetto di Fusione Fiat Industrial e delle operazioni ivi previste, potrebbero esprimere interessi che potrebbero essere divergenti da quelli degli altri azionisti di Fiat Industrial e CNH. La percezione di benefici economici o altri benefici connessi con la Fusione potrebbe influenzare i suddetti soggetti nel raccomandare agli azionisti di Fiat Industrial di votare in favore dell’approvazione del progetto di fusione e delle operazioni ivi contemplate. Anche alcuni dei dirigenti esecutivi di Fiat Industrial beneficiano di accordi di incentivazione che potrebbero comportare la presenza di loro interessi nel contesto delle Fusioni.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi ai costi dell’Operazione

NewCo, Fiat Industrial e CNH hanno sostenuto e si aspettano di continuare a sostenere costi significativi in relazione alla Fusione, inclusi i compensi spettanti ai rispettivi advisors. Inoltre, Fiat Industrial potrebbe essere tenuta al pagamento dell’importo massimo di € 325.000.000 a favore degli azionisti che abbiano esercitato il diritto di recesso e dei creditori che abbiano proposto opposizione alla Fusione Fiat Industrial. NewCo, Fiat Industrial e CNH potrebbero dover sostenere costi non preventivati connessi all’Operazione e alla quotazione delle azioni ordinarie di NewCo. I costi non preventivati potrebbero avere un effetto negativo sui risultati di gestione di NewCo a seguito del perfezionamento della Fusione.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi relativi al meccanismo di voto multiplo che NewCo adotterà

Gli azionisti di Fiat Industrial e gli azionisti di CNH che siano presenti, o comunque rappresentati, all’assemblea degli azionisti chiamata ad approvare la Fusione (indipendentemente da come votino) e che continuino a detenere le proprie azioni ordinarie Fiat Industrial e/o le azioni ordinarie CNH dalla record date della rispettiva assemblea straordinaria e fino al perfezionamento della Fusione Fiat Industrial o della Fusione CNH potranno scegliere di ricevere un’azione a voto multiplo in aggiunta a ciascuna azione ordinaria di NewCo ricevuta nel contesto della Fusione. Inoltre, a seguito della Fusione, gli azionisti che detengano azioni ordinarie NewCo per un periodo ininterrotto di tre anni potranno scegliere di ricevere un’azione a voto multiplo in aggiunta a ciascuna azione NewCo detenuta, purché tali azioni siano state registrate nel Registro Fedeltà su richiesta del relativo titolare.

Qualora gli azionisti di Fiat Industrial e di CNH che detengano un numero consistente di azioni ordinarie di Fiat Industrial e/o di CNH scelgano di ricevere azioni a voto multiplo nel contesto della Fusione o vengano a detenere azioni a voto multiplo successivamente alla Fusione, ovvero qualora gli azionisti di NewCo che detengano un numero consistente di azioni ordinarie NewCo per un periodo ininterrotto di tre anni scelgano di ricevere azioni a voto multiplo, certi azionisti potrebbero essere in grado di esercitare una significativa porzione di voti in assemblea.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi alle condizioni sospensive apposte all’Operazione

Ai sensi dell’accordo di Fusione, a seguito dell’approvazione da parte delle assemblee degli azionisti, il perfezionamento della Fusione sarà condizionato all’avveramento delle, o (ove consentito ai sensi delle applicabili disposizioni legislative) alla rinuncia alle, condizioni sospensive apposte alla fusione. Il perfezionamento di ciascuna fusione sarà anche condizionato al perfezionamento della precedente fusione. Pertanto, ad oggi non vi può essere certezza circa l’effettivo perfezionamento dell’Operazione. A seguito dell’approvazione della Fusione da parte degli azionisti di Fiat Industrial, qualora Fiat Industrial o CNH volessero rinunciare a talune delle condizioni sospensive della Fusione, l’approvazione assembleare di tali rinunce potrebbe non essere richiesta o dovuta.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi connessi a contratti che contengono clausole di cambio di controllo

Fiat Industrial e CNH sono parti di contratti di joint venture, contratti di fornitura, di licenza, di finanziamento e di altra natura, alcuni dei quali contengono clausole che potrebbero essere attivate dall’esecuzione della Fusione, quali previsioni di inadempimento, clausole risolutive, clausole di scadenza anticipata o rimborso anticipato e/o previsioni sull’obbligo di riacquisto.

Inoltre, altri contratti di cui Fiat Industrial e CNH sono parti potrebbero richiedere il pagamento di penali in relazione alla prospettata Operazione. Qualora Fiat Industrial o CNH non siano in grado di ottenere un waiver o un consenso a quanto richiesto da tali clausole, l’operatività delle succitate previsioni potrebbe causare la perdita di significativi diritti contrattuali e benefici, nonché la risoluzione di accordi di joint venture, contratti di fornitura e licenza ovvero potrebbe richiedere la rinegoziazione di finanziamenti e/o il pagamento di penali significative. Non è possibile avere la certezza che NewCo sarà in grado di negoziare nuovi accordi prevedendo termini favorevoli in assoluto o analoghi a quelli che attualmente Fiat Industrial o CNH hanno negoziato.

Gruppo Fiat Industrial - Rischi relativi alle implicazioni fiscali dell’Operazione

Le implicazioni fiscali connesse all’Operazione sono in fase di valutazione. I principali rischi che sorgono dall’Operazione sono relativi alla tassazione relativa alle attività che saranno trasferite nella NewCo ed alla continuità del consolidato fiscale italiano.

La Fusione di Fiat Industrial è fiscalmente neutrale con riguardo a quelle attività di Fiat Industrial S.p.A. che rimarranno collegate alla stabile organizzazione italiana mentre le altre daranno luogo alla tassazione ritenendosi realizzate. Nella futura struttura organizzativa, solo le partecipazioni in società italiane saranno trasferite alla stabile organizzazione.

Come conseguenza dell’Operazione, Fiat Industrial S.p.A. presenterà un interpello all’autorità fiscale italiana per ottenere la continuazione del consolidato fiscale che attualmente include Fiat Industrial e le sue controllate italiane. E’ possibile che possa essere negato l’utilizzo delle perdite fiscali correnti e pregresse per compensare la tassazione delle plusvalenze derivanti dall’Operazione o dei futuri redditi del consolidato fiscale. Si precisa peraltro che su tali perdite fiscali non sono stati iscritti crediti per imposte differite attive.

 

GRUPPO FIAT

Gruppo Fiat - rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

La situazione economico-finanziaria del Gruppo può essere influenzata dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico - inclusi incrementi o decrementi del prodotto interno lordo, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, variazioni dei tassi di interesse per il credito al consumo e alle imprese, i prezzi dell’energia, il costo delle commodity o di altre materie prime e il tasso di disoccupazione - nei vari paesi in cui il Gruppo opera.

A partire dal 2008, i mercati finanziari hanno subito forti turbolenze a livello globale che hanno comportato un notevole deterioramento dell’economia. La recessione economica globale del 2008 e del 2009 che ha caratterizzato sostanzialmente tutte le aree geografiche e i settori dell’economia, si è anche riflessa in una forte diminuzione della domanda di automobili. Nonostante il 2010, il 2011 e anche il 2012 abbiano evidenziato deboli segnali di ripresa a livello globale, le prospettive economiche mondiali rimangono incerte.

