FCA

(29,16% dell’interesse economico, 44,27% dei diritti di voto)(*)

 

 

I principali dati consolidati conseguiti da FCA nei primi nove mesi del 2015 sono evidenziati di seguito:

  Progressivi al 30 settembre III Trimestre
€ milioni 2015 2014 2015 2014
Ricavi netti 83.092 69.006 27.468 23.553
EBIT 2.500 2.157 360 926
Adjusted EBIT (1)3.6282.5911.303968
Utile (perdita) prima delle imposte
647 647 (260) 415
Utile (perdita) consolidato126212(299)188
Utile (perdita) consolidato attribuibile ai Soci della Controllante 92 160 (306) 174
(1) L’Adjusted EBIT è una misura non-GAAP utilizzata per misurare la propria performance. È calcolato sottraendo all’EBIT le seguenti voci: plusvalenze (minusvalenze) da cessioni partecipazioni, oneri di ristrutturazione, svalutazioni di attività e altri proventi (oneri) atipici considerati eventi rari o isolati di natura non ricorrente.
€ milioni 30.09.2015 31.12.2014
Variazioni
Totale attivo consolidato 103.551 100.5103.041
(Indebitamento) / Disponibilità nette (10.262) (10.849)587
- di cui: (Indebitamento) / Disponibilità nette delle Attività Industriali (7.845) (7.654)(191)
Patrimonio netto attribuibile ai Soci della Controllante 14.197 13.425772

Ricavi netti

I ricavi netti dei primi nove mesi del 2015 sono stati pari a € 83,1 miliardi, in crescita di € 14,1 miliardi (+20,4%; +6,7% a parità di cambi di conversione) rispetto a € 69 miliardi dei primi nove mesi del 2014.
Con riferimento ai settori di attività, il miglioramento è principalmente attribuibile agli incrementi di € 13,9 miliardi in NAFTA (+37,6%; +14,8% a parità di cambi di conversione) grazie a maggiori volumi, migliori prezzi netti e differenze cambio, di € 1,7 miliardi in EMEA (+13,3%; +13% a parità di cambi di conversione) grazie a maggiori volumi, migliori prezzi netti e favorevole mix prodotto e di € 1,1 miliardi per Componenti (+17,5%; +14,3% a parità di cambi di conversione), parzialmente compensati dai cali registrati da LATAM (-22,1%; -17,1% a parità di cambi di conversione) soprattutto a causa di minori volumi, da APAC (-15,7%; -26,4% a parità di cambi di conversione) a causa dei minori volumi conseguenti all’esplosione nel porto cinese di Tianjin e delle forti pressioni competitive in Cina e da Maserati (-19,1%; -28,8% a parità di cambi di conversione) causato dalla riduzione delle consegne a seguito della debolezza della domanda nei mercati di riferimento.
Nel terzo trimestre 2015, i ricavi netti sono stati pari a € 27,5 miliardi, in crescita di € 3,9 miliardi (+17%; +6% a parità di cambi di conversione) rispetto a € 23,6 miliardi del terzo trimestre del 2014.

  Progressivi al 30 settembre Variazioni
€ milioni 2015 2014 assolute%
NAFTA
51.067
37.124 13.94338
LATAM 4.917
6.315 (1.398)-22
APAC
3.877
4.597 (720)-16
EMEA
14.765
13.031 1.73413
Ferrari2.1102.011995
Maserati1.6492.039(390)-19
Componenti (Magneti Marelli, Teksid, Comau)
7.332
6.240 1.09218
Altre attività  621
602 193
Poste non allocate e rettifiche (3.246)
(2.953) (293)n.s.
Ricavi netti 83.092
69.006 14.08620

