FCA

(30,81% dell’interesse economico, 46,15% dei diritti di voto)(*)

 

(*)  A seguito della fusione transfrontaliera per incorporazione di Fiat S.p.A. nella sua controllata olandese interamente posseduta Fiat Investments N.V., che a completamento dell’operazione ha assunto la denominazione di Fiat Chrysler Automobiles N.V. (“FCA”), EXOR detiene, al 12 ottobre 2014 (data di completamento della fusione), un numero di azioni ordinarie in FCA pari al numero di azioni ordinarie precedentemente detenute in Fiat S.p.A., nonché un egual numero di azioni FCA a voto speciale.
Le percentuali tengono anche conto dell’esercizio di stock option da parte degli aventi diritto.

I principali dati consolidati conseguiti da FCA nei primi nove mesi del 2014 sono evidenziati di seguito:

  Progressivi al 30 settembre III Trimestre
€ milioni 2014  2013 (1) 2014  2013 (1)
Ricavi netti 69.006  62.681  23.553  20.693 
EBITDA 5.756  5.936  2.166  2.030 
EBIT 2.157  2.542  926  862 
Utile (perdita) consolidata 212  655  188  189 
Utile (perdita) consolidata attribuibile ai Soci della Controllante 160  44  174  (15) 
(1) Per effetto dell’adozione retroattiva dell’IFRS 11: per il terzo trimestre, ricavi -€ 40 milioni, EBIT +€ 6 milioni, utile ante imposte +€ 2 milioni, utile netto invariato. Per i primi nove mesi: ricavi -€ 134 milioni, EBIT +€ 26 milioni, utile ante imposte +€ 7 milioni, utile netto invariato.
 Saldi al
€ milioni 30.09.2014  31.12.2013 (1)
Totale attivo consolidato 94.396  87.214 
(Indebitamento) / Disponibilità nette (14.450)  (10.158) 
- di cui: (Indebitamento) / Disponibilità nette delle Attività Industriali (11.372)  (7.014) 
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 10.413  8.326 
(1) Rideterminati per effetto dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11: Indebitamento netto industriale +€ 365 milioni.

Ricavi netti

Nei primi nove mesi del 2014 i ricavi netti sono stati pari a € 69,0 miliardi, in crescita del 10,1% (+13,4% a parità di cambi).

Con riferimento alle region, i ricavi in NAFTA sono stati pari a € 37,1 miliardi, in crescita del 14,3% (+17,6% a parità di cambi). LATAM ha rilevato ricavi per € 6,3 miliardi, in calo del 18,5% rispetto al 2013 (-10,5% a parità di cambi). APAC, con ricavi pari a € 4,6 miliardi, è migliorata del 38%. In EMEA, i ricavi sono stati pari a € 13,0 miliardi, in aumento dello 0,8% rispetto al 2013.

I Marchi di Lusso hanno visto crescere i ricavi del 55% a € 3,9 miliardi, trainati da Maserati (+131%, a € 2,0 miliardi).

I ricavi dei Componenti sono stati pari a € 6,2 miliardi, in aumento del 5,2% rispetto ai primi nove mesi del 2013 in termini nominali (+9,0% a parità di cambi).

  Progressivi al 30 settembre Variazioni
€ milioni 2014  2013 (1)%
NAFTA (Marchi generalisti) 37.124  32.474  14,3
LATAM (Marchi generalisti) 6.315  7.753  -18,5
APAC (Marchi generalisti) 4.597  3.332  38,0
EMEA (Marchi generalisti) 13.031  12.929  0,8
Marchi di lusso (Ferrari, Maserati) 3.861  2.491  55,0
Componenti  (Magneti Marelli, Teksid, Comau) 6.240  5.932  5,2
Altre attività  602  685  -12,1
Elisioni e rettifiche (2.764)  (2.915)  -
Ricavi netti 69.006  62.681  10,1
(1) Per effetto dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11: ricavi del Gruppo -€ 134 milioni, APAC +€ 42 milioni, EMEA -€ 61 milioni, elisioni e rettifiche -€ 115 milioni

EBIT

L’EBIT nei primi nove mesi del 2014 è stato pari a € 2.157 milioni, in calo di € 385 milioni, o del 15,1% (-11,3% a parità di cambi), rispetto ai primi nove mesi del 2013. Il calo nell’EBIT è attribuibile principalmente all’effetto combinato di un calo di € 639 milioni dell’EBIT della regione NAFTA e di un calo di € 456 milioni dell’EBIT della regione LATAM, parzialmente compensati da un aumento di € 172 milioni dell’EBIT dei Marchi di Lusso, un calo di € 151 milioni nelle perdite dell’area EMEA e da un incremento di redditività di € 126 milioni nell’area APAC.