In Europa, nonostante le misure adottate da molti Governi, organismi nazionali e internazionali e dalle autorità monetarie per fornire supporto finanziario agli stati membri dell’Eurozona in difficoltà, per ricapitalizzare alcune banche in situazione critica e per fronteggiare l’eventualità di un default del debito sovrano da parte di alcuni Paesi, persistono riserve sul peso del debito di certi Paesi dell’Eurozona, tra cui l’Italia, e sulla loro capacità di onorare gli impegni finanziari futuri, come anche sulla stabilità complessiva dell’euro e sulla sua funzionalità come moneta unica, in considerazione della diversità dei contesti economici e politici tra gli Stati Membri dell’Eurozona. Questi sviluppi potenziali potrebbero condizionare le possibilità di ripresa dell’economia a livello globale, così come anche la situazione finanziaria di alcune istituzioni europee, e potrebbero comportare maggiore volatilità, minore liquidità, crescita nei differenziali tra tassi di interesse (spread) e perdita di trasparenza dei prezzi sul mercato del credito. Inoltre le diffuse misure di austerity attuate in Europa e in altre aree in cui il Gruppo opera, potrebbero continuare a influenzare negativamente la fiducia dei consumatori, il loro potere di acquisto e capacità di spesa. Ciò potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo Fiat, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Inoltre, i bassi tassi di crescita hanno ultimamente caratterizzato non solo le economie più sviluppate, ma anche i maggiori mercati emergenti, quali la Cina, il Brasile e l’India, paesi nei quali anche la debolezza delle esportazioni e della domanda interna ha comportato un rallentamento dell’economia. Questi potenziali sviluppi potrebbero incidere in maniera significativamente negativa sui business del Gruppo.

A seguito dell’acquisizione del controllo di Chrysler nel 2011, oltre il 50% dei ricavi del Gruppo sono generati nella regione NAFTA poiché Chrysler vende i suoi veicoli principalmente in Nord America (Stati Uniti e Canada). Sebbene Chrysler stia cercando di incrementare la percentuale di vendite al di fuori del Nord America (direttamente o attraverso Fiat), si prevede che i risultati delle proprie attività continueranno a dipendere sostanzialmente dalle vendite sui mercati nord americani, in particolare negli Stati Uniti. Qualsiasi significativo deterioramento delle condizioni economiche degli Stati Uniti e/o del Canada potrebbe conseguentemente avere un effetto negativo sui risultati economici, sulla situazione finanziaria e sui flussi di cassa del Gruppo Fiat.

In generale, il Gruppo opera principalmente in un settore storicamente soggetto ad elevata ciclicità, che tende a riflettere il generale andamento dell’economia, in taluni casi anche ampliandone la portata. A causa delle difficoltà nel prevedere la dimensione e la durata dei cicli economici, non si può fornire alcuna assicurazione circa gli andamenti futuri della domanda dei prodotti venduti dal Gruppo nei mercati in cui il Gruppo stesso opera.

In aggiunta, anche in assenza di una crescita economica lenta o di recessione, altre circostanze economiche – come l’incremento dei prezzi dell’energia, fluttuazioni dei prezzi delle materie prime o una riduzione della spesa in infrastrutture – potrebbero avere conseguenze negative sul settore in cui opera il Gruppo e congiuntamente con gli altri fattori citati in precedenza, potrebbero determinare un impatto negativo significativo sulle prospettive di business del Gruppo, sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi all’elevato livello di concorrenzialità e ciclicità nell’industria dell’automobile

Sostanzialmente tutti i ricavi del Gruppo sono generati nell’industria automobilistica, che è altamente concorrenziale e comprende il settore della produzione e distribuzione di automobili, veicoli commerciali leggeri e componenti e sistemi di produzione. Il Gruppo compete in Europa, Nord America, America Latina e nell’area Asia-Pacifico con altri gruppi di rilievo internazionale nella produzione e distribuzione di automobili, veicoli commerciali leggeri e nella fornitura dei relativi componenti. Tali mercati sono tutti altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, innovazione, prezzo, efficienza nei consumi, affidabilità e sicurezza, assistenza alla clientela e servizi finanziari offerti.

Nel corso degli ultimi anni, la concorrenza – in particolare in termini di prezzo – è aumentata significativamente nel settore in cui il Gruppo opera. Inoltre, in parte anche a causa della recente contrazione della domanda di veicoli, la capacità produttiva mondiale nell’industria dell’auto supera abbondantemente la domanda corrente. Questa sovraccapacità produttiva, combinata con l’elevato grado di concorrenza e con le condizioni di debolezza delle maggiori economie mondiali, potrebbe aumentare la tensione sui prezzi dei veicoli.

Fiat ha un’incidenza di costi fissi relativamente elevata e potrebbe incontrare significative limitazioni nella sua capacità di ridurre i costi fissi per mezzo di chiusure di stabilimenti e/o riduzione del costo del lavoro. I principali concorrenti di Fiat potrebbero reagire a questo contesto cercando di rendere i loro modelli più attraenti o più convenienti agli occhi della clientela, aggiungendo optional, offrendo finanziamenti agevolati o programmi di leasing, sconti, riduzioni di prezzo o altre forme di incentivazione, oppure ancora riducendo i prezzi di vendita su taluni mercati. In aggiunta, i costruttori che operano in paesi con costi di produzione più bassi, hanno annunciato l’intenzione di esportare automobili a basso costo sui mercati maturi. Queste iniziative hanno avuto, e potrebbero continuare ad avere, un impatto negativo sul prezzo dei veicoli Fiat, sulle quote di mercato e sui risultati operativi. L’offerta di veicoli attraenti per la clientela può ridurre i rischi di una più aspra concorrenza basata sui prezzi, mentre l’offerta di veicoli che fossero percepiti come meno attraenti (in termini di prezzo, qualità, stile, sicurezza o altro) può amplificare questi rischi.

Variazioni nei volumi di vendita potrebbero avere effetti di estrema rilevanza per Fiat a causa dell’elevato livello di costi fissi. Inoltre, il Gruppo generalmente incassa i corrispettivi delle vendite alla rete entro pochi giorni dalla consegna dei veicoli, mentre trascorre un lasso di tempo tra il momento dell’acquisto dei materiali e componenti e il loro pagamento. Di conseguenza il Gruppo tende a operare con un capitale di funzionamento caratterizzato dai termini di pagamento sopra descritti, per cui i periodi in cui si verificano cali nelle vendite sono caratterizzati da un impatto significativamente negativo sui flussi di cassa e sulla liquidità, poiché il Gruppo continua a pagare le forniture in un periodo in cui si riducono gli incassi dalle vendite. Se le vendite dovessero scendere a livelli al di sotto di quelli attesi per effetto di una crisi finanziaria, di nuove condizioni recessive, di cali nella fiducia dei consumatori, di eventi geopolitici o limitazioni nell’accesso al credito o per altri fattori, i risultati economici e la situazione finanziaria del Gruppo potrebbero risentirne negativamente.

Nel business dell’Auto l’andamento della domanda è ciclico e varia in funzione delle condizioni generali dell’economia, della propensione al consumo della clientela finale, della disponibilità di finanziamenti e dell’eventuale presenza di misure pubbliche di stimolo. Inoltre, il settore è soggetto ad un costante rinnovo dell’offerta attraverso lanci frequenti di nuovi modelli sul mercato. Un andamento sfavorevole della domanda di autovetture, o qualora il Gruppo non fosse in grado di adattarsi efficacemente al contesto esterno di mercato, potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo Fiat, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi relativi alle vendite sui mercati internazionali e all’esposizione a condizioni locali mutevoli

Il Gruppo è esposto ai rischi inerenti l’operare su scala globale, inclusi quelli relativi:

  • all’esposizione a condizioni economiche e politiche locali;
  • all’attuazione di politiche restrittive delle importazioni e/o esportazioni; 
  • alla sottoposizione a molteplici regimi fiscali, in particolare in tema di transfer pricing e di applicazione di ritenute o altre imposte su rimesse e altri pagamenti a favore di, o da parte di, società controllate;
  • all’introduzione di politiche limitative o restrittive degli investimenti stranieri e/o del commercio, nonché politiche di controllo dei tassi di cambio e relative restrizioni al rimpatrio dei capitali; e/o
  • all’introduzione di leggi o regolamenti più restrittivi.