Adjusted EBIT

L’Adjusted EBIT dei primi nove mesi del 2015 è stato pari a € 3.628 milioni, in crescita di € 1.037 milioni (+40%) rispetto ai € 2.591 milioni dei primi nove mesi del 2014, grazie ai forti miglioramenti registrati da NAFTA, attribuibili a maggiori volumi, migliori prezzi netti, differenze cambio positive, efficienze sugli acquisti, parzialmente compensati da maggiori costi di garanzia, per campagne richiamo e per arricchimento contenuti e dai continui miglioramenti in EMEA, grazie al favorevole mix prodotto dovuto al successo della Fiat 500X e della Jeep Renegade, a migliori prezzi netti ed efficienze su acquisti e produzione, parzialmente compensati dall’incremento dei costi industriali legati alla debolezza dell’Euro rispetto al dollaro americano e delle spese di marketing per supportare il brand Jeep e il lancio della Fiat 500X.
L’Adjusted EBIT di LATAM è negativo per € 116 milioni, in calo di € 285 milioni per effetto dei minori volumi conseguenti alle condizioni di mercato, dei costi di start-up dello stabilimento di Pernambuco e dei costi commerciali per supportare il lancio della Jeep Renegade, in parte compensati dal favorevole effetto prezzi e dal mix prodotto grazie alla vendite della stessa Renegade.
In APAC, l’Adjusted EBIT è diminuito di € 385 milioni per effetto dei minori volumi dovuti alla crescente competizione in Cina e all’interruzione delle consegne successiva all’esplosione nel porto di Tianjin e dello sfavorevole effetto prezzi, principalmente attribuibile al negativo impatto cambi, parzialmente compensato dalla riduzione delle spese di marketing.
Il miglioramento della performace di Componenti (+52,3%) è dovuto ai maggiori volumi e alle efficienze realizzate.
Di seguito è evidenziata l'analisi per settore di attività:

  Progressivi al 30 settembre Variazioni
€ milioni 2015 2014  
NAFTA
3.114
1.529
1.585
LATAM (116)
169
(285)
APAC
29
414
(385)
EMEA
102
(131)
233
Ferrari364289
75
Maserati91210
(119)
Componenti (Magneti Marelli, Teksid, Comau)
262
172
90
Altre attività  (109)
(49)
(60)
Poste non allocate e rettifiche (109) (12)
(97)
Adjusted EBIT
3.628
2.591
1.037

EBIT

Nei primi nove mesi del 2015 sono stati rilevati oneri atipici netti per € 1.128 milioni, di cui € 943 milioni nel terzo trimestre 2015, principalmente dovuti al cambiamento nella stima dei costi per campagne di richiamo future relative a veicoli venduti in NAFTA in periodi precedenti (€ 761 milioni) e alla svalutazione di giacenze oltre a incentivi addizionali sui veicoli danneggiati a seguito dell’esplosione avvenuta nel porto cinese di Tianjin (€ 142 milioni, per i quali è tuttavia atteso il recupero tramite indennizzo assicurativo). Gli oneri atipici dovuti alla svalutazione per € 80 milioni del Bolivar venezuelano derivante dall’adozione del cambio SIMADI e per € 81 milioni all’accordo raggiunto con la National Highway Traffic Safety Administration negli Stati Uniti erano già stati contabilizzati nel primo semestre 2015.

Si segnala che l’EBIT dello stesso periodo del 2014 era stato rettificato ai fini della determinazione dell’Adjusted EBIT principalmente dall’onere di € 495 milioni derivante dall’accordo con l’UAW siglato da FCA US nel gennaio 2014, dalla svalutazione del Bolivar venezuelano per € 98 milioni, al netto del provento atipico non monetario e non tassabile di € 223 milioni corrispondente al fair-value delle opzioni in precedenza esercitate in relazione all’acquisto di FCA US.

Utile (perdita) del periodo

Gli oneri finanziari netti sono stati pari a € 1.853 milioni, in crescita di € 343 milioni rispetto al medesimo periodo del 2014 principalmente a causa dell’estinzione anticipata di alcuni finanziamenti di FCA US, dello sfavorevole effetto cambi e del maggiore livello di indebitamento in Brasile, parzialmente compensati da minori interessi passivi a seguito della riduzione dell’indebitamento lordo complessivo.