Di seguito è evidenziata l'analisi per settore:

  Progressivi al 30 settembre      Variazioni
€ milioni 2014   2013
(1)
 
NAFTA (Marchi generalisti) 1.030   1.669   (639)
LATAM (Marchi generalisti) 64   520   (456)
APAC (Marchi generalisti) 410   284   126
EMEA (Marchi generalisti) (141)   (292)   151
Marchi sportivi e di lusso (Ferrari, Maserati) 484   312   172
Componenti (Magneti Marelli, Teksid, Comau) 150   132   18
Altre attività  (40)   (101)   61
Elisioni e rettifiche 200 (2) 18   182
EBIT 2.157   2.542   (385)
(1) Per effetto dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11: EBIT del Gruppo +€ 26 milioni, APAC +€ 14 milioni, EMEA +€ 12 milioni. (2) Include il provento atipico non monetario e non tassabile di € 223 milioni rilevato nel primo trimestre 2014 corrispondente al fair value delle opzioni sul 10% circa del capitale di Chrysler che era parte della quota del 41,5% che Fiat ha acquistato dal Veba Trust il 21 gennaio 2014.

Utile (perdita) del periodo

Gli oneri finanziari netti sono stati pari a € 1.510 milioni, in aumento di € 57 milioni rispetto allo stesso periodo del 2013. Al netto della valutazione a valori di mercato degli equity swap correlati a piani di stock option di Fiat (utile di € 60 milioni nei primi nove mesi del 2014), gli oneri finanziari netti sono risultati sostanzialmente invariati, in quanto i benefici risultanti dalle transazioni di rifinanziamento di Chrysler sono stati compensati dall’aumento nei livelli di debito medi.
Le imposte sul reddito ammontano a € 435 milioni, in linea con i € 434 milioni relativi ai primi nove mesi del 2013.

Indebitamento netto

Al 30 settembre 2014 l’indebitamento netto consolidato è pari a € 14,5 miliardi, in aumento di € 4,3 miliardi rispetto al 31 dicembre 2013.
L'indebitamento netto industriale al 30 settembre 2014 è pari a € 11,4 miliardi, in crescita di € 4,4 miliardi rispetto ai € 7,0 miliardi del 31 dicembre 2013. L’aumento riflette principalmente i pagamenti sostenuti per l’acquisizione della restante quota di circa il 41,5% di Chrysler dal VEBA Trust per un totale di € 2,7 miliardi, investimenti in attività industriali per € 5,3 miliardi, la generazione di cassa da parte delle attività industriali per circa € 4,2 miliardi.

  Saldi al    
€ milioni 30.09.2014   31.12.2013
(1)
Variazioni
Debiti finanziari (31.903)   (28.899)   (3.004)
- Prestiti bancari (12.518)   (8.932)   (3.586)
- Prestiti obbligazionari e altri titoli (2) (17.161)   (14.220)   (2.941)
- Altri debiti finanziari (3) (2.224)   (5.747)   3.523
Debiti per anticipazioni su cessioni crediti (4) (377)   (756)   379
Ratei e altre partite (582)   (601)   19
Indebitamento lordo (32.862)   (30.256)   (2.606)
Liquidità 18.608   19.702   (1.094)
Attività / (Passività) da strumenti finanziari derivati (196)   396   (592)
(Indebitamento netto)/Disponibilità nette (14.450)   (10.158)   (4.292)
Attività industriali (11.372)   (7.014)   (4.358)
Servizi finanziari (3.078)   (3.144)   66
(1) Rideterminato per effetto dell’applicazione retroattiva dell’IFRS 11 (+€ 365 milioni - interamente attribuibile alle Attività Industriali). (2) Include obbligazioni e altri titoli emessi sui mercati finanziari. (3) Include: HCT Note (Canadian Health Care Trust Notes), operazioni assimilate ai leasing in base all’IFRIC 4 – Determinare se un accordo contiene un leasing, altri finanziamenti non bancari. (Al 31 dicembre 2013 includeva anche la VEBA Trust Note). (4) Anticipazioni su cessioni di crediti e operazioni di cartolarizzazione mantenute in bilancio.

Fatti di rilievo del terzo trimestre 2014 e successivi

Il 12 ottobre 2014 ha avuto effetto la fusione di Fiat S.p.A. in Fiat Investments N.V., che era stata approvata dall’assemblea straordinaria degli azionisti di Fiat S.p.A. il 1° agosto 2014. Con il perfezionamento della fusione, Fiat Investments N.V. ha assunto la denominazione di Fiat Chrysler Automobiles N.V. (“FCA”) ed è divenuta la società holding del Gruppo. Nell’ambito della fusione, sono state emesse 1.167.181.255 azioni ordinarie di FCA assegnate agli azionisti Fiat sulla base del rapporto di cambio di una azione ordinaria di FCA per ogni azione ordinaria di Fiat. FCA deterrà inoltre come azioni proprie 35.000.000 di azioni ordinarie già costituenti il capitale di Fiat Investments N.V. Sono state infine emesse 408.941.767 azioni a voto speciale in favore degli azionisti Fiat in possesso dei relativi requisiti che hanno scelto di partecipare al meccanismo di voto speciale. Il numero totale di azioni ordinarie ed a voto speciale rappresentative del capitale di FCA è quindi pari a 1.611.123.022. Il giorno successivo, le azioni FCA hanno avviato le contrattazioni sul NYSE di New York e sul Mercato Telematico Azionario di Milano (MTA).