Il verificarsi di sviluppi sfavorevoli in tali aspetti (che potrebbero anche essere differenti a seconda dei paesi in cui il Gruppo opera) potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla presenza del Gruppo sui mercati emergenti

Il Gruppo opera in diversi paesi emergenti, sia direttamente (come in Brasile e Argentina), sia tramite joint venture ed altri accordi di cooperazione (come in Turchia, India, Cina e Russia). In Brasile il Gruppo mantiene la posizione di leader di mercato, tale Paese contribuisce in maniera significativa ai risultati del Gruppo in termini di ricavi e reddittività. L’esposizione del Gruppo all’andamento di altri paesi emergenti è aumentata negli anni recenti, come anche il numero e l’importanza delle joint venture e degli accordi di cooperazione. Gli sviluppi del contesto politico- economico in Brasile e negli altri mercati emergenti, ivi incluse eventuali situazioni di crisi o instabilità, hanno inciso e potrebbero incidere in futuro in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla capacità del Gruppo di arricchire il portafoglio e di offrire prodotti innovativi

Il successo delle attività del Gruppo dipende, tra le altre cose, dalla capacità di mantenere o incrementare le proprie quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che garantiscano adeguati livelli di redditività. Il 30 ottobre 2012 il Gruppo ha illustrato i propri indirizzi strategici in risposta alla perdurante crisi del mercato dell’auto in Europa, incentrati sulla valorizzazione dei marchi premium storici (Alfa Romeo e Maserati), sul riallineamento del portafoglio prodotti e il riposizionamento del business per il futuro. Con l’obiettivo di recuperare la redditività nella region EMEA, il Gruppo intende spostare una parte significativa del portafoglio prodotti verso modelli con margini più elevati oltre ad utilizzare la base produttiva di EMEA per sviluppare i suoi marchi globali (Alfa Romeo, Maserati, Jeep e la famiglia della Fiat 500).

Qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi e competitivi, soprattutto con particolare riguardo a quelli di gamma alta, rispetto ai  principali concorrenti, in termini, tra l’altro, di prezzo, qualità, funzionalità, o qualora vi fossero dei ritardi nell’uscita sul mercato di modelli strategici per il business del Gruppo, le sue strategie potrebbero essere compromesse, con significativi impatti negativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla politica di alleanze industriali mirate

Il Gruppo in passato ha intrapreso, e potrà intraprendere in futuro, importanti operazioni societarie come fusioni, acquisizioni, joint venture e ristrutturazioni, il cui successo è difficilmente prevedibile. Non ci può essere certezza che una qualunque operazione societaria eventualmente realizzata in futuro, non incontri difficoltà amministrative, tecniche, operative, regolamentari, politiche o finanziarie o di altro tipo (incluse difficoltà correlate al coordinamento tra differenti azionisti o partner) e quindi non sia in grado di produrre i benefici attesi. L’insuccesso di qualunque alleanza strategica, joint venture, fusione o operazione assimilabile potrebbe avere un impatto significativo sulle prospettive delle attività del Gruppo, sulla sua redditività o situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi associati all’integrazione con Chrysler

L’acquisizione del controllo di Chrysler e la relativa integrazione dei due business, ha lo scopo di fornire sia a Fiat che a Chrysler i benefici di una collaborazione a lungo termine, tra i quali la condivisione di piattaforme comuni, motori e cambi per nuovi veicoli, efficienze su acquisti, servizi e opportunità distributive globali. L’integrazione ha anche lo scopo di facilitare per entrambe le parti la penetrazione su diversi mercati internazionali dove i prodotti di entrambi potrebbero essere attraenti per i consumatori, ma sui quali una delle due parti non ha ancora una presenza significativa.

La capacità di realizzare i benefici dell’integrazione è critica per Fiat e per Chrysler per competere con gli altri costruttori. Se le parti non saranno in grado di trasformare le opportunità offerte dall’integrazione in benefici commerciali di lungo termine, sia incrementando le vendite di veicoli e ricambi sia riducendo i costi o in entrambi i modi, la situazione finanziaria del Gruppo e la sua redditività ne potrebbero risentire significativamente.
Di conseguenza, qualunque sviluppo sfavorevole di Chrysler e del processo di integrazione, potrebbe avere un significativo effetto negativo sulle prospettive delle attività del Gruppo, sulla sua situazione finanziaria e sui suoi risultati. Quindi, se l’integrazione non dovesse portare i benefici attesi, o dovessero sorgere cambiamenti nelle situazioni di Fiat o di Chrysler, potrebbero verificarsi significativi effetti negativi per le prospettive di business del Gruppo, per la sua situazione finanziaria e i suoi risultati.

Gruppo Fiat - Rischi connessi ai rapporti con i dipendenti e i fornitori

In diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti del Gruppo sono protetti da varie leggi e/o contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il diritto di essere consultati riguardo a specifiche questioni, ivi inclusi il ridimensionamento o la chiusura di reparti e la riduzione dell’organico. Tali leggi e/o contratti collettivi di lavoro applicabili al Gruppo potrebbero influire sulla flessibilità del Gruppo stesso nel ridefinire e riposizionare strategicamente le proprie attività. La capacità del Gruppo di operare eventuali riduzioni di personale o altre misure di interruzione, anche temporanea, del rapporto di lavoro è condizionata da autorizzazioni governative e dal consenso dei sindacati. Azioni sindacali da parte dei dipendenti potrebbero avere effetti negativi sul business dell’azienda.

Inoltre, il Gruppo acquista materie prime e componenti da un ampio numero di fornitori e dipende dai servizi e dai prodotti fornitigli da altre aziende esterne al Gruppo. Alcune di tali imprese sono anche altamente sindacalizzate. Una stretta collaborazione tra il produttore e i fornitori è usuale nei settori in cui il Gruppo opera e, se da un lato può portare benefici economici in termini di riduzione dei costi, dall’altro fa sì che il Gruppo debba fare affidamento su detti fornitori con la conseguente possibilità che difficoltà dei fornitori (siano esse originate da fattori esogeni o endogeni), anche di natura finanziaria, possano ripercuotersi in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi associati all’aumento dei costi, interruzione delle forniture o carenza di materie prime

Fiat utilizza per le sue produzioni diverse materie prime incluso l’acciaio, l’alluminio, il piombo, le resine, il rame e metalli preziosi come platino, palladio, rodio oltre che l’energia. I prezzi di queste materie prime fluttuano e, a volte, in periodi recenti, sono cresciuti significativamente per effetto del cambiamento delle condizioni di mercato. Fiat si propone di gestire la propria esposizione a tali fluttuazioni, ma incrementi rilevanti dei prezzi delle materie prime potrebbero comportare un incremento dei costi operativi del Gruppo e ridurne la profittabilità se non fosse possibile ribaltare l’incremento dei costi sui prezzi di vendita dei veicoli. In aggiunta alcune materie prime sono fornite da un limitato numero di fornitori concentrati in pochi paesi. Il Gruppo non può garantire che sarà in grado di mantenere gli accordi con questi fornitori che garantiscono l’accesso a tali materie prime, e in alcuni casi la disponibilità può essere limitata da fattori che non sono sotto il controllo del Gruppo e dei suoi fornitori. Ad esempio, nel 2011, il terremoto e tsunami in Giappone ha influenzato negativamente i mercati delle materie prime. Qualunque evento futuro analogo a quello descritto può avere effetti importanti e imprevedibili sul prezzo di talune materie prime. Come per le materie prime, il Gruppo è soggetto al rischio di difficoltà di approvvigionamento o interruzione nelle forniture di ricambi e componenti per i suoi veicoli.

Qualunque interruzione nelle forniture o incremento del costo delle materie prime, ricambi e componenti, potrebbe influenzare negativamente e in misura significativa le possibilità del Gruppo di incrementare le vendite dei suoi veicoli e migliorare i propri risultati.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla normativa in materia di ambiente e agli interventi governativi in genere

I prodotti e le attività del Gruppo sono soggetti a molteplici norme e regolamenti (locali, nazionali e sovranazionali) in materia ambientale, e tale regolamentazione è oggetto di revisione in senso restrittivo in molti ambiti geografici in cui il Gruppo opera (ciò avviene in particolare nell’Unione Europea). Tali normative riguardano, tra l’altro, sia i prodotti, con la previsione di norme sempre più severe in materia di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera, riduzione dei consumi di combustibili e sicurezza, sia gli stabilimenti, interessati dalla normativa in materia di emissioni in atmosfera, smaltimento dei rifiuti, smaltimento delle acque e divieto di contaminazione dei terreni. Per adeguarsi a tali norme e regolamenti, il Gruppo impiega ingenti risorse e prevede di dover continuare a sostenere costi elevati in futuro.