Le imposte sul reddito ammontano a € 521 milioni, in crescita di € 86 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2014. L’incremento è principalmente riconducibile a un beneficio fiscale non ricorrente contabilizzato nel 2014.

Indebitamento netto industriale

L'indebitamento netto industriale al 30 settembre 2015 è pari a € 7,8 miliardi, rispetto a € 7,7 miliardi al 31 dicembre 2014. L’incremento netto di € 0,1 miliardi riflette principalmente investimenti in attività industriali per € 6,5 miliardi e il positivo flusso di cassa della gestione operativa.

€ milioni 30.09.2015 31.12.2014
Variazioni
Debiti finanziari (quota capitale)
(30.617)
(32.892)
2.275
- Prestiti bancari (12.434)
(13.120)
686
- Prestiti obbligazionari e altri titoli (1) (16.530)
(17.729)
1.199
- Altri debiti finanziari (2) (1.653)
(2.043)
390
Debiti per anticipazioni su cessioni di crediti (3) (179)
(469)
290
Ratei e altre partite (347)
(305)
(42)
Indebitamento lordo (31.143)
(33.666)
2.523
Disponibilità liquide e titoli correnti20.40823.050(2.642)
Attività / (Passività) da strumenti finanziari derivati 473
(233) 706
(Indebitamento netto)/Disponibilità nette (10.262)
(10.849)
587
Attività industriali (7.845)
(7.654)
(191)
Servizi finanziari (2.417)
(3.195)
778
(1) Include obbligazioni e altri titoli emessi sui mercati finanziari. (2) Include: HCT Note, operazioni assimilate ai leasing in base all’IFRIC 4 – Determinare se un accordo contiene un leasing, altri finanziamenti non bancari. (3) Anticipazioni su cessioni di crediti e operazioni di cartolarizzazione mantenute in bilancio.

Fatti di rilievo del terzo trimestre 2015 e successivi

Il 4 luglio 2015 è stata presentata la nuova Fiat 500, a otto anni esatti dal debutto dell’iconica Fiat 500, mentre a settembre è stata mostrata in anteprima la Fiat Toro, un nuovo Sport Utility Pick Up appositamente ideato per il mercato sudamericano che sarà prodotto nello stabilimento di Pernanbuco.

Il 21 ottobre 2015 è stato il primo giorno di quotazione sul New York Stock Exchange delle 17.175.000 azioni Ferrari oggetto di offerta pubblica iniziale, collocate al prezzo di $52 per azione. Il closing dell’operazione è stato annunciato il 26 ottobre 2015 con la conferma che le banche collocatrici hanno esercitato la loro opzione di acquisto delle 1.717.150 azioni a loro riservate. Il ricavato lordo per FCA delle totali 18.892.150 azioni Ferrari cedute è stato pari a $982,4 milioni.

Il 22 ottobre 2015 è stata comunicata la pubblicazione dell’Agenda e delle explanatory notes per l’assemblea straordinaria degli azionisti FCA convocata per il 3 dicembre 2015 ad Amsterdam e chiamata ad approvare una scissione in forza della quale FCA trasferirà tutte le azioni da essa detenute in Ferrari N.V. a FE Interim B.V., neo-costituita società olandese, contro emissione da parte di FE Interim B.V. di azioni ordinarie e azioni a voto speciale a beneficio degli azionisti detentori delle corrispondenti azioni FCA (la “Scissione”). La Scissione fa parte di una serie di operazioni volte a separare la residua partecipazione di FCA in Ferrari N.V. ed a distribuire tale partecipazione ai detentori di azioni e mandatory convertible securities di FCA.

Il 22 ottobre 2015 FCA US e UAW hanno firmato un nuovo contratto collettivo nazionale di quattro anni con decorrenza 2016. Le disposizioni del nuovo accordo includono incentivi legati al raggiungimento di obiettivi di qualità, produttività e profittabilità ed elimineranno nell’arco temporale di otto anni il divario di retribuzione tra i lavoratori più anziani “Traditional” e quelli più giovani “In-progression”.

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