Il consiglio di amministrazione di FCA è così composto: John Elkann, Sergio Marchionne, Andrea Agnelli, Tiberto Brandolini d'Adda, Glenn Earle, Valerie A. Mars, Ruth J. Simmons, Ronald L. Thompson, Patience Wheatcroft, Stephen M. Wolf ed Ermenegildo Zegna.

Il 13 ottobre 2014, Luca Cordero di Montezemolo ha lasciato la Presidenza della Ferrari, assunta dall’Amministratore Delegato di FCA, Sergio Marchionne.

Il 29 ottobre 2014, il Consiglio di Amministrazione di FCA:

  • nell’ambito di un piano per la realizzazione di una struttura di capitale appropriata a sostenere lo sviluppo di lungo termine del Gruppo, ha autorizzato la separazione di Ferrari S.p.A. da FCA. La separazione verrà attuata attraverso l’offerta pubblica di una parte della partecipazione di FCA in Ferrari pari al 10% del capitale di Ferrari e la distribuzione della rimanente partecipazione di FCA in Ferrari agli azionisti di FCA.
  • ha autorizzato il collocamento e la vendita di azioni ordinarie FCA e di un prestito obbligazionario a conversione obbligatoria. L’offerta riguarderà sino a 100 milioni di azioni ordinarie FCA, incluse le 35 milioni di azioni ordinarie proprie detenute da FCA e circa 54 milioni di azioni ordinarie per reintegrare il capitale delle azioni cancellate a seguito dell’esercizio del diritto di recesso da parte degli azionisti Fiat riconosciuto dalla normativa italiana nell’ambito della fusione transfrontaliera di Fiat S.p.A. in FCA. Dette azioni sono state rimborsate e cancellate come richiesto dalla legge italiana. FCA si attende inoltre di collocare un ammontare nominale complessivo sino a $2,5 miliardi di obbligazioni a conversione obbligatoria mediante un’offerta registrata presso la SEC e rivolta a investitori istituzionali statunitensi ed internazionali. Le obbligazioni a conversione obbligatoria saranno convertibili obbligatoriamente alla scadenza in azioni ordinarie FCA. Il tasso di interesse, il rapporto di conversione e gli altri termini e condizioni delle obbligazioni a conversione obbligatoria saranno definiti al momento del pricing dell’offerta. Ci si attende che gli investitori che parteciperanno all’offerta, subordinatamente al completamento della separazione di Ferrari annunciata, avranno titolo a partecipare all’operazione di separazione e ricevere azioni di Ferrari secondo le usuali regole di adeguamento dei termini di conversione. Ci si attende che l’offerta sia completata entro la fine del 2014.
  • nell’ambito delle discussioni della pianificazione finanziaria a sostegno del Business Plan 2014-2018 del Gruppo, ha ribadito l’intenzione di eliminare ogni vincolo contrattuale che limiti i flussi finanziari tra le società del Gruppo. Di conseguenza, FCA si attende di rimborsare anticipatamente i prestiti obbligazionari di Chrysler in circolazione non più tardi della prima data di rimborso opzionale di giugno 2015 per le Senior Secured Notes con scadenza 2019 e cedola 8% e di giugno 2016 per quelle con scadenza 2021 e cedola 8,25%.

Il 4 novembre 2014, FCA ha comunicato che l’Amministratore Delegato della Società, Sergio Marchionne, ha esercitato le opzioni spettantigli in base al piano di incentivazione che gli attribuiva il diritto di acquistare 6.250.000 azioni FCA e 6.250.000 azioni di CNH Industrial al prezzo complessivo di €13,37 per una azione FCA ed una azione CNH Industrial. Tale piano è scaduto il 3 novembre 2014 e le opzioni che non fossero state esercitate entro tale data sarebbero andate perse. Le azioni così acquistate sono state vendute sui mercati regolamentati.
Inoltre l’Amministratore Delegato ha esercitato le opzioni spettantigli in base al piano di incentivazione che gli attribuiva il diritto di acquistare 10.670.000 azioni FCA e 10.670.000 azioni CNH Industrial al prezzo complessivo di € 6,583 per una azione FCA ed una azione CNH Industrial. Delle azioni così acquistate, 5.400.000 azioni FCA e 4.957.357 azioni CNH Industrial sono state vendute sui mercati regolamentati, al solo fine di finanziare il prezzo di esercizio e far fronte alle relative obbligazioni tributarie. Per le medesime ragioni ulteriori vendite di azioni CNH Industrial avranno luogo nei prossimi giorni.
In esito a tali operazioni l’Amministratore Delegato ha incrementato la propria partecipazione in FCA a 12.102.411 azioni ordinarie.

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