Inoltre, iniziative governative dirette a stimolare la domanda per i prodotti di riferimento del Gruppo, sotto forma di cambiamenti nei regimi fiscali o di concessione di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli, possono condizionare in maniera significativa, sia a livello temporale che quantitativo, i ricavi del Gruppo. Tali interventi governativi non sono prevedibili (né in termini di dimensioni né di durata) e sono fuori dal controllo del Gruppo. Ogni cambiamento sfavorevole nell’indirizzo degli interventi governativi potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business, nonché sui risultati economici e sulla situazione finanziaria del Gruppo.

Gruppo Fiat - Rischi connessi al management

Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall’abilità dei propri amministratori esecutivi e degli altri componenti del management di gestire efficacemente il Gruppo e le singole aree di business. La perdita di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave senza un’adeguata sostituzione, nonché l’incapacità di attrarre, trattenere e incentivare risorse nuove e qualificate, potrebbe pertanto avere effetti negativi significativi sulle prospettive di business, nonché sui risultati economici e sulla situazione finanziaria del Gruppo.

Gruppo Fiat - Rischi connessi al fabbisogno di mezzi finanziari

Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra l’altro, dalla sua capacità di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti finanziari in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi derivanti dalla gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il rifinanziamento dei prestiti bancari e l’eventuale ricorso al mercato dei capitali o ad altre fonti di finanziamento. Per quanto il Gruppo abbia posto in essere misure volte ad assicurare che siano mantenuti livelli adeguati di capitale circolante e di liquidità, eventuali contrazioni nei volumi di vendita potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità delle attività operative del Gruppo di generare cassa. Il Gruppo potrebbe pertanto trovarsi nelle condizioni di dover reperire ulteriori finanziamenti e rifinanziamenti del debito esistente, anche in presenza di condizioni di mercato non favorevoli, con una generale riduzione delle fonti di finanziamento disponibili e costi più elevati. Eventuali difficoltà nel reperire tali finanziamenti potrebbero determinare impatti negativi significativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Gruppo Fiat - Rischi connessi all’indebitamento di Fiat per effetto dell’acquisizione del controllo di Chrysler

Anche dopo l’acquisizione del controllo di Chrysler da parte di Fiat, Chrysler continua a restare separata sotto il profilo della gestione finanziaria, incluso il reperimento di fondi sul mercato e la gestione della liquidità. Inoltre, Fiat non ha assunto alcuna garanzia, impegno o obbligazione similare in relazione a qualsivoglia obbligazione finanziaria di Chrysler, né ha assunto alcun tipo di obbligo o impegno a finanziare Chrysler in futuro.

Taluni prestiti obbligazionari emessi da Fiat prevedono, peraltro, termini la cui osservanza potrebbe essere condizionata da eventi legati a Chrysler. In particolare tali obbligazioni contengono clausole di cross-default che potrebbero comportare l’obbligo di un rimborso anticipato da parte di Fiat qualora una “material subsidiary” (ossia una società controllata rilevante) non pagasse taluni debiti alla scadenza ovvero fosse altrimenti soggetta ad un obbligo di rimborso anticipato di tali prestiti. In conseguenza dell’acquisizione da parte di Fiat del controllo di Chrysler, Chrysler Group LLC è qualificata come “material subsidiary” e talune delle sue controllate possono divenire “material subsidiary” di Fiat ai sensi dei suddetti prestiti obbligazionari. In conseguenza di ciò, la clausola di cross-default potrebbe comportare un obbligo di rimborso anticipato dei prestiti obbligazionari di Fiat nel caso in cui i debiti di Chrysler fossero soggetti a richieste di rimborso anticipato o non fossero pagati a scadenza. Non vi può essere certezza che non sorga per Chrysler un obbligo di rimborso anticipato dei suoi debiti o che Chrysler sia in grado di pagarli alla scadenza.

Gruppo Fiat - Rischi connessi al rating di Fiat

La possibilità di accesso al mercato dei capitali, il finanziamento e i costi ad esso connessi dipendono, tra l’altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo. A seguito delle riduzioni del merito di credito operate dalle principali agenzie di rating, l’attuale rating di Fiat è inferiore all’Investment Grade e, in particolare, il corporate credit rating è pari a: Ba3 (B1 il senior unsecured rating) con outlook negativo per Moody’s Deutschland GmbH (“Moody’s”); BB-, con outlook stabile per Standard & Poor’s Credit Market Services Italy S.r.l. (“S&P”) e BB- con outlook negativo per Fitch Ratings España S.A.U. (“Fitch”).

Le agenzie di rating rivedono i loro giudizi almeno una volta all’anno e, al momento, non si può escludere l’assegnazione a Fiat di nuovi rating nel corso del 2013. Non è attualmente possibile prevedere la tempistica o l’esito di tali processi di revisione. Eventuali ulteriori riduzioni del merito di credito potrebbero limitare la possibilità per Fiat di accedere al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti significativi effetti negativi sulle prospettive di business, sui risultati economici e sulla situazione finanziaria.

Per quanto riguarda Chrysler, Moody’s Investors Service ha assegnato un corporate credit rating di B1 (con outlook stabile), mentre Standard & Poor’s Rating Services ha assegnato un rating di B+ (con outlook stabile). Considerato che il rating di Chrysler è inferiore al rating di Fiat, l’ulteriore integrazione finanziaria tra Fiat e Chrysler potrebbe comportare una revisione del rating di Fiat, con un possibile abbassamento dello stesso.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alle limitazioni esistenti a carico di Chrysler in relazione agli strumenti di debito

Con riguardo all’operazione di rifinanziamento del proprio debito nel mese di maggio 2011, Chrysler ha concluso un contratto di finanziamento comprendente linee di credito senior garantite, di cui una revolving, ed ha, inoltre, proceduto all’emissione di due serie di obbligazioni garantite. Tali strumenti di debito prevedono specifici covenant che pongono a carico di Chrysler limitazioni in tema di distribuzione dei dividendi, pagamento anticipato di debiti, costituzione di garanzie sui propri cespiti, assunzione di ulteriore indebitamento, realizzazione di talune operazioni straordinarie e svolgimento di altre attività.
Il contratto di finanziamento garantito e i programmi di emissione delle obbligazioni garantite contengono specifici covenant che possono limitare la capacità di Chrysler, tra l’altro, di:

  • garantire o assumere ulteriori finanziamenti garantiti;
  • distribuire dividendi o effettuare rimborsi di capitale;
  • effettuare altri pagamenti per cui sono previste restrizioni;
  • prestare garanzie;
  • trasferire e cedere cespiti;
  • stipulare contratti di sale and lease back;
  • effettuare certe operazioni con società cosiddette affiliates (come definite contrattualmente), inclusa Fiat; e
  • compiere operazioni di fusione, acquisizione o concentrazione ovvero operazioni che comportino il mutamento del socio di maggioranza (fatta eccezione per l’acquisto del controllo da parte di Fiat).

Il rispetto dei suddetti stringenti covenant potrebbe avere un impatto negativo sull’attività di Chrysler, limitandone il ricorso a finanziamenti, ovvero impedendo la realizzazione di fusioni, acquisizioni, joint venture o di altre opportunità strategiche. Inoltre, i contratti di finanziamento garantito prevedono, e futuri debiti potrebbero prevedere, ulteriori e più restrittivi covenant, così come la restrizione per Chrysler a rimborsare in via anticipata taluni finanziamenti. Il contratto di finanziamento garantito, inoltre, impone a Chrysler di mantenere una copertura minima di garanzie e di rispettare un parametro di liquidità. Un’eventuale violazione dei suddetti covenant o limitazioni potrebbe causare il default del finanziamento in questione e di altri finanziamenti di Chrysler, con possibili effetti di cross-default ai sensi di questi ultimi contratti.

