FCA FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES(29,25% dell’interesse economico, 44,27% dei diritti di voto sul capitale emesso) 

 

I principali dati consolidati conseguiti da FCA nel 2015, comprensivi dei dati di Ferrari se non diversamente indicato, sono evidenziati di seguito:

  Esercizio Variazioni
€ milioni 2015 2014  
Ricavi netti 113.191 96.090 17.101
EBIT (1) 2.625 2.834 (209)
Adjusted EBIT (2) 5.267 3.766 1.501
Utile (perdita) prima delle imposte (1) 259 783 (524)
Utile delle discontinued operations (3) 284 273 11
Utile (perdita) consolidato 377 632 (255)
Utile (perdita) consolidato attribuibile ai Soci della Controllante 334 568 (234)
(1) Non includono i dati di Ferrari, classificata al 31 dicembre 2015 come attività cessata (discontinued operations). (2) L’Adjusted EBIT è una misura non-GAAP utilizzata per misurare la propria performance. È calcolato sottraendo all’EBIT le seguenti voci: plusvalenze (minusvalenze) da cessioni partecipazioni, oneri di ristrutturazione, svalutazioni di attività e altri proventi (oneri) atipici considerati eventi rari o isolati di natura non ricorrente. (3) Risultato attribuibile a Ferrari.
€ milioni 31.12.2015 31.12.2014 Variazioni
Totale attivo consolidato 105.040 100.510 4.530
(Indebitamento) / Disponibilità nette (8.583) (10.849) 2.266
- di cui: (Indebitamento) / Disponibilità nette delle Attività Industriali (6.012) (7.654) 1.642
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 16.092 13.425 2.667

Ricavi netti

I ricavi netti del 2015 sono stati pari a € 113,2 miliardi, in crescita di € 17,1 miliardi (+18%; +6% a parità di cambi di conversione) rispetto ai € 96,1 miliardi del 2014.

Con riferimento ai settori di attività, il miglioramento è principalmente attribuibile alla crescita di € 17,5 miliardi in NAFTA (+33%; +13% a parità di cambi di conversione) grazie a maggiori volumi, migliori prezzi netti e differenze cambio, di € 2,3 miliardi in EMEA (+13%; +11% a parità di cambi di conversione) grazie a maggiori volumi, migliori prezzi netti e favorevole mix prodotto e di € 1,2 miliardi per Componenti (+13%; +11% a parità di cambi di conversione), parzialmente compensata dai cali registrati da LATAM (-25%; -18% a parità di cambi di conversione) soprattutto a causa di minori volumi, da APAC (-22%; -31% a parità di cambi di conversione) a causa di minori volumi e dell’aumento degli incentivi in Cina e da Maserati (-13%; -22% a parità di cambi di conversione) causati dalla riduzione delle consegne a seguito della debolezza della domanda nei mercati di riferimento.

 EsercizioVariazioni
€ milioni 2015 2014 assolute %
NAFTA 69.992 52.452 17.540 33,4
LATAM 6.431 8.629 (2.198) -25,5
APAC 4.885 6.259 (1.374) -22,0
EMEA 20.350 18.020 2.330 12,9
Ferrari 2.596 2.450 146 6,0
Maserati 2.411 2.767 (356) -12,9
Componenti (Magneti Marelli, Teksid, Comau) 9.770 8.619 1.151 13,4
Altre attività 844 831 13 1,6
Poste non allocate e rettifiche (4.088) (3.937) (151) n.s.
Ricavi netti 113.191 96.090 17.101 17,8

Adjusted Ebit

L’Adjusted EBIT del 2015 è stato pari a € 5.267 milioni, in crescita di € 1.501 milioni (+40%; +19% a parità di cambi di conversione) rispetto all’esercizio precedente, grazie ai forti miglioramenti registrati da NAFTA, attribuibili a maggiori volumi, migliori prezzi netti, differenze cambio positive, efficienze sugli acquisti, parzialmente compensati da maggiori costi di garanzia, per campagne richiamo e per arricchimento contenuti, e dai continui miglioramenti in EMEA, grazie al favorevole mix prodotto dovuto al successo della Fiat 500X e della Jeep Renegade, a migliori prezzi netti ed efficienze su acquisti, parzialmente compensati dall’incremento dei costi industriali legati al rafforzamento del dollaro americano e delle spese di marketing.

