FCA(29,15% dell’interesse economico, 44,27% dei diritti di voto sul capitale emesso)




I principali dati consolidati conseguiti da FCA nel primo trimestre 2016 sono evidenziati di seguito.

Se non diversamente indicato, i dati del 1° trimestre 2015 sono stati rideterminati per escludere Ferrari coerentemente con la presentazione della stessa quale attività cessata (discontinued operation) per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2015.

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(1) L’EBIT adjusted è una misura non-GAAP utilizzata per misurare la propria performance. È calcolato sottraendo all’EBIT le seguenti voci: plusvalenze (minusvalenze) da cessioni partecipazioni, oneri di ristrutturazione, svalutazioni di attività e altri proventi (oneri) atipici considerati eventi rari o isolati di natura non ricorrente.

Ricavi netti

I ricavi netti del primo trimestre 2016 sono stati pari a € 26,6 miliardi, in crescita di € 0,7 miliardi (+3%; +4% a parità di cambi di conversione) rispetto al dato del primo trimestre 2015. Con riferimento ai settori di attività, il miglioramento è principalmente attribuibile alla crescita di € 1 miliardo in NAFTA (+6%; +5% a parità di cambi di conversione), di € 0,4 miliardi in EMEA (+8%; +8% a parità di cambi di conversione), parzialmente compensata dai cali registrati da LATAM (-15%; +5% a parità di cambi di conversione) e APAC (-37%; -36% a parità di cambi di conversione) causati dalla riduzione delle consegne a seguito della debolezza della domanda nei mercati di riferimento.

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EBIT adjusted

L’EBIT adjusted del primo trimestre 2016 è stato pari a € 1.379 milioni, in crescita di € 679 milioni (+97%) rispetto a € 700 milioni del primo trimestre 2015, grazie ai forti miglioramenti registrati da NAFTA, attribuibili a maggiori volumi, migliori prezzi netti, mix prodotto favorevole, efficienze sugli acquisti, minori costi pubblicitari e di campagne richiamo, parzialmente compensati da maggiori costi di produzione per arricchimento contenuti dei veicoli; e da EMEA, grazie all’aumento dei volumi, al più favorevole mix prodotto ed alle efficienze produttive e sugli acquisti, in parte compensanti da maggiori costi di ricerca e dallo sfavorevole effetto prezzi in relazione all’aumento degli incentivi in Europa.

Anche l’EBIT adjusted di LATAM è in miglioramento (+€ 76 milioni) principalmente per effetto del favorevole mix prodotto, dei minori costi di marketing e delle efficienze produttive, in parte compensato dalla flessione delle consegne, dai maggiori costi industriali relativi al lancio di nuovi modelli e dalla crescita inflazionistica dei prezzi.

In APAC l’EBIT adjusted è in flessione dell’82% (82% anche a parità di cambi di conversione) per effetto del calo delle consegne, dello sfavorevole mix, in parte compensato dalla riduzione dei costi di marketing, ora sostenuti dalla joint venture in Cina, e dal miglioramento dei risultati della stessa joint venture.

Il calo di Maserati è attribuibile alla riduzione dei volumi, mentre il miglioramento di Componenti è legato al mix favorevole, che ha più che compensato i maggiori costi industriali.

Di seguito è evidenziata l'analisi per settore di attività:

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EBIT

Nel primo trimestre 2016 sono stati rilevati oneri atipici netti per € 72 milioni, principalmente riferibili alla stima degli oneri per il riallineamento della capacità produttiva in NAFTA (€ 51 milioni) e alle svalutazioni del Bolivar venezuelano a seguito delle modifiche della politica monetaria locale (€ 19 milioni).

Nel primo trimestre 2015 non erano stati rilevati oneri atipici tali da determinare una rettifica significa dell’EBIT che pertanto risultava allineato all’ EBIT adjusted.

Utile (perdita) del periodo

Gli oneri finanziari netti sono stati pari a € 512 milioni, in calo di € 96 milioni rispetto al primo trimestre 2015 principalmente per effetto della riduzione dell’indebitamento lordo.

Le imposte sul reddito sono in aumento rispetto al primo trimestre 2015 principalmente a causa dei maggiori utili conseguiti negli Stati Uniti.