Inoltre, l’accordo che regola il cd. VEBA Trust Note pone taluni limiti alla possibilità delle società controllate da Chrysler di assumere indebitamento.

Nel caso in cui Chrysler non fosse in grado di rispettare tutti gli impegni a proprio carico, potrebbero verificarsi eventi di default, i quali, a loro volta, potrebbero far sorgere obblighi di rimborso anticipato obbligatorio ovvero comportare l’esecuzione delle garanzie costituite sui cespiti di Chrysler. In tal caso, Chrysler potrebbe non riuscire a rimborsare il debito e non sarebbe verosimilmente in grado di aver accesso ad ulteriori e sufficienti finanziamenti. In ogni caso, anche qualora tale accesso fosse possibile, le relative condizioni potrebbero risultare non accettabili.

Inoltre, si segnala che il rispetto dei covenant potrebbe limitare la capacità di Chrysler di porre in essere azioni giudicate dal management in linea con gli obiettivi di lungo periodo di Chrysler.

Qualora Chrysler non fosse in grado di intraprendere iniziative commerciali o strategiche a causa degli impegni descritti, potrebbe aversi un impatto sostanzialmente negativo sulle prospettive di business, sui risultati economici e sulla situazione finanziaria di Fiat.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio e d’interesse e rischio di credito

Il Gruppo, che opera su più mercati a livello mondiale, è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alla diversa localizzazione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi di cassa dall’attività di vendita denominati in valute diverse da quelle in cui sono denominati i flussi relativi agli acquisti e alle attività di produzione.

Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle proprie attività industriali e di finanziamento della clientela finale e della rete di vendita. Peraltro, la liquidità delle Attività Industriali è essenzialmente impiegata in strumenti finanziari a breve o a tasso variabile. Le società di Servizi Finanziari normalmente perseguono una politica di matching, volta a favorire la compensazione degli impatti delle variazioni dei tassi di interesse sugli attivi finanziati e sui debiti. Ciononostante, variazioni nei livelli dei tassi d’interesse possono comportare incrementi o riduzioni nei ricavi, nel costo dei finanziamenti o nei margini.
Coerentemente con le proprie politiche di gestione del rischio, il Gruppo cerca di limitare i rischi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un significativo impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

Le Attività di Servizi Finanziari del Gruppo comportano anche rischi relativi all’insolvenza dei concessionari e dei clienti finali ed alle difficoltà delle economie in cui queste attività vengono svolte, rischi che il Gruppo cerca di minimizzare attraverso politiche di selezione del merito di credito dei suoi clienti e concessionari.

Gruppo Fiat - Rischi connessi alla disponibilità di finanziamenti a vantaggio dei concessionari di Chrysler, nonché dei consumatori finali

Negli Stati Uniti e in Canada, i concessionari di Chrysler partecipano ad accordi quadro di finanziamento per l’acquisto di veicoli Chrysler, mentre i consumatori finali utilizzano diversi programmi di credito al consumo e di leasing per l’acquisto dei veicoli. L’insufficiente disponibilità di finanziamenti a favore dei clienti e dei concessionari contribuì in maniera decisiva alla sostanziale contrazione dei volumi di vendita di Chrysler durante il 2008; questa circostanza fu uno dei fattori chiave che portarono al fallimento di Chrysler.

L’assenza di una società finanziaria captive potrebbe accrescere il rischio che i concessionari ed i clienti finali non abbiano la possibilità di accedere ad un livello sufficiente di finanziamenti a condizioni accettabili in linea con quelle di mercato: ciò potrebbe, in futuro, incidere negativamente sul volume delle vendite di autoveicoli di Chrysler. Inoltre, la maggior parte dei concorrenti di Chrysler gestisce e controlla le proprie società di servizi finanziari captive, di conseguenza, tali concorrenti potrebbero essere maggiormente capaci di implementare programmi di finanziamento ideati principalmente per massimizzare le vendite di veicoli in modo tale da ottimizzare, su base aggregata, la loro stessa profittabilità e quella delle relative società finanziarie captive. In considerazione del fatto che la capacità di competere di Chrysler dipende anche dalla possibilità di accesso ad adeguate fonti di finanziamento da parte dei concessionari e dei clienti finali, la mancanza di una società finanziaria captive potrebbe influenzare negativamente il risultato delle sue attività. Inoltre, benché in Canada le banche continuino a sviluppare e offrire ai clienti finali forme di finanziamento aggiuntive rispetto a quelle per l’acquisto di veicoli, la mancanza per Chrysler di una società di servizi finanziari captive potrebbe rappresentare uno svantaggio competitivo poiché le banche in Canada non possono per legge offrire contratti di leasing alla clientela finale.

In relazione alla ristrutturazione del settore automobilistico statunitense avvenuta nel 2009, Chrysler, con la collaborazione del Dipartimento del Tesoro Statunitense, sottoscrisse con Ally Financial Inc. (di seguito, “Ally”) un accordo per la fornitura di servizi di finanziamento all’acquisto di auto e di credito al consumo (“Auto Finance Operating Agreement”); l’accordo tra Chrysler e Ally ha durata fino al 30 aprile 2013, con rinnovo automatico di anno in anno salvo che una delle parti decida di non rinnovare. Si ricorda che Ally, storicamente, era la società di servizi finanziari captive di General Motors Company, uno dei principali concorrenti di Chrysler. Il 25 aprile 2012, Chrysler ha comunicato ad Ally la sua intenzione di non rinnovare l’accordo di collaborazione.

Il 6 febbraio 2013, Chrysler ha siglato un accordo di durata decennale, soggetto a risoluzione anticipata in determinate circostanze, con Santander Consumer Usa Inc. per fornire una gamma completa di servizi per il finanziamento della clientela e dei concessionari Chrysler e Fiat, con il marchio Chrysler Capital. L’avvio delle attività di finanziamento è pianificato per il 1° maggio 2013 ed entro tale termine l’accordo prevede che Santander Consumer Usa Inc. riconosca a Chrysler un corrispettivo up-front mentre a regime sono previste opportunità di condivisione dei risultati e impegni, con riferimento alla disponibilità di finanziamenti, ai processi approvativi e alle quote di mercato da coprire, alla competitività dei prezzi da praticare oltre a certi diritti di esclusiva. Santander Consumer Usa Inc. si farà carico del rischio di perdite sui prestiti come stabilito dall’accordo e le parti condivideranno i risultati residui sull’attività di leasing alla clientela finale, tutto in subordine a condizioni specifiche inclusa la limitazione alla partecipazione di Chrysler ai risultati di tale attività come previsto dal Master Agreement. Fino al 30 aprile 2013, i servizi finanziari a favore di clienti e concessionari continueranno ad essere forniti da Ally Financial, Inc.

Nella misura in cui Chrysler Capital sia impossibilitata o non voglia finanziare sufficientemente e a tassi competitivi i concessionari ed i clienti finali di Chrysler e Fiat, e pertanto tali ultimi soggetti non abbiano altrimenti accesso ad analoghi finanziamenti, i livelli di vendita dei veicoli di Chrysler e Fiat e la relativa quota di mercato potrebbero subirne un pregiudizio, e ciò, di conseguenza, potrebbe avere effetti negativi sui risultati economici e sulla situazione finanziaria del Gruppo.