L’Adjusted EBIT di LATAM è negativo per € 87 milioni, in calo di € 376 milioni per effetto dei minori volumi conseguenti alle condizioni di mercato, dei costi di start-up dello stabilimento di Pernambuco e dei costi commerciali per supportare il lancio della Jeep Renegade, in parte compensati dal favorevole effetto prezzi e dal mix prodotto grazie alla vendite della Jeep Renegade.

In APAC, l’Adjusted EBIT è diminuito di € 489 milioni per effetto dei minori volumi, dello sfavorevole effetto prezzi e dell’impatto negativo dei cambi, parzialmente compensato dalla riduzione dei costi pubblicitari.

La riduzione dell’Adjusted EBIT di Maserati è riconducibile ai minori volumi, al mix sfavorevole ed ai maggiori costi industriali relativi all’avvio produttivo del nuovo Levante che sarà lanciato nel 2016.

Il miglioramento della performace di Componenti (+52,3%) è dovuto a maggiori volumi, riduzione costi ed efficienze realizzate.

 

 EsercizioVariazioni
€ milioni 2015 2014  
NAFTA 4.450 2.179 2.271
LATAM (87) 289 (376)
APAC 52 541 (489)
EMEA 213 (41) 254
Ferrari 473 404 69
Maserati 105 275 (170)
Componenti (Magneti Marelli, Teksid, Comau) 395 285 110
Altre attività (150) (116) (34)
Poste non allocate e rettifiche (184) (50) (134)
Adjusted EBIT 5.267 3.766 1.501

EBIT

Nel 2015 sono stati rilevati oneri atipici netti per € 2.169 milioni, principalmente riferibili alla stima degli oneri per future campagne di richiamo relative a veicoli venduti in NAFTA in periodi precedenti (€ 761 milioni), alla stima degli oneri per il riallineamento della capacità produttiva in NAFTA (€834 milioni), alla svalutazione di giacenze oltre a incentivi addizionali sui veicoli danneggiati a seguito dell’esplosione avvenuta nel porto cinese di Tianjin (€ 142 milioni), alle svalutazioni per € 83 milioni del peso argentino a seguito delle modifiche della politica monetaria argentina e per € 80 milioni del Bolivar venezuelano derivante dall’adozione del cambio SIMADI e all’accordo e successivi emendamenti con la National Highway Traffic Safety Administration negli Stati Uniti per € 144 milioni. 

Si segnala che l’EBIT del 2014 era stato rettificato ai fini della determinazione dell’Adjusted EBIT principalmente dall’onere di € 495 milioni derivante dall’accordo con l’UAW siglato da FCA US nel gennaio 2014, dalla svalutazione del Bolivar venezuelano per € 92 milioni, al netto del provento atipico non monetario e non tassabile di € 223 milioni corrispondente al fair-value delle opzioni in precedenza esercitate in relazione all’acquisto di FCA US.

Utile (perdita) del periodo

Gli oneri finanziari netti sono stati pari a € 2.377 milioni, in crescita di € 330 milioni rispetto al 2014, principalmente a causa dell’estinzione anticipata di alcuni finanziamenti di FCA US, dello sfavorevole effetto cambi e al maggiore livello di indebitamento in Brasile, parzialmente compensati da minori interessi passivi a seguito delle operazioni di rifinanziamento e della riduzione dell’indebitamento lordo complessivo nel 2015.

Le imposte sul reddito ammontano a € 310 milioni, in diminuzione di € 234 milioni rispetto al 2014. La riduzione è principalmente riconducibile al calo dell’utile ante imposte.

Indebitamento netto industriale

L'indebitamento netto industriale al 31 dicembre 2015 è pari a € 6 miliardi, in diminuzione rispetto ai € 7,7 miliardi del 31 dicembre 2014. Il decremento netto di € 1,7 miliardi riflette per € 9,7 miliardi il flusso di cassa positivo della gestione operativa e per € 0,7 miliardi l’effetto positivo dei cambi di conversione, principalmente dovuto alla svalutazione del Real brasiliano, in parte compensati da investimenti per € 9,2 miliardi. La riduzione dell’indebitamento riflette inoltre l’incasso relativo all’IPO del 10% di Ferrari al NYSE di New York.