Indebitamento netto

L'indebitamento netto industriale al 31 marzo 2016 è pari a € 6,6 miliardi, in aumento di € 1,5 miliardi rispetto al 31 dicembre 2015. Tale aumento netto riflette l’impatto negativo della stagionalità del capitale di funzionamento (€ 1,3 miliardi), accentuato dal rallentamento produttivo per il passaggio a nuovi modelli e dai minori volumi di autovetture negli Stati Uniti, nonché investimenti del periodo per € 1,8 miliardi.

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Fatti di rilievo del primo trimestre 2016 e successivi

Il 3 gennaio 2016 sono state completate le operazioni di separazione della residua partecipazione di FCA in Ferrari N.V. e di distribuzione di tale partecipazione ai detentori di azioni e mandatory convertible securities di FCA. In particolare, gli azionisti di FCA, inclusi i possessori di azioni a voto speciale, hanno ricevuto una azione ordinaria e a voto speciale Ferrari ogni 10 azioni ordinarie e a voto speciale FCA, mentre i possessori del prestito obbligazionario obbligatoriamente convertibile di FCA hanno ricevuto 0,77369 azioni ordinarie Ferrari per ogni $100 di valore nozionale detenuto.

A partire dal 4 gennaio 2016 le azioni ordinarie Ferrari sono anche negoziate sull’MTA di Borsa Italiana.

La scissione di Ferrari ha permesso a FCA di iniziare il 2016 con un indebitamento netto industriale di € 5 miliardi.

Il 2 marzo 2016 FCA ha annunciato la volontà di procedere ad un’operazione finalizzata alla creazione del primo gruppo editoriale italiano operante nel settore dell’informazione e, coerentemente con la decisione di concentrare le proprie attività nel settore automobilistico, di distribuire ai propri soci tutte le partecipazioni detenute nel settore editoriale.

L’operazione, sancita da un Memorandum d’intesa siglato dalle parti coinvolte, prevede la fusione di ITEDI S.p.A., società controllata operante nel settore dell’editoria e dell’informazione, con la società italiana Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A.

Sulla base del range di valutazione preliminare stabilito tra le parti, a seguito della fusione FCA deterrà il 16% circa del capitale sociale del nuovo gruppo, mentre il socio di minoranza di FCA nel settore dell’editoria, Ital Press Holding S.p.A. (controllata dalla famiglia Perrone), ne deterrà il 5% circa.

Il perfezionamento della fusione è previsto nel primo trimestre del 2017, subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità e al verificarsi delle condizioni sospensive tipiche per operazioni di tale tipologia (quali ad esempio il completamento delle attività di due diligence e l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni societarie).

A seguito del perfezionamento della fusione e nei tempi tecnici necessari, FCA distribuirà l’intera partecipazione detenuta nel nuovo gruppo ai possessori delle proprie azioni ordinarie.

Coerentemente con la decisione di concentrarsi nelle attività automobilistiche, e prima di procedere con le citate operazioni di fusione e distribuzione, FCA distribuirà ai propri soci l’intera partecipazione detenuta in RCS MediaGroup S.p.A.

Nel marzo 2016 FCA US, società controllata di FCA, ha effettuato un rimborso anticipato volontario di $2 miliardi, imputato ai Term Loan scadenti nel 2017 e 2018, in proporzione all’importo capitale dovuto per ciascuno di essi portando il debito residuo a circa $2,8 miliardi. Tale rimborso, unitamente ad accordi modificativi dei due Term Loan, rimuove le limitazioni contrattuali alla concessione di garanzia e al pagamento di dividendi da FCA US a favore del resto del Gruppo FCA e rende disponibile la seconda tranche da € 2,5 miliardi della linea di credito revolving sindacata di FCA da € 5 miliardi.

Il 15 aprile 2016 l’assemblea degli azionisti ha approvato una scissione che costituisce il passaggio iniziale della già annunciata operazione relativa alla distribuzione delle azioni ordinarie RCS MediaGroup S.p.A. detenute da FCA ai propri azionisti. Tale distribuzione verrà effettuata attraverso diverse operazioni, che hanno avuto effetto il 1° maggio 2016.

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