Gruppo Fiat - Rischi connessi con i piani pensionistici di Chrysler

I piani pensionistici di Chrysler non sono ad oggi interamente finanziati e gli obblighi di finanziamento ad essi connessi potrebbero aumentare in maniera significativa qualora i rendimenti degli investimenti non fossero sufficienti a compensare gli incrementi delle passività e Chrysler non provvedesse a versamenti addizionali per compensare lo sbilancio. Tali obblighi di finanziamento potrebbero aumentare in relazione a rendimenti delle attività poste a servizio dei piani inferiori alle attese a causa della debolezza del mercato o di particolari decisioni di investimento, al livello dei tassi di interesse utilizzati per determinare le coperture necessarie, ai cambiamenti nell’entità dei benefici previsti dai piani e ad ogni modifica della normativa che regola i livelli di copertura. I piani pensionistici a benefici definiti di Chrysler, attualmente detengono significativi investimenti in partecipazioni e titoli a reddito fisso, così come investimenti in strumenti finanziari meno liquidi quali partecipazioni in aziende non quotate, fondi immobiliari e altri fondi di investimento. A causa della complessità e del peso di taluni investimenti, possono sorgere ulteriori rischi, tra cui significative modifiche delle politiche di investimento, insufficienti disponibilità del mercato nel portare a compimento determinate strategie di investimento e una intrinseca divergenza di obiettivi tra la capacità di gestire il rischio nel breve termine e la capacità di ribilanciare velocemente gli investimenti poco liquidi e di lungo termine. Al fine di determinare il livello appropriato di copertura finanziaria e di contribuzione ai propri piani pensionistici, nonché le connesse strategie di investimento, Chrysler deve basarsi su una serie di assunzioni ed ipotesi, tra cui quelle relative al rendimento atteso degli investimenti gestiti e il tasso di sconto utilizzato al fine di determinare le passività relative agli stessi piani pensionistici. L’aumento dei tassi di interesse avrebbe come effetto, in linea di principio, la riduzione del valore dei titoli a tasso fisso e, in parallelo, la riduzione del valore attuale delle contribuzioni. Al contrario, una diminuzione dei tassi di interesse avrebbe come effetto, sempre in linea di principio, un aumento del valore dei titoli a tasso fisso, compensando in parte la corrispondente crescita del valore attuale delle contribuzioni.
Chrysler è obbligata a rivedere annualmente il tasso di sconto; tale operazione effettuata al 31 dicembre 2012 ha comportato un incremento delle passività relative ai piani. Qualunque riduzione del rendimento degli investimenti o del valore delle attività al servizio dei piani o incremento del valore attuale delle passività, potrebbe comportare, per Chrysler, un incremento dei costi pensionistici e dei contributi, e tale circostanza potrebbe avere effetti negativi sulla liquidità e sui risultati economici e sulla situazione finanziaria del Gruppo. Qualora Chrysler fosse inadempiente agli obblighi contributivi minimi, questo potrebbe essere portato all’attenzione del Pension Benefit Guaranty Corporation e, inoltre, Chrysler potrebbe essere soggetta a interessi moratori ed altri oneri sulla base dell’ammontare del mancato versamento.

Qualora Fiat arrivasse a detenere una partecipazione pari o superiore all’80% del capitale di Chrysler, Fiat potrebbe essere soggetta a taluni adempimenti ai sensi delle norme applicabili vigenti negli Stati Uniti. Sulla base di tali norme, in particolare, Fiat potrebbe essere ritenuta responsabile in via surrogatoria rispetto a Chrysler per il mancato adempimento delle obbligazioni derivanti dai piani pensionistici di Chrysler in caso di insolvenza di Chrysler stessa. Gli Organizational Document di Chrysler contengono disposizioni di tutela al fine di assicurare che Fiat non sia soggetta a tali obblighi in maniera inattesa.

C&W Group

Si evidenziano qui di seguito i principali fattori  di rischio o incertezze che possono condizionare in misura significativa l’attività di C&W Group, Inc. (C&W).
Rischi addizionali ed eventi incerti, attualmente non prevedibili o che, allo stato attuale, si ritengono immateriali potrebbero allo stesso modo influenzare negativamente l’attività.

C&W – Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

I risultati di CW Group dipendono, in parte, dall’andamento del mercato immobiliare in cui la Società opera. In periodi di debolezza economica o di recessione, l'aumento significativo dei tassi di interesse, il calo dei livelli di occupazione, della domanda di immobili commerciali e del valore degli stessi, o la percezione del pubblico che anche solo uno di questi eventi possano manifestarsi, può influenzare negativamente la performance di alcune o di tutte le tipologie di servizi prestati.
Tali condizioni economiche possono causare un calo generale negli acquisti, vendita o nell’attività di locazione, incrementando il costo del denaro e la carenza di accesso al credito, così come un calo generale nel valore del mercato immobiliare commerciale e delle locazioni possono ridurre i ricavi della gestione degli immobili, della valutazioni degli stessi nonché le commissioni sulle vendite, locazioni ed attività finanziarie aumentando l’incertezza in alcuni settori di attività (es. Capital Markets). Le performance del mercato immobiliare dipendono da molti fattori in larga pare non controllabili dalla Società. Ogni prolungata recessione nel mercato immobiliare potrebbe avere un effetto negativo sulla capacità di C&W di generare ricavi e profitti o sull’attività nel suo insieme.

C&W – Rischi connessi alla linea di credito “Credit Facility”

La Credit Facility in essere impone restrizioni operative e altre limitazioni a C&W e alle sue controllate. Tali restrizioni riguardano, e sotto molti aspetti limitano o vietano, diverse attività tra le quali l’assunzione di nuovi finanziamenti, acquisizioni strategiche, investimenti, pagamento di dividendi, distribuzione di capitale o riacquisti dello stesso. Tale finanziamento è garantito dai principali attivi di C&W Group. Il mancato rispetto di tali covenant finanziari tra l’altro potrebbe comportare un aumento del costo dell’indebitamento.

C&W – Rischi connessi alla stagionalità delle operazioni

Una parte significativa del fatturato è soggetta a stagionalità, il che può comportare alcune difficoltà nel confrontare i risultati su base trimestrale. Storicamente, questa stagionalità ha comportato ricavi, risultato operativo, utile netto e flussi di cassa da attività operative inferiori nei primi due trimestri e superiori nel terzo e quarto trimestre di ogni anno. La stagionalità del business rende più difficile determinare nel corso dell'anno il raggiungimento dei risultati previsti e quindi la tempestiva implementazione di manovre correttive.

C&W – Rischi connessi alle perdite di valore del goodwill e delle altre attività immateriali

A seguito dell’acquisizione di Cushman & Wakefield, Inc nel 2007 da parte di EXOR e delle successive acquisizioni effettuate, C&W ha contabilizzato avviamenti e altre attività immateriali per un ammontare rilevante. Una significativa e costante diminuzione dei flussi di cassa futuri accompagnata dall’andamento negativo dell’economia o da tassi di crescita dell’EBITDA più modesti rispetto ai ricavi, potrebbe determinare oneri per svalutazione dell'avviamento o delle altre attività immateriali.

C&W – Rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio

I ricavi da operazioni effettuate al di fuori degli Stati Uniti sono denominati principalmente nella valuta locale del paese in cui sono generati, mentre la valuta funzionale di C&W è il $ statunitense. Nel tempo, le fluttuazioni di valore del dollaro rispetto alle altre monete in cui si possono generare utili potrebbero influenzare negativamente l’attività, le condizioni finanziarie e i risultati operativi. Inoltre l’esposizione in divise diverse in costante fluttuazione possono rendere più difficile la comparazione dei risultati delle operazioni nei periodi di riferimento.

C&W – Rischi connessi alle controversie

C&W e alcuni dei propri dipendenti sono sottoposti alla richiesta di specifiche autorizzazioni per operare.
Qualora la società e/o i dipendenti fossero inadempienti verso tali obblighi i clienti potrebbero intentare delle cause. Inoltre C&W pur mantenendone la supervisione, si avvale di fornitori terzi per fornire determinati servizi per gli immobili di cui ha la gestione. In base alle condizioni contrattuali stipulate C&W potrebbe essere soggetta a rivendicazioni per azioni compiute da fornitori terzi. Tali circostanze potrebbero distogliere l’attenzione del management dalle singole attività e provocare dei ritardi nell’attuazione della strategia aziendale con conseguenti ripercussioni sulle condizioni finanziarie e sui risultati economici della Società. Alcuni di questi rischi sono coperti da assicurazioni che si ritiene permettano un loro contenimento.