 
€ milioni 31.12.2015 31.12.2014 Variazioni
Debiti finanziari (quota capitale) (29.716) (32.892) 3.176
- Prestiti bancari (14.507) (13.120) (1.387)
- Prestiti obbligazionari e altri titoli (1) (13.646) (17.729) 4.083
- Altri debiti finanziari (2) (1.563) (2.043) 480
Debiti per anticipazioni su cessioni di crediti (3) (206) (469) 263
Ratei e altre partite (104) (305) 201
Indebitamento lordo (30.026) (33.666) 3.640
Disponibilità liquide e titoli correnti 21.326 23.050 (1.724)
Attività/(Passività) da strumenti finanziari derivati 117 (233) 350
(Indebitamento netto)/Disponibilità nette (8.583) (10.849) 2.266
Attività industriali (6.012) (7.654) 1.642
Servizi finanziari (2.571) (3.195)  
(1) Include obbligazioni e altri titoli emessi sui mercati finanziari. (2) Include: HCT Note, operazioni assimilate ai leasing in base all’IFRIC 4 – Determinare se un accordo contiene un leasing, altri finanziamenti non bancari. (3) Anticipazioni su cessioni di crediti e operazioni di cartolarizzazione mantenute in bilancio.

Fatti di rilievo del 2015

Nel mese di aprile 2015, FCA ha emesso un ammontare nozionale complessivo di $1,5 miliardi (€ 1,4 miliardi) di obbligazioni senior unsecured 4,50% con scadenza 2020 (le “Obbligazioni 2020”) ad un prezzo pari al 100% dell’importo nozionale ed un ammontare nozionale complessivo $1,5 miliardi di obbligazioni senior unsecured 5,250% con scadenza 2023 (le “Obbligazioni 2023”, e, congiuntamente con le Obbligazioni 2020, le “Obbligazioni”) ad un prezzo pari al 100% dell’importo nozionale. 

Sempre nel mese di aprile, FCA ha presentato ai Sindacati un nuovo piano di remunerazione con incentivi per i dipendenti del settore automotive legati al raggiungimento di obiettivi di qualità, produttività e profittabilità nell’ambito del Piano di Gruppo 2015-2018. L’onere atteso a carico di FCA per i prossimi 4 anni è stimato in € 600 milioni.

Il 14 maggio 2015 FCA US ha rimborsato anticipatamente le sue obbligazioni senior secured 8% con scadenza 2019 con un esborso di $3,1 miliardi.

La Giulia, l’atteso nuovo modello di Alfa Romeo, è stata svelata alla stampa internazionale nella versione Quadrifoglio Verde, il 24 giugno 2015, nel 105° anniversario della fondazione di Alfa Romeo, presso la rinnovata sede del Museo Storico Alfa Romeo.

Il 4 luglio 2015 è stata presentata la nuova Fiat 500, a otto anni esatti dal debutto dell’iconica Fiat 500, mentre a settembre è stata mostrata in anteprima la Fiat Toro, un nuovo Sport Utility Pick Up appositamente ideato per il mercato sudamericano che sarà prodotto nello stabilimento di Pernanbuco.

Il 21 ottobre 2015 è stato il primo giorno di quotazione sul New York Stock Exchange delle 17.171.500 azioni Ferrari oggetto di offerta pubblica iniziale, collocate al prezzo di $52 per azione. Il closing dell’operazione è stato annunciato il 26 ottobre 2015 con la conferma che le banche collocatrici hanno esercitato la loro opzione di acquisto di cui 1.717.150 azioni a loro riservate. Il ricavato lordo per FCA delle totali 18.892.150 azioni Ferrari cedute è stato pari a $982,4 milioni. 