C&W – Rischi connessi alla concorrenza

C&W opera in un mercato competitivo. Sebbene molti dei concorrenti siano società locali o regionali di dimensioni inferiori a C&W, alcuni di essi hanno posizioni di forza. C&W è inoltre soggetta alla concorrenza di altre imprese a livello nazionale e internazionale. In generale non vi è certezza che C&W possa competere in modo efficace mantenendo gli attuali costi, marginalità e quote di mercato.

C&W - Rischi connessi alla capacità di attrarre e trattenere personale qualificato

Il successo e la crescita di C&W dipendono in larga parte dall’impegno dei suoi amministratori esecutivi, dei suoi dipendenti strategici e dalla capacità della società di attrarre e trattenere personale qualificato in ogni area di business, tra cui “Brokerage” e “Property management personnel” in un mercato in cui la concorrenza  tra C&W e i suoi competitor è intensa. In caso di perdita delle prestazioni di un dipendente strategico, l’incapacità di C&W di effettuare un’adeguata sostituzione potrebbe avere effetti negativi sulle prospettive del business, nonché sui risultati economici e sulla sua situazione finanziaria e limitare le prospettive di crescita della società.

C&W – Rischi connessi alla fiscalità

C&W opera in paesi con regimi fiscali complessi e in continuo cambiamento. Questo determina un’aliquota d’imposta effettiva variabile. Il mancato rispetto della normativa fiscale o errori nella determinazione delle imposte ed eventuali controversie con le autorità fiscali e conseguenti potenziali richieste di pagamenti d’imposte potrebbero determinare il non riconoscimento delle posizioni fiscali adottate, sanzioni fiscali ed avere un effetto negativo sul risultato.

C&W – Rischi connessi alla gestione della proprietà intellettuale

L’attività di C&W dipende, in parte, dalla capacità di identificare e proteggere i dati sensibili e le altre proprietà intellettuali (marchi, liste clienti, informazioni, metodologie di attività e di ricerca). L’incapacità di gestire accuratamente tali informazioni, o di adottare tempestivamente contromisure, possono avere un effetto negativo sull’attività o generare delle controversie legali.

C&W - Rischi connessi alla non conformità con le policies aziendali e il “Global Code of Business Conduct”

La natura globale dell’ attività di C&W  rende complessa la comunicazione relativa all’importanza del rispetto delle policie e del Codice di condotta aziendale (“Global Code of Business Conduct”), il monitorare e il garantire il rispetto delle disposizioni su base mondiale e assicurare l’applicazione di leggi degli Stati Uniti e del Regno Unito che in alcune circostanze sono applicate a livello globale (per esempio il “Foreign Corrupt Practices Act”, il “Patriot Act “e la “UK Bribery Act”). Le eventuali violazioni del Codice di condotta potrebbero avere un effetto negativo rilevante.

JUVENTUS FOOTBALL CLUB

Juventus Football Club - Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

Nel complesso la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus è influenzata dalle condizioni generali dell’economia. Pertanto, nonostante le principali voci di ricavo si originino per la maggior parte da contratti pluriennali, qualora la situazione di debolezza ed incertezza che caratterizza l’economia italiana ed europea dovesse prolungarsi significativamente, l’attività, le strategie e le prospettive della Società potrebbero essere negativamente condizionate con riferimento, in particolare, al mercato dei diritti radiotelevisivi, alle sponsorizzazioni, ai ricavi da stadio, nonché a tutte le attività commerciali rivolte al pubblico dei tifosi.

Juventus Football Club - Rischi connessi al mercato delle sponsorizzazioni

Da un punto di vista generale, la crisi che ha colpito negli anni più recenti i mercati finanziari e la conseguente recessione economica, tuttora in atto, si stanno ripercuotendo anche sul mercato delle sponsorizzazioni sportive che presenta oggi un ridotto orizzonte temporale degli investimenti promopubblicitari sottoscritti da aziende partner. Tale mutato scenario comporta nel breve periodo una minore visibilità dei ricavi da sponsorizzazione rispetto al passato e, nel caso in cui la crisi economica dovesse perdurare, un tasso di crescita inferiore alle previsioni, con conseguenti possibili impatti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla capacità di attrarre “capitale umano”

Il conseguimento dei risultati sportivi ed economici dipende dalla capacità di attrarre e trattenere manager, giocatori e staff tecnico di qualità e, pertanto, comporta il pagamento di stipendi in linea con quelli dei principali concorrenti in Italia e in Europa. L’incapacità di trattenere le “key person” potrebbe avere un impatto negativo sull’effettiva capacità di gestione e sulle prospettive di crescita della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi al fabbisogno di mezzi finanziari

L’evoluzione della situazione finanziaria di Juventus dipende da numerose condizioni e, in particolare, dal raggiungimento degli obiettivi sportivi ed economici previsti, nonché dall’andamento delle condizioni generali dell’economia e dei mercati in cui opera. Juventus, coerentemente alla propria politica di gestione dei rischi, mantiene il livello dei fidi bancari, concessi da primari istituti di credito, ad un livello ritenuto idoneo per evitare situazioni di tensione finanziaria ed investe la liquidità temporaneamente disponibile in depositi bancari a vista o a brevissimo termine, frazionando gli investimenti su un congruo numero di controparti bancarie, avendo come obiettivo primario la pronta liquidabilità di detti investimenti. Tuttavia, anche in considerazione delle sfavorevoli condizioni del mercato finanziario, non si possono escludere situazioni del mercato bancario e monetario che siano di ostacolo alla normale operatività nelle transazioni finanziarie e che, qualora il livello degli affidamenti fosse ridotto, comportino una situazione di tensione finanziaria.

Juventus Football Club - Rischi connessi al settore di attività

Juventus utilizza quale fattore produttivo principale i diritti alle prestazioni sportive dei calciatori. L’attività sportiva, come tale, è soggetta a rischi connessi allo stato fisico dei calciatori e, pertanto, eventuali infortuni e/o incidenti possono influire in ogni momento in modo significativo sulla situazione economica e patrimoniale della Società.
Inoltre, essendo l’attività incentrata sullo sfruttamento del marchio, la Società è soggetta al rischio di contraffazione da parte di terzi. Nel caso in cui venisse posta sul mercato una quantità elevata di prodotti contraffatti recanti il marchio Juventus, o si verificassero eventi tali da ridurne il valore commerciale, i risultati economici, patrimoniali e finanziari potrebbero esserne influenzati negativamente.
Infine, la Società è esposta ai rischi connessi alle manifestazioni della tifoseria che possono portare ad ammende, sanzioni o altri provvedimenti nei confronti della Società e, indirettamente, danneggiare l’immagine della Juventus diminuendo, di conseguenza, le presenze allo stadio ed i proventi da merchandising.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla Campagna Trasferimenti

I risultati economici e patrimoniali sono significativamente influenzati dalle operazioni compiute nel corso della Campagna Trasferimenti. Le difficoltà nel correlare le singole operazioni rispetto al Piano di sviluppo e alle linee guida relative alla gestione sportiva definite annualmente potrebbero comportare impatti negativi sulla situazione economica e finanziaria della Società. Inoltre, una mancata ottimizzazione della rosa, connessa al fatto di avere in squadra calciatori che non rientrano più nei piani tecnico-tattici dell’allenatore e strategici della Direzione Sportiva, può originare costi, ammortamenti e ingaggi non preventivati o eccessivi.

Juventus Football Club - Rischi relativi ai rapporti con i calciatori

Analogamente ai principali concorrenti, ha dovuto far fronte negli ultimi anni ad un significativo incremento dei costi per stipendi e premi ai calciatori e del costo di acquisto dei diritti alle prestazioni dei calciatori. Qualora tali costi continuassero ad aumentare in misura significativa, l’acquisto del diritto alle prestazioni sportive di nuovi calciatori potrebbe risultare più difficoltoso, soprattutto se il valore dei propri calciatori, eventualmente da cedere, non aumentasse in maniera proporzionale.
Non si può escludere che tali tendenze possano continuare anche nei prossimi anni, influenzando la strategia di Juventus Società e la gestione dinamica del patrimonio calciatori, ed avere effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria, nonché sull’attività, le strategie e le prospettive della Società.
Nell’ambito dei rapporti in questione, si segnala, infine, il rischio connesso alla mancata accettazione dei trasferimenti da parte di calciatori non più rientranti nel progetto tecnico della Società con il conseguente sostenimento dei costi per ammortamenti e ingaggi non preventivati o eccessivi, rischio peraltro comune a tutte le società calcistiche.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla dipendenza dal mercato dei diritti televisivi

I ricavi della Società dipendono in misura rilevante dai proventi radiotelevisivi e dai termini e dalle modalità di vendita degli stessi. Le nuove regole che disciplinano la titolarità dei diritti di trasmissione degli eventi sportivi e la ripartizione delle risorse hanno condotto a livello nazionale ad una riduzione dei ricavi, con significativi effetti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus. Una eventuale contrazione del mercato dei diritti nonché una diversa applicazione dei nuovi criteri adottati dalla Lega per la ripartizione delle risorse derivanti dalla commercializzazione centralizzata e collettiva dei diritti radiotelevisivi potrebbero condurre in futuro ad una ulteriore significativa riduzione dei ricavi con effetti negativi sui risultati economici e sulla situazione patrimoniale e finanziaria della Società.
Inoltre negli ultimi anni, il live streaming e la pirateria su Internet hanno causato e continuano a causare, la perdita di fatturato per le emittenti televisive che potrebbero pertanto rivedere i propri investimenti nel settore con un effetto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla gestione dello stadio di proprietà operativi

A partire dalla stagione 2011/2012, Juventus è diventata la prima società di Serie A a poter disporre di uno stadio di proprietà. Ciò comporta che la Società sia oggi responsabile dello stesso con conseguenti rischi relativi sia alla struttura dello stadio che alla gestione delle aree pubbliche limitrofe adibite a parcheggio. L’attività presso lo Juventus Stadium potrebbe infatti essere interrotta a seguito di calamità naturali e altri eventi al di fuori del controllo della Società con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.
La gestione del nuovo stadio e delle aree pubbliche adibite a parcheggio durante gli eventi potrebbe inoltre comportare oneri imprevisti, anche in caso di danneggiamenti e atti di vandalismo al di fuori del controllo di Juventus. Infine una eventuale riduzione dei sostenitori e delle partite disputate comporterebbe un effetto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

Juventus Football Club - Rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio

Juventus utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni finanziari della propria attività: linee di credito per anticipi di cassa e crediti di firma, operazioni di leasing finanziario e finanziamenti ad hoc per investimenti a medio-lungo termine. Variazioni  nei livelli dei tassi di interesse possono pertanto comportare incrementi o riduzioni nel costo dei finanziamenti. Per fare fronte ai rischi relativi all’oscillazione dei tassi di interesse su operazioni di finanziamento di investimenti a medio-lungo termine, la Società ricorre a strumenti finanziari di copertura. Nonostante ciò, repentine fluttuazioni nei tassi di interesse potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e finanziari a causa dei maggiori oneri finanziari sulla parte di indebitamento a breve termine.
Juventus effettua la quasi totalità delle transazioni sia di acquisto che di vendita in Euro e, pertanto, non è soggetta ai rischi connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio in misura rilevante.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla mancata partecipazione a competizioni sportive

I risultati economici sono significativamente influenzati, direttamente o indirettamente, dai risultati sportivi ottenuti e dalla partecipazione alle diverse competizioni, in particolare alla UEFA Champions League. L’accesso diretto a tale manifestazione è attualmente garantito in caso di piazzamento tra le prime due squadre del Campionato di Serie A, mentre la terza posizione può consentire la qualificazione attraverso la disputa di un turno preliminare. Un’eventuale mancata qualificazione, anche dovuta alla riduzione del numero delle squadre partecipanti nonché al mancato ottenimento della Licenza UEFA, anche alla luce delle nuove regole del c.d. “Financial Fair Play”, potrebbe comportare riflessi negativi significativi sulla situazione economica e finanziaria della Società.

Juventus Football Club - Rischi connessi al Financial Fair Play

Il Comitato Esecutivo della UEFA ha approvato l’introduzione, a livello europeo, di un sistema di licenze per l’ammissione delle società calcistiche alle competizioni per club da essa organizzate (UEFA Champions League, UEFA Europe League e UEFA Supercup). In base a tale sistema, sono ammesse a partecipare alle competizioni europee solo le società calcistiche che, oltre ad avere conseguito il prescritto titolo sportivo, dimostrano di essere in possesso di una serie di requisiti di natura sportiva, legale, infrastrutturale, organizzativa ed economico-finanziaria, ottenendo in tal modo la concessione della c.d. “Licenza UEFA”. Il manuale delle Licenze UEFA incorpora anche le c.d. Financial Fair Play Regulations.
Il Financial Fair Play si basa sul principio del break-even result, secondo cui i club potranno partecipare alle competizione europee solo se dimostreranno equilibrio tra i ricavi generati ed i costi sostenuti. In sintesi, si riportano i principali parametri di carattere economico-finanziario e patrimoniale formalizzati dall’UEFA per l’ammissione alle competizioni europee. Dalla Stagione Sportiva 2013/2014 ciascun club dovrà presentare:

  • bilancio certificato da revisore indipendente attestante la continuità aziendale (“going concern”);
  • patrimonio netto non negativo;
  • nessun debito scaduto verso i club, i dipendenti e/o le autorità sociali o fiscali;
  • il rispetto della “Break-Even Rule” ovvero un “break-even result” positivo nei due anni precedenti l’entrata in vigore della nuova normativa UEFA (dunque nelle Stagioni Sportive 2011/12 e 2012/13) ovvero, a regime, per i tre anni consecutivi precedenti quello per il quale si richiede la Licenza UEFA.

Non è possibile prevedere se in futuro tali requisiti (o nuovi requisiti che verranno frattanto approvati) verranno rispettati, né escludere che al fine di soddisfare i requisiti occorrenti per la Licenza UEFA vengano richiesti ai soci ulteriori mezzi finanziari. Qualora Juventus non fosse in grado di rispettare i suddetti requisiti, la stessa potrebbe non essere in grado di partecipare alle competizioni europee con riflessi negativi significativi sulla situazione economica e finanziaria.

Juventus Football Club - Rischi connessi alla regolamentazione di settore per la Campagna Trasferimenti

Le norme organizzative interne emanate dalla FIGC (NOIF) prevedono, tra l’altro, il deposito presso la COVISOC (Commissione per la Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche) di determinati documenti contabili e finanziari, tra i quali il c.d. “prospetto VP/DF” indicante il rapporto tra il valore della produzione e i debiti finanziari. Ai sensi delle medesime norme, la misura minima di tale rapporto è stabilita annualmente dal Consiglio Federale della FIGC su proposta della COVISOC. In caso di mancato rispetto del parametro al 31 marzo o al 30 settembre, la società potrebbe non essere ammessa ad operazioni di acquisizione dei diritti alle prestazioni dei calciatori in Italia, salvo che le acquisizioni trovino integrale copertura: a) in contratti di cessione calciatori con altre società affiliate alla FIGC, precedentemente o contestualmente depositati; b) mediante incremento dei mezzi propri da effettuarsi o con versamenti in conto futuro aumento di capitale o nella forma dell’aumento di capitale o con finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. Non è possibile prevedere se, in futuro, tale parametro (o nuovi requisiti e parametri che verranno frattanto approvati) saranno rispettati con conseguenti possibili impatti sulla gestione.

Juventus Football Club - Rischi connessi all’esito delle controversie in corso

Juventus, con l’assistenza dei propri legali, gestisce e monitora costantemente tutte le controversie in corso e, sulla base del prevedibile esito delle stesse, procede, qualora necessario, allo stanziamento di appositi fondi rischi.
Sulla base delle controversie attualmente in corso, non si possono escludere futuri effetti negativi, anche di rilevante ammontare, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Juventus.

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