Il 22 ottobre 2015 FCA US e UAW hanno firmato un nuovo contratto collettivo nazionale di quattro anni con decorrenza 2016. Le disposizioni del nuovo accordo includono incentivi legati al raggiungimento di obiettivi di qualità, produttività e profittabilità ed eliminano il divario di retribuzione tra i lavoratori più anziani “Traditional” e quelli più giovani “In-progression”.

Nel mese di novembre 2015, al Salone dell’Auto di Los Angeles, è stata presentata la nuova Fiat 124 Spider che si prevede sarà disponibile in EMEA e NAFTA a partire dal secondo trimestre 2016.

Nel dicembre 2015 è stata lanciata in Italia la nuova Fiat Tipo ed è in distribuzione in oltre 40 paesi in tutta la region EMEA. La nuova Fiat Tipo ha conquistato il premio AUTOBEST ed è stata nominata “The Best Buy Car of Europe in 2016”.

Il 3 gennaio 2016 sono state completate le operazioni di separazione della residua partecipazione di FCA in Ferrari N.V. e di distribuzione di tale partecipazione ai detentori di azioni e mandatory convertible securities di FCA. In particolare, gli azionisti di FCA, inclusi i possessori di azioni a voto speciale, hanno ricevuto una azione ordinaria e a voto speciale Ferrari ogni 10 azioni ordinarie e a voto speciale FCA, mentre i possessori del prestito obbligazionario obbligatoriamente convertibile di FCA hanno ricevuto 0,77369 azioni ordinarie Ferrari per ogni $100 di valore nozionale detenuto.

A partire dal 4 gennaio 2016 le azioni ordinarie Ferrari sono anche negoziate sull’MTA di Borsa Italiana.

La scissione di Ferrari ha permesso a FCA di iniziare il 2016 con un indebitamento netto industriale di € 5 miliardi.

Il 2 marzo 2016 FCA ha annunciato la volontà di procedere ad un’operazione finalizzata alla creazione del primo gruppo editoriale italiano operante nel settore dell’informazione e, coerentemente con la decisione di concentrare le proprie attività nel settore automobilistico, di distribuire ai propri soci tutte le partecipazioni detenute nel settore editoriale.

L’operazione, sancita da un Memorandum d’intesa siglato dalle parti coinvolte, prevede la fusione di ITEDI S.p.A., società controllata operante nel settore dell’editoria e dell’informazione, con la società italiana Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A.

Sulla base del range di valutazione preliminare stabilito tra le parti, a seguito della fusione FCA deterrà il 16% circa del capitale sociale del nuovo gruppo, mentre il socio di minoranza di FCA nel settore dell’editoria, Ital Press Holding S.p.A. (controllata dalla famiglia Perrone), ne deterrà il 5% circa.

Il Memorandum è vincolante per le parti e, subordinatamente al verificarsi delle condizioni del Memorandum, prevede che esse sottoscrivano accordi definitivi relativi all’operazione entro il 30 giugno 2016. Il perfezionamento della fusione è previsto nel primo trimestre del 2017, subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità e al verificarsi delle condizioni sospensive tipiche per operazioni di tale tipologia (quali ad esempio il completamento delle attività di due diligence e l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni societarie).

A seguito del perfezionamento della fusione e nei tempi tecnici necessari, FCA distribuirà l’intera partecipazione detenuta nel nuovo gruppo ai possessori delle proprie azioni ordinarie.

Coerentemente con la decisione di concentrarsi nelle attività automobilistiche, e prima di procedere con le citate operazioni di fusione e distribuzione, FCA distribuirà ai propri soci l’intera partecipazione detenuta in RCS MediaGroup S.p.A.

Nel marzo 2016 FCA US, società controllata di FCA, ha effettuato un rimborso anticipato volontario di $2 miliardi, imputato ai Term Loan scadenti nel 2017 e 2018, in proporzione all’importo capitale dovuto per ciascuno di essi portando il debito residuo a circa $2,8 miliardi. Tale rimborso, unitamente ad accordi modificativi dei due Term Loan, rimuove le limitazioni contrattuali alla concessione di garanzia e al pagamento di dividendi da FCA US a favore del resto del Gruppo FCA e rende disponibile la seconda tranche da € 2,5 miliardi della linea di credito revolving sindacata di FCA da € 5 miliardi.

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